Sherwood Open Live
I libri consigliati dalla Libreria 2.Zero

Shock economy di Naomi Klein
Rizzoli, pp.624, 20,50 €

L’ascesa del capitalismo dei disastri

“È possibile che la filosofia del libero mercato metta a rischio l’idea e il futuro stesso di una società libera?
Sì. Per usare le parole di Condoleezza Rice, il mondo è veramente un posto incasinato” ha detto Umberto Eco dopo aver letto le bozze di questo libro.

“Siamo finalmente riusciti a ripulire il sistema delle case popolari a New Orleans” ha dichiarato un parlamentare repubblicano dopo l’uragano Katrina.
“Non sapevamo come fare, ma Dio l’ha fatto per noi.”

Ottobre 2006, 3709 civili iracheni uccisi in un mese: “L’Iraq è stato meglio del previsto” scrive un analista finanziario nel suo rapporto trimestrale sui risultati dell’industria energetica Halliburton.

Che cosa hanno in comune l’Iraq dopo l’invasione americana, lo Sri Lanka posttsunami, New Orleans dopo l’uragano Katrina, le dottrine liberiste della Scuola di Chicago e alcuni esperimenti a base di elettroshock finanziati dalla Cia negli anni Cinquanta? L’idea che sia utile fare tabula rasa per costruire da zero una mente, un tessuto sociale, un’utopia: quella del fondamentalismo capitalista del libero mercato. Il nuovo, attesissimo libro di Naomi Klein – l’autrice di No logo, che il “New York Times” ha definito “la bibbia di un movimento” e si è dimostrato uno dei testi più influenti degli ultimi anni – smonta il mito del trionfo pacifico e democratico dell’economia di mercato. Solo uno shock provocato da un cataclisma naturale o dalla violenza intenzionale della guerra, del terrorismo, della tortura – può trasformare il “politicamente impossibile” in “politicamente inevitabile”. Sono parole del guru dell’ultraliberismo, Milton Friedman, che i suoi zelanti discepoli hanno messo in pratica con sconcertante abilità. Così, il trauma dell’11 settembre ha permesso a Bush di appaltare ad aziende private la sicurezza interna e la guerra all’estero; la ricostruzione dopo l’uragano ha cancellato in un attimo le case popolari e le scuole pubbliche di New Orleans; l’onda dello tsunami ha allontanato dalle coste centinaia di migliaia di pescatori, liberando le spiagge per nuovi villaggi turistici.
Shock Economy è un agghiacciante e argomentato atto d’accusa contro un capitalismo di conquista che sfrutta cinicamente i disastri (a vantaggio di pochi) e ne produce in proprio di ancora peggiori. Come dimostra la tragedia irachena.

Naomi Klein è l’autrice di No logo, bestseller internazionale tradotto in 28 lingue. Ha una rubrica sul “Guardian” e su “The Nation”. Nel 2003 ha pubblicato una raccolta di articoli, Recinti e finestre. Nel 2004 ha realizzato con il regista Avi Lewis The Take, un documentario sull’occupazione delle fabbriche in Argentina, presentato a Venezia e premiato al festival dell’American Film Institute di Los Angeles. Negli ultimi tre anni si è dedicata alla stesura di questo libro, studiando in particolare la ricostruzione in Iraq, che ha commentato con articoli o interviste per la Cnn, la Bbc, la Rai, il “Los Angeles Times” e il “Washington Post”.

Links: [ 01 ] | [ 02 ]

******************************************

Le benevole di Jonathan Littell
Einaudi, pp.956, 24€

Nell’Europa travolta dalla furia nazista, l’epopea tragica ed efferata di un ufficiale delle SS, Maximilien Aue. Le Benevole ci fa rivivere gli orrori della guerra dal punto di vista dei carnefici. «Non ho alcun rimpianto: ho fatto il mio lavoro, tutto qui». È una storia che «vi riguarda: vedrete che vi riguarda».

Nato in Alsazia da padre tedesco e madre francese, Maximilien Aue dirige sotto falso nome una fabbrica di merletti nel nord della Francia. Svolge bene il suo lavoro, è un uomo preciso ed efficiente. Preciso ed efficiente, del resto, lo era stato anche negli anni del nazismo, quando fra il 1937 e il 1945, aveva fatto carriera nelle SS in Germania. Pur essendo un nazionalsocialista convinto, il giovane e brillante giurista era entrato per caso nel corpo, punta di diamante del Reich hitleriano: fermato dalla polizia dopo un incontro omosessuale, aveva accettato di arruolarsi per evitare la denuncia, grazie anche all’intercessione di Thomas Hauser, un giovane ufficiale che in seguito sarà sempre al suo fianco nei momenti decisivi.

Nel 1941 Max è sul fronte orientale, dove nell’ambito delle Einsatzgruppen dà il suo contributo al genocidio di ebrei, zingari e comunisti. Trasferito nel Caucaso e poi nella Stalingrado accerchiata dall’Armata rossa, sopravvive miracolosamente a una grave ferita alla testa. Durante la convalescenza ristabilisce per la prima volta dopo molti anni i contatti con la madre che vive in Costa Azzurra con il secondo marito, un uomo d’affari francese. A lei attribuisce, con odio feroce, sia la scomparsa del padre, sia il distacco da Una, la sorella gemella, alla quale sin dall’infanzia è legato da un mai risolto rapporto incestuoso. I fatti sanguinosi legati a questo soggiorno in Costa Azzurra rimangono anche per lui avvolti in una fitta nebbia.
Dopo il rientro in Germania, lavora a stretto contatto con Himmler, con Speer, con Eichmann, con tutta la gerarchia nazionalsocialista, cercando di innalzare la produttività dei detenuti nei campi di concentramento. Per la Germania tuttavia, la guerra ormai è persa, la Wehrmacht arretra su tutti i fronti: nel corso di una licenza in Pomerania nella villa della sorella, Max resta intrappolato dietro le linee nemiche. Thomas lo salva anche in questa occasione e insieme raggiungono la capitale del Reich, devastata dai bombardamenti alleati. Qui, al crepuscolo del nazismo, gli viene in aiuto il suo bilinguismo: assumendo l’identità di un francese deportato in Germania, riesce a fuggire.

Grande affresco epico e tragico, non romanzo storico, ma storia assoluta in cui sembrano condensarsi i temi di tutta la letteratura occidentale, dall’Orestea di Eschilo a Vita e destino di Vassilij Grossman, Le Benevole ci fa rivivere gli orrori della Seconda guerra mondiale dal punto di vista terribile e ripugnante dei carnefici. Trascinato dalla corrente della Storia e inseguito da fantasmi che, come le furie «benevole» dei Greci, le Eumenidi, cercano vendetta, Maximilien Aue è parte di noi, la parte più nera. E forse l’impresa e lo scandalo di questo grande romanzo, come ha scritto lo storico Pierre Nora, sono proprio quelli di «ricondurre all’umano l’inumano totale».

Jonathan Littell è nato a New York nel 1967. Le Benevole è la sua prima opera letteraria. Scritta in francese e pubblicata nell’agosto del 2006, ha ottenuto il Prix Goncourt e il Grand Prix du Roman de l’Académie Française. È in corso di traduzione in tutte le principali lingue

******************************************

Il metodo antistronzi di Robert I. Sutton
Elliot edizioni, pp. 224, 14,00€

“Un libro talmente vero e talmente utile che ti fa chiedere: come ho fatto finora a farne senza?” (Booklist).

Questo libro è dedicato a chi sul posto di lavoro subisce abusi di ogni tipo da parte di superiori e colleghi e a tutti coloro i quali hanno il potere e il dovere (oltre che l’interesse) di cambiare le cose. In questo volume, di grande leggibilità e al contempo condotto con estrema serietà nei contenuti e ricchezza di esempi, Robert I.Sutton affronta il problema del mobbing da un punto di vista originale: le conseguenze economiche che esso provoca alle aziende. Gli “stronzi”- un termine che non consente eufemismi, come sostiene l’autore – provocano danni enormi non solo alle loro vittime ma anche alla performance aziendale nel suo complesso, a tutti quelli che ne subiscono di riflesso gli effetti e, non ultimo a se stessi. Le conseguenze, in termini economici, emergono dagli studi effettuati negli Usa e in Europa sui costi derivati dell’aumento del Turnover (il 25% delle vittime del bullismo e il 20% di chi semplicemente vi assiste lasciano il posto di lavoro), dall’assenteismo, dal calo della dedizione al lavoro. Sutton non si limita però alla sola analisi della situazione ma fornisce, in termini chiari e inequivocabili, suggerimenti pratici sia ai dipendenti che ai manager per creare un luogo di lavoro vivibile e veramente produttivo. Ricco di umorismo e di un sano buon senso, ma imbattibile dal punto di vista tecnico/pratico/scientifico pur non essendo un freddo manuale di management, Il metodo antistronzi è l’unico testo che può salvarti davvero la vita. Permettendoti anche di non trasformarti in uno di loro. Basta fermarsi in tempo.

Robert I. Sutton è titolare a Stanford della cattedra di tecnica aziendale innovativa. Laureatosi in psicologia applicata al posto di lavoro, ha creato lo Stanford Technology Venture Program (STVP), mirato al pensiero lineare e multidisciplinare all’interno del marketing. E’ o è stato consulente per le maggiori aziende americane ed europee, dalla Pepsi alla Nokia, dalla Nike all’IBM. Autore di altri best-seller (già sotto contratto per Elliot Edizioni), ha rinunciato a pubblicare il suo ultimo libro con la prestigiosissima Harvard University Press perché i responsabili editoriali non gradivano il termine “stronzo” (che poi è stato addirittura censurato sulla classifica del New York Times!).

******************************************

Alluminio di Luigi Cojazzi
Hacca, pp 216, 12€

È possibile lasciarsi alle spalle il proprio destino restando fedeli a se stessi? Si può attraversare il dolore dell’amore senza voltarsi indietro?

L’Argentina del ’78 e i mondiali di calcio, un gruppo di ragazzi che di giorno lavora alle fabbriche e di notte si trova in uno spiazzo sterrato per surreali partite di pallone, Dani che continua a pensare a Manuel, il fratello di cui ha perso le tracce nella Santiago del Cile di qualche anno prima, e l’arrivo di Luz, la donna affascinante e misteriosa che si è incisa il suo passato nel nome.
E poi la storia di una promessa e di un tiro leggendario che se fosse andato in goal avrebbe potuto cambiare le cose, la folle corsa della stella cometa, i desaparecidos della Escuela Mecánica di Buenos Aires, un faccendiere senza scrupoli e la nascita di un torneo allucinato e crudele che ricorda la lotteria di Babilonia di Borges. È una foto, appesa alla parete di una stanza in penombra, a unire questi eventi, in una verità che spinge Dani, giovane esule approdato in una periferia senza centro della costa argentina durante la dittatura, a giocarsi i suoi fantasmi in un’assurda scommessa finale. Dove a essere in palio non sono soldi, ma un destino.

Alluminio è un romanzo sulla paura e sulla speranza del ritorno, un tentativo di esplorare la segreta prossimità tra le forme dell’amore e le forme dell’abbandono.

Luigi Cojazzi, Colli Orientali del Friuli annata 1976, dopo una laurea in filosofia all’università di Padova ha lavorato in Colombia come osservatore internazionale in zone di conflitto. Attualmente svolge l’attività di redattore presso una casa editrice di narrativa, traduce saggistica e romanzi, e viaggia quando può. Tra le traduzioni recentemente pubblicate: J. Starr, Cattivi pensieri a Manhattan; J.L. Fournier, Io, Dio (Meridiano zero 2006, 2005). Aderisce alla campagna di Greenpeace “Scrittori per le foreste”, per la stampa dei libri in carta riciclata

******************************************

Lontano da ogni cosa di Mattia Signorini
Salani, pp.272, 14€

Alberto, il giovane e geniale pittore di alberi inconclusi, con l’arroganza e la durezza di una sfida continua; Stefano, lo studente, con il desiderio di essere all’altezza dell’amico, però più fragile, più intimidito; Chiara, la ragazza, con la sua innocente ma sensuale naturalezza. I due ragazzi dividono lo stesso appartamento; la ragazza, che ama il pittore, è nomade nello studio.
Sono in tre. Si muovono tra la Padova universitaria, una Milano fintamente glamour, e la Roma che ruota intorno al mondo del cinema, alla ricerca di un’identità, scoprendo alla fine di essere lontani da ogni cosa, persino da se stessi. Ognuno è legato all’altro, indissolubilmente, e condivide le rabbie, le indifferenze, le euforie, nei frammenti di un insolito discorso amoroso. Ognuno ricerca un proprio posto nel mondo e questo essere comunque sempre in tre li pone al riparo dal disastro esistenziale.

Mattia Signorini è nato nel 1980 e vive in Veneto. Il suo romanzo d’esordio, Severo American Bar (peQuod, 2004), finalista al premio Kihlgren e al premio Tondelli, è stato un piccolo caso nell’editoria indipendente. Ristampato più volte, ha raggiunto grazie al passaparola un numero sempre maggiore di lettori. Per saperne di più su di lui, visitate il suo sito.

Links:

******************************************

Vite di traverso di Davide Musso
Gaffi, pp. 64, 10€

Sette nomi, sette volti, sette storie sbagliate: popolano le nostre città, abitano nel nostro stesso condominio, li incrociamo per strada senza accorgercene, o facendo finta di non vedere.
C’è Samir, per esempio, che dopo una settimana a spaccarsi la schiena all’ortomercato passa la domenica in balera, e qui incontra Ada, con il suo sguardo pericoloso come uno sparo.
Oppure Antonio: dietro le sbarre per colpa di una rapina andata fin troppo bene e di un complice con la lingua fin troppo lunga. Ma anche Violet, che è la fine del mondo e non dice mai di no. Nessun limite alla fantasia: basta pagare. Poco importa se desidera un figlio, o qualcuno che si prenda cura di lei. Il suo destino adesso è qui, regina-schiava della circonvallazione.
Incidenti di percorso che, a pensarci bene, potrebbero capitare a tutti. Se solo un giorno anche a noi andasse la vita di traverso.

Davide Musso è nato a Milano nel 1974. Da giovane sognava di diventare un famoso chitarrista heavy metal e di incantare i fan con la sua fluente chioma. Quando, suo malgrado, ha iniziato a seguire le orme del padre lungo la china di una calvizie senza scampo, ha venduto la mitica Fender Stratocaster nera e si è dato alla scrittura, interessandosi in particolare di tematiche sociali.
Giornalista professionista, è stato per sette anni redattore del mensile “Altreconomia” e oggi si occupa di editoria. Ha pubblicato il reportage dall’Ecuador Bananeros (Terre di mezzo Editore, 2004) e, con Miriam Giovanzana, il libro-inchiesta Io boicotto Nestlé (Terre di mezzo Editore, 2005). Suoi racconti sono usciti sulle riviste “Ellittico” e “Linus”.

******************************************

La Cortina di marzapane di Heman Zed
Il maestrale, pp.176, 14€

Trieste, 1973: un bambino, durante una cena in famiglia, scopre che esiste un posto magico chiamato “Paesi dell’Est”. Lì, dove le foto a colori vengono in bianco e nero, c’è anche una città divisa da un muro gigante che si può pasticciare senza che nessuno dica niente. Di giorno, poi, al posto del filo spinato stendono dei rotoloni di marzapane buono. Ha più senso rimanere a Ovest? Le prime, eccentriche avvisaglie di una dissidenza inconsapevole quanto profonda hanno il candore dell’adolescente che snobba Rivera per Sparwasser, onesto pallonaro della Germania Est. Ormai ragazzo, per tutti diventa Tito: rifiuta sdegnato la Vespa 50 per scorrazzare col Tomos A3 jugoslavo. Ma in lui si accendono subito ambizioni e entusiasmi, dopo una vacanza-premio coi genitori, a Budapest, movimentata dalla compagnia di una serafica spia in fuga… Fino al periodo universitario che, tra il sogno di coniugare capitalismo e socialismo e la passione per la musica dark anni ’80, gli dà occasione di tornare oltre cortina: sullo sfondo dell’imminente caduta del Muro, un viaggio per le capitali dell’Est con la fidanzata filoamericana Simona e l’amica Anna, accompagnata dallo scapestrato punk Sony-boy. Gli ostelli lerci, le folli e alcoliche scorribande notturne e gli imprevisti, lasciano emergere insospettabili affinità elettive: un’illuminazione, per Tito, che lo spingerà a una drastica scelta di vita e ad un incontro inatteso.

Heman Zed ha 40 anni. Dopo aver viaggiato per l’Europa, lavorando come dj, importatore di abbigliamento fetish e anelli per body-piercing, decide di stabilirsi a Padova, dove collabora con un’associazione no-profit impegnata in progetti sociali multimediali. È un appassionato studioso di storia contemporanea. La cortina di marzapane è il suo primo romanzo.

******************************************

La suonatrice di Theremin di Gianni-Emilio Simonetti
Derive Approdi, pp.192, 15€

Kronshtadt 1921, Russia. Una rivolta durata appena 18 giorni si chiude nel modo più crudele. L’insurrezione dei marinai dell’isola del mar Baltico viene sedata dalle guardie rosse, guidate da Leon Trotski, a pochi anni di distanza dalla Rivoluzione d’Ottobre.
Anastasija S. è scampata a quel massacro e si rifugia a Parigi. Dal suo esilio, si dipana il filo di un racconto che si perde nelle mense piene di fumo di marinai vocianti, nelle merende infantili con formaggio bianco e mirtilli consumate sulle scogliere, nelle strade di Mosca e Pietrogrado.
Anastasija S. è una donna sola, esiliata, sopravvissuta a una delle disavventure del Novecento. Studia violino e uno strano strumento, il theremin, che emette suoni avvicinando le mani alle sue valvole termoioniche. A Parigi lavora in un ristorante russo. I suoi ricordi riportano in superficie i frammenti di un dolore sopito, tanto più forte quanto causato dalla ferocia di un’armata che si credeva amica. Una quotidianità di piccole cose, preparare un blini o suonare una cracoviana, diventa il modo per elaborare un lutto che, prima di essere personale, è quello di un intero secolo di tragedie.

Un estratto
«Fece colazione in un piccolo e buio bistrot nel cuore di quel quartiere che le avevano descritto come la grande truanderie, il regno dei ladri, sepolto nel labirinto di stradine attorno a Montorgueil. Non era la prima volta, il cibo era buono, la conversazione leggera, il vino scuro come l’inchiostro e poi era vicino ad una bottega di liutaio dove sperava di recuperare una corda per il suo violino. Ci tornava volentieri, l’odore dei tegami, della segatura, del tabacco, dei cappotti bagnati di pioggia le era familiare. Lì, conobbe più di una Claudine che aveva sbagliato scuola, tutte con la boccuccia rossa, gli occhi colore del brandy e le guance camelia. Camminavano sollevando sfrontatamente le gonne, mentre gli uomini si voltavano a guardare le calze nere con commenti che le facevano sorridere. […] Tutte sognavano, come Kiki, di posare nude per Kisling o per Foujita, che, si raccontava in giro, pagava bene e per di più le faceva ridere con il suo buffo francese. Insomma, era il posto dove un uomo diceva alle servette che correvano da un tavolo all’altro cose che non avrebbe mai detto alla propria moglie. Tutto ciò la lasciava indifferente. Sulle barricate aveva spesso mangiato, famelica, un pugno di orzo tostato mescolato, se aveva fortuna, con un uovo, prima di cadere nel buio della notte, prima di essere trascinata nei gorghi smemoranti del tempo perduto. A Pietrogrado, oramai donna, aveva avuto degli amori, ma nessuno bagnava più i suoi sogni. Quando ci pensava, a volte, provava ancora affetto, desiderio, ma non la passione, né il furore che fa volare il tempo e toglie il sonno. Era stata svezzata a battersi sotto le bandiere al vento, conquistando piazze e scalinate dove feroci cavalieri azzurri montavano la guardia. Era stata costretta a lunghi turni di notte in ospedali di fortuna […]. Un po’ di cipria dozzinale mescolata al sudore delle passioni a pagamento non la scandalizzavano, anzi, per qualche oscuro motivo le ricordavano la spensieratezza e la magia delle notti bianche sulla prospettiva Nevskij, tra le botteghe del Gostinyi dvor, quando le più belle ragazze di tutta la Russia animavano i suoi marciapiedi fino all’alba. Tutto questo quando non conosceva ancora il peso del fucile sull’avambraccio e l’ansia per la cartucciera semivuota. Il suo turno al ristorante cominciava alle quattro. Doveva sbrigarsi se voleva recuperare la corda per il violino e non fare tardi. Aveva promesso allo chef di mostrargli come si preparava un koulitch».

Gianni-Emilio Simonetti, nato a Roma, vive sul Lago Maggiore.

******************************************

Nella stessa rubrica

Incontro: "Mandar obbedeciendo. Percorsi di autogoverno in Messico"
Mercoledì 21 novembre 2007 @ Sherwood Open Live Vicolo Pontecorvo 1/A Padova Dalle ore 19.30 aperitivo messicano Alle ore 21.00 “Mandar (...)

Presentazione del libro "Vita e cultura gay"
Mercoledì 16 aprile 2008 @ Sherwood Open Live Vicolo Pontecorvo 1/A Padova Alle ore 21.30 Presentazione di "Vita e cultura gay. Storia (...)

Riduzione teatrale del libro "La cortina di Marzapane"
Mercoledì 5 dicembre 2007 @ Sherwood Open Live Vicolo Pontecorvo 1/A Padova Alle ore 20.45 Riduzione teatrale del primo libro di Heman Zed (...)

Bacheca
Concerti ed eventi
Comunicati
Febbraio 2010
Proiezioni
5 febbraio 2010
Esposizioni
12 febbraio 2010
Credits - Login - RSS