Immaginiamo una Donna Sapiens Sapiens, dedita all’agricoltura ed alla cura dei figli, trovare in un anfratto in altura un po’ di neve. Sulla schiena riposa il suo ultimo nato, in un contenitore ricavato da una zucca essiccata i frutti maturi che ha appena raccolto. Prende un po’ di neve fresca con la mano ancora segnata dalla polpa del frutto che ha appena mangiato e se la porta alla bocca: secondo me è nato così il primo gelato della storia.
La spia che venne dal freddo
Nel bacino del mediterraneo la vita scorreva tranquilla e nessuno aveva mai sentito parlare dei cinesi che avevano già imparato la produzione del freddo e la successiva conservazione dei cibi. Da qui all’usanza di refrigerare i cibi per il sollievo alla calura estiva il passo è breve. Non è difficile pensare al cammino che questi cibi fecero, attraverso le catene montuose confinanti con l’India, per arrivare nel cuore della mezzaluna fertile, serra a cielo aperto abitata da gaudenti e curiosi gastronomi.
Gli antichi egizi erano soliti offrire ai loro ospiti calici d’argento divisi a metà: in una parte polpa e succo di frutta freschissimi e nell’altra metà ghiaccio tritato. Praticamente un sorbetto.
Un ulteriore suggerimento lo si può trarre dalla Bibbia, che sapeva essere anche una raccolta di usi, costumi e ricette: Isacco offrì ad Abramo latte di capra misto a ghiaccio e miele, dicendogli "Mangia e bevi: il sole è ardente e così puoi rinfrescarti”. Re Salomone era un grande consumatore di bevande ghiacciate ed anche Alessandro Magno, indomito condottiero, durante le sue campagne in India esigeva la fornitura costante di neve da consumare mescolata a miele e frutta.
Ed i Romani? Secondo me erano capacissimi di gustarsi un goloso sorbetto durante una seduta di lavoro alle terme, altro che i nostri coni preconfezionati mangiati velocemente e distrattamente, alla guida dell’auto mentre ci spostiamo nel traffico incandescente.
Plinio il Vecchio e Quinto Fabio Massimo divennero ulteriormente noti grazie ad un paio di ricettine gelate, una via di mezzo tra il sorbetto ed il gelato vero e proprio. E non pensate che il gelato fosse una leccornia per buongustai danarosi: nei "Thermopolia" disseminati lungo le strade, sempre affollati di viandanti accaldati, si servivano cibi caldi conservati in otri e mantenuti a temperatura ambiente oltre ad enormi quantità di bevande ghiacciate.
Sicilia, Parigi, Mortise
Ma poi arrivarono i barbari che distrussero tutto, compreso il gusto per la buona tavola. Per fortuna non arrivarono in Sicilia (ovvero, arrivarono ma non entrarono in cucina, evidentemente) e gli Arabi, che allora erano cultori delle cose belle della vita, sapevano offrire ai loro ospiti sorbetti e gelati deliziosi addolciti con l’idromele, profumati con melone, anguria, fichi d’india, pesche e melograno. Del resto in Sicilia c’era la riserva naturale di neve più importante di tutto il bacino del Mediterraneo, l’Etna. Marco Polo in Cina aveva imparato a mescolare acqua e salnitro per ottenere materia ghiacciata, i maestri pasticceri siciliani non avevano rivali e Venezia dettava legge nel mondo: un mix invincibile. Il gelato divenne una leccornia veneta glamour e l’Europa non seppe resistere al brivido dolce del gelato.
Dalla coppa in argento sbalzato al business del cono il passo è relativamente breve: un cuoco a tempo perso di nome Ruggeri, alla corte dei Medici, vinse un contest proponendo ricette inedite di gelato. Divenne famoso in tutto il Granducato e quando Caterina sposò Enrico, duca d’Orleans, volle con sé “l’unico italiano in grado di umiliare i francesi, almeno in cucina”. Era il 1533 e sua era la ricetta di “Ghiaccio all’acqua inzuccherata e profumata”. Un secolo dopo Francesco Procopio dei Coltelli, palermitano di nascita, perfezionò “la macchina per fare il gelato” che suo nonno, pescatore ed inventore a tempo perso, gli lascò in eredità. Francesco imparò a sostituire con lo zucchero (arrivato in Europa grazie alle nuove scoperte) il miele e ad aggiungere il sale al ghiaccio, così da farlo durare più a lungo. Nel 1686 aprì un locale a Parigi e divenne il re del gelato, come il nostro Bepi che a Mortise (http://www.gelateriadabepi.com/index.htm), un quartiere di Padova, propone da tre generazioni gelati dai gusti tradizionali e da gourmet, come quello al gorgonzola o alla grappa, prodotti tutti i giorni e solo con frutta e verdura di stagione. E non più tardi di un anno fa la rivista preferita dai gastronomi golosi, Il Gambero Rosso, scrisse di lui e della sua dolcissima produzione.
Pupo cantava “gelato al cioccolato dolce un po’ salato, tu gelato al cioccolato” e noi godiamoci una bella coppa ricolma di fredde tentazioni anche in sostituzione del pranzo o della cena perché, come disse Dustin Hoffman, “Un Oscar, il sesso, un gelato e una pizza... Se avessi questo ogni giorno per il resto della mia vita sarei felice”
Ricette gelate per bollenti spiriti
Gelato alla lavanda e zenzero
Ingredienti: latte, 400 gr; yogurt bianco tipo Muller, 200 gr; 2 tuorli; un albume; glucosio, 100 gr; miele millefiori, 100 gr; un cucchiaio di semi di lavanda; un cucchiaio di radice di zenzero fresco grattuggiata.
Procedimento: sbattere i tuorli e l’albume con lo zucchero e renderli spumosi, scaldare appena latte e miele ed aggiungere a filo alle uova, per ultimo unire lo yogurt. Aggiungere la lavanda e lo zenzero, mettere tutto nella gelatiera e mantecare per non meno di 30’.
Alternare in un bicchiere da martini una o due quenelle di gelato con un po’ di sbrisolona sbriciolata, decorando alla fine con qualche fiore di lavanda.
Gelato con poche calorie e tante fragole
Ingredienti: 400 gr di fragole pulite e tagliate a pezzetti; 150 gr di yogurt naturale; 100 gr di panna fresca; 50 gr di glucosio; un po’ di semini di vaniglia; un po’ di zucchero a velo.
Procedimento: nel bicchiere del frullatore mettere le fragole, lo yogurt, il glucosio, metà della panna ed i semini di vaniglia. Correggere di glucosio se lo ritenete opportuno ma dovrebbe essere un gelato dietetico, no? ;-)
Mettere il contenuto del frullatore nella gelatiera (la mia ha 30 anni e funziona ancora divinamente): basteranno 40’.
Nel frattempo montare la panna rimanente con lo zucchero a velo e servirla con il gelato e magari qualche fragola intera.
[ Pubblicato on-line il 10 giugno 2010 ]