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31-luglio-2004


Tra aprile e giugno del ’90, in una villa di Rio Saliceto, provincia di Reggio Emilia, nasceva "Epica Etica Etnica Pathos", l’ultimo album dei CCCP di Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni. Tra aprile e giugno del ’90 le canzoni che lo compongono vengono registrate da un’insolita formazione: oltre a Ferretti e Zamboni, c’è l’ex-Litfiba Gianni Maroccolo, Francesco Magnelli (tastierista, autore e arrangiatore per i Litfiba) e Giorgio Canali, chitarra disturbata e anarchica, fonico e produttore. Praticamente i CSI sono già insieme, anche se non lo sanno ancora. Il 13 settembre dello stesso anno, i CCCP presentano alla stampa il loro nuovo album - "Epica Etica Etnica Pathos", appunto - e annunciano al tempo stesso il proprio scioglimento, all’indomani del crollo del muro di Berlino, della riunificazione delle due Germanie e della morte del mondo comunista. Muore l’Unione Sovietica (CCCP), i CCCP non hanno più ragion d’essere.
Comicia così l’avventura dei CSI. Il primo album vero e proprio nasce nel 1993. Il gruppo si riunisce in un casale in Bretagna e partorisce "Ko de Mondo". Il 1995 vede la partecipazione dei CSI a due importanti progetti: il primo è quello dedicato ad Augusto Daolio dei Nomadi, per il quale il gruppo incide la storica "Noi non ci saremo", il secondo – e di sicuro il progetto più importante realizzato dal gruppo in quell’anno - è "Materiale Resistente", che nasce per festeggiare – e ricordare – il 50° anniversario della Resistenza e della Liberazione ’in modo non ortodosso’. L’avventura artistica prosegue, ma nei primi mesi del 2001 esce il lavoro con il quale i CSI hanno scelto di congedarsi dal proprio pubblico. Intitolato significativamente "Noi non ci saremo", quest’ultimo album antologico dei CSI viene pubblicato in due volumi separati, entrambi contenenti canzoni mai pubblicate, rarità, colonne sonore, registrazioni dal vivo.
Il 12 aprile 2002 esce il primo album omonimo dei PGR-Per Grazia Ricevuta, il nuovo progetto di Giovanni Lindo Ferretti, Gianni Maroccolo, Giorgio Canali e Franceco Magnelli con la partecipazione di Ginevra Di Marco.
L’album è stato registrato nell’autunno del 2001 con la produzione di Hector Zazou (uno dei più innovativi ed imprevedibili compositori francesi) e missato da Peter Walsh (già ingegnere del suono per Simple Minds e Pulp). E’ stato presentato al museo d’arte moderna di Roma e all’università cattolica di Milano come un "manufatto industriale di musica moderna, solo plastica stampata, prezioso e puro". Queste poche parole esplicitavano il rifiuto di qualsiasi opzione ovvia: nessun videoclip, nessun singolo, nessun concerto, a sottolineare che la musica nella sua complessità sconta un eccesso ed è abusata.

Si formano nel 1990 e realizzano nei primi anni della propria carriera un paio di autoproduzioni. Il primo album del gruppo esce nel 1996 e si intitola "Metamorfosi": a produrlo è il veronese Massimo Bubola (veneto come loro, che sono di Treviso), e grazie a questo album gli Estra iniziano ad esibirsi in giro per l’Italia riscuotendo un discreto successo. Nel 1997 arriva "Alterazioni", album che conferma la vena colta ed ’estrema’ del gruppo, votato nei dieci dischi migliori dalla critica specializzata. Segue l’ennesima tornata di concerti in giro per l’Italia, al termine della quale il gruppo torna in sala d’incisione con Jim Wilson (Sugar, Bob Mould) per lavorare a "Nordest Cowboys", terzo album.
Dopo un altro grande giro di concerti e alcune sortite soliste del cantante Giulio ‘Estremo’ Casale (che si esibisce in alcuni reading, pubblica il libro "Sullo zero" e cura la traduzione dei testi di Jeff Buckley), il gruppo torna in studio tra la fine del 2000 e l’inizio del 2001. Esce "Tunnel Supermarket", in cui la tradizionale vena rock del gruppo si apre all’elettronica e all’uso dei fiati. Nel 2002 Giulio Casale pubblica "Sullo zero", registrazione dei concerti reading, che include diverse versioni acustiche di brani degli Estra, letture di brani dell’omonimo libro e due inediti, di cui uno, "Finchè posso", dedicato a Jeff Buckley. Nel 2003 esce l’album "A conficcarsi in carne d’amore".

Fanno ormai parte di quella nutrita schiera di band italiane che con il loro sound e le loro canzoni sono riuscite ad attirare i favori della critica e del pubblico in maniera unanime.
Volendo ripercorrere le tappe più importanti nella carriera della formazione veneta si può partire dalla vincita di Ritmi globali nel 1997, seguita da quella di Arezzo Wave nell’estate del 1998 che decretano gli Elle come tra le più interessanti proposte italiane di alternative rock. Ma è con il successivo cd completamente autoprodotto (Caffè&Cadillacs) che la band comincia a mostrare il suo assoluto valore al punto da attirare l’attenzione per una produzione ufficiale ed organizzata.
"Bruciamo ciò che resta" (Marzo 2001) è il titolo infatti del primo cd ufficiale della band, prodotto da un veterano dell’indie rock made in U.S.A., Geoff Turner, già con Senatur Flux e New Wet Kojack.
Il cd viene accolto più che favorevolmente dalla stampa specializzata e dalle Radio di settore. I live-show poi fanno da collante alla credibilità che la band si è guadagnata in anni e anni di concerti.
Nell’autunno del 2001 la band subisce un cambiamento di lineup. Usciti dalla band il chitarrista/cantante Marco Iacampo e il bassista Fabio "Fatzio" Coronin, gli ELLE proseguono nella loro idea di voler dare continuità al loro progetto.

Proveniente dalla provincia di Treviso, il gruppo è riuscito subito a farsi notare da giornalisti ed addetti ai lavori italiani, creando uno stile personale che abbina al rock grezzo sonorità psichedeliche, assorbendo in modo magistrale le lezioni di Blue Cheer, Black Sabbath, MC5, GRAN FUNK.
Il loro primo disco "Extended Playing" uscito nel febbraio 2001 ha venduto più di 1000 copie; nel marzo 2002 la casa discografica Beard of Stars Records/Self ha pubblicato il primo album degli OJM, "Heavy" - prodotto da Paul Chain - che in pochi mesi ha esaurito la prima tiratura del disco.
Ad ottobre 2002, Massimo (batteria) e Matteo (basso), hanno continuato a collaborare con PAUL CHAIN suonando in due canzoni su "Container" (album edito da BEYOND PROD.) e accompagnandolo in tour per l’Italia; ma è con "Heavy" che parte l’avventura al di fuori dei confini italiani, sia grazie a Beard of Stars, distribuita in tutto il mondo, sia dall’attenzione che le riviste estere hanno rivolto ad "Heavy" con piu di 100 recensioni ed interviste su giornali e webzine di tutto il mondo.
Nel frattempo lo stile e l’attitudine del gruppo ha virato verso lidi più rock ’n’ roll, pubblicando a maggio 2003 lo split in 7" con gli inglesi Gorilla, sempre per Beard Of Star. Negli ultimi 2 anni, hanno all’attivo più di 200 concerti in tutta la penisola dalla Sicilia al Veneto, live show intensi, selvaggi e travolgenti, degni dei migliori maestri d’oltreoceano, dividendo il palco con Marlene Kuntz, Hardcore Superstar, Nebula,Tre allegri ragazzi morti, Bluvertigo, Fleshtones, One Dimensional Man e molti altri.

Nascono a Mantova nel 2001 quando Luca, Paolo, Diego e Andrea decidono di formare una band per dare forma alla loro comuni idee artistiche. Le influenze musicali sono molteplici, ma tenute insieme da una forte passione per il rock (Jeff Buckley, Radiohead, Nirvana, Depeche Mode, Pink Floyd). Le prime jam sessions producono subito risultati convincenti, la strada sembra quella giusta e la band decide quindi di registrare alcuni brani nello studio casalingo di un amico. "Elephants fall", il demo autoprodotto nel 2002, è permeato da suoni elettroacustici, lenti e malinconici con alcuni accenni psichedelici. Il lavoro ottiene subito un riscontro molto positivo, e questo porta la band a suonare dopo poco in alcuni club italiani e a farsi conoscere dal pubblico. Il demo viene inoltre accolto favorevolmente da stampa specializzata e radio rock italiane e straniere. Recensioni positive compaiono inoltre in numerosi siti internet, suscitando l’interesse di molti addetti ai lavori, tra i quali quello di Federico Sparano (Artes Records).
Nel 2003, con la produzione di Giulio Casale, i Grey entrano in studio per registrare il loro cd d’esordio, in uscita nel mese di marzo 2004. Il loro primo album sviluppa le intuizioni già presenti in "Elephants Fall", accentuandone gli estremi ed ampliandone lo spettro sonoro.

Takeaway nasce sulla schiena della strada statale 248.
ET Martino (basso/voce) e Puntoter (batteria) si trovano a pensare un progetto nuovo dopo che da poco si è esaurito l’esperienza chiamata La Polifonica.
L’idea è quella di formare una band con alcuni ingredienti fondamentali: ricerca, melodia, rapidità, ritmi battuti e da ballare. A portarli su questo binario, oltre ad una scena underground italiana sempre più ricca e vitale, concorre l’ascolto di un sacco di materiale musicale poco convenzionale. Nel lettore e nell’autoradio girano elettronica, rock e suoni ibridi in cui le attitudini si mescolano sempre più, mutandosi a vicenda. Dai Letfield ai Radiohead, dai Kraftwerk ai Soulwax, e poi Dj Food, Sonic Youth, Chemical Brothers, Beastie Boys, Fugazi, le colonne sonore di John Barry o Morricone, K & D come The Kills.
Dopo alcune sperimentazioni e con le prime idee sui pezzi, i due ri-contattano la sezione fiati della Polifonica. Il sax di Vizir e il trombone di Big Luciano, infatti, avranno la fondamentale funzione di personalizzare e arricchire il sound, depistandolo talvolta con rimandi a situazioni da colonna sonora spy.
A completare la formazione arriva Mauro Logic (chitarra), direttamente dallo spazio siderale.
Il nome Takeaway nasce da un ristorante cinese poco distante dalla casa di Puntoter: è una parola in cui stanno racchiuse semplicità e sostanza, oltre che una certa urgenza molto attuale.
In maniera atipica, invece di iniziare suonando dal vivo, si fissa un’idea di “pasta” sonora di partenza con l’incisione di 2 pezzi allo studio Groova. Quest’esperienza fa conoscere al gruppo Matteobass, produttore artistico e gran persona, che diventerà di fatto un sesto Takeaway, smanettando sui mixer anche ai concerti.
Finalmente si inizia a suonare e a saltare sui palchi, facendo saltare la gente sotto, portando in giro una serie di canzoni che, con il passare del tempo, stimolano e divertono sempre più persone.
E fuori dal finestrino dell’auto o dentro il cuore il panorama e l’ispirazione della band: le strisce bianche sull’asfalto, il nord est italiano e le sue fabbriche, la notte, le feste, i treni di pendolari, le parole e le ragazze, lunghissimi fili del telefono. Tutto questo è casa sua, anche se non ci vivrebbe per sempre.