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Invisibili, in bilico nella penombra cercata

Intervista ai Zero Wait State

12 Aprile 2014

Misteriosamente avvolto nella penombra irradiata dal loro suono avanzo di traccia in traccia, di immagine in immagine, la mia naturale percezione lascia il posto alla pura sensazione che si amplifica man mano lo spartito, colmo di sonica astrazione, si riempie di ben leggibili note a margine. Istanti di respiro scritti con purissima nera grafite e cinematica polvere di celluloide.

Zero Wait State: lo schermo del pc li irradia con la sua luce il tempo di un'intervista fissandoli per sempre nella pagina dedicata alle belle novità artistiche da non perdere.


Minimalismo avvolto di mistero, questo è ciò che trasmettete al primo approccio. Non parlo di suoni ma della modalità con la quale vi presentate al pubblico. Come mai una scelta così 'distante' da quelle normalmente usate dalla maggior parte delle realtà soniche oggi in circolazione?

 Ottima definizione, è vero, preferiamo da sempre tenere una linea elusiva e di riservatezza, comunicando quasi esclusivamente attraverso quello che produciamo, musica o quant’altro, e riducendo al minimo tutto ciò che è contorno, senza dare troppa importanza ad aspetti di carattere più promozionale o commerciale, quasi a raggiungere una totale depersonalizzazione a vantaggio di ciò che per noi è l’unica vera sostanza di un progetto artistico, ovvero quanto realmente prodotto.

 

So di chiedere molto ma qui è d'obbligo un piccolo 'racconto' riguardante voi e le vostre famose sigle (ZWS | TWYS | Zero Wait enSemble | TWYXU | Paus:enD), come sono suddivise e cosa rappresentano?

 Più che una band siamo un collettivo di persone accomunate da una visione similare delle cose ed unite da un legame affettivo che dura da moltissimi anni e che ci ha accompagnato dalle prime esperienze musicali e artistiche, spesso anche molto diverse fra loro, fino alle collaborazioni e ai progetti individuali di oggi.

Le persone principalmente coinvolte utilizzano uno pseudonimo (che spesso è il nome con cui producono musica in “solo”). Non sempre ogni musicista è coinvolto in tutti i progetti, da qui la necessità di caratterizzare ogni collaborazione.

TWYS, Paus:end e Xu sono le sigle che individuano l'attività musicale di tre persone distinte.

Zero Wait State rappresenta la produzione di TWYS e Paus:end, TWYXU quella di TWYS e Xu, mentre l'enSemble (nato originariamente nel 2008 dall’unione di ZWS, XU(E) e Big Eyes Trance, in occasione della presentazione del set audio/video “Walls as Open Doors” per Gemine Muse) è ora un'entità che cambia formazione a seconda dei diversi lavori o spettacoli da proporre (anche se di base include sempre le tre individualità di cui sopra, con l’aggiunta di ospiti anche diversi ogni volta).

 

Discografia invidiabile, siete fans del DIY o vi affidate a qualche label? Come mai la scelta del Free Download?

 In linea di massima moltissimo del nostro materiale è liberamente scaricabile o fruibile in rete. Alcuni di noi non si sono neppure mai posti il problema di mettere a pagamento i loro dischi o di pubblicarli seguendo i canali più comuni.

Per la produzione di Zero Wait State TWYS, ai free download di singole tracce o video, si accompagnano i corrispettivi lavori completi in CD/DVD, autoprodotti e limitati a un numero estremamente ridotto di copie, con copertine o packaging realizzati a mano. Amiamo curare tutto nei minimi particolari, oltre al suono: la grafica, l'artwork, il concept. Nella nostra “community” abbiamo anche chi ci segue e confeziona i nostri lavori uno ad uno e questo ci porta a considerarli come opere a tutti gli effetti: così “sentiamo” ogni lavoro come impresso nella carne. E’ difficile per noi concepire di non avere completa autonomia artistica e di vedere un nostro lavoro stampato in serie e gestito con logiche più propriamente commerciali, per questo motivo non ci siamo mai prodigati a cercare label, spesso limitanti in tal senso. D’altro canto, purtroppo, paghiamo il prezzo di non arrivare a un numero maggiore di persone, come invece vorremmo.

Parlando invece delle rare pubblicazioni non autoprodotte, TWYS ha collaborato l’anno scorso ad una compilation on-line curata da Erik Skodvin (Svarte Greiner, Deaf Center); inoltre, data la profonda amicizia con i Cripple Bastards, di cui alcuni componenti hanno in più occasioni partecipato ai live set dell’enSemble, nel 2012 ha realizzato per loro un remix su Trips und Traume records (“TWYS dissecting and re-composing Cripple Bastards”) e contribuito alle parti elettroniche del loro ultimo e recente disco pubblicato su Relapse (“Nero in metastasi”).

Nel caso di Xu, sono stati pubblicati quest'anno i lavori di uno dei suoi progetti paralleli, chiamato La Petite Vague, su Audiogourmet netlabel e sulla compilation Earthtones Volume 2 per Tessellate Recordings.

 

Veniamo alla cosa più importante: il Suono. Pura elettronica ma non solo, dentro i vostri lavori sento anche molta 'anima', veri e propri viaggi cinematici estremamente coinvolgenti.

 Siamo felici tu descriva la nostra produzione in questo modo, grazie davvero. Cerchiamo di mantenere sempre in ciò che facciamo un nostro coinvolgimento emotivo molto forte, componendo prevalentemente con un approccio live e assicurando anche nei lavori in studio la maggiore vicinanza possibile alla nuda improvvisazione, così da trasmettere questo coinvolgimento anche a chi riceve la nostra musica, unitamente ad una costante ricerca sonora, spesso anche sperimentale ed estrema, ma che in molti casi, senza quella che tu chiami ‘anima’, rischierebbe di sembrare solo fine a se stessa. Credo che questa esigenza derivi dal fatto che molti di noi hanno un passato più “rock” che “elettronico”, un legame forte con gli strumenti acustici ed elettrici suonati e la conseguente necessità di scaricare su di essi e tramite essi la nostra passione, anche la più fisica, soprattutto nei live set. Il tuo riferimento al viaggio cinematico è motivo ulteriore di soddisfazione per noi, dal momento che gran parte dei nostri lavori, soprattutto dal vivo, sono concepiti proprio per accompagnare immagini.

 

Esistono delle sorgenti musicali usate come fonti ispirative dai due ZWS?

 ZWS nasce come duo Zero Wait State nel 2004 e, già allora, le influenze, sia musicali che non, erano molteplici. Ciò che è avvenuto è stata una fusione di un’anima più post-rock, alla Tarentel o Labradford, con un’anima più elettronica ambient, minimal e sperimentale. Tale fusione aveva l’obiettivo comune di sviluppare un progetto che abbracciasse sia l’ambito musicale, in un’ottica di continua sperimentazione, sia le diverse forme di arte contemporanea che ci appassionano, dalla cinematografia alla fotografia, la scultura, l’architettura e la pittura, la letteratura. Da allora le influenze si sono moltiplicate, sia muovendoci nel passato che mantenendoci aggiornati sul presente, seguendo con attenzione le svariate tendenze in tutti gli ambiti di nostro interesse, non solo quello musicale. Cerchiamo il più possibile di portare dentro il progetto ZWS tutte le evoluzioni che accompagnano anche noi come persone, senza porci limiti su cosa possiamo o non possiamo fare.

 

Come si svolge il vostro lavoro di creazione sonora? Non solo macchine, mi par di capire...

 Solitamente le nostre creazioni, sia in studio che live, sono il risultato di improvvisazioni (più o meno rimaneggiate a seconda dei casi). Alcuni di noi sono affezionati al laptop e lo utilizzano per la riproduzione di loop precedentemente preparati, altri utilizzano strumenti elettrici, acustici o sintetizzatori ed effetti in tempo reale senza nulla di premeditato, nella tradizione della musica elettroacustica improvvisata.

 

Come tutte le realtà che si rispettano ZWS si propongono anche live. Come organizzate i vostri set?

 La sigla con cui ci proponiamo dal vivo è quella di Zero Wait enSemble.

Durante i live abbiamo fino ad ora avuto la necessità di improvvisare su una struttura pre-definita di modo da coordinarci con musicisti non abituati a suonare con noi. Non è da escludere però che in futuro si possa lasciare ancora più spazio all'improvvisazione vera e propria.

Le caratteristiche di un nostro concerto sono sempre state l'unicità (non abbiamo mai riproposto lo stesso set in due concerti diversi) e il fatto che la musica venga accompagnata da visuals, nella maggior parte dei casi curata da TWYS.

 

La vostra è una proposta slegata dalla realtà elettronica che vi circonda o interagite con altri musicisti e sound designers della vostra zona?

 Come dicevamo all'inizio, siamo un collettivo di diverse persone, anche se in realtà piuttosto chiuso. La profonda amicizia che ci lega e il nostro approccio alla musica quasi sacrale, più che da freddi musicisti professionisti, ci porta a concepire la nostra “community” al limite di una vera e propria ‘setta’. Nonostante questo però, di sicuro siamo aperti ad ampliare i nostri orizzonti e certamente ognuno di noi potrà sempre disponibile per nuove collaborazioni, qualora le ritenesse stimolanti.

 

Avete mai avuto modo di uscire dalla penisola per proporre i vostri suoni? Impressioni.

Abbiamo avuto alcuni inviti per portare i nostri suoni all'estero, ma non c'è mai stata la costanza di approfondirli. Tuttavia alcuni nostri lavori audio/video vivono di vita propria e vanno all'estero per conto loro: in festival o eventi, così come alcuni pezzi vengono usati per farne visuals da amici virtuali o ammiratori. E' tutto fuori dal nostro controllo, ma arrivano spesso dei commenti dai posti più svariati (Giappone, Belgio, Spagna, Germania) e la cosa ci fa sorridere e ci fa pensare che ci siano persone molto recettive e curiose.

 

Due parole sul vostro eccellente nuovo lavoro: “Purity”. Una corsa cinematica dentro stili opposti ma assolutamente carichi di fascino e pathos.

 L’abum Purity è una rimanipolazione di un concerto audio/video proposto da Zero Wait enSemble a Cremona il 14/12/2013. Sono state create o ricostruite in studio versioni alternative rispetto a quanto suonato dal vivo, per questo motivo l’album mantiene comunque una certa natura di accompagnamento sonoro per immagini.

Il lavoro è stato infatti inizialmente concepito come opera unica divisa in quattro parti, ciascuna dedicata a quattro diversi registi, di cui sono state montate e rielaborate immagini estratte da diversi film (“Stalker” e “Lo specchio” di Tarkovskji, “L’ora del lupo” e “Persona” di Bergman, “Dog star man” e “Window water baby moving” di Brakhage, “La Notte” e “L’eclisse” di Antonioni).

Gli stili sono molteplici e diversi, perché l’album ha mantenuto la natura del live set originario, in cui abbiamo cercato di costruire un unico crescendo emotivo, partendo da un’atmosfera iniziale più tipicamente ambient, incentrata sul piano acustico, passando prima ad una seconda parte elettronica più minimale, poi ad una terza più drone elettronico/chitarristico estremamente dilatata, fino ad una parte conclusiva suonata con aggiunta di batteria acustica, basso e chitarra elettrica, incentrata sull’estremizzazione rumoristica e ripetitiva di una ritmica base elettronica più industrial.

 

Si può intravvedere qualcosa nel mistero che avvolge il vostro futuro andare?

 Ci piacerebbe trovare un'etichetta allineata al nostro modo di concepire l’arte e con sufficiente coraggio e follia da pubblicare “Purity”, nonostante la sua estrema complessità ed eterogeneità. Attualmente stiamo per terminare il nuovo lavoro di TWYXU, in fase di post produzione finale. Inoltre è in uscita, probabilmente per giugno 2014, l’ultima gemma di Xu, per la francese Eilean Records.

Siamo stati recentemente contattati dalla netlabel Laverna.net, una realtà italiana molto interessante nell’ambito della musica elettronica e sperimentale contemporanea, e stiamo programmando di pubblicare qualcosa con loro.

Il nostro grande desiderio per il futuro, ma è così da sempre: suonare più spesso dal vivo, cercando di trovare spazi o eventi adeguati alla nostra tipologia di proposta.

 
 

http://www.zws.it/

http://www.youtube.com/user/ZeroWaitStation

https://soundcloud.com/zero_wait_station

http://zerowaitstation.bandcamp.com/

http://www.facebook.com/pages/Zero-Wait-Station

http://www.xu-substance.bandcamp.com/

https://vimeo.com/nicolafornasari

http://www.substance.it

 
 

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