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Homo Electronicus

ovvero: della specie che vive comunque appartata

22 Novembre 2016

Autunno è giunto e con esso la nebbia sulle irte paline (pali d'ormeggio nei canali veneziani) che piovigginando sale così come sale il bisogno improvviso di analizzare l'influenza della materia elettronica che permea la vita di certi ascoltatori.

In questa stranamente calda e nebbiosa mattinata di Novembre appare una domanda: può un percorso legato all'ascolto elettronico intenso, quel lento dilagare lungo vie frequentate da pochi, lì dove sorgono suoni non convenzionali, antitetici di natura, spigolosi e odiosi, sintomaticamente esplosivi e sintetici, musiche anni luce lontane da qualsiasi melodia fischiettabile o da eseguire come bandiera o svago, partiture nate avanti in un tempo ancora a venire, possono mi chiedo, condizionare il punto di vista generale di un Homo Electronicus?

Ultimamente sto notando l'amplificazione di sintomi che da sempre hanno accompagnato la mia esistenza e reso sensibile nei confronti dei rapporti con i miei simili. Analizzando con dovizia le cause che impongono calma e obiettività nel trattare questo argomento, sono giunto alla conclusione che gran parte del carico causato dalla mancata empatia verso l'altro, è la mancanza di sintonia sonica.

Decido di suddividere in categorie le persone, giusto per semplificare e scorgo alcuni tòpos (pur sempre matematico è il suddividere) raggruppati in: gli infrequentabili, i medi che nulla accettano, i possibili amici, i veri fratelli e i veri impossibili fratelli.

*Gli Infrequentabili, la parola stessa lo dice, sono persone che nulla di nulla di nulla hanno in comune con te. Ascoltano suoni inqualificabili e questo azzera le possibilità empatiche sul nascere.
*I Medi sono coloro che pensi possano forse aver qualche tratto in comune con te, tratto che scompare al primo reale confronto per mancanza di apertura mentale su qualsiasi argomento. Ascoltano rock desueto, lontanissimo nel tempo, morto..
*I Possibili Amici sono coloro con cui tratti qualsiasi argomento, scendi anche in profondità ma riesci a toccare solo il fondo, senza scendere oltre il limite concesso. Ascoltano di tutto ad ottimo livello ma la mescolanza di stili te li rende insopportabili, specie quando attaccano a parlarti di Zappa collegandolo agli Iron Maiden passando per il Kronos Quartet e Cage.
*I Veri Fratelli sono coloro con i quali ti riconosci subito, gente che ha eliminato i fronzoli e punta subito al sodo. Con loro puoi parlare di tutto e tutto viene recepito in un battibaleno. Letture, suoni, arte, filmografie, vissuto; una favola. Ascoltano esattamente ciò che ascolti tu e hanno ascoltato esattamente ciò che tu hai ascoltato.
*I Veri Impossibili Fratelli sono coloro che andrebbero oltre la soglia del Vero Fratello. Avrebbero potenzialità superiori, detengono esplosiva capacità empatica ma assolutamente e sfortunatamente, non comprendono il tuo linguaggio di Homo Electronicus.
La musica che si ascolta - o non si ascolta affatto - è lo specchio di chi si è. Oramai ho la certezza dell'infallibilità di questa tesi. Dietro l'ascolto - o l'assenza di esso - si nasconde la persona che hai di fronte, il percorso musicale è il percorso di crescita non solo sonoro fatto da quella persona, un viaggio che può avere molti punti in comune con il tuo o non averne affatto.

Tornando ai Veri Impossibili Fratelli, creando degli esempi semplificativi: se il tuo interlocutore non ha neanche la minima idea di cosa sia una digital label nè che tipo di suoni proponga. Se non riesce a recepire musicalità che non siano classicamente catalogate in schemi. Se non conosce le regole Creative Commons pur creando musica e arte. Se pur giovane o molto giovane - e questa è la categoria peggiore - senti e vedi (e soffri) che si pone anni addietro rispetto alle tue attuali proposte da oramai anziano ascoltatore e lo fa convinto di produrre innovazione, se comunque tenti di spiegare chi sei e cosa fai ad interlocutori troppo legati a canoni (per loro) d'avanguardia libertaria e sonora morti e sepolti decenni addietro, se continuamente succede di fare i conti con queste figure significa che qualcosa non funziona o sei in un posto sbagliato, lontano anni luce da dove dovresti trovarti...e questo succede 9 volte su 10.
Molti penseranno questa sia paranoia o leggerezza dello scrivente nella considerazione delle persone ma posso assicurare che personalmente valuto assai bene e con calma chi ho davanti prima di aprire le porte dei miei appartamenti e posso altresì assicurare che l'esperienza oramai mi ha insegnato.
Si continua quindi a vivere appartati con qualche piccolo e magnifico sprazzo luminoso che si accende di ancor più abbagliante mistero quando l'alchimia raggiunge l'apice dell'insondabile che succede, della sorpresa che si tramuta in realtà artistica.
Per il resto si vive come unici numeri romani, chiusi dentro un angusto spazio di prezioso marmo rovinato dal tempo, numeri solitari assai vicini ad altri ma pur sempre separati.

ATTENZIONE: I video scelti a correlare l'articolo appartengo ad ascolti (per molti IN) sostenibili per pochi

 
 

 
 

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