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The xx – I See You

by Aria (Vinylistics)

18 Gennaio 2017

Una manciata di anni fa ascoltare gli xx permetteva di essere quelli che alle feste potevano fare di una parete la propria ombra ed essere comunque dalla parte dei giusti. Perché ascoltare gli xx significava aprire una porta, chiudersela alle spalle, ed entrare in una piccola dimensione parallela, lontana da tutto e tutti, con le luci basse e i soli battiti sonori a scandire emozioni e stati d’animo. In fondo questo è quello che ha sempre caratterizzato l’anima di questo trio, pacato e riservato, sempre sfuggente agli occhi dei media e di chiunque volesse saperne di più delle loro vite private. Ciò non ha comunque impedito loro di ritirare il Mercury Prize vinto con l’esordio del loro omonimo album e di attirare negli anni una gran fetta di pubblico.

xx

Se fino a poco tempo fa erano Madley Croft e Oliver Sim ad avere maggior visibilità (sia dal vivo che su disco) e a creare magiche connessioni musicali, senza dubbio oggi il leader indiscusso di questo trio è Jamie xx  che, dopo il suo ultimo lavoro da solista, aveva fatto presagire una grossa trasformazione anche nel percorso intrapreso con i due amici di sempre. Ebbene, a cinque anni di distanza da Coexist, gli xx sono tornati con “l’hypatissimo” (eheh) I See You e questa trasformazione in parte c’è stata ma in parte anche no. Perché sì, sicuramente non è un caso che i due singoli che hanno anticipato l’uscita del disco, On Hold e Say Something Loving, abbiano campioni vocali come ingredienti fondamentali e saranno pezzi che sentiremo in radio e ci faranno ondeggiare da qui fino alla fine dell’anno, ma a dispetto di quanto questi pezzi potessero farci intuire, il discorso può svilupparsi in qualcosa di più profondo e interessante.

Certo, l’inizio affidato a Dangerous, elettronica, “funkeggiante” e cinematica, ti mette davanti i primi quattro minuti di musica completamente dissociata da tutto ciò che era fino al momento di Coexist. Poi ascolti anche un pezzo come I Dare You e pensi che ormai la frittata è stata fatta: i passaggi elettronici sono sempre più presenti e la virata pop pare stia completando il suo loading. Eppure senti la Croft cantare in questo brano e ti sembra la sua voce non sia mai suonata tanto sincera e appassionata. E quando canta “I’ve been a romantic for so long…  All I’ve ever had are love songs”  sembra quasi voler allungare il braccio e avere un contatto maggiore con tutto ciò che la circonda. Allora sì, è vero che gli xx vogliono uscire dal guscio e abbattere i propri limiti ma tutto ciò solo a patto di poter essere ancora se stessi  e di non perdere l’intimità della loro musica. Questa intimità la ritroviamo eccome in pezzi come Brave For You, una ballata al piano romantica e inquieta che ancora una volta mette a nudo le loro fragilità nei versi “And when I’m scared / I imagine you’re there / Telling me to be brave… So I will be brave for you… Stand on a stage for you” finendo per diventare il rimedio contro le proprie paure.

Tutti e dieci i brani giocano nella stessa atmosfera crepuscolare ma ognuno di essi aggiunge una sfumatura diversa al mood generale: diventa estremamente sensuale con Lips, dove ancora una volta la presenza di Jamie è imponente ma senza alterare gli equilibri di Madley e Oliver. E se I Say Something Loving ricorda vagamente un r’n’b che esplora Marte, A Violent Noise non si accontenta e amplia maggiormente gli spazi. Replica si aggiunge al lotto di ritmi seducenti fatti per corpi che si devono muovere. Ma sempre lentamente, s’intende.

Tutto ciò, si deve dire, alla fine lascia un po’ la sensazione che la potenzialità di questo gruppo non sia ancora sbocciata appieno...continua su Vinylistics

 
 

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