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Le Luci della centrale elettrica live

24/03/2017 - New Age - Roncade (TV)

26 Marzo 2017

Te ne sei accorto, sì? Ti sei accorto che avere figli cambia la priorità delle cose? Che costringe a domandarti: Com'è il mondo visto da loro? Ti costringe a ripensare com'eri alla loro età e se quello che ha formato te ieri può essere utile anche oggi. Ti chiedi: com'ero io a 10/12 anni, cosa mi incuriosiva e cosa no?

Musicalmente parlando ricordo chiaramente le canzoni ascoltate con i cugini maggiori d'estate nel granaio di casa.

Avere dei cugini più vecchi ed appassionati di musica anticipa di qualche lustro la tua formazione musicale e nonostante fossero gli anni 80 le canzoni dei cantautori dei '70 erano le loro preferite. Ricordo L'Avvelenata di Guccini, La guerra di Piero di De Andrè, 4 marzo 1943 di Dalla... ma sicuramente quelle che più entravano nelle mie corde erano quelle di De Gregori. Forse perché la sua musica era più arrotondata, aggraziata, forse per i testi che sembravano frammenti di storie da ricostruire, canzoni d'amore senza le classiche parole delle canzoni d'amore. Ricordo perfettamente l'emozione che iniziava con queste parole “E qualcosa rimane, fra le pagine chiare e le pagine scure” e continuava con istantanee di un enigmatico altrove da sempre cercato, anche inconsapevolmente, nella musica.

Questa introduzione serve, innanzitutto a me, per capire come mai mi trovo ad un concerto delle Luci della centrale elettrica nonostante i mei ascolti attuali volgono verso altri lidi e nonostante l'età media del pubblico sia di molto inferiore alla mia.

Semplicemente perchè trovo che Vasco Brondi sia tra i pochi che riesce a creare istantanee che possono far rivivere a mio figlio le emozioni provate quando io avevo la sua età.

Qualcuno storcerà il naso ma sono sicuro che questo qualcuno non è molto giovane.

Certo il linguaggio è molto cambiato, come è cambiato il mondo, ma come De Gregori coglieva l’urgenza più intima dei Settanta ora Vasco Brondi riesce a fare lo stesso per la “Millennial Generation”. E lo fa sul filo dell’evocazione e della metafora, riproducendo sentimenti e situazioni in cui questa generazione si può rispecchiare. Per questo emoziona.

Ma veniamo al concerto.

Alle 22.45 Brondi e la sua nuova formazione, formata da chitarra, basso/viola, batteria e tastiere, salgono sul palco. Si comincia con la canzone Qui. Si prosegue poi con diversi brani estratti da "Terra" alternati ad alcuni pezzi estratti dagli album precedenti come C'eravamo abbastanza amati e Quando tornerai dell'estero e una versione molto energica di Ti vendi bene. Emozionanti anche le canzoni più lente, canzoni d'amore come Chakra e Le ragazze stanno bene. Il pubblico conosce le canzoni a memoria e accompagna cantando ogni pezzo, segno che queste songs hanno lasciato un segno.

Il finale, e non poteva essere altrimenti, è Viaggi disorganizzati  il brano che chiude il nuovo album dedicato ad una generazione che per sopravvivere dovrà essere allegra e disperata come queste canzoni.

I tanti occhi lucidi mi segnalano che il concerto ha colpito il cuore di tanti, lo conferma anche qualche lacrima che scende su giovani visi macchiata di rimmel ..... allora tutto torna.

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Scaletta concerto:

Qui

Stelle Marine

Macbeth nella nebbia

C'eravamo abbastanza amati

A forma di fulmine

Quando tornerai dall'estero

Moscerini

Waltz degli scafisti

Ti vendi bene

Questo scontro tranquillo

Iperconnessi

Cara catastrofe

Chakra

Le ragazze stanno bene

Per combattere l'acne

Nel profondo Veneto

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Coprifuoco

I destini generali

Viaggi disorganizzati

 
 

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