...8 Marzo 1993: Quel giorno, oltre a festeggiare la donna, nasce la bandabardò.
Enrico Erriquez Greppi, un bilingue dal passato franco-lussemburghese, convince A. M. Finaz, rampante chitarrista elettrico, a gettare alle ortiche qualsiasi amplificatore o pedale di sua appartenenza.
Questo per la convinzione di Erriquez che sarebbe bello e divertente portare su un palco la stessa atmosfera di festa che si instaura nelle "cantate tra amici", momenti magici in cui stonati e intonati uniscono le voci in canti senza fine.
Seguono a ruota la terza chitarra acustica (Orla), il contrabbasso stradaiolo e francofono (Don Bachi), una batteria minimale (il giovane Nuto) ad assicurare le danze e un fonico di fiducia (Cantini). Si è poi aggiunto Ramon (percussioni) che presta ora la sua imponente mole e il calore di echi cubani.
Ottenuto l’amalgama voluto, il gruppo inizia una vita live costante e devastante per numero di concerti ed energia profusa: quello che la formula bardozziana permette dal set stradaiolo a quello rombante da palazzetto.
Concerti sempre e ovunque (Italia, Francia, Svizzera e Slovenia) alternati a incidenti ai furgoni e
collaborazioni con chi ama allegrie acustiche (Litfiba, Daniele Silvestri, CSI, Max Gazzè, Paola Turci…); ci piace ricordare due tributi a grandi “canzonettari” per i quali abbiamo coinvolto e stravolto più amici del solito: il Tributo a Carosone, nel contesto del Premio Recanati 2001, per il quale abbiamo trascinato con noi Gazzè, Turci e Lina Sastri e quello a Rino Gaetano (Enzimi 2001) dove hanno suonato, cantato e saltato con noi Sergio Cammariere, Marina Rei, Raiss degli Almamegretta, Bobo Rondelli e, ancora, Paola Turci e Max Gazzè.
Insomma fin qui tutto bene: abbiamo nove anni e ce li viviamo con scongiuri costanti affinché nulla cambi nella vita della banda, che tutto continui ad essere pieno di incontri e di emozioni. Vogliamo continuare ad ascoltare il ritmo giusto per le nostre storie, a seguire l’istinto, a volte l’intuito.
Praticamente non sappiamo dove andiamo, ma ci andiamo!
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SikitikiS
I SikitikiS si formano a Cagliari, in estate, da 2/6 dei Canidarapina, band di crossover360° attiva fin dalla prima metà degli anni novanta in Sardegna.
A Jimi (basso) e Diablo (voce e fabbrica di suoni) si uniscono Reginald (batteria) e Zico (tastiere) provenienti da esperienze musicali ampie e differenti.
L’esigenza primaria è quella di confrontarsi con la musica da sonorizzazione del cinema dei ’60 e ’70 (perlopiù italiano), con particolare passione per il genere poliziottesco.
Così arrivano le rivisitazioni di temi quali: Roma a mano armata, La polizia incrimina la legge assolve, Il sorriso della jena, Metti una sera a cena, The silencer o Giulietta degli spiriti, standard del jazz come Caravan, canzoni italiane come Storia d’amore o Decisione e qualche originale in stile soundtrack.
La mancanza di un chitarrista (inizialmente cercato) si rivelò presto stimolante e la band iniziò a lavorare in una direzione precisa.
L’esordio sui palchi del Beaubourg di Cagliari. 6 dicembre.
Prosegue l’attività live in tutta la Sardegna ed arriva anche la prima esperienza in studio di registrazione con il brano Il modo migliore, inserito nella compilation K-Factor 4 tones, prodotta a Cagliari, mixata negli studi torinesi di Casasonica e distribuita in allegato al magazine Rock.it.
L’estate vede un netto incremento dell’attività live con la partecipazione al Tora!Tora! di Cagliari e l’opening per il concerto dei Subsonica a Olbia.
Nell’inverno rappresentano il progetto K-factor al MEI di Faenza.
Il suono si è fatto nel frattempo più nervoso e spigoloso, recuperando da un eclettico background una morbosità e un nervosismo più rock senza rinunciare al gusto cinematografico della sonorizzazione di immagini.
Da gennaio a dicembre alternano lunghi periodi di lavoro in studio ad apparizioni in festival quali Rock TV Day, Tora! Tora!, Assorock, Giù La Testa, Laser Fest, e si impegnano per la partecipazione ad un concerto di raccolta fondi per Emergency.
Con il lavoro in studio si delinea un suono più compatto, viene fuori un’attitudine più viscerale. Il suono cinematografico della lounge e dell’exotica viene definitivamente contaminato dal garage, dal r’n’r, dall’hard core, dallo stoner e dalla psichedelia.
Un anno dedicato alla realizzazione di Fuga Dal Deserto del Tiki, disco d’esordio del gruppo ma anche prima produzione di Casasonica.
Il disco, preprodotto da Max Casacci e prodotto da Ale Bavo, vede la band impegnata da marzo ad agosto fra preproduzione, riprese e mixaggio. Al termine dei lavori si unirà al gruppo Nic, nuovo elemento, alle percussioni.
Si consolida intanto il rapporto con il cinema grazie ad un omaggio a Elio Petri e Gianmaria Volontè.
Su immagini montate del critico cinematografico romano Mario Sesti, la band rivisita i temi di: Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, A ciascuno il suo, Todo modo e La classe operaia va in paradiso.
Questo omaggio viene presentato all’Umbria Film Festival di Terni, al Marina Caffè Noir di Cagliari e alla rassegna Lo Sguardo Ribelle al teatro Ambra Jovinelli di Roma in occasione dei dieci anni della scomparsa di Gianmaria Volontè. 6 dicembre.
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