Galleria fotografica
Red Worms’ Farm sono un gruppo atipico. Atipico perché senza nessuna distribuzione alle spalle hanno stampato due cd esaurendoli solo grazie ai propri concerti.
Atipico perché senza una grossa agenzia che lavori per loro hanno suonato in tutt’Italia ma non solo, in piccoli posti o di fronte a 3.000 persone.
Atipico perché al posto di scrivere auto-presentazioni che spesso suonano di gran lunga più interessanti della musica del gruppo che le scrive, preferiscono sudare e gridare assieme ai propri strumenti. Atipici dunque perché sanno bene cosa conta e cosa no, per suonare buona musica.
I Red Worms’ Farm sono semplicemente tre persone, che per presentarsi potrebbero dire solo questo "… una vecchia porzione di casa a schiera alterata nell’aspetto dalle continue tensioni che da anni ospita al suo interno il covo, tutto intorno uno strano microcosmo che oramai ha raggiunto un suo equilibrio: zona Tronco Morto un quartiere dormitorio della prima periferia di Padova che va a morire su una linea ferroviaria in disuso.
Non ci si è mai posti una regola, semmai un obbiettivo quello di esprimerci, e con il tempo l’espressione è diventata tensione, tensione delle corde, delle pelli, delle voci... Amiamo i flussi ma anche gli accenti".
Dal vivo sono uno dei migliori gruppi che potreste avere la fortuna di incontrare oggi in Italia. Vederli suonare live significa non scordarsi più il loro nome.
Il loro è un impatto che non concedere respiro, in bilico tra post-punk e noise, tra ritmiche washingtoniane che ti obbligano a sollevare i piedi da terra e chitarre taglienti alla Sonic Youth che incidono in profondità, mentre melodie e cori trascinanti rendono tutto ancora più attraente e coinvolgente.
Vederli dal vivo significa non scordarsi più il loro nome.
Official website
Super Elastic Bubble Plastic
Nascono a Mantova nel febbraio 2001. Prima di tutto, un "gruppo di improvvisazione".
Esibizione Numero Uno: megastore di abbigliamento, sabato pomeriggio dalle 15 alle 20. Una jam di cinque ore. Esperimento riuscito, visto che proseguono l’attività live senza avere mai un’idea di cosa avrebbero suonato, nessuna canzone provata o abbozzata.
Dopo circa un anno e diversi show ’improvvisati’, i SEBP cominciano spontaneamente a dare forma a pezzi strutturati che un addetto ai lavori avrebbe definito "dal sapore indie-r’n’r".
Una nuova sfida. Nel giro di pochi mesi viene registrato un demo di cinque pezzi intitolato "The Double Party of the Widow". La routine è sempre quella: partecipazioni a vari festival e concorsi locali (primo premio al concorso ’No Cover’ di San Benedetto Po, MN).
Nel settembre 2002 fanno da opening act per One Dimensional Man. Il rapporto tra SEBP e ODM continua durante l’anno successivo, mentre cominciano le registrazioni del primo album: prodotto da Giulio Favero, che nel frattempo decide di lasciare l’uomo a una dimensione.
Ecco "“The Swindler”": un disco "d’amore e d’odio", tra politica e relazioni interpersonali, senza mezze misure. Partorito con l’urgenza del condannato. Voglia di suonare, di fare concerti, di spaccare. Incazzato. Emotivo ("11 sett 2001: non dico che ci vorrebbero due torri al giorno, ma smettete di stuprare il mondo altrimenti non lamentatevi se vi vogliono morti"). Solitario, perché "la qualità non paga, è richiesta solo fuffa".
Formazione:
Gionata Mirai (Chitarra e Voce) - Gianni Morandini (Basso) - Alessio Capra (Batteria)
Discografia:
“The Double Party of the Widow” – Autoproduzione – 2002
“The Swindler” - RedLed Records / Self – 9 febbraio 2005
Official website