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20-luglio-2004


I Teatri Offesi di Pescara sono insieme dal 1999 intorno ad un’idea e cioè quella di condurre il Teatro fuori dai teatri, di liberarlo dai colori dell’intrattenimento puro, di ricostruirlo intorno ad un progetto possibilmente sociale e "fuorimercato". L’impegno civile, l’incursione sociale in luogo dello spettacolo (azioni secondo il Mob project), la ricerca di forme espressive diverse, la scelta di circuiti no-profit come Centri Sociali Occupati Autogestiti, manifestazioni di piazza, luoghi non deputati, costituiscono gli strumenti in possesso dei Teatri Offesi in movimento verso un Teatro possibile. Tutti gli spettacoli nascono a partire da un (pre)testo autoprodotto con l’obiettivo di abbandonarlo al più presto per realizzare un lavoro che sia il più possibile un ibrido: video, rumore in luogo di parole, musiche, atletismi anche scomposti e disarmonici, rottura delle identità teatrali, miscele di generi, incontro ed interazione con chi guarda sino alla condivisione della condizione d’attore ed il rovesciamento delle parti. La pratica di un pensiero legato al concetto di Moltitudine, l’appartenenza al Movimento dei Movimenti costituiscono una decisa scelta di campo dei Teatri Offesi, presenti da Genova in poi, a tutte le manifestazioni new-global in compagnia di teatranti coordinati alla ricerca di un altro teatro possibile. Al recente Forum Sociale Europeo tenutosi a Parigi, i Teatri Offesi hanno presentato a La Grand Halle de La Villette, lo spettacolo "Il corpo invaso: verso il Panopticon".I Teatri Offesi organizzano a Pescara da due anni Mayateatro, una rassegna di Teatri "fuorimercato" aperto a compagnie disposte a scambiare in forma di baratto le proprie performance con l’obiettivo di creare una rete nazionale di Teatri in grado di esistere guadagnando visibilità ed abbandonando l’isolamento determinato dalla volontà di non accettare le regole che le forme di potere teatrale impongono alle arti.
Giorno 1
Esperienza di segregazione e prove di evasione. (tempo 2 ore e ½ circa)
Per i partecipanti (i sorvegliati), le hostess (nella veste di assistenti. Sono personaggi possibili ed indossano abiti di scena. C’è u artista, un angelo nero, una sposa), gli Agenti di Controllo (invisibili ma presenti con supporti di audio-video registrazione)
Ingresso
I partecipanti entrano: clima rilassato. Consegnano i dati alle hostess e vengono invitati ad accomodarsi nella sala d’aspetto. Nella sala non c’è nessuno se non l’occhio nascosto della telecamera che raccolgono informazioni.
Le hostess invitano i partecipanti ad accomodarsi nella seconda sala "Silenzio per favore. Prendete posto ed aspettate".
Le telecamere riprendono all’insaputa.
I partecipanti entrano nella seconda sala: al centro è la piramide, dentro il trainer con camicia di forza e maschera. “Il punto di partenza”: quadro 1 dello spettacolo per 15 minuti.
I partecipanti sono raccolti di fronte alla piramide. In video ed in audio immagini e testo del “Corpo invaso”
Interruzione dopo 15 minuti. Il trainer toglie la maschera e la camicia di forza che ripone nella piramide.
Presentazione del workshop e degli oggetti in giro (vedi elenco di oggetti di scena in “Breve analisi degli strumenti di lavoro”).
Esercizi di preparazione. (1ora circa)
Esercizio di gruppo: “E’ necessario essere un gruppo prima di cominciare questa storia…” In cerchio intorno alla piramide.
Rilassamento del corpo: contrazione, distensione verso la piramide. Esercizi di coppia e reciproca conoscenza corporea: toccarsi, rotolarsi. Passaggio dello stimolo tattile per le mani. In gruppo: conoscere lo spazio. Troviamoci in un punto. Esercizio del “cuore che pulsa”. Il gruppo assume diverse forme.
Quando il “corpo totale” si muove all’unisono una voce (altoparlante o megafono di nascosto) invita all’ingresso nella piramide: “Siete pregati di fare ingresso nella piramide, grazie”
La vita nella piramide.
L’ingresso nella piramide avverrà a gruppi di tre e sotto la guida del trainer che educherà al corretto incontro con la maschera (esercizio Masque time di 15 minuti: vedi in documento allegato).
Esercizi della segregazione piramidale. (1 ora circa)
I pasti. Uso di ciotole e posate in metallo. Le hostess versano brodo caldo.
La toilette. Catini con acqua e spugne. Il lavaggio del corpo.
La pulizia. Le hostess passano stracci per lavare a terra.
L’ora d’aria-La ricreazione-L’orario di visita parenti: i partecipanti escono, indossano la camicia di forza, fanno una passeggiata e rientrano nella piramide.
La speranza.
Le hostess si fanno da parte. Si occupano di cose che non interessano i partecipanti.
Il trainer è dentro la piramide con i partecipanti ed illustra tecniche di evasione corporea (da soli ed in gruppo).
Lavoro sul corpo: esercizio d’ “evasione” (1/2 ora circa). La corda umana. La montagna di corpo. I corpi rotolanti. Improvvisazioni.
Giorno 2
Invasioni: il corpo protesico (tempo 2 ore e ½ )
Ingresso
Come per il giorno prima, i partecipanti entrano in sala 1 e poi una voce al megafono li invita alla sala 2.
Cominciano a scorrere immagini e registrazioni audio relative al giorno 1 ed i partecipanti vi si riconoscono. Poiché il gruppo è infiltrato da 2 elementi, vengono fuori e resi pubblici piccoli segreti alimentando un clima di sospetto che comincia a sostituirsi a quello cordiale del giorno precedente. Per tutto il tempo la concentrazione sarà rotta da queste intrusioni audio-video.
Il trainer offre il suo “Punto di partenza”, quadro 2 dello spettacolo per 15 minuti: un assistente attacca sul suo corpo oggetti protesici sino a farne un essere mostruosamente invaso. Immagini, musiche. Il trainer finalmente si libera delle protesi: presentazione della seconda giornata.
Esercizi di rilassamento e preparazione. Gli sposi entrano nel cerchio ed eseguono con gli altri gli esercizi sul tatto.
Esercizi di conoscenza degli oggetti protesici.
Il corpo protesico
I gruppi di 3 vengono invasi con gli oggetti protesici dagli altri partecipanti: inizialmente sarà il trainer che indicherà le modalità di intrusione corporea. Cominciano a farsi vedere gli Agenti con le telecamere. Sono presenze però fugaci. (tempo 1 ora)
Strategie di liberazione corporea
Esercizi con gli oggetti in sala. Vengono invitati i partecipanti ad improvvisare situazioni di “invasione corporea” usando i materiali a disposizione anche umani (gli sposi, la famiglia, le hostess, il trainer). Conseguentemente si sperimentano progetti di rimozione degli elementi invadenti il corpo. Le improvvisazioni sono individuali o di gruppo (tempo 1 ora)
Al termine si cominciano a raccogliere i materiali, le ipotesi più interessanti verso via comune di messinscena: è possibile pervenire ad un pensiero comune che racconti le tecniche d’invasione e le strategie per liberarsene? Accenno al concetto di moltitudine creativa.
Giorno 3
Il corpo senz’organi: la liberazione (tempo 2 ore e ½ )
Ingresso
Ad accoglierli ora i partecipanti trovano tutti: hostess, Agenti di Controllo con le telecamere, le macchine fotografiche, i microfoni, i PC: tutti sanno cosa sta succedendo. Vengono rivelate anche gli infiltrati. Il Panopticon appare in tutta la sua potenza! Vanno immagini ed audio dei giorni precedenti.
Il trainer mette in scena il suo “punto di partenza”, il terzo quadro dello spettacolo: la statua. Il suo corpo senz’organi va verso la pietrificazione, è immobile ed un assistente lo “scolpisce” con argilla sul corpo nudo e lo dipinge. Esercizi di rilassamento. I corpi sono poco vestiti: si preparano a diventare statue. Movimenti lenti verso l’immobilità (distensione, contrazione). Ricerca di pose (da soli ed in gruppo). Ricerca della comodità nella quale essere costruiti.
La pietrificazione
I corpi quasi nudi, trovata una comoda postura vengono scolpiti: ci sono scultori e statue, poi cambiano ruolo. Una volta scolpiti tutti, si cerca la possibilità di dar vita ad un’opera comune: il gruppo diviene statua totale. (tempo 1 ora)
Strategie di dis-organizzazione
Attraverso improvvisazioni singole e di gruppo si progettano nuove dis-organizzazioni che non siano la statua. Inserimento del concetto di corpo digitale: possibilità di divenire immagine di se stesso, improvvisazioni con gli Agenti di Controllo che filmano corpi e mandano immagini in diretta. (tempo 1 ora)
Giorno 4
L’azione teatrale: messa in scena autonoma dei materiali raccolti (tempo 2 ore e ½ circa)
Tutti i partecipanti si raccolgono in cerchio intorno a Nulla. Se nei giorni precedenti al centro del cerchio c’erano stati prima la Piramide poi gli oggetti protesici ed infine l’argilla ed i colori per fare statue dei corpi, ora è solo il Nulla ad occupare il centro perché siano i singoli corpi così riuniti in moltitudine, a riempire facendo del vecchio “Corpo invaso”, uno spettacolo assaltato e distrutto, una nuova azione teatrale che racconti della possibilità per tutti di rompere definitivamente la Piramide che ci contiene.
Tutte le improvvisazione dei giorni precedenti, tutti gli oggetti e le presenze (l’artista, l’angelo nero, la sposa), tutto può essere usato per organizzare azioni teatrali.
Se lo spazio del workshop è ormai anch’esso una Piramide per la creazione, per la fantasia, per le possibilità di movimento, che si abbandoni questo vecchio luogo alla volta di altri: la strada, la scuola, il negozio, il grande magazzino, la stazione, l’ accettazione dell’ospedale ed altri ancora.
Lo scopo evidentemente è estendere il tempo del workshop oltre i 4 giorni perché divenga pratica del Mob-projet, azioni disseminate nello spazio urbano, accadimenti creativi moltiplicati ed inaspettati e per questo incontrollabili, una vera e propria strategia di resistenza creativa.