<![CDATA[Nordest Boulevard | Sherwood - La migliore alternativa]]> http://www.sherwood.it/tags/121/nordest-boulevard/articles/1 <![CDATA[Nordest Boulevard Live Show: prima puntata]]>

Prima puntata speciale di NORDEST BOULEVARD LIVE SHOW: nel circuito indipendente di teatro, cinema, editoria, arte, l’importanza di creare un sistema di rete che metta in circolo le forze e riesca a trovare alternative all’anello debole della filiera, che è in tutti questi settori la distribuzione, è quanto emerge nella serata del contenitore culturale dedicato al Nordest.

Il teatro è immobile nelle istituzioni e vivo fra la gente… ce lo racconta un corto cinematografico candidato dal David 2013: “La Lezione del Maestro”

Si inizia con il corto scritto a quattro mani dal giovane autore Diego D.Dimattia, mezzo veneziano mezzo pugliese, formatasi al Dams di Padova e già in odore di David con il suo precedente “Tonino e Colino….” , e dall’attore-regista-professore Toni Andreetta, istituzione per il cinema-teatro a Nordest. La loro sceneggiatura, girata dallo stesso Dimattia, prodotta dallo stesso Dimattia con la sua Goldwing Film, si ispira al teatro dell’assurdo, da “La Lezione di Ionesco” a “Le confessioni di  Tolstoj”. La storia narra di un provino farlocco in cui il Maestro-Toni Andreetta, valuta le doti e cerca di ammaliare la giovane aspirante attrice – Aurora Salis. Il corto in questione che vuole essere una denuncia allo status quo in cui il teatro istituzionale si trova ad operare, e segnalare come in questo periodo di immobilismo nelle istituzioni il teatro si rigeneri nelle case delle oligarchie, nelle carceri, in luoghi non necessariamente deputati al teatro, ha come titolo “La lezione del Maestro” ed è in corsa per l’edizione 2013 del David di Donatello. Ospiti in studio regista e attore.

Il libro è un ecosistema? Manifesto ODEI e librai ed editori indipendenti per fare il punto della situazione

La seconda parte lancia uno sguardo sulla situazione in cui vige l’editoria indipendente e prende spunto per parlare delle librerie indipendenti che stanno chiudendo inesorabilmente, degli editori indipendenti che vengono fusi o inglobati dalle major, da un manifesto che hanno sottoscritto 76 editori indipendenti: il manifesto dell’Osservatorio degli Editori Indipendenti, ODEI. In collegamento telefonico il portavoce dell’Osservatorio Gino Iacobelli, Iacobelli editore, mentre in studio Fabio Bossetto di La Forma del Libro di Padova e Massimiliano Mistri di Edizioni La Gru di Padova. Con loro si disquisisce sul libro come bene comune, sul libro come elemento di un ecosistema più che prodotto di un mercato, degli strumenti per i piccoli e medi editori, librai, da mettere in atto per fare rete e non soccombere al mainstream delle catene di distribuzione.

Nel mese della festa della donna le donne sono pronte per scendere in campo come imprenditrici culturali

Terza parte in cui la cultura si mescola sempre più con l’imprenditoria e in questo caso con l’imprenditoria di genere, grazie a una ricerca condotta dall’associazione Padova Innovazione, presentata all’Università di Padova in collaborazione con il Forum d’ateneo per gli studi di genere lo scorso 19 maggio, in cui sono state monitorate le imprenditrici femminili che si occupano di cultura nella città di Padova e provincia. Ce ne hanno parlato Alessandra Chiarcos e Susanna Biadene. Il convegno in cui hanno presentato lo studio è lo WOMENMADE tra tradizione e innovazione.

Giovani artisti crescono e riscoprono antiche tecniche del passato: Lara Monica Costa

A chiudere la serata un’inaugurazione d’arte contemporanea. NORDEST BOULEVARD LIVE SHOW tiene a battesimo una giovane artista che ha scelto per il suo percorso nell’arte, una tecnica antichissima, qual è l’incisione. Appena laureata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, Lara Monica Costa, finalista al Premio Acqui Incisione 2013, è nei 25 scelti per la serata finale che si terrà il prossimo giugno, Costa analizza l’archetipo e il femminino e lo fa imprimendo il suo segno su metalli che hanno bisogno per essere domati di essere compresi, conosciuti e amati. Per l’artista l’individuo non può prescindere dall’essere parte di un collettivo. Prima esposizione di una serie che porterà poi gli autori scelti fra marzo e maggio ad una esposizione collettiva nel corso del prossimo Sherwood Festival 2013.

Silvia Gorgi

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info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[NordEst Boulevard live show]]>

Il contenitore culturale che si occupa di Nordest diventa un

Live Show

in cui approfondire il cinema, l'arte, il teatro, la musica che si fa a Nordest.


La trasmissione si terrà


Mercoledì 20 marzo 2013

negli studi di Sherwood
(vicolo Pontecorvo 1/a)


sarà aperta al pubblico
e
in diretta streaming video su www.sherwood.it



La prima puntata avrà come ospiti in studio:

- il regista veneziano Diego D. Dimattia e l'attore - regista Toni Andreetta, per parlare del corto scritto da entrambi, girato da Dimattia, e interpretato da Andreetta, dal titolo "La Lezione del Maestro", selezionato per il David di Donatello edizione 2013;

- l'editore padovano Edizioni La Gru e la libreria indipendente padovana La Forma del Libro per approfondire le tematiche legate alla firma da parte di 76 editori del manifesto dal titolo provocatorio "Il libro è un ecosistema?";

- l'Associazione PadovaInnovazione che presenterà i risultati del convegno "Womenmade"- imprese culturali e creative femminili a Padova e nel territorio, per ragionare sullo stato dell'arte del lavoro femminile;

- la giovane artista Lara Monica Costa, finalista al Premio Acqui Incisione 2013, che nel corso della serata inaugurerà la sua mostra, prima esposizione di un percorso artistico collettivo che condurrà gli artisti selezionati ad una collettiva nel corso del prossimo Sherwood Festival.

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<![CDATA[Lara Monica Costa - Archetipo e Femminino Sacro]]>

Il giorno 20 marzo 2013 sarà inaugurata la mostra di Lara Monica Costa che avrà tempo di esposizione per un mese, all' interno del nuovo format di Sherwood.it che prende il nome di “Nord Est Boulevard Live Show”, che catalizzerà arte, cinema, editoria e tecnologia in un unica serata creando un contenitore unico.
Un' artista emergente, che pur essendo molto giovane ha già le idee ben chiare, il suo operato sembra ormai quello di un veterano dell' incisione, tecnica che lei adotta.
Così lei si è raccontata a noi di Sherwood.

Opera Lara Costa

Com’è nata Lara, è una domanda a cui sto cercando di dar risposta nell’esperienza del mio percorso di ricerca artistica e personale, l’arte stessa comporta una propensione alla crescita e al conoscimento di Sé.

Risalendo all’origine dell’attrazione che avverto nei confronti della creatività, ho ricordi di immagini che plasmano e vivificano il mio immaginario fin da piccola, i colori e i segni tracciati su fogli bianchi erano una calamita per la mia attenzione, ammiravo quelli più grandi che già riuscivano a rendere sfumature per me spettacolari; e allora mi dicevo, è solo questione di tempo, devo crescere un po’ e acquisire maggior manualità così riuscirò a far quel rosso che sfuma all’arancione.

A formare e indirizzare un individuo verso un’espressione o manifestazione di sé, credo sia una predisposizione innata che si sviluppa in modo più o meno maturo in base anche (ma non solo) al contesto in cui si cresce, quindi, in tale sviluppo iniziale attitudinale, gioco forte lo fa l’esperienza della percezione sensitiva che si acquisisce dalla nascita (e probabilmente ancor prima, dal feto) in avanti, nei confronti della realtà che ci circonda.

Io personalmente avevo fonti per lo più visive a cui attingere, effettivamente in famiglia, anche se per hobby, l’arte della pittura e del disegno veniva praticata da più persone; ciò che posso affermare è che fin dall’infanzia nutro una forte attrazione verso tutto ciò che costituisce l’immaginario. Per questo iscriversi all’Accademia di Belle Arti, luogo in cui ogni cosa è immagine, è stato per me il riconoscimento di un mondo, una familiarità ritrovata in un terreno fertile in cui germogliare e crescere, per continuare ora, anche altrove.

La scelta della specializzazione in ambito grafico non è stata immediata, infatti la mia prima formazione vede la propria realizzazione in un triennio di Pittura per poi continuare nella Grafica d’Arte. L’approccio a tale disciplina inizialmente non è stato facile, una sorta di amore e odio, scaturiti dalle difficoltà che s’incontrano nel sperimentare le prime volte la tecnica dell’incisione, talvolta pesante nell’uso di materiali specifici. Ma la presa graduale di coscienza nei confronti della materia da lavorare ha fatto scattare in me quella scintilla, che ad ora mi ha portato a scegliere l’incisione come il principale mezzo d’espressione.

Partendo dal presupposto che l’arte e la creatività in genere spinge all’introspezione, nell’osservatore, ma soprattutto nell’artefice, a mio sentire l’arte dell’incisione rappresenta uno tra i metodi più efficaci di comunicazione visiva oltre che di percorso nella conoscenza di Sé; ciò per vari motivi, il principale è che lo scavo nella materia conduce ad uno scavo interiore, il processo simbolico attuato nella lavorazione della materia porta ad una presa di consapevolezza in chi opera sulla materia stessa. Ad esempio, nell’inchiostrazione della lastra, si passa da una condizione di buio a quella di luce che dà vita alla forma, una sorta di percorso alchemico in cui si prende consapevolezza gradualmente di ciò che si svela, ed emerge nell’essenza di una nuova forma, infatti finché non si arriva alla stampa effettiva su carta, si possono intravedere i segni e le tracce forgiate nella matrice di metallo, l’esperienza può far intuire le gradazioni di nero più intense e dove invece trionfano le zone di luce, ma è solo nell’opera finale stampata che si ha la certezza del lavoro operato fino a quel momento. E’ la stampa su carta che dà vita alla forma, processo che dall’informe plasma la forma, così la stessa individualità di chi opera sulla materia acquisisce consapevolezza nel donare nuova vita alla materia stessa.

La matericità dell’inchiostro stampato su carta dona un contrasto molto forte tra luce e ombra, opposti ma complementari, in quanto entrambi hanno vita in un rapporto di reciproca condivisione; il segno è organico e vibrante grazie alla condensazione d’inchiostro che si crea nell’incavo scavato che fondendosi nel foglio bianco acquista luminosità viva.

Opera Lara Costa

L’incisione, che vive sulla complementarità e unione degli opposti è un’arte che non conosce mezze misure, o la si ama o la si detesta, è rigorosa, ammette dei risultati soddisfacenti solo a seguito di molta pratica pazienza e acquisita capacità tecnica. Prerogativa che una volta acquisita permette una forte espressione di Sé, è il mezzo tramite cui il Segno, atavico nell’Uomo, si esprime nel modo più presente e vivo. Il segno inciso è il simbolo che fin dall’antichità rappresenta nell’Uomo una traccia manifesta di Sé. Per amare l’incisione, è necessario avere confidenza con i metalli, apprezzarne la superficie, conoscere i metodi con cui si può interagire scavandoli, donando loro nuova forma e vita.

Personalmente credo sia un richiamo dovuto anche al fatto che sono cresciuta a stretto contatto con i materiali metallurgici avendo un’azienda famigliare che li lavora, probabilmente l’odore del ferro del rame e dei metalli ha radici profonde in me, è penetrato nella mia esperienza conoscitiva dall’infanzia, avevo l’abitudine di giocare nella fabbrica di mio padre, di scavalcare e scalare cumuli di lamiere, tanto che una di queste ha forgiato me entrando nella carne, esperienza a seguito della quale ho imparato a percepire il metallo con diffidenza e confidenza, conscia di ciò che può fare se trattato in modo maldestro o ingenuo, ma consapevole anche del rispetto che gli appartiene, delle forme che può dare, delle innumerevoli forme che nella creazione può acquisire, sia da un punto di vista pratico e quotidiano che artistico e metafisico.

Nelle mie opere è presente la necessità di focalizzare le tematiche relative all’Archetipo e al Femminino Sacro. La Immagini intese come mezzo di comunicazione con l’Essere individuale oltre che collettivo, trovano nutrimento in quella Sapienza ancestrale che viene tramandata nelle tradizioni, di fase in fase epocale, in quanto costituisce la naturale evoluzione, e consapevolezza materiale, psichica e spirituale dell’Uomo.

Sono conscia del fatto che il materiale a riguardo sia infinito, e perciò risulti arduo focalizzarlo in un punto, ma d’altronde questo presuppone uno scavo continuo che si manifesta nel momento stesso della riscoperta, acquisendo senso nella necessità della Conoscenza e Realizzazione di Sé.

Riscoperta perché è già presente nella memoria millenaria che ci precede, accomunandoci come esseri umani; necessità in quanto insita come “germe potenziale” in ogni Essere.

L’immagine nell’individuo in rapporto al collettivo, è ciò che rende possibile la comunicazione visiva e spesse volte la trasmissione del Logos. L’archetipo è ciò che nutre l’immaginario, permettendone la trasmissione di linguaggio, in quanto rappresenta la matrice originaria da cui scaturisce ogni forma mentis individuale e collettiva.

La comunicazione diventa quindi possibile, il percorso di un individuo si riflette nel collettivo e viceversa, in senso Universale: il microcosmo è parte del macrocosmo e il macrocosmo sta nel microcosmo. Tutto è parte di un’Unità.

Lara Costa - Incisione

Graficamente nei miei lavori intendo esprimere quest’Unità, perciò la materia compie un corso in continua alimentazione, in cui l’informe diviene forma, la carne si fa viva in un vortice sempre più fitto, le presenze sfocate vanno a delinearsi nitidamente in una danza a ritmo alterno, talvolta anche lacerate nell’intento di voler entrare nella profondità del lavoro, continuo scavo e ricerca aldilà dell’apparenza delle cose, il corpo concepito come involucro in cui si cela l’esoterismo dell’anima.
Moto evolutivo in divenire.
Così il corpo da groviglio informe diviene districamento reversibile, è un processo destinato alla continua trasformazione.
Nelle mie opere le forme sono fuse dal segno, sono plasmate dal contrasto tra luce e ombra in cui non c’è divisione o delimitazione, ma Unione. L’intento è dare la percezione non di congiunzione, bensì d’Unione.

Il fine è rendere partecipe “chi guarda”, il mio pensiero parte dal presupposto che:“realtà” scaturita da “universi immaginari” e “realtà” di “universi quotidiani” s’identificano reciprocamente in quanto ambedue forme ancestrali in un’unica macro sostanza, nello stesso modo in cui il singolo è legato alla collettività; in questo processo il simbolo Archetipico acquista importanza fondamentale.
Ciò che voglio esprimere e far percepire attraverso le mie creazioni è intimamente famigliare “all’anima”; quel che intendo è la ricerca all’Unione, insita consciamente o inconsciamente nella natura originale di ogni Essere.

                                                                                      Lara Monica Costa

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<![CDATA[Andrea&Michele alle prese con 3.000 tradimenti]]>

Dopo 5 anni di trasmissione, 3.000 tradimenti ascoltati, 2.000 interviste registrate, Andrea&Michele sono arrivati a Padova, presentati dal movimento Sugarpulp e a Mestre, alla libreria Feltrinelli, in un weekend di fine novembre, per raccontare “Alta Infedeltà-Anonimato Garantito”, uscito lo scorso settembre per Aliberti.

Il libro raccoglie parte del materiale che i due famosi dj di Radio Deejay hanno raccolto nella rubrica “Alta Infedeltà” appunto all’interno della loro trasmissione “Deejay sei tu”, in cui gli ascoltatori mandano loro gli sms che si scambiano con i loro amanti e poi in diretta vengono richiamati e, protetti dall’anonimato, confessano i loro tradimenti.

Uno spaccato d’Italia quello tracciato dai due dj, ma loro che idea si sono poi fatti del tradimento, è fisiologico, necessario? Ce lo raccontano nel VIDEO sotto:

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<![CDATA[Silvio Soldini e il Secondo Mè Festival]]>

La serata in onore del regista, condotta da Denis Brotto, professore dell'Università di Padova in veste di presentatore, si apre con una lunga intervista a Silvlio Soldini, cui si aggiunge lo sceneggiatore Marco Pettenello. Le sorprese arrivano in video e sono legate in particolare a due attori molto legati al regista: Giuseppe Battiston e Neri Marcorè.

La cronaca dei momenti salienti della serata la ritrovate nei video sotto.

Prima parte

 

 

 

 

 

 

 

Seconda parte

 

 

 

 

 

 

 

Terza parte

 

 

 

 

 

 

 

Quarta parte

 

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<![CDATA[Intervista a Marco Pettenello]]>

Il talentuoso e pluripremiato sceneggiatore patavino, Marco Pettenello, è insieme a Silvio Soldini, ospite il 23 novembre del Secondo Mè Festival. Con Soldini ha lavorato nell'ultima opera del regista "Il Comandante e la Cicogna".

Mentre si sta svolgendo l'inaugurazione della mostra al Cafè Lumière, fuori dal locale, facciamo quattro chiacchiere con Pettenello, video sotto.

BIO DI MARCO PETTENELLO

Sceneggiatore padovano, è cresciuto professionalmente con Carlo Mazzacurati,
di cui ha scritto La lingua del Santo, La giusta distanza e La passione. Ha
scritto con Andrea Segre la sceneggiatura di Io sono Li, con Silvio Soldini
quella de Il comandante e la cicogna, con Francesco Lagi l’ambiziosa commedia Missione di pace. Ha vinto il premio Solinas nel 2007 con Nudi alla meta, scritto con Andrea Prandstraller che ne sta realizzando un film a basso costo. Ha tradotto dall’inglese un romanzo di Thomas Hardy e uno di Robert Louis Stevenson. Ha lavorato per la tv.

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<![CDATA[Secondo Mè Festival - "Parenti serpenti, Amici miei ed altri mostri" ]]>

In occasione dell'evento Secondo Mè Festival, l'associazione culturale Mutaforma, in collaborazione con Café Lumière, che mette a disposizione lo spazio espositivo, ha organizzato la mostra collettiva dedicata alla commedia all'italiana ed ai suoi “mostri”, vecchi e nuovi, non solo attraverso libere interpretazioni di immagini dei film che hanno fatto la storia del nostro cinema, ma anche attraverso ritratti di personaggi, personalità ed attori noti, anche recenti: insomma... i nuovi mostri di oggi.

La collettiva inaugurata il 23 novembre durerà fino al 6 dicembre 2012.   

Biografie degli artisti

MicroBio di Renata Berti
Renata Berti si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Venezia con il maestro Emilio Vedova. È docente titolare di Arte della Fotografia e della Cinematografia, presso Istituti Statali Superiori d’istruzione artistica, ha insegnato a Venezia ed ora a Padova insegna discipline pittoriche. Dal 1991 al 2001 è stata docente a contratto di Cinematografia presso l’ISEF di Padova. Nel 2002 è stata docente a contratto di didattica dell’analisi delle Arti dello Spettacolo all’Università Ca' Foscari di Venezia. 

Nel 2007 fonda a Padova l’Associazione di Produzione Cinematografica “Neroluce” della quale è Presidente Ha operato a Padova con varie performance ed esposizioni fotografiche e pittoriche per l’Assessorato allo Spettacolo e CulturaHa partecipato a importanti mostre collettive e personali di fotografia e videofotografia, in Italia e all’estero (New York, Bilbao,Maracaibo, etc.)Dal 1979 ad oggi realizza film e video e documentari, curandone la regia, il soggetto, la sceneggiatura, la direzione alla fotografia e la scelta musicale ed il coordinamento musica-immagine, con relative foto di scena, alcuni selezionati da Festival cinematografici nazionali ed internazionali: BELLARIA, SIENA, VERONA, SALERNO, BADALONA (Spagna) BBC LONDRA, FIRENZE, CAPALBIO

MicroBio di Giorgio Fiorenzato
Giorgio Fiorenzato è nato a Mestre (Venezia) il 23/04/1964. Ha conseguito presso l’Istituto Statale d’Arte di Venezia il diploma di Maturità d’Arte applicata in “arte dei metalli e dell’oreficeria” e all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1990 il Diploma di Laurea in Pittura.Dal 1992 è docente di disegno professionale e progettazione nella sezione arte dei metalli e dell’oreficeria presso l’Istituto Statale d’Arte “P.Selvatico” di Padova e si occupa di pittura e di design del gioiello( collaborando anche come designer con aziende del settore). Dal 1982 ha partecipato a importanti mostre collettive e personali di fotografia e design in Italia e all’estero. Per il dettaglio di queste si rimanda per motivi di spazio ai contatti 

TITOLO DELL’OPERA: “OMAGGIO A SIGNORE E SIGNORI DI PIETRO GERMI” 

Autori: Renata Berti e Giorgio Fiorenzato

Una rossa figura nuda di donna, ammirata, spiata e contesa da tutte le angolazioni da un gruppo di ipocriti, guardoni e perbenisti….personaggi tipici di una città di provincia. Un omaggio ad un grande film di Pietro Germi del 1965,  che non ha perso un briciolo di attualità, e dopo mezzo secolo non è poco… Una feroce satira di costume sulla mentalità borghese, gretta e bigotta, della provincia italiana anni Sessanta… (ma le cose sono veramente cambiate?). Un deciso atto di accusa alle convenzioni e alle esteriorità che dominavano ieri, che dominano oggi. Uno dei ritratti più dissacranti che siano mai stati realizzati su una società dove l’apparire è più importante dell’essere, dove l’opinione pubblica è facilmente manovrabile, dove la Chiesa con le sue censure e le sue ipocrisie regna incontrastata: 

Un’intera collettività, ipermobile,  iperloquace,  iperpettegola, sempre pronta al giudizio più inflessibile, retrogrado e annichilente sulle persone, ossessivamente tesa alla salvaguardia della propria facciata esteriore di bravi “Signori” rispettabili e al contempo luridamente amorale e insaziabile nella soddisfazione delle proprie voglie nel privato: la provincia come inferno chiuso in se stesso…

MicroBio di Isabella Guidi
Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Bologna.Ha insegnato Disegno e Storia dell’Arte per la Maturità Magistrale. E’ Istruttore culturale presso il Laboratorio delle Arti del Comune di Ferrara dal 1988.

Alcune mostre e partecipazioni: Nel 1990 Casa Giorgio Cini, Ferrara, nel 1991 L’Arte della Pace, S. Pietroburgo, nel 1997 Galerie Regine Lussan, Parigi, nel 2000 Galleria Il Tribbio Trieste, nel 2001 Ist. Italiano di Cultura, Galerie Neue Diele, York – Amburgo, nel 2001 Ist. Italiano di Cultura di Wolsburg-Hannover nel2001 Chiostro di S. Paolo, Ferrara, nel 2002 Salon d’Automne, Parigi nel 2005 Marina di Ravenna - Berlino e Salon d’Automne, Parigi, nel 2006 Viaggio in Bretagna Opere dal viaggio in Bretagna, Centro Frau Ferrara, nel 2007 Galerie Art Present, Parigi , nel 2008 Salon d’Automne, Parigi nel 2010 Espace Kiron, Parigi e Mostra Concorso Niccolini P.A.C. Ferrara, nel 2011 Saletta di Villa Romana, Grado, Immagina Fiera Arte Cont. Reggio Emilia e Arte Padova, nel 2012 Grado Galleria d’Arte Villa Romana e Parigi Galerie de l’Europe. Le Sue opere sono presenti in numerose collezioni private in Italia, Europa, Stati Uniti.

Isabella Guidi

TITOLO DELL’OPERA: “LA POESIA NON È DI CHI LA FA MA DI CHI GLI SERVE … OMAGGIO A TROISI”

 AUTORE: Isabella Guidi

L’omaggio a Massimo Troisi nasce così, come nascono gli abbracci.

 Il ritratto appare sulla tela a mano a mano che arrivano a concentrarsi nel colore le frasi rimaste sospese, quelle che passano leggere e quelle che fanno da primo piano alle scenografie e, dove si concentrano nei neri le sfumature dei silenzi.

 “La poesia non è di chi la fa ma di chi gli serve ….” (Massimo Troisi dalla sceneggiatura di : “Il postino”)

 La pellicola si illumina nel fotogramma del portico della casa dove i dialoghi tra Neruda e il postino diventano Poesia

MicroBio di ELENAZETA

ElenaZeta nata a Thiene nel 1979

Partecipa a Padova a diversi laboratori fotografici e corsi di fotografia analogica già durante il periodo degli studi universitari; consegue il diploma in fotografia digitale e fotoritocco a Milano nel 2006.

Lavora come assistente fotografa e fotografa di still life di gioielli. Ora free lance di eventi soprattutto nell’ambito musicale e matrimonialistico.

Progetti fotografici esposti: 

2009: freethenymph.il viaggio libero di un’anguana

2010:lovemeevenifimgreen. La normale giornata nella vita di una lucertola.

2011-2012: blow:soffi sull’improbabile, progetto in via di espansione

TITOLO DELL’OPERA: “IL GIOCO DELLA COMMEDIA” 

AUTORE: ELENAZETA

Un lavoro con forte valenza simbolica dedicato alla commedia e al suo risvolto oscuro e venefico, una dea Kali che gioca la carta bifronte del riso e della tragedia e cambia verso e volto a seconda delle circostanze tenendo tra le mani i simboli di quello che il gioco di carte del mondo attualmente comporta

MicroBio di ROBERTA CORAL

Roberta Coral vive e lavora ad Oderzo, dapprima rivolge la sua attenzione al mondo visibile  al paesaggio naturale, grande "consumatrice" di musica, trae dall'ascolto l'imput che la porta verso l'astratto e, quando i legami col visibile si  stemperano, esprime la sua sensibilità ed intuizione usando i colori ad olio:  del 2003 ,sono le "Segrete Armonie"nel 2005 inizia il ciclo delle "Geometrie", nel 2007 nascono i "Labirinti", nel 2008 l'artista ha iniziato un ciclo"Al femminile" un viaggio artistico nell'universo donna 

 Dal 2006 partecipa a diverse mostre personali e collettive e vince numerosi premi in Veneto Friuli Emilia Romagna, Puglia, Sicilia. Di recente viene invitata ad esporre alla Biennale di Lecce, partecipa alla Collettiva di Pittura Artisti Veneti organizzata dal circolo cult.Ase stante di S:Maria di Sala in Villa Pisani-Stra (VE), Premio Internazionale “Le Louvre”Galleria Thullier-Parigi  pubblicata su Over-Art.-premiata con targa, Premio dei Normanni nella città di Monreale-targa presentazione e pubblicazione sulla rivista Over-Art .Esposizione opera ammessa in concorso al Museo D’Arte Moderna Sciortino di Monreale. Selezionata dal critico Paolo Levi per partecipare alla Biennale di Palermo. Partecipa al concorso di Pittura LMENAMENTE il 16/09/2012. Collettiva a Villa Mabulton.Chiasiellis di Mortegliano (Ud) In novembre 2012 partecipa alla collettivaTotem e Maschere presso galleria Giulia Mandelli di Modena..Partecipa a Piacenza-Arte con la Galleria L’Artista di Lendinara e alla collettiva di Pittura Artisti Veneti organizzata dal circolo cult. Ase stante di S:Maria di Sala in Villa Pisani-Stra (VE). Premio Internazionale “Le Louvre”Galleria Thullier-Parigi  pubblicata su Over-Art.-premiata con targa. Premio dei Normanni nella città di Monreale-targa presentazione e pubblicazione sulla rivista Over-Art. Concorso di Pittura Città di Lendinara ed esposizione opera presso Galleria L’Artista di Dau Barbara. Selezionata dal critico Paolo Levi per partecipare alla Biennale di Palermo.

TITOLO DELL’OPERA: “INQUIETUDINE

AUTORE: ROBERTA CORAL

Omaggio al noto film di Roberto Rossellini su testo di Jean Cocteau L'Amore (o Voce umana) interpretato meravigliosamente da Anna Magnani (è un lungo monologo di una donna che,chiusa nella sua camera da letto cerca di contattare il suo amante)un lavoro ad olio, è nel cataloga della biennale Internazionale di Lecce 2010 ed è stato esposto alla galleria Mentana 

MicroBio di SONIA STRUKUL

Sonia Strukul nasce a Padova .Dopo gli anni del Liceo Artistico,si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Venezia .Prosegue la sua formazione all' Ecole Nationale Supérieure des Beaux Arts di Parigi.In quegli anni cominciano

le collaborazioni con Balenciaga per i tessuti,Van Cleef per i gioielli. Continua cosi il percorso artistico e le

innumerevoli partecipazioni a mostre collettive e personali in Italia e all'estero. Come mi definisco come artista ? Sono come quello che rappresento un camaleonte mutevole….io credo chel’artista faccia sempre la stessa opera tutta la vita, quello che conosce, sé stesso e si identifica con essa. Sempre diversi mutevoli ….ma intimamente fedeli a sé stessi

TITOLO DELL’OPERA: “ CHI SARA' ? “

AUTORE: SONIA STRUKUL

“ Chi sarà ? “ è un opera che appartiene al ciclo Distanze Siderali ,incentrato sulla comunicazione attraverso i mezzi offerti dalla tecnologia. Io mi aggancio a “Le Bambole” del 1964 , film a più mani Risi, Comencini, Rossi,Bolognini

4 episodi – 4 donne con vite diversissime – 4 modelli femminili  Mi collego in particolare al primo episodio “ La Telefonata “ dove una Virna Lisi al telefono

con la madre non si accorge degli approcci del marito Nino Manfredi con la dirimpettaia. Qui il telefono è complice , altera il rapporto con la realtà che ci circonda portandoci nel virtuale , inteso come elemento estraniante dalla situazione in cui ci troviamo tanto da non accorgerci di quello che accade intorno a noi .

MicroBio di CANOSSA

Nasce a Montagnana il 26-08-1975. 

Consegue la Maturità artistica e segue corsi con il pittore Luigi Targa, corsi di illustrazione a Sarmede con il pittore Jindra Capek, Alessandra Cimatoribus, Giovanni Manna. Riceve preziosi insegnamenti del ceramista e pittore Alfredo dal Santo. Frequenta uncorso ceramica con applicazione nell’architettura e nell’arte con i maestri Nino Caruso e Gastone Primon e il laboratorio il nuovo informale con lo scultore Lorenzo Burchiellaro per settore design e artistico.

Mostre a Casale di Scodosia (Pd) Bergamo, San Salvaro (Pd) Este (Pd) Monselice (Pd) Pieve di Cento (Bo) Arezzo, Marsciano (Pg) Cordignano (Tv) Fontanelle (Pr)

CANOSSA

TITOLO DELL’OPERA: “SENATORES BONI VIRI, SENATUS AUTEM BESTIA”

(i senatori sono uomini perbene, ma il senato è una cattiva bestia) 

AUTORI: SARAH MARCON & CANOSSA 

Da questa nuova collaborazione nata nel 2012, tramite dialogo, confronto e un bacio, ci si propone di discutere e approfondire tematiche di interesse, portandole da un piano di espressione verbale a uno di immagine. Confronto, espressione, sviluppo, provocazione per il ritorno a nuovo confronto.

Partendo dalla descrizione dell'uomo degli anni '60 di Risi con l'esaltazione di tutte le sue contraddizioni, si va a proporre il pensiero che tale contrasto, da ciò che dovrebbe essere e ciò che in realtà è l'essere umano, trova la concreta possibilità di esistere tutt'oggi. I mostri sono presenti, probabilmente anche più tenaci di prima, e si possono riscontrare in ognuno di noi. Non c'è da cercare in orizzonti lontani, basta guardarsi allo specchio e attorno a sé.

Partendo da questa considerazione, si propone il raffronto tra diverse figure umane nella loro diversità e peculiarità. Si caratterizzano quindi espressioni e sembianze per indicarne la diversità apparente. Di fatto l'uomo preso singolarmente può essere espressione di qualità, virtù, tipicità che gli sono affini. Preso come branco è facile che si scateni invece comportamenti vili, ricchi di pregiudizi e interessi personali o di indifferenza.

MicroBio di ENRICO BOVI

Enrico Bovi vive e lavora a Ferrara. Laureato in C.T.F., ha frequentato la Scuola Libera del Nudo presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. E’ passato da una pittura figurativa di gusto francese a lavori di carattere informale. La tecnica recente si basa su collage di carte, stoffe con applicazione di terre naturali, sabbie, acrilici, colori a olio, su tela e altre superfici. Espone dal 1998. Sue mostre si sono tenute a Bologna, Ferrara, Padova, Urbino, Mantova, Parma, Lazise e Malcesine, Viareggio (Villa Paolina Bonaparte), Stra (Villa Pisani). Ha partecipato ad Artefiera 2011 di Padova. E’ presente un’opera dell’artista presso il Museo “Lucio Battisti” di Poggio Bustone - Rieti. Nel mese di Agosto del 2001, in collaborazione con Marcello Carrà, ha realizzato la decorazione della Vetrata d’Altare nella Chiesa di Sant’Agostino in Ferrara. Ha vinto premi in diversi concorsi di pittura fra cui, da segnalare, il III° premio al Concorso Nazionale di Pittura “Non solo Arte” di Franco Bombana a Guidizzolo (MN). Nel 2010 ha partecipato al “Premio Niccolini IX Edizione”, a cui ha fatto seguito l’Esposizione delle opere finaliste presso il Padiglione d’Arte Contemporanea di Ferrara.

Parteciperà nei primi mesi del 2013 a Parigi ad una Mostra presso la Gallerie dell’Europe, mentre in Italia è stato recentemente presente alla III Edizione di Vuotociclo presso Castel dell’Ovo a Napoli e al Premio Mulitisch di Gorizia.

TITOLO DELLE OPERE:ANNA MAGNANI, MONICA# 8, IMONICA# 9I, MONICA# 10I

l quadro è dedicato ad Anna Magnani. L’occasione di questa mostra mi ha colto in un momento in cui non avevo voglia di sottolineare aspetti grotteschi ma la fatica di questo momento italiano. Anna Magnani è l’attrice che ha saputo vivere la recitazione come un’altra vita, in cui era possibile sorridere ma anche soffrire in modo drammatico. Una ramificazione della mia ricerca pittorica è rivolta all’analisi dei volti, quelli che ci osservano e che ci interrogano personalmente con il loro sguardo. Uno sguardo che sembra lontano ma che forse si rivolge alla nostra interiorità. Così nascono anche i ritratti di Monica vitti, studiati per un Progetto dedicato a Michelangelo Antonioni, in occasione del centenario della nascita del regista di origine ferrarese. 

MicroBio di OTTAVIA CAVAZZANA

Nata a Brescia il 12/01/1981, diplomata presso il Liceo Scientifico Artistico A. Calini anno scolastico 1999/2000- Solo una volta finiti gli studi ho cominciato a cercare una personalissima visione della pittura, prediligendo colori molto accesi con forti contrasti cromatici, soggetti inermi, senza volto, affranti, oppure paesaggi con alberi spogli ma protesi verso l'alto mentre ancorano ben salde le radici al terreno. Ho partecipato a diversi eventi e concorsi, ricevendo consensi di pubblico e segnalazioni dalle giurie.

TITOLO DELL’OPERA: “ LA BELLEZZA DEI SUOI OCCHI “

AUTORE: OTTAVIA CAVAZZANA

L'opera vuole essere un omaggio a Marcello Mastroianni che, recitando nel film "Divorzio all'italiana", ha contribuito all'avvio di un genere cinematografico italiano molto apprezzato. In particolare ho preso in esame il film premio Oscar "Ieri Oggi e Domani" che, grazie al memorabile spogliarello di Sofia Loren, vanta numerose rivisitazioni in tutto il mondo. Per me nella scena in questione, si può rivivere il magico feeling dei due attori e per questo ho deciso di rappresentare Marcello che, perso nei suoi pensieri, con quel suo sguardo dolcissimo ma nello stesso tempo malinconico, pensa alla bellissima Sofia che inizia a spogliarsi per lui, sagoma che si può intravedere negli occhi dell'attore. A contribuire all'atmosfera intima che si respira, il testo dolcissimo di Abat-jour, testo che ho voluto ricordare innumerevoli volte nello sfondo dell'opera.

MicroBio di MARCO PETTENUZZO

Nato a Padova nel 1984. Pittore autodidatta, Inizia a dipingere circa sei anni fa per la voglia di riversare su carta i suoi pensieri colorati. "Quando dipingo, è come se fosse un bambino a dipingere al posto mio. Nessuna falsità, ma solo colore e carta. "“Figure elastiche”, "Istinti primari"così chiamo le mie creazioni. Queste non sono altro che un insieme di tutto quello che vedo o che sogno durante le mie giornate, rivisitate e rielaborate al momento di metterle su carta. Ne vengono fuori dei quadri molto originali e vivaci, non privi di anima. Uso principalmente cartone recuperato da qualsiasi magazzino. Materiale di scarto come tela, il recupero di ciò che perde la sua funzione e diventa luogo di creatività”. 

Seguendo questa filosofia, nel 2010 fonda insieme a Luca Bonazza, Reusabledesign, marchio italiano di design autoprodotto, con lo scopo di ridare vita al materiale di scarto. Ha esposto nel 2007 alla mostra “Baratti” a Mortise, nel 2009 e 2010 a Limena alla manifestazione musicale Risonanze Unplugged, nel 2010 allo Sherwood Festival di Padova, nel 2011 alla mostra "Riciclarte" all'ex macello di Padova(con REUSABLEDESIGN) e sempre nel 2011 alla mostra "Cuori sulla terra" sempre all'ex macello di Padova e alla mostra"Il risveglio dell'arte" a Limena, nel 2012 alla manifestione d'arte "Arterìe" a Treviso.

REUSABLEDESIGN: Reusabledesign nasce nel marzo 2010 dall’incontro di Marco Pettenuzzo e Luca Bonazza, con lo scopo di recuperare oggetti di scarto e di sicuro smaltimento. I due artisti oltre a recuperare gli oggetti, cercano di ridare nuova vita al materiale recuperato, cambiandone la funzione e adattandoli alle esigenze  odierne, così degli sci possono diventare un attaccapanni, una televione uno scaffale e un ammortizzatore una lampada.

Il film da cui ho preso l'ispirazione è "L'Armata Brancaleone", uno dei film più conosciuti e divertenti di Monicelli, dove si narra la storia dello spiantato cavaliere Brancaleone da Norcia che mette alla testa di uno gruppo di scalcinati e parte alla conquista del feudo di Aurocastro nelle Puglie.Ho voluto rappresentare questo personaggio anche perché so che è stata una vera e propria scommessa per il regista stesso, visto che dovette anticipare parte dei soldi destinati alla produzione del film proprio perché pochi credevano nel suo successo

MicroBio di LUCA ZANTA

Nato a Padova nel 1973, vive a Montegrotto Terme. Nel 1992 consegue il diploma di maturità d’Arte applicata all'Istituto Statale d'Arte  P Selvatico di Padova. Negli anni ’90 si occupa principalmente di arte applicata, sperimenta varie tecniche, prevalentemente pittoriche, in ambiti diversi; progettazione e realizzazione di allestimenti scenografici, opere murali e progetti grafici, esperienze nel mondo musicale; infine è venuta la fotografia.

Nel 2006 si laurea in Architettura allo IUAV di Venezia; seguendo un piano di studi orientato ai corsi storico-artistici, e con una tesi di laurea di progettazione. Negli ultimi anni si è dedicato in modo preponderante alla manipolazione della fotografia digitale, alla modellazione 3D, e alle loro possibili interazioni, anche con produzioni multimediali e videoproiezioni. Attualmente collabora con vari studi professionali, e parallelamente porta avanti la ricerca artistica. Le ricerche attuali puntano a esplorare le possibili ibridazioni tra tecniche digitali e analogiche. Ha partecipato a moltissime mostre collettive e personali specialmente sul territorio , citando alcune delle più recenti

2011 SPECIAL DELIVERY – Street Art and Music Festival, the Railyard Gallery, Portland, Oregon, a cura di Endless Canvas & Kick it for Life

2011 So Far So Good, parco di villa Bassi-Rathgeb, Abano Terme, a cura di Beatrice Damiani;2012 Arte sotto i portici, Bologna, a cura dell’associazione Calabria nel mondo;2012 260MQ Concorso Internazionale d'arte contemporanea, hotel Sorriso, Levico Terme, a cura di Alessandro Vergot ;2012 So Eco So Good, Padova, Bastione S. Croce, a cura delle associazioni Khorakhanè e D’istintArte; 2012 So Far So Good, parco di villa Bassi-Rathgeb, Abano Terme, a cura dell’associazione D’istintArte ;2012 Frame, Piazzola sul Brenta, ex jutificio Camerini, a cura dell’associazione Wide Eyes; 2012 Premio Città di Monselice, complesso museale di S. Paolo, a cura della Pro Loco e dell’Assessorato alla Cultura; 2012 Giovani talenti per Ferrara, Grotte del Boldini, a cura di Francesca Mariotti e Silvia Greggio

Mostre personali

2011 LZd, circolo ARCI 7 note, Padova, a cura dell’autore.;2012 AC/DC analogic current/digital current, Brigante Jazz & Art, Pernumia, a cura di Yuri Argentino;2012 Dentro Marylin, Arena Romana, Padova, a cura di Gianni Vitale e Promovies

TITOLO DELLE OPERE: 8 ½, IL SORPASSO

AUTORE: LUCA ZANTA

8 1/2

Stencil monostrato su cassetta riciclata, 2011.

Marcello Mastroianni nel ruolo di Guido Anselmi, protagonista del film di Federico Fellini, 1963

IL SORPASSO

Stencil  doppio strato su cassetta riciclata, 2011.

Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant, nei ruoli di Bruno Cortona e Roberto Mariani, protagonisti del film di Dino Risi, 1962. I due lavori presentati fanno parte di una serie dedicata alla settima arte. Sono stati realizzati partendo dalla visione del film, e scegliendo un fotogramma che potesse costituirne una sintesi. Lo stencil (matrice) è stato intagliato a mano, sulla base del fotogramma scelto, opportunamente elaborato al computer. La scelta dei supporti viene da una ricerca sull’uso dei materiali di recupero. L’immagine è aerografata su cassette di legno riciclate (smontate, riassemblate e levigate) con colori acrilici. 

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<![CDATA[Al Secondo Mè Festival "Furio Scarpelli. Il cinema viene dopo"]]>

Presentazione in anteprima nazionale del libro "Furio Scarpelli, il cinema viene dopo", con prefazione di Ettore Scola. Biografia ufficiale del celebre sceneggiatore che, in coppia con Age, scrisse i più importanti film della Commedia all'Italiana. Da "I soliti ignoti" a "L'armata Brancaleone", da "C'eravamo tanto amati" a "Il postino", Scarpelli contribuì a far conoscere il cinema italiano nel mondo. Con lui lavorarono i più importanti registi del Novecento.

BIO Giacobelli

Chiara Giacobelli è scrittrice, autrice e giornalista iscritta all'Ordine. Laureata in Scienze della Comunicazione e specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo, collabora con Newton Compton Editori e con altre case editrici e testate.

BIO Accardo

Alessio Accardo è nato a Roma nel 1969. Vive a Milano e lavora presso la redazione di Sky Cinema. Ha scritto per l'Ancci il libro Age e Scarpelli. La storia si fa commedia e per Le Mani My Name is Virzì, con Gabriele Acerbo.

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<![CDATA[Inizia il Secondo Mè Festival]]>

Mercoledì 21 a Padova si inaugura ufficialmente con la presenza delle autorità il Secondo Mè Festival. In Galleria Sottopasso della Stua a Padova un sacco di gente ha preso parte all'aperitivo ed al deejay set di Ale Campioni con cui si è accompagnata l'apertura dell mostra BACK(on)STAGE di Fabio Govoni e Stefano Fioresi a cura di Linda Giusti.




BIO FIORESI

Stefano Fioresi nasce a Modena il 28 luglio 1965.
Si diploma presso l'Istituto Statale d'Arte Venturi di Modena con il titolo di Maestro d'Arte e specializzazione in comunicazione pubblicitaria. Nel 1984 esegue il primo lavoro, decorando alcune parti del Palais de la Culture di Algeri. Successivamente opera nel settore della decorazione artistica su vetro per grandi ambienti: tra gli interventi più prestigiosi la realizzazione dei pannelli per la sede dell'Automobile Club Italia di Modena con scene tratte da grandi competizioni automobilistiche. Dal 1989 si dedica con successo all'attività di operatore pubblicitario. Parallelamente è attivo nel settore della grafica artistica ed esegue una serie di pannelli per la sede Ferrari di Maranello, riproducenti la visione complessiva degli stabilimenti della casa del Cavallino (1990). A fine anni Novanta la svolta creativa in direzione di una ricerca artistica nuova sia nelle tecniche che nelle tematiche. Passando attraverso una particolare ed innovativa rilettura di elementi della Pop Art degli anni Settanta e Ottanta, l'autore ha potuto sviluppare un percorso il quale, rileggendo elementi sintattici e visivi della comunicazione di massa, attiva un approccio creativo alla raffigurazione artistica nella direzione di una "Nuova Pop Art Italiana".

PRINCIPALI MOSTRE PERSONALI

2012 "re-VISITING MOMA" - Galleria MOdenArte, Modena, a cura di Maurizio Vanni
2009 "PROSPETTIVE CONTEMPORANEE" l'Arte dell'Architettura e l'Architettura dell'Arte, Galleria La Contemporanea, Torino, a cura di Roberto Milani
2008 "NIGHT 'N' NUIT", Galleria San Lorenzo, Milano, a cura di Chiara Canali
2006 personale nell'ambito della mostra "GRANDI MAESTRI DEL '900 dalla Metafisica alla Transavanguardia", Salone Pietro da Cemmo, Museo di Crema, Crema
2006 "MUSEUM", Chiesa di Sant'Onofrio "il Fuligno", Firenze, a cura della Galleria San Lorenzo, testo critico Anna Caterina Bellati
2003 "NYC - NEW YORK CITY", Galleria Factory, Modena, a cura di Maurizio Sciaccaluga
2003 "LARA'S FRIENDS", Young Museum, Palazzo Ducale di Revere (MN), a cura di Maurizio Sciaccaluga

BIO GOVONI

Fabio Govoni nasce a Modena, Italia, nel 1974.
La sua passione per il mondo dei comics lo porta a collaborare, durante il liceo, con la rivista di fumetto amatoriale CASABLANCA, partecipando a mostre collettive presso il Circolo degli Artisti e il Circolo I Cortili a Modena. Nel 1995 entra a far parte del gruppo di disegnatori della serie mensile IRONHEART, edita da Il Marchio Giallo, di cui disegna i nn. 2-3 su sceneggiatura di Stefano Lusardi, giornalista della rivista di cinema Ciak. Negli anni successivi esegue diversi lavori di grafica, come le illustrazioni per l'evento "Ortografico" del 2007 presso il Parco Ducale di Modena, in occasione dell'intervento del noto designer Karim Rashid. Il passaggio alla pittura avviene proprio in quest'anno. Con il suo stile marcatamente "pop" cerca di restituire al fumetto lo status di "arte", a suo parere mai pienamente raggiunto in Italia. Punto di partenza rimane quindi il "tratto", la linea nera su campo bianco che delinea l'idea, seppur declinato in maniera pittorica con l'utilizzo di colori acrilici, con tecniche che richiamano l'acquerello e utilizzo di materiali diversi (ad esempio il sale). A questo si aggiunge la definizione delle figure tramite tratteggio in grafite. BioPICS è il suo primo progetto originale realizzato con l'appoggio della galleria MOdenArte e testo critico di Linda Giusti.

PRINCIPALI MOSTRE PERSONALI

2012 - bioPICS, esposizione personale presso Galleria MOdenArte, Modena
2012 - Art Takes Times Square, Times Square, New York (mostra collettiva)
2011 - START, esposizione personale presso il Club Europa 92, Modena
2011 - Music Hall, esposizione personale presso Exalumeria, Modena

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<![CDATA[Augmented Place a Padova. L'arte aumenta la realtà.]]>

La mostra Augmented Place. L’arte aumenta la realtà aggiunge al monumento dedicato a Cavour, che spicca nell’omonima piazza padovana, altri sei monumenti o, per meglio dire, altre sei opere pubbliche, appositamente create dagli artisti Alterazioni Video, Fausto Falchi, Gregory Fong, IOCOSE, Antonio Riello, Cosimo Terlizzi. Non si tratta di opere costose e ingombranti, ma di presenze eteree nell’area della piazza. Grazie alla tecnologia wi-fi ogni passante potrà visualizzarle sul proprio telefono cellulare o computer portatile e, se vorrà, potrà scaricarle per portarsele con sé.
L’arte aumenta la realtà pone al centro questa relazione avvalendosi delle nuove tecnologie che sono entrate nella quotidianità e sono utilizzate con entusiasmo dalle generazioni più giovani
Mostra a cura di Guido Bartorelli

L’arte pubblica consegnataci dalla tradizione ha risolto egregiamente il problema della relazione con il passante, che sa perfettamente come rapportarsi agli uomini illustri scolpiti nelle piazze della propria città. Non altrettanto l’arte contemporanea, che non sempre è riuscita a superare l’impatto con la vita pubblica.
La mostra Augmented Place. L’arte aumenta la realtà pone al centro questa relazione avvalendosi delle nuove tecnologie che sono entrate nella quotidianità e sono utilizzate con entusiasmo dalle generazioni più giovani.
Dopo essere entrati in contatto con l’arte contemporanea all’esterno, si può approfondire l’esperienza entrando in Galleria Cavour, dove vengono presentate altre installazioni, ampie e rappresentative, dei sei artisti. Inoltre il visitatore può vivere la mostra come un’occasione di approfondimento, potendo contare sulla disponibilità al dialogo di stagisti universitari, che lo guideranno al confronto con le opere.
Artisti: Alterazioni Video, Fausto Falchi, Gregory Fong, IOCOSE, Antonio Riello, Cosimo Terlizzi.
In contemporanea alla mostra, un ciclo di incontri per presentare al pubblico la ricerca dei sei artisti nel quadro del contesto internazionale.

Questo il programma:
Inizio ore 17, stessa sede della mostra.

14 novembre
Renato Barilli presenta il progetto VideoArt Yearbook, promosso dal Dipartimento di Arti Visive dell’Università di Bologna
15 novembre
Angela Madesani, Ettore Pasculli e Tullio Brunone presentano il volume Armamentari d’arte e comunicazione
21 novembre
Guido Bartorelli e Elisa De Marchi presentano Antonio Riello e Fausto Falchi
22 novembre
Claudio Marra presenta il suo libro Fotografia e pittura nel Novecento (e oltre)
28 novembre
Fabrizio Montini e Giada Pellicari presentano IOCOSE e Alterazioni Video
29 novembre
Fabiola Naldi presenta il suo libro Tell A Vision
5 dicembre
Elena Tonelli e Stefano Volpato presentano Cosimo Terlizzi e Gregory Fong

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<![CDATA[Interviste ad ArtePadova 2012]]>

Dal 9 al 12 novembre 2012 la città del Santo è tornata a ospitare ArtePadova, la storica mostra mercato dedicata all'arte moderna e contemporanea giunta quest'anno alla sua 23a edizione.

Con gli oltre 20.000 visitatori dell'edizione 2011, 23.000 mq di superficie espositiva e 150 tra le più importanti gallerie italiane e internazionali, ArtePadova, sotto la guida del Direttore artistico Nicola Rossi, si conferma come una delle più importanti vetrine nel panorama italiano per galleristi, artisti, collezionisti, critici e curatori e un appuntamento imperdibile per tutti coloro che amano l'arte.

Percorrendo i padiglioni della manifestazione che si è svolta come di consueto negli spazi della Fiera di Padova si è avuta la possibilità di compiere un vero e proprio viaggio nella storia dell'arte più recente, ammirando le opere dei più importanti artisti che hanno segnato la scena del Novecento per arrivare alle creazioni più contemporanee e ai nomi più affermati nell'odierno mercato dell'arte. Un viaggio reso ancora più piacevole da un allestimento interamente rinnovato, con spazi più ariosi, pensato per una fruizione più agevole delle opere esposte.

A raccontarci questa edizione il suo patron Nicola Rossi, Barbara Codogno che oltre a seguire la manifestazione come ufficio stampa ne ha curato gli incontri dedicati a Arte e Tecnologia, Arte e Architettua, Arte e Moda e poi abbiamo sentito la galleria Vecchiato Art Galleries sull'artista Berlingeri che a breve sarà a Padova con una personale al San Gaetano e gli artisti Tanzola. Rinaldi. Minotto presenti con la galleria Sindoni.

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<![CDATA[Secondo Mé Fest: Silvio Soldini]]>

Torna a Padova dal 21 al 25 novembre 2012 la seconda edizione di SecondoMé Festival. Ospite di questa rassegna sarà il regista Silvio Soldini con un omaggio a Ettore Scola. 
Sherwood.it anche per questa edizione sarà media partner dell'evento.

SecondoMé è un festival verticale, una rassegna monografica che prende forma intorno ai gusti e alle passioni dei suoi ospiti.

Dal cinema alla letteratura, dalla musica all'enogastronomia, dall'arte alle curiosità: tre giorni di proiezioni, incontri e degustazioni per raccontare un artista.

MER 14 NOVEMBRE

ore 20.00
Cinema Lux
Aspettando SecondoMé Proiezione di film di Ettore Scola e di Silvio Soldini. In collaborazione con Cineforum Antonianum

MER 21 NOVEMBRE

ore 18.00
Sottopasso della Stua
Aperitivo di inaugurazione Festival con le Autorità + inaugurazione mostra Govoni e Fioresi con deejay-set

ore 21.00
Multisala MPX
Omaggio a Ettore Scola
Proiezione inaugurale "La Terrazza" di Scola, ingresso gratuito

ore 21.00
Enoteca ai Tadi
A cena con gli artisti
Incontro cultural eno-gastronomico con Fabio Govoni e Stefano Fioresi

ore 23.00
Fish Market
Secondomé party
Festa di apertura con deejay-set e corner fotocinematografico.

GIO 22 NOVEMBRE

ore 9.30 - 13.30
Centro Universitario di Via Zabarella - Sala Blu
Workshop "Girare un film" - con Enrico Lando (regista), Gianmarco Tognazzi (attore), Giacomo Gagliardo (organizzatore di produzione), Massimo Schiavon (direttore della fotografia)
In collaborazione con Progetto Giovani

ore 14.00
Ai Fabbri
A pranzo con l'autore
Con Enrico Lando, Gianmarco Tognazzi, Giacomo Gagliardo, Massimo Schiavon

ore 18.00
Libreria Feltrinelli
Presentazione del libro "Furio Scarpelli, il cinema viene dopo", con prefazione di Ettore Scola. Con gli autori Chiara Giacobelli e Alessio Accardo.

ore 19.00
La Mela di Newton
Pane mele e tulipani - Festa in onore di Silvio Soldini

ore 18.00, 20.00 e 22.00
Multisala MPX
Maratona Cinematografica.
Proiezione dei film scelti da Silvio Soldini

VEN 23 NOVEMBRE

ore 12.30
Osteria all'Anfora
Pranzo con l'autore. Ospite Silvio Soldini

ore 15.30
Università Bo, sala Nievo
Lezione con Silvio Soldini.
Presenti il regista e Giorgio Tinazzi

ore 16.30 e 19.00
Multisala MPX
Maratona cinematografica
Proiezione dei film scelti da Silvio Soldini

ore 18.00
Libreria Ibs
Presentazione di libri e autori scelti da Silvio Soldini. Con Edoardo Pittalis, vicedirettore del Gazzettino.

ore 19.00
Sommariva
Aperitivo e deejay set con musiche di Silvio Soldini.

ore 20.30
Café Lumiere
Inaugurazione mostra "Parenti Serpenti, Amici miei ed altri mostri" AAVV

ore 21.00
Multisala MPX
Incontro con Silvio Soldini.
Partecipano Silvio Soldini, lo sceneggiatore Marco Pettenello e un attore che ha lavorato con Soldini. Conduce Denis Brotto

ore 22.30
Multisala MPX
Proiezione di Pane e Tulipani, diretto da Silvio Soldini

ore 23.00
Barabba
Party SecondoMé con deejay-set

SAB 24 NOVEMBRE

ore 10.00
Cinema Lux
Proiezione per le scuole del film "Giorni e nuvole" di Silvio Soldini.
A seguire, dibattito sul tema del lavoro a cura della Cgil e delle associazioni studentesche, e in collaborazione con Cineforum Antonianum.

ore 14.00 - 17.00
Tutta la città
SecondoMé trovi un tesoro!
Caccia al tesoro in collaborazione con l'associazione Sul Divano

ore 18.00
Sottopasso della Stua
Premiazione caccia del tesoro

ore 19.30
La Forma del Libro - Via XX Settembre
Presentazione dei libri scelti da Ettore Scola. Con Niccolò Menniti Ippolito e Bruna Mozzi.

DOM 25 NOVEMBRE

ore 12.30
Osteria TreQuarti
Concerto di Fausto Beccalossi (fisarmonica) e Oscar Del Barba (piano).
Dedicato a Silvio Soldini

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<![CDATA[Silvio Soldini ospite a Sherwood]]>

Mercoledì 24 Ottobre 2012
alle ore 12.40
@ Sherwood
Vicolo pontecorvo 1 - Padova

Puntata speciale di Stream Out
aperta al pubblico

Ospite in studio:

Silvio Soldini

Sherwood apre le porte al pubblico.
Ingresso gratuito

La puntata verrà trasmessa in diretta streming video su www.sherwood.it

Info

Il nuovo film di Silvio SoldiniIl Comandante e la cicogna” ha letteralmente sbancato i botteghini.
È il film italiano più visto dell'ultimo weekend ed ha incassato più di mezzo milione di euro in pochi giorni.

Il regista Silvio Soldini, Mercoledì 24 Ottobre alle 12.40, sarà ospite di una puntata speciale di Stream Out aperta al pubblico.

Il comandante e la cicogna, con Valerio Mastandrea, Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston, Claudia Gerini e Luca Zingaretti, rappresenta per Silvio Soldini un ritorno alla commedia surreale sulla scia del suo grande successo Pane e Tulipani.

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<![CDATA[[Web video] Le trasmissioni della web radio summer edition]]>

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<![CDATA["Raptus Proserpinae" di Elena Candeo e Federica Tavian Ferrighi]]>

L'Orto Botanico di Padova

Origini
L'Orto botanico di Padova è il più antico Orto universitario del mondo ad aver conservato la sede originaria e praticamente inalterata la struttura. Fu istituito nel 1545, su delibera del Senato della Repubblica Veneta, per la coltivazione delle piante medicinali, che allora costituivano la grande maggioranza dei “semplici”, cioè di quei medicamenti che provenivano direttamente dalla natura. La sua istituzione era intesa a facilitare gli studenti patavini nello studio e nel riconoscimento di tali piante.
Il suo carattere eccezionale deriva da un lato dal suo elevato interesse scientifico in termini di sperimentazione, attività didattica e collezionismo botanico, e dall’altra dalla singolarità delle caratteristiche architettoniche, che nei secoli ne hanno fatto un modello per istituzioni analoghe in Italia e nel mondo: da Leida a Lisbona, passando per Uppsala e Bratislava.
Questo complesso dallo straordinario valore scientifico, storico, artistico e naturalistico è ubicato nel mezzo del centro storico di Padova, tra le grandi basiliche di Sant’Antonio e di Santa Giustina, in un’area urbana che annovera nelle immediate vicinanze complessi di grande valore storico e artistico come il Prato della Valle, la Loggia e l’Odeo Cornaro, la porta Pontecorvo e la cinta muraria cinquecentesca, a poca distanza dalla sede storica dell’Università – Palazzo Bo – e dai più importanti monumenti cittadini (Cappella degli Scrovegni, Palazzo della Ragione, complesso delle Piazze e Battistero).

Unesco
Nel 1997 l’Orto botanico di Padova è stato inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, riconoscenza conseguita con la seguente motivazione: “ l’orto botanico di Padova è all’origine di tutti di tutti gli orti botanici del mondo e rappresenta la culla della scienza, degli scambi scientifici e della comprensione delle relazioni tra la natura e la cultura. Ha largamente contribuito al progresso delle numerose discipline scientifiche moderne, in particolare la botanica, la medicina, la chimica, l’ecologia e la farmacia “.

L’Orto oggi
Attualmente all’Orto botanico di Padova sono coltivate 3.500 specie vegetali provenienti da ogni angolo del mondo. Particolare attenzione è rivolta alle piante rare del Triveneto, alla vegetazione dei Colli Euganei, della Laguna Veneta e di tutto l’arco alpino. Centrale è il suo ruolo per la conservazione della biodiversità, con una fornita banca del germoplasma composta da semi di oltre 2.000 specie. A questo compito si affiancano la didattica e l’educazione ambientale, rivolta principalmente agli studenti, e la ricerca scientifica, caratteristica imprescindibile di un istituto universitario.

Raptus Proserpinae
di Elena Candeo e Federica Tavian Ferrighi.
01.07 – 30.09.2012 Orto Botanico di Padova

Elena Candeo, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, ha frequentato corsi di incisione, illustrazione, cinema d’animazione presso la Facultad de Bellas Artes de Granada nel 2002. Dal 2004 conduce corsi di pittura, disegno, incisione e cinema d’animazione e dal 2005 insegna discipline artistiche presso la scuola secondaria. Vanta numerose esposizioni personali e collettive, spaziando tra la pittura, l’incisione, la land art, la performance, la video arte, conseguendo importanti pubblicazioni.

Federica Tavian Ferrighi è un’artista la cui elaborazione artistica passa attraverso l’occhio attento della telecamera. Trasferisce attraverso questo mezzo la sua ricerca, affidando al video pensieri, riflessioni, critiche sul mondo, sulle cose, sulle persone, sugli animali, sui luoghi e sui paesaggi. Non solo un indagare, ma un rivivere la vita dentro l’immagine, nelle pieghe della realtà nei silenzi del tuono, di una specie di tempesta che nella nostra esistenza passa attraverso gli incontri, lo scorrere dell’acqua, la carezza alla criniera di un cavallo, le fusa di un gatto, l’abbaiare di un cane o il volo di un airone. Lavora sul segno, che si fa disegno di in territorio, le mappe sono flussi mentali e fisici che disegnano percorsi e segnano la storia dei luoghi.
Mappe geopoetiche ricamate di Federica evidenziano la pregnanza del segno e delle parole, dei miti e  dei temi che riguardano  l'aspetto  naturalistico, territoriale, politico, culturale del contemporaneo dei luoghi, documentati da interviste ed installazioni nello spazio.

Il ratto di Proserpina
La dea Cerere era particolarmente amata dagli uomini. Proteggeva il lavoro dei campi, faceva maturare i frutti e biondeggiare il grano, ricopriva la terra di fiori e di erbe.
Ella aveva una figlia, Proserpina, una fanciulla bionda e soave, sempre sorridente, con due grandi occhi fiduciosi e profondi.
In un mattino sereno in cui il sole illuminava ogni cosa Proserpina, in compagnia di altre ninfe, si divertiva a correre sui prati ricoperti di erba rugiadosa e di fiori multicolori. Le splendide creature ridevano, scherzavano, gareggiavano nel raccogliere rose, giacinti, viole per fame ghirlande e adornarsi le vesti.
Ad un tratto avvenne un fatto prodigioso, un terribile boato lacerò l'aria. La terra si spaccò e dal baratro balzò fuori, su un cocchio d'oro trainato da quattro cavalli nerissimi, un dio bello e vigoroso ma dallo sguardo triste. Con le sue braccia possenti afferrò Proserpina e la trascinò con sé incitando i cavalli a correre velocemente.
Era Plutone il dio delle tenebre che, preso dalla bellezza di Proserpina, si era innamorato perdutamente di lei. Aveva chiesto e ottenuto da Giove di poterla sposare, perciò era venuto sulla terra e l'aveva rapita.
La fanciulla atterrita levò in alto terribili grida, ma nessuno udì la sua voce. Implorò il padre Giove ma questi, avendo permesso il ratto, non poté aiutarla.
I cavalli intanto galoppavano veloci. Proserpina, prima di entrare nel grembo della terra, rivolse alla madre un'ultima e disperata invocazione. Il suo grido fu così forte che montagne, boschi e prati fecero eco alla sua voce.
Cerere l'udì dall'Olimpo. Sconvolta dall'ansia, scese volando in terra. Cercò ovunque l'adorata figlia, vagò per nove giorni e nove notti. Visitò gli angoli più nascosti e lontani senza mai assaggiare né ambrosia né nettare tanto era il suo dolore. La cercò persino negli antri marini, chiese notizie all'aurora, al tramonto, ai fiumi, ma nessuno volle dirle la verità.
All'alba del decimo giorno, quando ogni ricerca risultò vana la dea, in preda alla più folle angoscia, interrogò il sole. - Dimmi la verità - implorò - tu, che dal cielo tutto illumini, dimmi chi l'ha rapita e in quale luogo la vedesti.
Il sole ebbe pietà di lei e volle rassicurarla:
- È stato Plutone, il dio delle tenebre, a rapire la tua diletta figlia per farla sua sposa. Ora Proserpina è laggiù e con il suo sorriso rallegra quel tristissimo luogo.
Cerere, sempre più disperata, si allontanò dall'Olimpo e si rifugiò ad Eleusi, in un tempio a lei consacrato, dimenticandosi della terra che aspettava la sua protezione.
Così a poco a poco i frutti marcirono, le spighe seccarono, i fiori e i prati ingiallirono e infine la terra divenne brulla e riarsa.
Allora Giove ebbe compassione degli uomini, chiamò Iride e la mandò da Cerere perché l'invitasse a tornare tra gli dei. Ma la dea messaggera non riuscì ad ottenere nulla.
Tutti gli dei, uno dopo l'altro, andarono a supplicarla offrendole doni magnifici, ma Cerere non si lasciò convincere. Rispondeva che non avrebbe donato né messi né ricchezze ai campi se prima non avesse riavuto sua figlia.
Giove mandò allora Mercurio dal re degli inferi affinché lo persuadesse a rendere la fanciulla alla madre.
Plutone non osò disubbidire al volere di Giove, ma meditò in cuor suo di non restituire Proserpina per sempre. Esortò la fanciulla a salire sul carro che doveva ricondurla sulla terra. Prima che ella si allontanasse però le offrì alcuni chicchi di melograno. Proserpina li accettò, ignorando che per un'antica legge divina i rossi chicchi di quel frutto l'avrebbero per sempre legata agli inferi.
Insieme a Mercurio la fanciulla ritornò nel mondo della luce e si recò nel tempio di Eleusi, dove trovò Cerere. Al solo vederla la dea si trasfigurò in volto, corse incontro alla figlia, l'abbracciò teneramente. Si consolarono a vicenda, parlando a lungo tra loro.
Allora Cerere comprese che il legame tra la sua amata figlia e Plutone era ormai indissolubile e perciò chiese a Giove di poterla avere con sé almeno per una parte dell'anno.
Il dio dell'Olimpo acconsentì, così Cerere ritornò finalmente fra gli dei e la natura si risvegliò.
Da quel giorno, ogni volta che Proserpina torna nel mondo, i prati si coprono di fiori, i frutti cominciano a maturare sugli alberi e il grano germoglia nei campi.
È la stagione della Primavera.

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<![CDATA[Tacheles chiama Italia: Sherwood risponde.]]>

La Kunsthaus Tacheles (casa dell’arte Tacheles) è una galleria d’arte berlinese gestita da un collettivo di artisti che occuparono la struttura nel 1990. Il termine “Tacheles” deriva dall’yiddish e significa “testo libero, parlare chiaro”.  Situato in uno dei quartieri più suggestivi della città, conta 500 mila visitatori all’anno, provenienti da tutto il mondo. Occupata da circa 80 artisti di 30 paesi diversi, permette di esporre liberamente, anche per criticare il boom del mercato dell’arte più “istituzionale” di Berlino.

Nonostante il fermento culturale creato da questo luogo, una sentenza del tribunale ha sancito la chiusura della galleria. La decisione dello sgombero arriva dopo che nel 2008  scade il contratto d’affitto con il gruppo d’investimento Fundus, che fino a quel momento aveva concesso gli spazi per la cifra simbolica di 1 euro al mese. Fundus, tramite la banca HSH Nordbank, aveva acquistato l’area nel 1998 e ora ha voluto cacciare gli occupanti per utilizzare l’edificio in un altro modo e farne molto probabilmente un centro commerciale. Dopo due incendi di natura poco chiara, la muratura tra lo stabile e il giardino del Tacheles, i sigilli all’edificio decretati dall’ufficiale giudiziario, il sequestro di opere di Rodin (e lo sfregio di una di queste), il 15 marzo 2012 si sono mobilitati gli stessi cittadini berlinesi presidiando l’entrata dell’edificio in modo da evitare qualunque sgombero. Il 21 marzo 2012, di fronte al municipio, gli artisti si sono adoperati per una petizione nella quale chiedono che venga trovata una soluzione che renda possibile la permanenza al Tacheles della galleria d’arte-laboratorio. Il gesto più brutale è stato commesso il 7 dicembre 2011 dalla Private Security, impiegata dal pool di avvocati della HSH Nordbank, che ha cacciato dalla sua mostra l’artista Alexander Rodin, sequestrando illegittimamente le sue opere. Fortunatamente la stampa tedesca ha dato molta visibilità all’accaduto, suscitando l’interesse di quella internazionale (inglese, americana, coreana,…). 

Il 20 giugno 2012 , è stata pronunciata la  sentenza del tribunale che ha reso ufficiale ed esecutivo lo sgombero. Come gesto simbolico, gli artisti del Tacheles hanno deciso di consegnare le chiavi della casa al sindaco Klaus Wowereit, che mai durante la sua amministrazione, ha supportato quest’attività culturale nonostante esso sia anche Senatore alla Cultura. Barbara Fragogna, che negli ultimi anni ha curato le mostre del Tacheles, precisa che gli occupanti non si opporranno più: non perché sono stanchi di combattere, ma perché “è giunto il momento di evolversi”. Tacheles non finirà qui. Proseguirà, in altre forme e sotto altre vesti.

Petrov Ahner, fotografo professionista, lancia dal 2010 una campagna a favore di Tacheles . Inizia a coinvolgere la gente della sua città nel suo progetto, che consiste nello scattare una foto a chi si sente vicino alla causa. I soggetti delle sue foto sono le persone comuni, proprio perché vuole sensibilizzare l’opinione pubblica. Chi accetta di apparire con la locandina “ I Support Tacheles” aderisce ad una iniziativa molto importante, che potrebbe impedire la privatizzazione dell’arte. Il fenomeno si diffonde rapidamente anche nel web, riscuotendo successo. I vari eventi divengono popolari anche sui social network . L’appoggio e la mobilitazione di più fronti a favore di una comunità di artisti piuttosto che di una attività commerciale dimostra che l’interesse per una cultura-arte libera e indipendente è fortemente sentito.

L’idea ha avuto molto successo tanto da oltrepassare i confini tedeschi e approdare anche in altri paesi, compresa l’Italia. Città come Londra e Barcellona hanno già in precedenza supportato questa iniziativa. Il progetto Italy Support Tacheles ha già coinvolto città quali: Vicenza, Arezzo e Bologna. Ora anche Padova entra a far parte di questa iniziativa. Dal 11 al 17 giugno 2012 al Vicolo Portello 12 i Carichi Sospesi hanno già ospitato l’evento. Un tale interesse è dato dal fatto che questi ultimi si trovano in una situazione precaria simile a quella berlinese, a causa della mancanza di fondi per continuare la loro attività.

Oltre agli scatti fotografici, un modo per sostenere la Kunsthaus è la raccolta di 50.000 euro per consentire  alla sua attività di continuare in un’altra sede.  I Carichi Sospesi nascono a Padova nel 2003 come luogo di incontro e di confronto, un teatro aperto che possa accogliere oltre agli spettacoli ed ai corsi anche una forma di socialità, di scambio, di contaminazione in cui le idee siano circolari e non debbano trovare terreno di confronto solo attraverso momenti di spettacolarità. Uno spazio in cui accogliere corsi, stage, laboratori, dimostrazioni di lavoro.  

Anche allo Sherwood Festival si sostiene la battaglia di Tacheles. All’interno del festival, al centro del bar Vela è presente una installazione che mostra delle foto scattate pro Tacheles. Accanto ad essa è posta una breve delucidazione sui cenni storici e sull’attività di supporto intrapresa a favore di Tacheles. Stagisti e fotografi saranno a disposizione di chi volesse farsi fotografare con il banner “ Italy Support Tacheles”.

Le foto, insieme a quelle prodotte nelle altre città che hanno aderito all’iniziativa, saranno poi esposte in una mostra collettiva che si terrà a Berlino in agosto. Per ulteriori informazioni  visitate la pagina face book di Italy Support Tacheles.

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<![CDATA["Prendimi in cura da te" curatrice Caterina Benvegnù ]]>

Venerdì 22 giugno, nel cosiddetto park centrale in via Annibale Da Bassano, si è tenuta l’esposizione “Prendimi in cura da te” a cura dei Superfluo Project. L’intenzione della mostra è quella di mettere in risalto la figura del “curatore” che in genere è messa in secondo piano rispetto a quella dell’artista. A cura di Superfluo. Prendimi in cura da te dà voce a progetti curatoriali che per vari motivi non hanno avuto l’opportunità di compiersi: Superfluo offre loro la possibilità di “essere” divenendo qualcos’altro. Il non-finito, il non-realizzato, l’impossibile sono alcune tra le parole chiave date come spunto, motori di ricerca da intrecciare ai concept di partenza dei progetti presentati, affinché si trasformino in proposte espositive e di ricerca, se pur non risolte. I curatori invitati da Caterina Benvegnù e Nicola Genovese avranno la possibilità di mettersi in gioco divenendo per una sera artefici in prima persona della resa visiva e della trasposizione nello spazio dei propri utopici progetti.

Fra i curatori Eugenia Delfini presenta a sua volta otto progetti di giovani artisti:

Giuliana Racco, artista canadese che ha creato un prototipo di pubblicazione inerente all’immigrazione e quindi al rapporto uomo-natura. Il primo numero della rivista Parallel raccoglie testimonianze, scritti e immagini che riflettono su aspetti del movimento umano (sbarchi di Lampedusa) attraverso i territori, con un’enfasi sul desiderio e la destinazione. È presente uno studio e un’investigazione dei media e del loro ruolo nella formazione dell’opinione pubblica riguardante questo fenomeno.

Elisa Strinna. Tratta della natura, in particolare in rapporto con la memoria. Il progetto narra la storia di Vanda e di suo padre, deportato nei campi di concentramento nella seconda guerra mondiale in Germania, che ripercorre il suo viaggio Roma - Germania documentandolo attraverso i suoi disegni.

“Postcard from Beirut”, gruppo di artisti toscani chiamati dall’assessore alla cultura della città di Firenze per creare quattordici progetti ironici che si basano sul rapporto creativo con la cittadinanza.

Luana Perili, porta avanti una ricerca sulla sociobiologia che rapporta il sistema sociale umano a quello di varie specie di formiche che in base alle loro peculiarità si situano in diversi livelli del sottosuolo, vengono abbinati degli allestimenti di precise stanze abitative (soggiorno, bagno, camera da letto,..)

Angela Zurlo. Artista pugliese che propone un’installazione in cemento per una piazza cittadina, che ha le forme di un doppio centrino.

Fausto Falchi con il suo “Progetto Europeo” crea un lavoro composto da una tubo di Rubens che, attraverso le vibrazioni dell’inno europeo, fa bruciare la bandiera europea fatta di materiale ignifugo.

Nicola Nunziata immagina delle estese superfici bianche da accostare ai monumenti più fotografati dai turisti. Il perché si spiega subito: “ Set here the white balance of your digital camera and take the best picture that you ever took “.

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<![CDATA[Superfluo Project e Sottobosco: tra progetti mancati e reporting fotografico. ]]>

SUPERFLUO Nato a fine 2010 per iniziativa degli artisti Nicola Genovese, Alex Bellan ed Antonio Guiotto – attualmente condotto dal solo Genovese, con la collaborazione della curatrice Caterina Benvegnù. I Superfluo hanno sfruttato luoghi dismessi in zona centro di Padova come ad esempio una ex pulisecco e i corridoi di un vecchio studio medico in via Cesare Battisti. Venerdì 22 giugno, nel cosiddetto park centrale in via Annibale Da Bassano, si è tenuta l’esposizione “Prendimi in cura da te” a cura dei Superfluo Project.

Ha partecipato alla mostra Eugenia Delfini che abbiamo intervistato nel giorno dell'inaugurazione.

SOTTOBOSCO è organizzazione orgogliosamente non profit che produce cultura senza scendere a compromessi. Fondato da Eugenia Delfini (curatela), Fausto Falchi (arti visive), Tiziano Manna (comunicazione visiva), Nicola Nunziata (arti visive) e Pasquale Nunziata (progettazione sociale) che hanno messo a disposizione un appartamento abbandonato e ristrutturato in via Piave a Mestre, cuore multietnico della città: sono presenti una project room per incontri, letture, laboratori e mostre, lo studio di progettazione è dove il collettivo lavora, la bacheca dove si trovano materiali informativi sui progetti e gli eventi in città e alcune riviste gratuite ed infine il laboratorio che è una piccola officina di produzione per artisti che hanno bisogno di utensili, materiali e consigli per la produzione di opere. Lo spazio ospita anche L!brer!a: un archivio di materiali editoriali e multimediali relativi la documentazione, i processi e i risultati dei singoli progetti realizzati dalle Organizzazioni non profit.

A cura di Sottobosco. “Reporting Via Piave”  è un progetto approvato e finanziato dalla CE nell’ambito del programma Gioventù in Azione 2011, basato sulla partecipazione attiva dei cittadini che vivono il quartiere di via Piave a Mestre. Attraverso le fotografie raccontano il loro territorio, prendendosi così cura degli spazi che gli appartengono.

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<![CDATA[La Corta Notte dei Corti]]>

La Corta Notte dei Corti.

A partire dalle 21.00 di oggi si apre allo Sherwood Festival 2012 una serata con protagonista “il cortometraggio”. Verranno presentati i finalisti del concorso “ 3 X 1- 3 giorni per un corto” ed insieme a loro ci sarà anche una sezione di “fuori concorso” in cui si potranno vedere le opere di artisti del Nordest che negli ultimi anni si sono fatti conoscere ed apprezzare nel circuito dei festival per le loro produzioni indipendenti e particolari.

I fuori concorso presenti saranno:

- "Tonino e Colino, immigrati dal Sud tornerebbero a casa previa assunzione a Bari" di Diego Di Dimattia, avremo il regista e il cosceneggiatore Carlo Vanin, durata 13 min.

- "Per una Buona Causa" di Karma Gava, (in giuria per 3x1con Davide Vizzini di Officina Immagine che ne ha curato la post produzione), durata 20 min;

- "Ultracorpo" di Michele Pastrello, a rappresentarlo, visto che il regista è a Roma, avremo l'attore protagonista Diego Pagotto (in giuria), durata 20 min;

- "Stalking Radio" di Andrea Rossi, avremo il regista e l'attrice protagonista Martina Rigoni, (in giuria mettiamo il regista Andrea Rossi), durata 22 min;

La giuria che sceglierà nel corso della serata il vincitore del “3 X 1” sarà formata da alcuni degli ospiti della sezione “Fuori concorso”: Diego Di Dimattia (regista di “Tonino e Colino….”), Diego Pagotto (attore di “Ultracorpo”), Andrea Rossi (regista di “Stalking Radio”), Davide Vizzini di Officina Immagine (post produzione di “Per una buona causa”).

Sono stati 11 i cortometraggi consegnati che saranno tutti ammessi alla finale di stasera e si contenderanno i 3 premi in ballo.

Questo l'elenco dei corti in gara e il genere ricevuto:

Il canto della coscienza - Sean Michael Hall - Noir
L'impiccio - Mattia Scavo - Commedia
Lancio lungo - Simone Perotto - Catastrofico
Macaroni Cop - Daniele Bragagnolo - Poliziesco
Il musicista - Martina Acazi - Supereroi
No Breath - Chiara Portinari - Horror
Presto - Viviana Silotto - Thriller
Relictio - Michele Menini - Horror
Supereroi non troppo a(c)corti - Andrea Costa - Supereroi
Viva gli sposi - Daniele Gasparin - Noir
Vivo - Alessandro Talamo - Fantascienza

Appuntamento quindi alle 21.00 circa nello spazio Cine Street dello Sherwood Festival per scoprire insieme i corti vincitori.

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<![CDATA[Gino Rossi-Emanuele Convento: tra passato e presente]]>

Emanuele Convento  dedica il video “Humus: fogli di Gino Rossi”  all’omonimo pittore,  attivo tra  Parigi, Venezia e Burano negli anni che vanno dal il 1907 al  1923.

Si accenna al periodo più buio di Rossi quando, di fronte ai drammi della prima guerra mondiale, alla prigionia e a crisi familiari, venne ricoverato nel manicomio di Sant’Artemio di Treviso dal 1925 fino alla morte avvenuta nel 1947. Passi di un uomo costretto in uno spazio che non può valicare, mani che si arrendono all’evidenza della reclusione: è così che la regia di Convento cerca di trasmettere l’impotenza e il crollo dell’artista. Le immagini dei fogli di carta che galleggiano sull’acqua sembrerebbero quasi rievocare i momenti di irrequietezza e instabilità con cui l’artista dovette convivere. Nella terza parte si ha l’omaggio esplicito ai disegni manicomiali del pittore, alcuni comprensibili forse solo ai suoi percorsi mentali mentre altri rievocano il cubista Braque.

Nonostante i giudizi negativi a una sua mostra alla Fondazione Bevilacqua La Masa al lido di Venezia nel 1925 e i frequenti rifiuti delle sue produzioni, le sue opere lo consacrano come uno tra i più grandi pittori all’origine dell’arte moderna in Italia. Conflitto tra qualità insuperabile e bisogno di rinnovamento del linguaggio artistico sarà il leit motiv di tutta la sua produzione. Avversario delle istituzioni, Gino Rossi si pone contro la Biennale di Venezia e fonda la Scuola di Burano con altri artisti veneti. Saranno le frequentazioni al Salone della Società delle Nazioni nel 1907, alla Biennale di Venezia che gli faranno scoprire Gauguin, Matisse, Vlaminck, Cèzanne e quindi il disegno forte, i contorni fermi, le tavolozze cariche e la vivacità della pennellata. A Parigi dal 1909 conoscerà Van Gogh e approfondirà la sua conoscenza di Cèzanne e Gauguin.  La sua evoluzione arriva al punto che canalizza l’interiorità del mondo nell’esteriorità della natura… ed è proprio questa disposizione che attira Convento. Sua caratteristica è infatti il segno che di volta in volta si fa liquido o nervoso, sottolineato da colpi di luce e guizzi pittorici di colore che danno forma ai suoi sentimenti e alle sue emozioni. La Natura è un altro punto di contatto tra i due: in un caso diviene  elemento di conforto di fronte alle difficoltà della vita, nell’altro diventa regista dell’opera (si pensi a “Genetliaco del vento”).

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<![CDATA[NordEst Boulevard del 19 giugno ]]>

Prima puntata di NordEst Boulevard live dagli studi della Web Tv

 

Emanuele Convento, artista multi-mediale ed eclettico, le sue opere variano dalla pittura alla scultura tradizionale ai foto-graffiti (interventi segnici e matrici su foto e fotocopie, creando una metamorfosi alchemica della materia), installazioni, video installazioni e performances interattive e gestuali. E' presente dal 1997 con interventi performativi e dal 1998 con esposizioni in Italia e successivamente all'estero. E' tra gli artisti fondatori del Gruppo Proxima e aderente al "Movimento Zerotre". Nella sua ultima mostra “Delicato piaceri dei sensi”, che si è tenuta all’Istituto italo-tedesco di Venezia a Palazzo Albrizzi, espone le opere che si ispirano al romanzo di Thomas Mann “Morte a Venezia”. Fondamentale è l’incisione, in particolare la tecnica della “punta secca” (punta metallica su lastra di zinco) dato che per l’artista ha un ruolo basilare il neo-espressionismo tedesco. Il fine della sua opera è ridare valore e spazio al concetto di segno. Coinvolgere ed emozionare lo spettatore sono le principali intenzioni dell’artista: esemplari alcune delle sue performance dove riproduce su tela le sagome del pubblico oppure offre ai presenti lembi della stessa opera. Importanti pittori per il suo percorso artistico e per la sua ispirazione sono stati Gino Rossi e Antonio Mancini ai quali dedica rispettivamente “Humus- Fogli di Gino Rossi” e “Genetliaco del vento”: ricorrente la materialità delle mani e il dato naturale.

 

Carlo Strano. Nato a Venezia nel 1975. Nella sua ricerca usa pittura, video, assemblaggi per rappresentare e generare spazi metafisici che si evolvono in una complessità crescente fino a innestarsi nel reale sociale. Dal 1990 usa la pittura come mezzo introspettivo per dare immagine a propri stati emotivi. Viene abbandonata ogni figuratività in favore di un’estetica puramente astratta. Tuttavia nello spazio vuoto, la presenza umana si avverte ancora forte , proprio perché manifestata dal rigore geometrico. Dal 1996 video, pittura, assemblaggi e situazioni sociali (che evolvono in happening) vanno ad unirsi in un’unica sinergia cosmogonica. Il video diventa il collante che unisce le singole opere in un insieme coerente. Nel 2001 riscopre in chiave artistica l’attività di bricolage: stucco, il legno, il polistirolo diventa strumento di indagine della matericità corporea, in antitesi con la geometricità formale costante della sua estetica che viene esasperata nel ciclo delle Geometrie del Profondo.  Mezzi tecnici differenti, ma con finalità uguale, danno corporeità alle emozioni e quindi all’astrattezza.


Sai cos è la Performance?

Espressione artistica sviluppatasi negli anni ’60 del secolo scorso. Si basa su una stretta connessione tra arte e vita e una proposta di una molteplicità di stimoli sensoriali per creare situazioni in cui proiettare lo spettatore. Al centro dell’opera si trova il transitorio svolgersi di un evento esistenziale, le cui tracce visibili saranno memorizzate attraverso documentazioni fotografiche, filmiche e infine video, che si configurano come opere d’arte autonome e suggeriscono azioni appositamente pensate per la registrazione della telecamera. La performance coinvolge l’autore, talvolta lo spettatore, in un’opera che si sviluppa nello spazio e nel tempo, il cui fulcro d’azione sono il corpo e la sfera percettiva. Protagonista è il performer, concentrato su se stesso, ma il comportamento dell’artista mira anche a indagare quello del pubblico, le sue reazioni o, al contrario, l’assenza. Si tenta di dare spazio all’espressione corporea.

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<![CDATA[Il 24 giugno la "Babel" di Paolo Loschi]]>

Recensione del curatore della mostra Ottavio Massimo Paier

Negli spazi del Lanificio Paoletti (1795) in Follina (TV), grazie alla famiglia Paoletti è partito un progetto per gestire una possibile situazione di dialogo tra lanificio, tessuto, moda ed arte.

Sotto la supervisione di due amici/curatori Giovanni Da Broi e Ottavio Massimo Paier, rispettivamente fotografo e architetto, si sono aperte le porte con la personale del pittore trevigiano Paolo Loschi (1966) da titolo “Babel”.

Artista versatile e generoso, senza schemi e riferimenti predefiniti, senza sguardi rivolti ad una forzata espressività, ha concentrato la propria ricerca in un moderno astrattismo, lirico e riservato, soffermandosi nel rapporto tra gestualità e materia, fra colore e forma, arrivando a risultati notevoli, ammirevoli per coerenza ed impatto emotivo.

Con “Angel de Tierra” è un racconto sincopato che si va costruendo, quadro dopo quadro, tra immagini spiazzanti, segni, stranissimi animali, simboli colori, strane creature provenienti dalla notte più profonda dell’ inconscio collettivo, recessi del nostro immaginario più remoto.

Con “Face” volti su sfondo monocromo, realizzati esclusivamente per questa mostra, l’artista non si sofferma sui tratti del volto, sui particolari però basta un singolo dettaglio per caratterizzare l’insieme del viso che a questo punto, potrebbe avere un’ identità…un nome, i volti prendono forma attraverso accostamenti cromatici che affiorano come fantasmi su un muro che, lentamente, si manifestano.

Benvenuti, tutti voi, nel luogo dove non c’è happy end che tenga, dove le voci dei nostri incubi più oscuri hanno un nome e un volto, dove i personaggi disegnati prendono vita e i suoni si trasformano in colori. Benvenuti nel Paolo Loschi – Space fino al 29 luglio con innaugurazione domenica 24 giugno ore 18:30con una performance dell’artista.

Da lunedì al sabato delle 8:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 19:00

Domenica dalle 8:00 alle 12:00

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<![CDATA[LZlab – Roundtable #1]]>

È da un’idea di produzione e ricerca che deve sempre più fare i conti con la sostenibilità e con uno stato di crisi permanente, che nasce una visione delle iniziative no-profit quali luoghi privilegiati per pensare a soluzioni di alleggerimento dei processi di ricerca e produzione nelle arti visive contemporanee. Il no profit di fatto corrisponde al bisogno di dare un luogo specifico all’azione culturale, prestando attenzione a quello che vengono esprimendo le comunità, generando nuove reti e scambi fra i diversi soggetti coinvolti nei processi, favorendo la costruzione di network. Scopo dell’incontro è di prendere in esame la relazione tra pubblico e privato, tra istituzioni e spazi indipendenti in termini di polarizzazione e/o di convergenza mettendo a confronto le diverse esperienze dei partecipanti alla tavola rotonda. Con uno sguardo attento ai modi mediante cui il no-profit  per l’arte contemporanea si relaziona al contesto in cui opera, alle comunità locali, alla dimensione temporale e ai ruoli che artisti, curatori e critici rivestono oggi. Roundtable #1 è concepito come un momento di studio e approfondimento tra operatori del settore, ma rimane un incontro aperto al pubblico e prevede il coinvolgimento attivo di alcune delle realtà coinvolte nel progetto di ricerca che riguarderà il rilevamento, l’analisi e la messa in rete degli spazi pubblici e delle iniziative no-profit per l’arte contemporanea in Veneto.
 
Lzlab – Laboratorio la Zona come tutto l’insieme di iniziative che vedono la collaborazione fra Forte Marghera - Parco del Contemporaneo e Dolomiti Contemporanee, nasce in partenariato e con il sostegno della Regione del Veneto, su iniziativa del Comune di Venezia, Assessorato all’Ambiente, Alle Politiche Giovanili, alla Città Sostenibile, e la gestione e coordinamento della Marco Polo System

8 giugno 2012
 
h 11.00-11.30
Apertura dei lavori

Gianfranco Bettin, Assessore all’Ambiente e alla Città Sostenibile del Comune di Venezia
Fausta Bressani, Direzione Beni Culturali, Regione del Veneto  *(in attesa di conferma)
 
h.11.30-13.00
Pensare no-profit in Veneto

Andrea Bonifacio – Marco Polo System geie
Riccardo Caldura - Parco del Contemporaneo
Gianluca D' Inca Levis - Dolomiti Contemporanee

h. 14.30-16.00
Dal network al laboratorio, i modi della produzione indipendente

Anna Detheridge - Connecting Cultures
Gino Gianuizzi - Associazione neon>campobase
 
h. 16.00-18.00
La relazione con il contesto, approcci teorici e pratici con il contesto fisico e sociale

BridA - Tom Kerševan, Jurij Pavlica, Sendi Mango
Associazione e: - Francesco Ragazzi, Francesco Urbano
 
Coordina l’incontro: 
Chiara Sartori, critica e curatrice indipendente
 

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<![CDATA[Reporting via Piave. Raccontati, racconta il tuo quartiere ]]>

 

Terminati gli incontri laboratoriali, la mostra presenta al pubblico i progetti fotografici del gruppo di lavoro Reporting via Piave: più di 200 scatti per raccontare le identità, le trasformazioni, le risorse e i limiti del quartiere Piave di Mestre (Ve).

 

Ripensare la città è oggi una delle priorità che la contemporaneità ci impone. Gli assetti urbanistici, le reti sociali e i reticoli identitari che in essa si intrecciano sono al centro di profonde trasformazioni che chiamano in causa la necessità di nuove e più partecipate forme di esercizio della cittadinanza.  

La città è anche e soprattutto un luogo che produce cultura, capace perciò di produrre e riprodurre innumerevoli immaginari, legati alle identità e alle storie di chi la attraversa. In questo senso il quartiere di via Piave a Mestre, sul quale abbiamo focalizzato la nostra attenzione, offre un punto di vista privilegiato in virtù della sua complessità sociale e del particolare rapporto che intrattiene con la città di Venezia.  

Insieme ad un gruppo di cittadini abbiamo provato a raccontare, con un taccuino e una macchina fotografica, questa complessità: il percorso, iniziato a dicembre 2011, si è sviluppato attraverso incontri settimanali durante i quali abbiamo discusso di ricerca fotografica, ascoltato e compreso i reciproci punti di vista con lo scopo di costruire un racconto a più voci del quartiere.

Storie ed esperienze differenti, visioni e letture del cambiamento in atto: 27 scatti a disposizione di ogni partecipante per dire la propria e osservare il quartiere guardandolo attraverso il mirino di una macchina fotografica, raccontarne i luoghi e le collettività che lo attraversano.     

Terminati gli incontri laboratoriali, la mostra presenta al pubblico i progetti fotografici del gruppo di lavoro Reporting via Piave: piú di 200 scatti per raccontare le identità, le trasformazioni, le risorse e i limiti del quartiere Piave di Mestre (Ve).


In mostra i progetti di: Alessandro Angeli, Lorenzo Angeli, Marino Bastianello, Valentina Bona, Elisa Cargnel, Filippo Casarin, Francesco Casarin, Eugenia Delfini, Claudia Faraone, Paolo Grazioli, Sandro Mion, Alice Musi, Endri Orlandin, Marlies Ranieri.

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<![CDATA[ENDLESS di Irma Paulon ]]>

“Endless” di Irma Paulon – 26/27 Maggio 2012

A cura  di Valentina Barotto

Asolo suscita in chi la percorre e  in chi la abita la consapevolezza del teatro che circonda  la meravigliosa alchimia tra architettura, natura arte, letteratura e poesia. 

Le opere d’arte che creo contengono  la percezione di meraviglia assoluta, di silenzi e suoni, di forme e luoghi che  si traducono in forme e materiali diversi la cui materia non lascia alcuna impronta percettibile dell’idea che l’ha generata, ma la cela al suo interno  come luogo nel quale l’anima si sente finalmente a casa.

La mia idea di  fondo è che esiste un filo conduttore “Senza Fine” nelle varie forme in  cui l’Arte si manifesta.

Da lì l’idea di “Endless” uno straordinario connubio tra espressioni artistiche. (Irma Paulon)

Evento Pubblico itinerante  mutisensoriale – Città di Asolo (con il patrocinio del Comune di Asolo  e della Regione Veneto)

Evento collaterale della Biennale d’Arte di Asolo  che si terrà dal 12 maggio al 24 giugno 2012.

LOCATION:     

  1. Atelier/Abitazione Irma Paulon – Via P.Bembo n.89 – Asolo
  2. TappoBar Ristorante – Via Roma n.55 - Asolo   
  3. Gallery Xcollection di Newton – Via Dante -  Asolo
  4. Spazio “Il Forno” – Via Dante – Asolo
  5. Caffe’ Centrale – Via Roma n. 72 – Asolo

Lo scopo è di coinvolgere  creando sinergia tra l’arte  proposta ed il pubblico.

L’evento avrà inizio nell’Atelier/Abitazione   di Irma Paulon  - Via Bembo n. 89  - ASOLO    

Sabato 26 maggio porte aperte  dalle ore 11:00

  • Workshop e mostra di quadri riguardante il tema  della rosa antica a cura di Giulio Baistrocchi.
  • A deliziare il palato completato dall’estetica raffinata ci penserà l’azienda Baruzzo con il suo meraviglioso cioccolato.
  • Nell’arco delle  due giornate ci  sarà la presenza  di una danzatrice e due musiciste di violino  Lorenza Bano e Roberta Zarpellon che improvviseranno musiche, danze e sfilate   per le vie di Asolo e accompagneranno il pubblico nei vari  punti  dove ci saranno le inaugurazioni delle mostre.

Spazio “Il Forno” – Via  Dante - Asolo

  • Chiara Fantig incontrerà  le artiste  musiciste e  danzatrice  per la preparazione  Make-up e  la realizzazione  di composizioni floreali, rose,rossetti e bijoux di Irma Paulon, le ragazze sfileranno per le vie di Asolo.  

Workshop  di Make-up  per signore e presentazione  esclusiva del Make-up Zuii linea naturale e biologica  dove gli  ingredienti usati sono i petali dei fiori:  “wear Flowers on your Face” e della linea di fragranze Lyn Harris:  “wear Flowers on your body”.

  • Apertura mostra fotografica di Matthias Parillaud che archivia e immortala immagini che parlano di bellezza,fiori e di emozioni.Infine Juan Pablo Jerez con la sua  penna illustrerà e ricollegherà cosa unisce le varie espressioni  artistiche del progetto Endless?L’istigatrice e ispiratrice è sempre lei la “Natura” con la sua bellezza,forme,colori e poesia.

Ore  19:00  - TappoBar Ristorante   www.tappoletterario.it 

Presentazione del romanzo  pulp noir “La ballata di Mila” dello   scrittore Matteo  Strukul e del fumetto “Red Dread” con il fumettista Alessandro Vitti che disegnerà le white cover per chi acquisterà l’albo a fumetti.

Atelier/Abitazione  di Irma Paulon 

Domenica 27 maggio porte aperte dalle ore 11:00

  • -Workshop di rose antiche
  • -Cioccolato Baruzzo

 Spazio “il Forno” 

  • Workshop  di Make-up
  • Mostra fotografica  di Matthias  Parillaud e Juan Pablo Jerez.

Ore 11:30 – TappoBar Ristorante www.tappoletterario.it

  • Presentazione del libro esilarante  dal titolo “Virusman”
  • ore 17:00 Presentazione Mostra personale  di Irma Paulon a cura di Valentina Barotto.Opere bidimensionali  realizzate con tecnica mista,acrilico,resine,plexiglass, elemento naturale con soggetto della rosa e il cuore.

Galleria Xcollection – Via Dante - Asolo

  • Brindisi e festa finale   presso il Caffe’ Centrale – Via Roma  n. 72 – Asolo    
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<![CDATA[Dal Tacheles di Berlino solidarietà a MACAO]]>

Berlino, 15 maggio 2012

Gentile Sindaco Pisapia e non meno gentili governanti, a chi di dovere,

nell’Essere Umano la “capacità” di sopportazione è inversamente proporzionale al peso dell’offesa subita.

«Mi piacerebbe partecipassero, e li invito, a un bando pubblico e che vinca il migliore», ha detto Pisapia.” (Corriere/Milano, 14 maggio 2012)

Questa affermazione, tra le altre, dimostra la totale mancanza del senso della realtà del sindaco di Milano. Chiunque abbia o abbia avuto a che fare con l’amministrazione della cultura italiana conosce perfettamente le regole per cui la probabilità, le cause, i legami d’amicizia se non di parentela, l’appartenenza a questa o a quella fazione, l’incontro in chat o l’ammiccamento su twitter dettino le leggi dell’assegnazione, solitamente a breve termine per i bene accompagnati, solitamente a molto lungo termine per chi non accompagnato ma con abbastanza costanza da perseguitare la causa, dei pochi (ma in realtà molti) fantomatici spazi “pubblici”. 

Non nascondiamoci più dietro a questi inutili e alquanto trasparenti veli d’ipocrisia, non abbiamo più voglia di essere presi per i fondelli. E siamo in tanti.

La richiesta (per giunta molto formale a mio modo di vedere), inoltrata per mezzo dell’AZIONE di Macao, di reclamare spazi per la cultura quando gli spazi attuali destinati alla cultura stessa sono esigui se non del tutto assenti, non doveva essere liquidata in così breve tempo senza alcun diritto di appello, senza nessuna tavola rotonda, senza la minima possibiltà di mediazione. Non siamo di fronte a dei bambini capricciosi che sbattono i piedi per il terzo lecca-lecca di fila. Siamo di fronte a donne e uomini che non sopportano più il peso dell’ignoranza, della pochezza mentale, dell’autoreferenzialità dei propri governanti (voi direte eletti a furor di popolo, noi risponderemmo con un: “Si, grazie per l’alternativa.”).

Mi chiedo seriamente come pensate di arginare questo ormai costante riflusso cerebrale con la repressione. Siamo sempre più coscienti del triste fatto che “la storia non insegna” a voi nulla,  noi invece impariamo. Siamo spugne, abbiamo appreso abbastanza e siamo più che pronti ad agire o, come vedete, agiamo già e …continueremo.

Sembra sempre più chiaro che viviate in un mondo virtuale, lontano dalla realtà, scostante rispetto ai problemi della massa e dei singoli. Nelle alte sfere, da cui ammiccate sorseggiando i vostri aperitivi coi tacchi alti, non vi rendete più conto che le vostre fondamenta si poggiano precariamente sulle schiene di milioni di uomini e donne desiderosi ora più che mai di scalzarvi?

Moltissimi tra i vostri malamati cittadini, che trattate senza la benché minima considerazione, hanno i nervi a fior di pelle, anzi, forse si stanno già scaldando le mani.

Credete voi, facoltosi e non meno boriosi vassalli del potere, che non esista un limite alla tensione? Che i nostri bistrattati cervelli risciacquati ormai da anni nelle vostre candeggine mediatiche, non reagiscano più con nessuna risposta allo stimolo del pungolo, che non si contorcano in conati annusando i miasmi provocati dalle vostre fogne ventilate palesemente a cielo aperto?

L’inabilità alla lungimiranza potrebbe compromettere seriamente le vostre poltrone e i vostri inopportunamente piazzati colletti bianchi. Che queste suonino come delle minacce non è un dubbio. Sono delle minacce. Sono dei chiari avvertimenti. Sono dei moniti.

E’ chiaro che la rivoluzione intellettuale sia già cominciata, volete veramente rischiare di subire  un altro tipo di rivoluzione prima di smettere di ostentare come fosse un bene menefreghista questa vostra tirannia mascherata di democrazia?

Non siamo degli idioti. Siamo molto ben educati.

Conosciamo la storia, reclamiamo i nostri diritti, non concepiamo l’assurdo.

Vogliamo vivere in pace, vogliamo essere liberi di proclamare la nostra indipendenza creativa, intellettuale e civile! 

Non ci sediamo più nei salotti per declamare i nostri assunti a poche orecchie condiscendenti, scendiamo in piazza, occupiamo palazzi, urliamo il nostro nome, parliamo chiaro e si, sappiamo essere divulgativi, conosciamo la psicologia, 

SIAMO MOLTO BEN EDUCATI. 

Cordialmente,

Barbara Fragogna

Curatrice, Kunsthaus Tacheles Berlino

bfragogna@gmail.com

A destra trovate la lettera in Pdf sottoscritta dalla Fragogna

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<![CDATA[Future, Landscape. A changing exhibition.]]>

Cosa rimane del paesaggio ai giorni nostri fra residui del passato e trasformazioni  produttive, abbandono e riqualificazione ambientale, nostalgie di un sentire la terra come luogo di appartenenza e visioni di un altro futuro possibile? La mostra vuole proporre una ricognizione ad ampio spettro fra luoghi descritti e luoghi immaginati, cogliendo del paesaggio le sue stratificazioni di naturale e artificiale, di aspetti esteriori e proiezioni interiori. La stessa forma espositiva è concepita come un dispositivo/organismo in grado di modificarsi, di trasformarsi: ad un nucleo iniziale di artisti, si aggiungeranno o prenderanno posto altri artisti, con altre opere e installazioni, e altri luoghi nei quali l’esposizione verrà riallestita e riformulata in seguito.

Artisti in mostra (26 maggio – 8 luglio): Bruno Estevan, Cristian Chironi, Marco Citron, Cuoghi  Corsello, Roberta Franchetto, Antonio Guiotto, Dritan Hyska, Hannes Lang, Dacia Manto, Tiziano Martini, Giovanni Morbin, Pavel Mrkus, Serse, Paolo Parisi, Eltjon Valle, Jonathan Vivacqua, Andreea Werner. 

Approfondimento

Due termini semplicemente accostati, messi vicini l’un altro: futuro, paesaggio con quel tanto di estraneità che comporta l’uso di una lingua diversa rispetto a quella propria, soprattutto se si riferisce a due termini così densi di significati. Del futuro sembra ormai si possa parlare solo in termini globalizzati, e con una lingua adeguata al processo di globalizzazione, mentre con il termine paesaggio sembra si possa al massimo richiamare, rispetto al più neutro e ubiquitario landscape, una condizione ormai passata, legata al termine ‘paese’, termine che rischia di suonare oggi desueto sia per descrivere la scala relazionale microlocale quanto quella nazionale. Si può ancora,  ai giorni nostri parlare di paese, e magari di genius loci, sentendo risuonarvi dentro l’origine etimologica derivante dal termine latino pagus – che stava ad indicare contrada e borgo, pieve e campagna -, considerando quali siano state le concrete conseguenze dell’aver concepito per decenni, come ci ricordava amaramente Rosario Assunto in un suo celebre studio, il paesaggio in termini di pura estensione spaziale? Eppure, dagli anni ’70 del secolo scorso, quando Assunto pubblicava il suo “Il paesaggio e l’estetica”, qualcosa sembra essere cambiato se ai nostri giorni, come vuole Gilles Clement, del paesaggio si viene ricomponendo una nuova, terza, condizione, che viene descritta nel suo “Manifesto del terzo paesaggio”. Condizione consapevolmente ibrida, e nondimeno vitale, dovuta alle pratiche di abbandono di modelli industriali, agricoli, turistici, ormai obsoleti, una condizione aperta piuttosto ad una nuova visione delle cose, grazie anche ad una diversa sensibilità generale.  

Riferirsi alle arti per affrontare e riflettere la complessità di tali tematiche indica che non possiamo affidarci solo agli strumenti disciplinari di tipo più propriamente analitico per osservare ciò che abbiamo intorno. Insomma se si vuole provare a comprendere la relazione fra ciò che del paesaggio ci viene riconsegnato dal passato (scarto da riciclare, frammento tutelabile, residuo di una modalità di rappresentazione estetica che può suonare anacronistica) e una sua condizione a venire, le arti possono coadiuvarci non poco. Offrendo, forse oggi più che in passato, spunti e suggestioni assai significativi per rappresentare e immaginare la nostra relazione con l’ambiente, con le sedimentazioni e le stratificazioni che appaiono indistricabili fra ciò che è artificiale e ciò che è naturale, fra ciò che è la realtà, il mondo esteriore, e ciò che invece costituisce il nostro mondo interiore.  

Un tema ‘classico’ come quello del paesaggio, da rivisitare dunque in tutte le sue possibili valenze: dalla descrizione alla visione di una condizione delle cose diversa dall’attuale, ma che in questa è intravedibile. Un paesaggio, così come un senso della natura e dell’ambiente, rivisitato  da artisti contemporanei che si trovano a lavorare in contesti fortemente antropizzati, contesti che sembrano aver perduto ogni aura, o dimensione simbolica, ma nonostante tutto vi si può ancora avvertire una tensione verso quella condizione dell’attesa, del non ancora, che fa di ogni paesaggio un possibile presagio, una forma di prefigurazione dell’avvenire. 

La stessa forma espositiva è concepita non staticamente, ma come dispositivo/organismo in grado di modificarsi, di trasformarsi, cangiante come il tema di cui si occupa: per questo a changing exhibition. Ad un nucleo iniziale di artisti, si aggiungeranno o prenderanno posto altri artisti, con altre opere e installazioni, e altri luoghi espositivi. 

Future, Landscape. A changing exhibition è il primo appuntamento della serie di attività previste dal progetto “Linea mobile. Progetti d’arte contemporanea fra le Dolomiti e la laguna di Venezia” che vede la collaborazione di Forte Marghera - Parco del Contemporaneo con Dolomiti Contemporanee, collaborazione aperta ad altre realtà associative come lo SPAC di Buttrio (UD). Il progetto nel suo complesso mira a costruire e mettere in rete una serie di soggetti associativi che operano specificatamente in relazione con il territorio e le arti contemporanee.

info@parcodelcontemporaneo.it

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<![CDATA[Al via la Biennale d'Arte Asolo 2012]]>

Premio Internazionale Biennale d’Arte di Asolo

Dal 13 maggio al 24 giugno, in programma la seconda edizione, con 101 finalisti.

Sezioni di pittura, scultura, grafica e fotografia e un ricco cartellone di eventi,
con le mostre di Wowe e Umberto Moggioli.

Si terrà dal 13 maggio al 24 giugno 2012 la seconda edizione del Premio Internazionale Biennale d’Arte di Asolo. Ideato e organizzato da Itaca Investimenti d’Arte in collaborazione con il Comune e il Museo Civico, il Premio si pone come obiettivo di avvicinare il grande pubblico all’arte visiva contemporanea, con attenzione alle forme di espressione tradizionali (pittura, grafica, scultura e fotografia).

La seconda edizione, notevolmente implementata nelle adesioni (oltre trecento), rappresenta una conferma dell’interesse da parte degli artisti ad una promozione della propria ricerca e della volontà di confrontarsi in un concorso qualificato. La valutazione delle opere, affidata ad una giuria completamente rinnovata, ha evidenziato un aumento del livello tecnico e contenutistico, giungendo ad una selezione più ampia del 2010.

La giuria del Premio è composta da Wowe Wolfgang Wesener (fotografo), Carlo Motta (responsabile Cataloghi d'Arte Editoriale Giorgio Mondadori-Cairo Publishing), Giulia Sillato (storica e critica d'arte contemporanea), Donata Demattè (scrittrice, storica dell'arte, docente), Franco Tramontin (scultore e già docente di Scultura all'Accademia di Belle Arti di Venezia), Giancarlo Cunial (professore di Lettere e Filosofia), Giovanni Porcellato (esperto in fotografia), Lorena Gava (insegnante e critico d'arte), Mirko Paolini (titolare della Fonderia Guastini).I vincitori delle quattro sezioni sono stati proclamati sabato 12 maggio, nel corso dell’inaugurazione alla Loggia della Ragione, con l’assegnazione dei premi delle categorie (5.000 euro per la scultura, 4.000 euro pittura, 2.000 euro grafica, 1.500 euro fotografia). Tutti gli iscritti hanno comunque già partecipato al Premio del Pubblico, con la pubblicazione nella galleria on line dell’opera in concorso e, per il vincitore (Sandro Varagnolo, pittore, Chioggia), il diritto di esporre negli spazi di Verona di Itaca Gallery.

Accanto all’esposizione delle opere finaliste, la manifestazione prevede un ricco cartellone di eventi collaterali, con mostre monografiche, incontri con gli artisti, presentazioni editoriali, dibatti sull’arte.

Il Museo Civico, in particolare, accoglierà una mostra, a cura di Mario Guderzo e Federica Luser, dedicata ad Umberto Moggioli (Trento, 1886 – Roma, 1919), artista trentino che visse fra Burano, Asolo e Roma, sviluppando una originale ricerca rivolta alla tematica del paesaggio, con l’esposizione di una trentina fra le più significative opere del periodo asolano, a cavallo del 1914.

In foto : Museo Civico di Asolo

Un grande evento dedicato alla fotografia sarà firmato dal fotografo tedesco di stanza a New York Wolfgang Wesener, noto nel panorama artistico come Wowe, con i suoi 200 “Portraits”, ritratti di celebrità internazionali, alcune vere e proprie icone degli ultimi decenni, con particolare attenzione ai protagonisti della nightclubbing newyorkese degli anni ’80 (alla Fornace dell’Innovazione).

Fra le altre esposizioni in programma, si ricorda la mostra diffusa dello scultore Valerius Demarchi, “La Spiritualità della forma”, ospitata fra l’Hotel Villa Cipriani e l’Albergo Al Sole (13 maggio – 24 giugno); l’evento itinerante in città “Endless” di Irma Paulon di pittura, scultura, installazioni, fotografia, presentazione di libri, workshop, degustazioni, a cura di Valentina Barotto (26-27 maggio); la mostra dedicata ad Angelo Gatto, a Ca’ Lozzio ad Oderzo, autore di opere pittoriche, affreschi, vetrate e soprattutto mosaici, principalmente a carattere religioso e dominate da accenti di forte lirismo; l’esposizione all’Asolo Golf Club dell’ “L’Architetto della Linea” Fiorenzo Barindelli, con le sue opere neogeometriche e optical (1-24 giugno).

Gli altri appuntamenti in programma prevedono una cena d’autore all’Hotel Cipriani con la presentazione del critico Paolo Levi delle opere di Demarchi e dell’artista Alda Boscaro, che celebra 50 anni di pittura, passione, femminilità (26 maggio); la serata del contemporaneoal De Gusto di Maser, locale nell’ala della villa palladiana, con la performance dell’artista informale Maurizio Camatta (2 giugno); l’aperitivo con l’autore all’Enoteca Alle Ore di Asolo, con un maestro a sorpresa (9 giugno); l’incontro con l’artista Dalma Bresolin nell’affascinante atelier d’autore di Crespano del Grappa (16 giugno).


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<![CDATA[Buongiorno e arrivederci]]>

Ecco l'appello degli artisti di BUONGIORNO E ARRIVEDERCI:


Siamo un gruppo di artisti professionisti italiani che lavorano nel campo delle arti visive e performative, da anni impegnati in questo settore e con un lungo curriculum alle spalle.
Siamo stati invitati a partecipare ad un festival di artisti italiani organizzato in una galleria nel centro di Berlino, quartiere Mitte, la Emerson Gallery Berlin. 
Il nome del festival sarà BUONGIORNO E ARRIVEDERCI, due parole che gli stranieri riconoscono e un'espressione che per noi italiani può voler dire molto di più: attaccamento e amore stizzito e deluso per il proprio paese. 
Si tratta di una grande occasione per l’arte italiana contemporanea non mainstream, che difficilmente trova spazi e porte aperte nel nostro paese, una vetrina importante. 
Il festival avrà tra l’altro un ampio respiro sia temporale che di contenuti. Si aprirà l’1 di agosto e continuerà e si protrarrà per quasi due mesi, fino al 22 settembre. Il programma si strutturerà in tre blocchi: 
- arti visive e installazione: Barbara Fragogna 
- arti visive, installazione e performance: Jennifer Rosa e Greta Brisandola
- arti visive, installazione e performance: Andrea Penzo e Cristina Fiore
Rebecca Agnes 
Elisabetta Di Maggio 

La galleria che lo ospita riesce a coprire parte delle spese, ma per un periodo così lungo avremo bisogno di coprire le spese di alloggio, di trasporto delle opere e i viaggi per raggiungere Berlino nei giorni delle differenti performance. 
Chiediamo il vostro aiuto per poter sfruttare un’opportunità che purtroppo dobbiamo andare a cercarci fuori dall’Italia pur essendo artisti professionisti con esperienza, come potete vedere dai nostri siti web. Dal nostro e vostro paese, l’Italia, l’unico sostegno che riceviamo per essere presenti ad un festival che sceglie di avere come filo conduttore l’arte contemporanea italiana è il probabile patrocinato, dell’Istituto Italiano di Cultura a Berlino e dalla Regione Veneto.
A ciascun titolare di una delle quote che ci permetterà di essere presenti a Berlino come artisti italiani, oltre ad infinita riconoscenza, verrà inviata una mail personale di ringraziamento con foto d'autore dell'evento. 
Per chi parteciperà con la prenotazione di 5 quote, saremo lieti di farvi avere il nostro grazie inviandovi una copia cartacea del catalogo del festival autografato dagli artisti partecipanti.

- Barbara Fragogna -http://barbarafragogna.blogspot.de/

- Il gruppo Jennifer Rosa -www.jenniferrosa.org (http://espresso.repubblica.it/multimedia/home/30012941)

- Andrea Penzo + Cristina Fiore - 
www.andreapenzo.it/ http://cantierecorpoluogo.blogspot.it/ 

-Elisabetta Di Maggio - www.viafarini.org/italiano/mostre/dimaggio.html

- Rebecca Agnes - www.rebeccaagnes.org/ 

- Greta Bisandola - www.gretabisandola.blogspot.com

EMERSON GALLERY BERLIN 
www.emerson-gallery.de

We are a group of Italian artists who work in the performing and visual arts field and by now we have a longstanding experience in doing what we love. 

We have been invited to take part to a festival of Italian artists organized by a Berliner gallery, the Emerson Gallery Berlin, which is right in the Mitte neighborhood. 

The name of the festival is “BUONGIORNO E ARRIVEDERCI”, which are two words that all foreign people understand and it is an expression that means much more to Italians: a strong attachment and a disappointed love for our own country. 

This is a great opportunity for non-mainstream Italian contemporary art which often finds it hard to have a way out in Italy: the one that we have been offered is really an important showcase. 

The festival will have a wide scope both in terms of contents and duration. It will open on the 1st August and will last almost two months, until the 22nd September. The program will develop in 3 main parts:

- visual arts and installation: Barbara Fragogna 
- visual arts, installation and performance: Jennifer Rosa and Greta Brisandola
- visual arts, installation and performance: Andrea Penzo and Cristina Fiore
Rebecca Agnes 
Elisabetta Di Maggio 


The gallery that will host the festival can cover only part of the costs, and for such a long period we will need to cover expenses for accommodation, transportation of our works and travel to get to Berlin in the different days of our performances. 
We ask your help to have an opportunity that we sadly have to look for outside Italy, despite our solid experience and professionalism, as you cans see in our websites. The only support that we get from our country, Italy, to take part to a festival that has as main topic Italian contemporary art is the probable patronage of the Italian Institute of Culture in Berlin and of the Veneto Region. 

To every and each “holder” of one of the shares that will allow us to be in Berlin as Italian artists, beside our infinite gratitude, we will send a personal email of thanks with an author picture of the event. 
To those who will support us by booking 5 shares, we will be happy to express our thankfulness sending you a copy of the festival’s catalogue signed by all of us. 


- Barbara Fragogna -http://barbarafragogna.blogspot.de/

- The group Jennifer Rosa -www.jenniferrosa.org (http://espresso.repubblica.it/multimedia/home/30012941)

- Andrea Penzo + Cristina Fiore - 
www.andreapenzo.it  http://cantierecorpoluogo.blogspot.it/ 

-Elisabetta Di Maggio -www.viafarini.org/italiano/mostre/dimaggio.html

- Rebecca Agnes - www.rebeccaagnes.org/ 

- Greta Bisandola - www.gretabisandola.blogspot.com

EMERSON GALLERY BERLIN 
www.emerson-gallery.de

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<![CDATA[Italia supports Tacheles - Tacheles chiama Italia]]>

Dopo le vicende di marzo scorso, il tentato sgombero del centro d'arte gli artisti che animano il Tacheles lanciano un appello di supporto per diventare una fondazione pubblica. Di seguito le notizie che arrivano dalla curatrice Barbara Fragogna. (s.g.)

Questo è un appello che la Kunsthaus Tacheles di Berlino rivolge agli spazi culturali italiani per sostenere il progetto di creazione di una fondazione. I fondi necessari per istituire una fondazione ammontano a 50.000 euro.

Dal 2008, anno in cui scade il contratto d’affitto degli artisti con il gruppo d’investimento Fundus e iniziano i tentativi, più o meno leciti, della banca HSH Nordbank di sgomberare l’edificio e farne un centro commerciale, i media italiani, soprattutto sul web, hanno seguito le vicende con grande interesse.

Gli ultimi sviluppi in particolare, le giornate dello scorso 22 e 23 marzo, hanno visto un’attenzione da parte dei media italiani importante e inaspettata. Questo è il segnale di una partecipazione internazionale ad una causa che non riguarda la vita culturale di Berlino sola, ma che rappresenta la minaccia universale dell’interesse del profitto privato alla libertà dell’arte e della cultura.

Durante il mese di giugno i centri culturali di circa 20 città italiane ospiteranno una serata evento I SUPPORT TACHELES – ITALY SUPPORTS TACHELES a favore del centro artistico berlinese, i cui ricavati, una volta sottratte le spese sostenute per organizzare l’evento stesso, andranno devolute al Tacheles.

Il programma della serata-evento potrà essere deciso a totale discrezione del centro organizzatore (concerti, mostre, performance, ecc.). Ci auspichiamo che l’adesione a tale progetto possa essere l’occasione per gli artisti locali di avere uno spazio e l’opportunità di esprimere il proprio sostegno ad una causa che li coinvolge in quanto artisti.

L’evento porterà in Italia l’ormai celebre campagna I SUPPORT TACHELES (isupporttacheles.blogspot.com), lanciata  nel 2010 da Petrov Ahner, fotografo professionista e occhio ufficiale del Tacheles, che ad oggi ha raccolto il sostegno di più di 2000 persone da tutto il mondo.

Ad ogni centro culturale che sceglie di supportare la campagna verranno inviate all’incirca 100 foto (10x15) che verranno allestite in occasione dell’evento a discrezione e secondo il gusto del centro organizzatore. Durante la serata ai partecipanti verranno scattate ulteriori foto con il banner di ITALY SUPPORTS TACHELES (vedi allegato).

Le foto scattate durante le serate organizzate da ogni centro, insieme alle oltre 2000 già raccolte, serviranno a realizzare una grande installazione a Berlino nel mese di agosto, in uno degli spazi espositivi del Tacheles. In quell’occasione gli artisti che hanno partecipato alle serate nei centri culturali italiani potranno essere presenti con un loro progetto artistico, ovviamente entro i limiti logistici e di spazio a nostra disposizione.

Per ragioni organizzative, i progetti dovranno essere presentati entro la fine di giugno inviandoli a Barbara Fragogna, curatrice artistica del Tacheles (bfragogna@gmail.com).

Per ulteriori informazioni e dettagli potete contattare i seguenti indirizzi e presto la pagina Facebook di ITALY SUPPORTS TACHELES. 

Barbara Fragogna bfragogna@gmail.com

Claudia Di Giacomo claudia86.digiacomo@gmail.com

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<![CDATA[Opere d'arte bruciate a Berlino]]>



Giovedì 26.04.2012 alle 17.300h gli artisti Barbara Fragogna, Petrov Ahner, Miriam Wuttke, Chiara Mazzocchi, Alexander Rodin, Chris Rautenberg, Robert Förster, Josè Urhè e Martin Reiter bruceranno alcuni dei loro lavori prodotti nel Centro d’arte Tacheles di Berlino.

Gli artisti di Berlino – Mitte aderiscono all’ART WAR in Solidarietà al CAM di Casoria, Napoli. Come nel sud Italia anche a Berlino, la libertà dell'arte e della cultura nel suo complesso rischiano di soccombere sotto la struttura mafiosa del mondo degli affari e della politica. 

Gli sviluppi post-democratici dei nostri giorni ci vogliono fermare attraverso la distruzione del nostro lavoro. A causa della legge di questa società “giungla” non produciamo più Arte, il baratto della nostra vita per la democrazia deve cessare. Signor Monti, signora Merker, signor Wowereit, avete il dovere di prevenire il conflitto sociale verso cui stiamo irrimediabilmente precipitando!

Le nostre opere d’arte bruciano per dichiarare che la città di Berlino dovrebbe sviluppare, proteggere e preservare lo spazio creativo e culturale del Tacheles. Gli investitori privati, nonostante il fallimento delle loro imprese, continuano a perpetrare danni. Berlino potrebbe avere la sua opportunità di riscatto acquistando ad un prezzo vantaggioso l’area che include il Tacheles allo scopo di sviluppare un progetto per finanziare la città piuttosto che accondiscendere e quindi bruciare nel rogo della speculazione immobiliare.

Il colpo di stato neoliberale cerca di invaderci attrverso la distruzione del nostro lavoro. I bancari selvaggi bruciano gli strumenti di controllo che spesso mancano al governo la cui austerità favorisce ed alimenta l’iniziativa privata mafiosa e mette fine al concetto di comunità. A causa di questo oscuro rigurgito di feudalesimo non siamo più in grado di produrre e mostrare arte, a causa di questa battuta di arresto del progresso civile in cui “la liberà è del più forte” le opere d’arte del 21° secolo non sono più disponibili. 

L’educazione e la cultura sono il nutrimento di una società democratica, il CAM deve essere finanziato per poter continuare ad esistere e il Centro d’arte Tacheles deve essere acquistato dalla città di Berlino e deve quindi essere ulteriormente sviluppato.

Nel maggio del 2011 il CAM di Casoria, Napoli ha ricevuto asilo politico dal Tacheles e con la nostra azione di sostegno del 26 giugno 2012 confermiamo e continuiamo il rapporto di scambio tra Italia e Germania. LA GUERRA DELL’ARTE – e ancora di più… lo sfruttamento inumano di tutto e di tutti ci conduce in ultimo grado dentro ai forni crematori del mercato.

Questa non è una mera operazione decorativa che specula sugli abusi della politica a indebito vantaggio dell’arte contemporanea, questa è un’azione dell’Arte… - Tacheles Biennale2012 -

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<![CDATA["Moonlight": una Venezia blu di Prussia]]>

Stampa cianotipica dal colore Blu di Prussia è la tecnica antica scelta da due giovani fotografi per rendere in maniera originale o diversa, quasi come stessero dipingendo in acquerello, l’atmosfera sospesa di uno dei soggetti più rappresentati al mondo: Venezia. “Moonlight” è il titolo dell’esposizione di Loris Bertazza di Rovigo, nato artisticamente come videomaker, e di Andrea Leorin di Padova, appassionato di macchine analogiche e fotografia con pellicole all’infrarosso. Curati dall’occhio attento de La Young Photo Gallery, saranno in mostra riviera Tito Livio 35, Lo Sfizio Break Bar fino al 19 maggio. (Silvia Gorgi)

MOONLIGHT

Il soggetto “Venezia” che proponiamo è senz’altro tra i più fotografati al mondo. Abbiamo accettato la sfida di presentare questa città attraverso la nostra visione, intima, riflessiva; non dunque la città delle folle di turisti e del Carnevale, ma la città dei Veneziani, degli angoli nascosti, dei riflessi sull’acqua. Aiutati da amici Veneziani abbiamo seguito itinerari fotografici alternativi, volutamente lontani dai classici percorsi turistici, per cercare quello spirito dal sapore antico racchiuso nelle calli e negli edifici sull’acqua. 

La scelta della stampa cianotipica dal colore Blu di Prussia non è casuale: le immagini “all’acquerello” in toni di blu riescono ad esprimere questo nostro modo di proporre la città, che ha l’acqua come elemento dominante. I contrasti sono per lo più marcati, quasi a voler imprimere con decisione le prospettive e i momenti di vita che abbiamo incontrato lungo il percorso.

LORIS BERTAZZA

Loris Bertazza nasce nel 1980 in provincia di Rovigo, è perito chimico e biotecnologo, ma soprattutto è un appassionato di fotografia e di riprese video. Il primo cortometraggio dal titolo "Little Susie" nel 1998, si aggiudica il secondo posto al concorso "videomaking" di Lendinara (Ro). L'approvazione ottenuta lo stimola a proseguire nello sviluppo di questa passione per la cattura dell'immagine. Si avvicina al mondo della fotografia nel 2002, con una reflex Minolta, di cui va molto fiero, perché rappresenta una macchina nata per la "caccia fotografica", completamente manuale, con le ghiere molto grosse per poter essere utilizzata con i guanti. Questa macchina un po' lo forgia e con essa, nel 2004, arriva terzo al concorso indetto dal comune di Trecenta (Ro) dal tema "I veci mestieri". Nello stesso periodo inizia una collaborazione con uno studio fotografico di Badia Polesine (Ro) che gli dà la possibilità di approfondire il tema del ritratto. Il 2006 rappresenta un anno di svolta in cui passa alla fotografia digitale sperimentando altri generi fotografici, come la fotografia di architettura, perfezionando l'uso di ottiche ultra grandangolari e la tecnica del bianco e nero digitale, inoltre inizia la collaborazione con Andrea Leorin. Nel 2010 si classifica come migliore autore al primo concorso fotografico "La città della Memoria" promosso da ADE spa del comune di Parma.

ANDREA LEORIN

Andrea Leorin nasce a Padova nel 1979, è un giovane imprenditore che dirige un laboratorio serigrafico, ma soprattutto è un appassionato di fotografia. Il suo approccio al mondo della fotografia inizia nel 2006, utilizzando reflex digitali per lavori di ritratto. Ben presto, però, rivolge la sua attenzione alla ricerca di altre tecniche fotografiche che possano dare un significato e un sapore diverso ai suoi lavori. Attraverso un percorso di ritorno al passato, con l'utilizzo di vecchie macchine analogiche degli anni settanta in medio formato e 135 mm con pellicole in bianco e nero, assapora una nuova dimensione delle sue immagini e una ritrovata profondità nei toni della pellicola. L'uso totalmente manuale delle macchine, lo pone sempre davanti alla sfida di riuscire, con pochi scatti, a realizzare le immagini che si prefigge. Questa ricerca costante lo conduce nel mondo della camera oscura, inizia a sviluppare i suoi rullini in modo autonomo e poi a completare questo percorso con la stampa del bianco e nero. Sperimenta la fotografia con pellicole all'infrarosso eseguendo un lavoro sui paesaggi della Baviera, presentato in seguito, al concorso "Madre Terra" indetto dal Comune di Padova. Una sua immagine viene selezionata per essere esposta alla mostra relativa al tema del concorso.

LA CIANOTIPIA

La tecnica che abbiamo utilizzato per la stampa delle nostre immagini è molto antica e prende il nome di cianotipia per il colore finale che assumono le immagini, il Blu di Prussia.

Storicamente se ne deve l’invenzione allo scienziato e astronomo inglese Sir John Herschel, che nel 1842 mise a punto il procedimento a pochi anni dal varo della fotografia classica da parte di Fox Talbot in Gran Bretagna e Louis Daguerre in Francia. A differenza della stampa in bianco e nero, che si basa sulla sensibilità alla luce dei sali di argento, le stampe cianotipiche sono impressionate da un solo particolare tipo di luce, quella ultravioletta. 

Il supporto di stampa solitamente è cartoncino, ma si possono utilizzare anche altri materiali, come cotone e cuoio che abbiamo sperimentato per altri lavori. Il processo ha inizio quando il cartoncino viene sensibilizzato in luce attenuata con una soluzione a base di sali di ferro diventando così sensibile alla luce ultravioletta. Questo procedimento si basa sulla stampa per contatto, quindi si necessita di un negativo di dimensioni pari all’immagine che si vuole ottenere. A questo punto il supporto ed il negativo vengono pressati assieme sotto vetro, creando un sandwich che viene esposto alla luce ultravioletta. Dopo un tempo di esposizione opportuno il cartoncino viene sviluppato in acqua e grazie ad una reazione chimica tra l’acqua ed i sali di ferro si ottiene l’immagine finale in sfumature di blu.

Esistono diverse varianti della tecnica, che permettono di ottenere toni di blu in diverse gradazioni o addirittura di virare il blu in altri colori. Per le nostre immagini di Venezia abbiamo effettuato più prove variando la tipologia dei supporti e le proporzioni dei sali, fino ad ottenere un risultato che, secondo il nostro gusto personale, meglio si adatta al tipo di immagini che vi proponiamo. 

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<![CDATA[Stream out#3: Speciale della trasmissione "Nordest Boulevard" su “Faccia D’Angelo”]]>

Giovedì 3 maggio 2012
@ Sherwood
Vicolo Pontecorvo 1/a - Padova

Stream out#3
Speciale della trasmissione "Nordest Boulevard"
“Faccia D’Angelo fra fiction e realtà”

Live video streaming su sherwood.it 

"Faccia D’Angelo fra fiction e realtà": il 03 maggio a Padova con gli attori della banda di Maniero nella serie tv e i giornalisti degli ultimi saggi sulla figura del criminale della Mala del Brenta.
Questi gli ospiti dello speciale “Faccia D’Angelo” su Nordest BLVD., la trasmissione radiofonica, che è anche un progetto culturale, in versione speciale in diretta streaming video su sherwood.it dalla sede di vicolo Pontecorvo 1/a.
Una serata, quella del 3 maggio, a partire dalle 18.30, aperta al pubblico con ingresso libero, in cui la trasmissione dedicata al Nordest di Sherwood, ideata e condotta da Silvia Gorgi, con la collaborazione di Angela Boscaro, prenderà a pretesto la serie tv sulle vicende del “Toso”, produzione sky, ambientata in Veneto, per discutere dell’idea di industria cinematografica a Nordest, di cosa manca per fare rete e fare indotto nella produzione di film a km zero.

Ospiti in studio gli attori della banda di Faccia D’Angelo quasi al completo: Diego Pagotto (TV) – Il Doge nella fiction, Fulvio Molena (PD) – Schei, Matteo Cremon (VI) – Tavoletta; Gianantonio Martinoni (PD) – Bepi. 
Insieme agli attori principali che hanno lavorato accanto al Maniero televisivo interpretato da Elio Germano, che stanno crescendo a livello nazionale, saranno presenti alla serata anche alcuni degli attori che hanno interpretato le parti secondarie della fiction, “caratteristi” del Nordest: Carlo D’Addio (PD) – lo zio di Maniero, Francesco Frasson (VE) – guardia giurata all’aeroporto; Marco La Ferla (PD) – cambista al casinò.
E come nella tradizione di Nordest BLVD. si parlerà di “Faccia D’Angelo” anche attraverso altri mezzi espressivi, in particolare le vicende legate alla Mala del Brenta verranno analizzate con la giornalista e scrittrice vicentina Monica ZornettaLa resa. Ascesa, declino e “pentimento” di Felice Maniero”, Dalai Editore, e con Giacomo Brunoro, autore padovano insieme a Jacopo Pezzan, dell’e-book “Felice Maniero e la Mala del Brenta” per la collana “Misteri Italiani” della loro casa editrice digitale “La Case”.

Programma della serata 03 maggio
- ore 18.30 inizio diretta streaming: "Stream Out #3: speciale Nordest Boulevard su "Faccia d’Angelo"
ospiti in studio: la banda del Toso;
- analizzando Maniero con Zornetta e Brunoro, autori di saggi sul criminale e sulla Mala del Brenta
- ore 20.30 aperitivo e dj set anni '70 con colonna sonora della fiction degli Afterhours

INTENTI TRASMISSIONE “NORDEST BLVD
”La trasmissione “Nordest BLVD.” nasce nel 2009, ideata e condotta da Silvia Gorgi, dal 2010 con la collaborazione di Angela Boscaro, per creare un Boulevard immaginario “on air” in cui incontrare ed ascoltare il punto di vista di musicisti, scrittori, attori, case discografiche, associazioni d’arte, gallerie, fotografi, fumettisti, editori, insomma autori e operatori della scena artistica del Nordest.
Intenti: “Un Boulevard in cui mantenere viva l’attenzione nei confronti dell’arte e della cultura in senso ampio, perché il Nordest è molto più che un polo economico. Vi è una linfa vitale artistica, un magma in continuo fermento, che va portato alla luce.
L’arte e la cultura sono un motore di crescita del territorio, mostrare quanto c’è di questo mondo, è uno degli obiettivi di questo Boulevard che è una strada intesa come luogo di incontro, in cui far passare gli artisti ma in cui gli artisti si possono liberamente ritrovare, magari intrecciando i loro percorsi.
Un Boulevard in cui favorire le interconnessioni, le commistioni, che sono nella società d’oggi rese tecnologicamente così facilmente possibili, ma affinché non restino solo legami virtuali, per trasformarli creativamente e magicamente in qualcosa d’altro, ecco uno spazio in cui poter fare sistema.
Un Boulevard in cui l’unione di generi, di stili, di professioni possa creare una energia positiva e divenire un giorno anche fisicamente reale, non solo on air, anche rassegna, anche interlocutore per le istituzioni, anche progetto culturale”.

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<![CDATA[Intervista a Giuseppe Lopizzo ]]>

Nella appena trascorsa edizione di Sanremo sei stato in veste di corista nella band di Celentano, come sei riuscito ad entrare a far parte del gruppo?

Mi hanno chiamato Emanuela Cortesi e Fio Zanotti, la prima una collega, la potrei definire la vocalist per eccellenza italiana, il secondo il famoso direttore d’orchestra con cui avevo già lavorato in passato. A lui in particolare Adriano aveva commissionato la formazione della band per Sanremo.

Come è stato per te conoscere il Molleggiato, che cosa ci puoi raccontare di questa esperienza, cosa ti ha colpito di lui professionalmente, vocalmente….

In assoluto è stato un grande onore essere scelto per questa esperienza così importante, figurati che io sono un fan di Adriano. Noi abbiamo fatto le prove una ventina di giorni prima a Galbiate a casa di Adriano e poi sul palco di Sanremo. Mi ha stupito la sua disciplina nel provare tutti i giorni sia a scrivere e rivedere i monologhi che poi avrebbe detto sia per le parti musicali. Non si risparmiava, abbiamo provato e riprovato le canzoni decine di volte per arrivare a farle come ce l’aveva in mente. Insomma mi ha colpito l’aspetto umano del mito della musica. Sì, è un mito nel panorama italiano, si concede poco in tv, c’è questo alone ma poi quando lo conosci ti resta impressa la sua profonda umiltà e  semplicità. Tutti i discorsi che fa in tv anche quando faceva le telefonate da Santoro ti rendi conto che quello che dice i suoi interventi sono proprio i suoi pensieri quelli di cui ti parla in giardino, in privato, è molto sincero, dice esattamente quello che pensa, non sono opinioni di facciata.

Beh musicalmente è stato il primo in diverse cose, il primo a portare il rock’n’roll in Italia, quando non lo faceva nessuno, con quella perfetta attitudine. Una radio americana l’ha individuato come il precursore del rap, in particolare un blogger scopre per caso Prisencolinesinanciusol, una vecchia canzone di Adriano Celentano del ’72, le parole sono inventate e suonano come la lingua inglese, peraltro un estratto l’abbiamo anche fatto a Sanremo, in cui recita le parole come in quello che diverrà il futuro il modo di rappare. Insomma credo sia uno che riesce a individuare le cose prima degli altri. Terzo momento da precursore ce l’ha poi avuto nel corso della sua  carriera con il nuovo Celentano quello di “Io non so parlar d’amore”. Musicalmente sa il fatto suo e il suo atteggiamento, il suo personaggio, è ciò che mi piace particolarmente, il suo essere controcorrente e non temere di dire quanto si pensa, questo aspetto mi attira molto.

Senti parlando invece di te, non come corista o come cantante, ma in veste di formatore, in veste di vocal coach, sei legato da un punto di vista didattico alla tecnica di Brett Manning, cantante americano, e poi leggevo sul tuo sito www.giuseppelopizzo.com, che dai lezione anche attraverso skype?

 Ci spieghi un po’ …

L’uso di skype per le lezioni era già utilizzatissimo in America, l’insegnante che lo fa deve essere stato formato per farlo però perchè la voce non è esattamente la stessa quando “passi” attraverso skype. Credo sia una grande innovazione, a volte le lezioni via skype vengono utilizzate anche come l’inizio di uno studio e poi con gli allievi ci vediamo vis à vis per una full immersion di qualche giorno, insomma si può usare in tanti modi.

Per quanto riguarda la tecnica di Brett Manning, sì diciamo che ho sposato quella metodologia che ho ritenuto intanto la più utile su di me, un percorso didattico all’avanguardia di cui non ho dubbi, poi questo non preclude l’apertura a tutto quello che c’è intorno. Seguendo i nostri canoni poi il servizio migliore che si può dare a chi studia è saper mettere assieme anche gli interessi didattici al di fuori e poi sentirsi fra gli insegnamenti di questo metodo e condividere le influenze, rendere sempre più ricca la proposta didattica. Ci sono delle linee guida, ma non sono chiuse, sono aperte anche alla tua esperienza.

I tuoi prossimi progetti quali sono? Ci sono novità che ti porteranno ad uscite discografiche?

Il prossimo progetto è che il 13 giugno parto per la California con Simone Bortolami, il mio chitarrista, per tre mesi nei club fino a settembre inoltrato. Lì porteremo le canzoni che scriviamo noi, anche come omaggio al nostro Paese qualche brano in italiano. Loro apprezzano sempre, ad esempio facciamo Caruso di Dalla che è molto amato, il resto però sarà in lingua inglese poiché mi interessa la loro attenzione sul significato delle canzoni, mi interessa che arrivi il messaggio. Poi dal materiale che raccoglieremo, che produrremmo, sì l’intenzione è quella di farlo diventare un cd.

Silvia Gorgi

Biografia di Giuseppe Lopizzo

Nato a Vercelli, dopo una parentesi campana, trascorre infanzia ed adolescenza a Rovigo, dove si forma musicalmente al Conservatorio. Da quattro anni vive a Padova. 

A 12 anni ha cantato al fianco di Katia Ricciarelli nell'opera Werther si J. Massenet. Ha lavorato come corista live, in studio e televisione a: Festival di San Remo 2004, San Remo Estate 2004, 50 Canzonissime (Raiuno), Sogni (Programma R. Carrà Raiuno), L'anno che verrà (Raiuno: Gigi D'alessio, Tiziano Ferro....), Festa della Repubblica (Raiuno: Claudio Baglioni). Alexia tour 2003. In studio ha collaborato con: Gino Paoli, Ornella Vanoni, Gianluca Grignani, Paolo Belli, Alexia, Riccardo Fogli, Luisa Corna, Gianni Bella, Marcella Bella. 

La sua passione per l’insegnamento delle tecniche vocali lo ha portato, dopo aver studiato con diversi docenti Italiani, a spostarsi a Nashville per diversi mesi e diventare allievo del vocal coach delle stars conosciuto in tutto il mondo : Brett Manning (www.singingsuccess.com). Giuseppe ha l’onore di essere l’unico insegnante Italiano certificato dell’esclusiva tecnica di Manning, che permette allo studente di ottenere il meglio dalla voce, di scoprire incredibili incrementi dell’estensione vocale, e tantissimi altri straordinari miglioramenti dalla prima lezione.

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<![CDATA[Officina Italia 2 - stato dell'arte della creatività italiana]]>

La mostra, curata da Renato Barilli con la collaborazione di Guido Bartorelli e Guido Molinari, si pone nel solco delle Officine organizzate a partire proprio da una precedente Officina Italia, del 1997, cui hanno fatto seguito Officina Europa, 1999, Officina America, 2002, Officina Asia, 2004. A oltre un decennio dal primo scandaglio, pare del tutto opportuno condurre un nuovo check-up sull’inesausta creatività dei nostri giovani: da qui il titolo della mostra, che come nei casi precedenti si è valsa di un contributo della Regione Emilia Romagna e della collaborazione di Fabbrica di Angelo Grassi (Gambettola, CS). Dopo l’avvio dalle sedi emiliane di Bologna e Gambettola, e facendo tappa nello spazio Arte Tavoro Territorio (BG), e al S. Carpoforo di Milano, Accademia di Brera, la mostra giunge ora all’appuntamento padovano.


25 febbraio-25 marzo 2012
Ex Macello, via Cornaro 1
Inaugurazione: venerdì 24 febbraio 2012, ore 17.00 (Presenta: Renato Barilli)

Volendo caratterizzare l’attuale situazione, si potrebbe fare ricorso alla nozione introdotta da Gilles Deleuze e Félix Guattari di plateau, ovvero di un bilanciamento tra opposti: il rigorismo dell’arte concettuale, col triangolo foto-scrittura-oggetto, accenna a stemperarsi in soluzioni più stimolanti e sensuose, che però si guardano dall’approdare a facili pittoricismi, senza peraltro disdegnare recuperi di motivi decorativi, molto adatti per usi di arredo urbano. Questo medesimo bilanciamento si registra tra soluzioni a due e a tre dimensioni: molte opere presenti in questa rassegna, infatti, muovono da progetti o tracciati esposti a parete, da cui però prendono lo slancio per andare a occupare lo spazio attiguo, occupazione che tuttavia avviene in modi leggeri e reversibili. Altri invece affrontano decisamente lo spazio aperto deponendovi come delle isole consistenti e cariche di stimoli. 

La squadra curatoriale ha individuato 33 presenze, alcune già ampiamente note e avviate verso un successo crescente, altre più inedite ma aggressive e incalzanti. 

Elenco degli artisti
Meris Angioletti; Alex Bellan; Davide Bertocchi; Alvise Bittente; Elena Brazzale; Jacopo Candotti; Roberto De Pol; Elisabetta Di Maggio; Anna Galtarossa; Eloise Ghioni; Chris Gilmour; Nicola Gobbetto; Paolo Gonzato; Alice Guareschi; Giorgio Guidi; Antonio Guiotto; Kensuke Koike; Lisa Lazzaretti; Laura Matei; Ignazio Mazzeo;
Matteo Montani; Giovanni Ozzola; Marco Papa; Laurina Paperina; Chiara Pergola; Filippo Pirini; Diego Soldà;
Francesco Spampinato; To/Let (Marinangeli/Placucci); T-yong Chung; Giorgia Valmorri.

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<![CDATA[Flavio Parenti fra Woody Allen, Pupi Avati e il progetto indipendente #ByMySide]]>

In questa primavera magica per l’attore-regista-sceneggiatore-produttore Flavio Parenti, a pochi giorni dal primo episodio della web series #By My Side, che verrà trasmessa il prossimo 29 marzo solo su You Tube, a poco meno di un mese dall’uscita nelle sale dell’ultima fatica di Woody Allen “To Rome with Paris”, in cui Parenti ha recitato in uno degli episodi accanto al mito americano Allen, l'abbiamo intervistato e chiacchierato con lui dei progetti che in questo periodo lo vedono coinvolto.

Sta infatti  girando in questo momento la fiction televisiva in cui è protagonista con Micaela Ramazzotti, “Un Matrimonio”,  per la regia di Pupi Avati, ed ha appena ricevuto un premio come miglior film 2011 a L.A. ad un festival di cinema indipendente, il Diy, con il progetto “Sogno farfalle quantiche”. Un momento d’oro quindi per un professionista, che si interroga sui mali della sua generazione nel progetto indipendente, e da lui stesso definito “molto rock”, #ByMySide, e che lancia una sfida molto interessante legata ai mezzi di comunicazione da scegliere per veicolare la propria arte.

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<![CDATA[Eviction of Arthouse Tacheles ]]>

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<![CDATA[Berlino Kunsthaus Tacheles]]>

Il Tacheles è uno stabile in una delle vie più belle di Berlino, Oranienburgerstrasse, una casa d’artisti, Kunsthaus; centro d’arte indipendente che ha attirato talmente tanti visitatori da essere una meta fissa delle guide turistiche e un simbolo imprescindibile della città. Beh, il Tacheles potrebbe non esistere più.

A raccontare quello che sta succedendo lì è l’artista veneziana Barbara Fragogna. Pittrice dal 2007 al Tacheles, e dal 2008 curatrice della galleria al quarto piano dello stabile, nel corso del tempo, per il centro, vera e propria portavoce.

La casa d’artisti esiste da vent’anni. Prima autogestita e autofinanziata - musicisti e artisti entrati alla caduta del Muro - poi con il vecchio proprietario, gestita con un contratto scaduto nel 2008. Essendo il gruppo immobiliare fallito, lo stabile è passato in attesa di un’asta pubblica alla banca Hsh Nord Bank, suo creditore. Gli artisti per i quali si apriva come unica prospettiva quella di andarsene hanno deciso di resistere.

Con una campagna del fotografo Petrov Ahner “I Support Tacheles”, hanno raccolto 150 mila firme e 1.500 foto. Solidarietà arriva dalla Bbc, dal New York Times, ne hanno parlato dal Latino America alla Corea. Ma non basta. La situazione s’inasprisce in un’escalation d’avvenimenti: due incendi, uno a dicembre 2009 sulle scale, l’altro a gennaio 2010 alla galleria al quarto piano. Per reagire Fragogna & C. organizzano un’installazione e una grande mostra con i Bielorussi, con a capo l’artista simbolo del centro, Alexander Rodin.

Ad aprile 2011 gli artisti trovano, una mattina, costruito un muro che non permette più l’accesso dallo stabile al giardino del Tacheles. A fronte del muro della vergogna nella città del Muro, viene organizzata una grande manifestazione con mille presenze. Girano voci d’offerte di denaro agli artisti per andarsene, poi se ne vanno per davvero i gestori del mitico locale che sta sotto al Tacheles: Zapata.

Infine il pugno allo stomaco: il pool di avvocati che lavora per la banca pone in sequestro, adducendo un’ordinanza giudiziaria, al quinto piano le opere di Rodin e lo butta fuori a dicembre 2011. La corte giudiziaria smentisce il giorno seguente l’ordinanza. In risposta Alexander inaugura il 13 gennaio la mostra “Victmis of Bank”.

Le ultime notizie che arrivano sono legate alla possibile azione per murare l'ingresso dello stabile del 12 marzo ed ai sigilli posti ieri 22 marzo.

Silvia Gorgi

Foto di copertina di Emanuele Pagni

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<![CDATA[22 marzo: sigilli al Tacheles]]>

Il Tacheles è di fronte allo sfratto.
Un ufficiale giudiziario ha messo i sigilli alla Kunsthaus più famosa di Berlino. Artisti e visitatori non hanno ora più accesso.

La Kunsthaus Tacheles è chiusa da oggi, Giovedi 22 Marzo 2012, sia per gli artisti che per i visitatori. L'edificio di Oranienburgerstrasse sta per essere sgomberato.
Un ufficiale giudiziario ha messo i sigilli a nome del curatore amministrativo. L'ufficiale è stato sostenuto da numerosi agenti di polizia. La decisione di sfratto non deve essere applicata immediatamente. Domani ci sarà la decisione della corte a riguardo.

In segno di protesta contro l'azione, un alto numero di sostenitori, circa un centinaio per il momento, si è riunito all'esterno dell'edificio. Le singole stanze sono state sigillate. Le stanze in questione consistono di circa 30 studi di artisti di provenienza internazionale, una galleria d’arte, un teatro, l’ufficio e un bar.
Secondo la polizia, il permesso di ingresso al Tacheles deve essere consentito solo a chi è in grado di un contratto di locazione valido.

L'evacuazione può avvenire solo dopo un ulteriore ordine del tribunale.
Il portavoce del Tacheles tuttavia sospetta che il motivo di tale azione sia la risposta all’azione dimostrativa pacifica di ieri 21 marzo di fronte al Municipio Rosso dove vennero presentate 170.000 firme di sostegno mondiale per la conservazione del centro d'arte.
Un altro portavoce dei Tacheles ha criticato il ricorso in quanto illegale. Dalle sue parole risulta che ci siano ancora circa 20 artisti nell'edificio in contatto telefonico con lui. Nel pomeriggio da una finestra è scesa una cesta, che è stata riempita con il cibo da parte dei sostenitori. Domani la decisione della corte. Questa notte picchetto pacifico di artisti e sostenitori d fronte alla porte.

Barbara Fragogna
artist + curator

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<![CDATA[Allarme Tacheles: il 14 marzo stava per essere murato]]>

Il 14 marzo alle 4 a.m. duecento persone invece di dormire si sono ritrovate a fare colazione al Tacheles per impedire che fosse demolito.
O che almeno l’ingresso principale fosse murato.
Sul Tacheles, che è il terzo edificio più visitato di Berlino, più di altri monumenti storici, hanno messo le mani dei potenti investitori che vogliono fare piazza pulita di tutto quello che si è creato in quel luogo e farne un albergo e negozi.
Una proposta inaccettabile per molti berlinesi.

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<![CDATA[Patty Durath Cooper incontra Matteo Strukul e La Ballata di Mila]]>

L'autrice di "Attratto da un insolito sospetto", anche giornalista, Patty Durath Cooper, italo-australiana prende le misure a "La Ballata di Mila" di Matteo Strukul in un incontro fra autori organizzato dalle Librerie LOVAT a Villorba (TV).

La spietata killer veneta protagonista del romanzo, edito per E/O, di Strukul, padovano è al centro della discussione di presentazione del libro, che poi si tinge di pulp, di SUGARPULP, di noir, di nuova narrativa d'ispirazione americana ma profondamente radicata al territorio d'appartenenza.

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<![CDATA[Sottobosco presenta: ShowDesk Venezia]]>

Una nuova occasione per parlare d'arte contemporanea, per entrare in contatto con gli artisti? ShowDesk, il prossimo 22 marzo a Venezia a partire dalle 17. Un'iniziativa a cura di Sottobosco.net, un'organizzazione no profit che produce cultura, come scrive nelle sue linee guida "senza scendere a compromessi". Dalla necessità di trovare sempre nuovi modi di pensare, progettare, stare assieme, produrre, ecco l'arrivo di ShowDesk, un progetto itinerante che in quest'occasione coinvolgerà Alex Bellan, Leone Contini, Nicolò Degiorgis, Nicola Genovese, Annamaria Tina.

Questi artisti si incontreranno, si confronteranno, discuteranno, sulla propria personale poetica e pratica artistica in un clima informale. Dall' incubatore di idee e buone pratiche che agisce in modo cooperativo, lavorando sul campo, qual è Sottobosco, un modo nuovo per vivere tra arte e vita quotidiana, in stretto contatto con i contesti, gli artisti e i cittadini.


ShowDesk is a traveling project born to create the possibility to meet and know the work of some new emerging artists.
The format lets artists to meet each other during the presentation of their own works, so that they can actually get to know and confront one other and to discuss about matters on their personal research and on the artistic practice in general in an informal atmosphere.
On this occasion, will present their work: Alex Bellan, Leone Contini, Nicolò Degiorgis, Nicola Genovese, Annamaria Tina.

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<![CDATA[kunStart 12. biennial art fair for emerging contemporary art. Appuntamento a Bolzano]]>

kunStart 12, la nuova biennale di arte contemporanea che si tiene a Bolzano dal 16 al 18 marzo 2012, suggerisce anche inediti percorsi che cercano di cucire trame tra diversi settori e discipline: gli Special Bike Projects uniscono l’arte contemporanea alla mobilità sostenibile. L'artista di fama internazionale Rainer Ganahl è protagonista di un artist talk a Museion il 15 marzo, alla vigilia di kunStart 12, e di una personale dal titolo “I WANNA BE…” realizzata in collaborazione con kooio di Innsbruck visitabile negli spazi della fiera dal 16 al 18 marzo.

Negli spazi del Museion sarà invece esposta l’installazione di Gianfranco Baruchello “La Scorta” (Ecologia e Potere), prodotta in collaborazione con RAM radioartemobile, Roma. L'installazione realizzata appositamente per kunStart 12 verrà presentata al pubblico giovedì 15 marzo alle ore 19.00 e rimarrà in esposizione a Museion limitatamente al periodo della fiera fino al 19 marzo.

Il progetto di una scorta di biciclette blu con il suo taglio ironico,  come tanti altri realizzati (o proposti) da Baruchello, affronta il difficile  rapporto tra  realtà e immaginazione, tra utile e inutile, tra senso pratico e finzione,  lasciando intendere una  scelta reale per quel che di fatto  - anche se non sarà certamente adottato - rappresenterebbe una possibile soluzione sia ecologica che economica. (Carla Subrizi, Fondazione Baruchello, Roma)

Per collegare le due sedi espositive di Fiera Bolzano e Museion durante la fiera sarà anche attivato un noleggio gratuito di e-bike, disponibili per i visitatori.

Rovesciando i classici ruoli tra artisti e impresa, attraverso il concetto di denominazione artistica condivisa, RAM radioartemobile promuove e organizza nella giornata del 16 marzo il secondo appuntamento DAC, una tavola rotonda moderata da Carla Subrizi della fondazione Baruchello nella quale i tre artisti Gianfranco Baruchello, Rainer Ganahl e Daniele Puppi si confronteranno con un gruppo di imprenditori altoatesini del settore bicicletta: Maurizio De Concini e Ingrid Dellago, amministratori della TC Mobility SRL, Franz Viehweider titolare della PimpGarage by Vasc. Ital. SAS, Gianfranco Pizzuto della Fisker Italia e Hugo Götsch presidente dell’associazione „Südtirol Rad – Bici Alto Adige“. (Sala Latemar, Fiera Bolzano, ore 16.30).


Immagini:
Images Rainer Ganahl 6: Rainer Ganahl, Bike Model, 2012 - courtesy the artist
Image Baruchello 1, 2: Gianfranco Baruchello, La Scorta (Ecologia e Potere), 2012 - courtesy the artist

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<![CDATA[Flavio Parenti on line dal 29 marzo con la web series #ByMySide]]>

Da venerdì 9 marzo è online sul canale youtube -www.youtube.com/bymysidewebseries - e sul sito ufficiale - www.bymysidewebseries.com - il trailer di #ByMySide, la web series scritta, diretta ed interpretata da Flavio Parenti, astro nascente del cinema italiano prossimamente su grande schermo con "Roma con Amore" di Woody Allen e in TV nella fiction Rai "Un Matrimonio" diretta da Pupi Avati.

I tredici episodi della Web Series, che il regista presenterà in anteprima alla stampa e al pubblico durante le Premiere del 26 marzo al Rocket di Milano e il 27 marzo alla Casa Clementina di Roma, andranno in onda con cadenza settimanale su YouTube a partire da giovedì 29 marzo.

La web serie, che in meno di due settimane dall'annuncio della data di uscita ha già raccolto straordinari riscontri in rete, racconterà di tre amici musicisti, Teo (Pier Luigi Pasino), Sparo (Matteo Alfonso) e Bozo (Jocopo Maria Bicocchi) che aspettano per tutta una lunga notte il ritorno del loro cantante misteriosamente sparito sei mesi prima.
Scopriremo cosa è successo al frontman Flippo (Flavio Parenti) quel fatidico giorno e cosa accadrà a questi trentenni che cercano con tutte le loro forze di sopravvivere e di non restare ancora intrappolati in quel freddo e vuoto parcheggio notturno.

Una web serie dall'anima rock che rappresenterà, citando le note dello stesso Parenti,"un vero e proprio viaggio generazionale capace di mixare il disorientamento di Ecce bombo con lo spirito punk di Paranoid park".

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<![CDATA[Artist's Talk & Open Studios - Atelier BLM 2012]]>

Giovedì 15 marzo
Presentazione degli artisti degli Atelier BLM 2012
Palazzetto Tito, Dorsoduro 2826
Venezia
dalle 14.30 alle 18.30


Venerdì 16 marzo
Open Studios
Palazzo Carminati, Santa Croce 1882/a, ore 16.00
Atelier di: Riccardo Banfi, Federica Bruni, Fabio De Meo, Gianandrea Poletta, Valentina Roselli, Ryts Monet, Davide Spillari
Chiostro SS. Cosma e Damiano, Giudecca 620, ore 18.00
Atelier di: Enzo Comin, Dirtmor, Valentina Merzi, Arianna Piazza, Chiara Sorgato


Anche nel 2012 la Fondazione Bevilacqua La Masa ha rinnovato il suo impegno a sostegno dei giovani talentuosi, e in particolare di quelli attivi nel territorio del Triveneto, assegnando 12 Atelier ad altrettanti artisti selezionati da una giuria composta dalla presidente della BLM, Angela Vettese, la presidente della Commissione Cultura del Comune di Venezia, Camilla Seibezzi, il responsabile dell’ufficio mostre di Palazzo Grassi, Marco Ferraris e il curatore Stefano Coletto.


Le nuove promesse degli Atelier BLM 2012 sono: Riccardo Banfi, Federica Bruni, Enzo Comin, Fabio De Meo, Dirtmor, Valentina Merzi, Arianna Piazza, Gianandrea Poletta, Valentina Roselli , Ryts Monet, Chiara Sorgato, Davide Spillari.
Gli Artists' Talk & Open Studios sono la prima occasione di incontro tra gli assegnatari e il pubblico: il 15 marzo, infatti, essi presenteranno a Palazzetto Tito le proprie ricerche artistiche, le loro metodologie e una selezione delle proprie opere; il giorno successivo, venerdì 16 marzo, gli artisti apriranno le porte dei propri studi, nelle due sedi del Chiostro di SS. Cosma e Damiano alla Giudecca e di Palazzo Carminati a San Stae.


L'anno di residenza a Venezia negli Atelier BLM proseguirà poi con un programma eterogeneo che prevede un fitto calendario di studio visit con curatori, critici ed altri operatori del settore, incontri, laboratori, momenti espositivi. Inoltre, anche per quest'anno sono previste importanti collaborazioni con istituzioni e fondazioni del settore, come ad esempio la Fondazione Spinola Banna per l'Arte di Poirino (Torino), dove agli artisti degli atelier sarà dedicato un workshop tenuto da Mario Airò, Stefano Dugnani e Diego Perrone, o le relazioni di scambio con Viafarini di Milano e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, i cui curatori in residenza ogni anno visitano gli studi.


A prova dell'importanza del programma e della sua crescente visibilità, anche nel 2012, importanti partner hanno rinnovato il loro sostegno agli studi d'artista: Moleskine accompagna gli Atelier con i suoi preziosi taccuini per il quinto anno consecutivo, producendo inoltre un'importante pubblicazione dedicata ai giovani assegnatari; Stonefly sostiene il programma per il terzo anno, conferendo anche un premio acquisto ad uno degli artisti degli studi nell'ambito del concorso Stonefly cammina con l'arte.

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<![CDATA[CARDIOTOPIA - I luoghi del cuore]]>

Una mostra di fotografia che si interroga sui "luoghi del cuore".
Il titolo richiama proprio questo concetto «Cardiotopia» ed ha anche un pretesto antropologico. Johannes Hofer, medico svizzero, sin dal 1678, nei suoi studi, aveva codificato una patologia, cui diede il nome di "Schweizer-krankheit" (malattia degli Svizzeri), che colpiva i soldati mandati a militare al di là dei confini delle loro valli natìe. Sorta di predisposizione etnica ad angosciarsi, se i riferimenti territoriali cui ci si lega vengano a mancare.

Tre fotografi si confrontano su questo tema. Il luogo scelto per esporre è il fascinoso palazzo risorgimentale Bottagisio a Villafranca di Verona.
I tre autori sono diversi per esperienza ed approccio alla fotografia, ma hanno dei luoghi del cuore da condividere con il pubblico.

Le regioni nord-orientali tra Cearà e il Piauì in Brasile, fotografate da Davide Ortombina, nell'estate del 2008, spazi semplici e poveri.
Ortombina è un fotografo di caratura nazionale, le sue collaborazioni vanno da L'Arena a L'Adige, dal Giornale di Brescia al Corriere della Sera, a magazine di enogastronomia.

La realtà di una Grecia minore è invece quella che presenta il giovane fotografo padovano e greco Stefanos Antoniadis. Lui, che è anche architetto, ricerca negli anfratti e nei dettagli di riportare allo spettatore i luoghi, spogliandoli dai parametri turistici e riconducendoli ad una bellezza infra-ordinaria mediterranea. Infine Agnese Belligoli, anche lei molto giovane, riporta in fotografia - esteriorizzandolo in maniera quasi pop - il suo punto di riferimento interiore: il cuore.
Silvia Gorgi

STEFANOS ANTONIADIS
Nasce in provincia di Padova nel 1982 da padre greco e madre italiana. Grazie ai ripetuti viaggi e soggiorni tra le due patrie subisce fin dalla giovanissima età la forte influenza delle due culture. Compie il percorso di formazione scolastica in Italia, coronando l'interesse per gli studi tecnici e creativi con la laurea in architettura nel 2006 godendo di esperienze formative con architetti di fama internazionale come Francesco Venezia, Carlos Ferrater e l’antropologo Franco la Cecla. Da allora svolge l'attività di architetto dedicandosi parallelamente all'insegnamento e a collaborazioni con istituti superiori e università. Suoi progetti d'architettura per concorsi nazionali ed internazionali sono apparsi in festival di architettura, mostre, pubblicazioni e sul web. Affianca tuttora all'attività principale di progettista quella di fotografo, creativo e grafico a servizio di società ed istituti di ricerca che operano nel settore dell'architettura e delle relazioni sociali. Negli ultimi anni partecipa ad eventi fotografici ottenendo segnalazioni e premi in diversi concorsi locali e nazionali, pubblicando proprie foto su riviste (CE, TILE Italia, I-Must architectural digest, Tuttocittà, Formiche) e bilanci sociali di società multinazionali, presentandosi per la prima volta al pubblico con una mostra fotografica personale a Padova dal titolo «Infra-ordinario» (2009). Numerose esperienze di viaggio, entro e oltre i confini europei, sono state valide occasioni per sviluppare unitamente capacità d'osservazione e ricerca fotografica personale.

AGNESE BELLIGOLI
Nasce ad Isola della Scala il 22 aprile 1987. Nutre da sempre grande passione per la vita in tutte le sue forme: naturali, animali e umane. Passa dalla cura infantile di lucertole, gatti ed altre specie di piccoli animali, all'interesse per i cuccioli d'uomo e la loro crescita. Sceglie quindi un percorso di studi umanistici coronato recentemente dalla laurea in Scienze della Formazione Primaria. Con le sue foto racconta di quello stesso mondo fatto di cose semplici di bambina, ricche di una componente fantastica, fresca, rigenerante tipica della vita. Ogni scatto è un piccolo cosmo ricco di colori e di sfumature, senza nascondere, però, il mondo reale per come è davvero. Nel 2010 segue un corso tenuto dal fotografo padovano Edoardo Varotto con il quale collabora saltuariamente. Nell'ultimo anno ha avuto occasione di esporre alcuni suoi lavori fotografici in due eventi pubblici nella città di Verona (Foto in Love e La giornata dell'ecologia AMIA) presentandosi così fatalmente sotto il segno del cuore e della natura.

DAVIDE ORTOMBINA
Nato a Villafranca di Verona nel 1957, assieme al fratello Enrico è titolare della tipolitografia Bozzi, continuando una tradizione di famiglia che si tramanda dal lontano 1917. Giovanissimo, incontra il prof. Pietro Chasseur della Scuola Grafica San Zeno di Verona, di cui segue un corso di fotografia. Esplode la passione, poi trasferita proficuamente sul lavoro: le sue foto sono oggi pubblicate su importanti quotidiani (L'Arena, L'Adige, Il Giornale di Brescia, Corriere della Sera), su prestigiosi magazine di enogastronomia (De Vinis, Papageno, Civiltà del Bere) e su preziose monografie aziendali. Pregevole il suo libro fotografico «Cina: il viaggio e l'idea» (2005) presentato dalla professoressa Rita Levi Montalcini e i suoi numerosissimi pluripremiati calendari fotografici. Nel 2010, assieme al grande Gianni Berengo Gardin e con l’organizzazione di Mosè Franchi amico e collega, presenta a Porretta Terme una mostra fotografica dal titolo «La Porrettana in cinque amici» che è diventata un calendario e quest’anno un libro ‘‘considerato tra le opere fotografiche di maggior valore e prestigio’’. Vive e lavora a Villafranca di Verona.

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<![CDATA[Stream Out #1 - Donne ai tempi della Crisi]]>

Donne in Movimento” in collaborazione con Sherwood.it presentano:

Stream Out #1 - Donne ai tempi della Crisi

Giovedì 8 marzo 2012
@ Sherwood
Dalle ore 19.00
Vicolo Pontecorvo, 1
Padova

L'evento sarà trasmesso anche in streaming video su www.sherwood.it

La crisi che l'intero paese sta attraversando colpisce in maniera più profonda le donne.
Le varie manovre che si sono susseguite negli ultimi anni, infatti, hanno imposto un aumento dei carichi di lavoro alle donne in casa e fuori casa.
I tagli che si sono susseguiti impongono un aumento del lavoro di cura e come se questo non bastasse l'ultima manovra del governo Monti prevede il lavoro nei giorni festivi nel settore del commercio composto per la maggior parte dall'universo femminile.
Nel campo della sanità, i consultori (punto di riferimento fondamentale per il diritto alla tutela della salute) che hanno rappresentato una delle maggiori conquiste delle donne e che da decenni operano nei territori sono oggetto di tentativi di trasformazione in strutture private svuotati del loro vero significato e all'interno dei quali dovranno operare associazioni privati (come ad esempio i Centri di Aiuto alla Vita, come già sta avvenendo in varie strutture).

In alcune regioni italiane le donne si sono mobilitate contro questi attacchi: nel Lazio ad esempio si è costituita l'assemblea permanente contro la proposta di legge Tarzia, che prevede la privatizzazione di queste strutture (cosa che sta avvenendo anche in Lombardia).
Una serata dunque per ritrovarci, confrontarci e fare il punto della situazione nel territorio Veneto in merito alla situazione dei consultori pubblici.

Programma della serata:

ore 19.00 - Spettacolo e reading teatrale di Barbara Codogno "Cosa sognano le donne"

A fine spettacolo:
aperitivi e ricco buffet con accompagnamento musicale a cura della DJ. Md.me Billo.

Per tutta la serata troverete:
banchetto informativo in merito alla situazione dei consultori in Veneto
Libreria "Follow the white rabbit"
Campagna di "Obbedienza civile" - Il mio voto va rispettato

Cosa sognano le donne: undici racconti di Barbara Codogno in una stravagante partitura musicale.
Cosa sognano le donne di Barbara Codogno sta riscuotendo un buon successo di critica e un alto indice di gradimento tra i lettori - in allegato alcune recensioni e interviste rilasciate dall'autrice – tanto che è in programma la ristampa del libro che un vasto pubblico – non solo femminile – ha apprezzato seguendo l'autrice alle numerose presentazioni e ai reading organizzati in tutto il Nordest. Undici racconti compongono una stravagante partitura musicale. I racconti sono scanditi da tre movimenti di scrittura: Allegro ma non troppo; Marcia Funebre; Presto delirando. I movimenti sono bilanciati da due Intermezzi a cui fanno da cornice un Sipario inaugurale e in finale, Ouverture. In questi racconti il sogno non è mai una fuga dalla realtà, un rifugio protettivo, una rinuncia. Piuttosto, le donne che ci presenta l'autrice pagano a caro prezzo e sulla loro pelle il non aver abdicato in favore di un mondo senza sogni. Sono donne che reagiscono anche quando patiscono, disposte ad atti estremi pur di rivendicare il loro diritto a sognare e a desiderare.

Barbara Codogno nata a Padova dove risiede, laureata in Filosofia estetica, collabora con la pagina della cultura nazionale del gruppo Finegil l'Espresso (il mattino di Padova, Tribuna di Treviso, Nuova Venezia e Mestre), con il Piccolo di Trieste, con Rovigo Oggi e altre testate nazionali.
Ha curato numerosi eventi artistici. Critica d'arte, si occupa di arte contemporanea. Come artista si inserisce nella poetica della Social Art, ha vinto il festival internazionale di arte contemporanea Festarte nel 2009 con l'installazione Where is your He-Art?.
Poetessa, ha partecipato varie volte al Festival di Poesia di Caorle, ha realizzato l'antologia poetica Metrolieder con Apogeo Editore. Scrittrice, ha pubblicato alcuni racconti con Ediarco nell'antologia Italia Ama e con Perrone Editore nelle antologie La Nascita e In cucina. Fa parte del Forum sugli studi e le politiche di genere dell'Ateneo di Padova con titolo di “Osservatore del Territorio”.

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<![CDATA[Incendia la tua anima con "Fahrenheit 451"]]>

Nella calda atmosfera della libreria "La forma del libro" a Padova prendono forma gli incendi, le fiamme rigeneranti create dalla mano dell'artista padovano Alessandro Rinaldi.

Rinaldi che nell'ultima edizione della Biennale d'arte nella sezione Veneto ha portato "Il Cavallo di Troia", qui espone fino alla metà di gennaio una serie di opere alcune più recenti altre legate al passato, tutte aventi come tema comune l'elemento primordiale del FUOCO. 

Il servizio l'abbiamo girato nel corso dell'inaugurazione lo scorso 15 dicembre.

Silvia Gorgi

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<![CDATA[LIES - Kenny Random dalla strada allo spazio espositivo ]]>

Torna nella sua città sui suoi muri e nei suoi spazi espositivi Kenny Random.

Noto per i suoi murales, per i suoi personaggi allampanati ed ora in questa nuova evoluzione artistica per la sua sagoma che appare per liberare puntini, farfalle, tracciare arcobaleni.

A Spazio Tindaci a Padova, alla quarta esposizione, traccia anche a che punto è il suo percorso d'artista con un libro: LIES, una raccolta di più di 400 opere, bozze, stampe, disegni, tele e opere murali.

Ci presenta libro ed opere inedite la direttrice artistica dello spazio, Diletta Biondani ed inebriano il nostro servizio le musiche degli Home Jasi Cookin'.

Silvia Gorgi

Note su LIES:

l’idea di un libro, che prevede potenzialmente uno sviluppo ed un seguito, nasce dall’esigenza di documentare in maniera istituzionale e storicizzare l’intera e oramai vastissima e poliedrica produzione dell’artista.
Il libro si sviluppa in due parti, la prima fatta di immagini evocative dei lavori sulla città, scorci dello studio dell’artista, e particolari dell’esecuzione di lavori; la seconda, invece, raccoglie la catalogazione delle opere dal 2000 ad oggi e comprende tele, disegni, stampe, opere uniche.

Lies è un racconto per immagini, un viaggio all’interno del mondo di Kenny Random, che ne fa percepire lo spirito creativo e intuire il background, è un modo per avvicinarsi e conoscerlo un po’ più da vicino attraverso il suo lavoro e il suo modo di raccontarlo, anche attraverso foto e lavori assolutamente inediti.

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<![CDATA[Arte Padova: dall'inaugurazione agli incontri ]]>

Nella giornata di inaugurazione, lo scorso 10 novembre, abbiamo raccolto le impressioni su questa edizione dell'assessore alla cultura Colasio, di Riccardo Sandonà per Vecchiato Art Galleries, dell'artista padovana Greta Bisandola e del fotografo Giovanni Marinelli. (video)

Domenica 13 nel corso degli incontri il Centro Nazionale di Fotografia di Padova ha presentato i lavori di Moira De Zen, Alberto Buzzanca, Andrea Contin, Marco Introini, Pierantonio Tanzola. 

Un'occasione perfetta per ripercorrere insieme al responsabile del Centro, Enrico Gusella, la mostra GLOCAL 2 (secondo video)

 


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