<![CDATA[Elio e le storie tese | Sherwood - La migliore alternativa]]> http://www.sherwood.it/tags/25/elio-e-le-storie-tese/articles/1 <![CDATA[Elio e Le Storie Tese Live Report]]>

Chi può avere così tanto coraggio e faccia tosta da fare una cover di Baba O’Riley e poi farla passare per una canzone di un pasticcere che ha fatto male il suo lavoro? Solo gli Elii, che aprono il concerto di Mestre con una Babà Oribly cantata da Rocco Tanica. Eccoli finalmente sul mainstage: dopo il rinvio di due settimane fa, può cominciare il delirio progressive-metal-samba-comedy-core-gore-psycho rock del gruppo milanese.

Si parte con Burattino senza fichi, una delle tante storie di sofferenza e frustrazione che gli Elii sanno dipingere sapientemente con il loro gusto musicale e il talento poetico di Elio, aiutato questa sera da uno special guest di rilievo: un pollo di gomma che in alcuni momenti ha persino messo in ombra con il suo grande carisma l‘intera immagine della band.

Pollo ha un ruolo fondamentale anche in Gargaroz: i riferimenti e le citazioni delle performance del grande shredder romano Richard Benson e delle sue svisate infernali si sprecano. Il Pollo ci sa davvero fare.

Il momento in cui si fa sul serio però arriva presto: gli Elii sanno quando bisogna fare sul serio, e infatti affrontano un argomento che, a detta loro, sono stati i primi a portare alla luce del sole in Italia. Si parla di Omosessualità, iniziata con un blues e trasformata poi nella classica versione hard rock, a cui segue una breve parentesi in cui Rocco Tanica dimostra tutta la sua tolleranza e accoglienza per gli omosessuali. Ad Heavy samba succede un brano dedicato agli Area, che è un esperimento progressive pieno di cambi di tempo e campionamenti della voce di Demetrio Stratos.

Non mancano le frecciatine dirette ai politici e qualche parola spesa in difesa dell’informazione libera, soprattutto quella riguardante la pornografia di nicchia, a rischio censura da un sistema corrotto e ottuso. Ed è per rivendicare la liberta di poter usare il proprio corpo come si vuole,che gli Elii continuano con il brano che dà il nome al tour, Enlarge your penis: una canzone che è a dimostrazione di come questa band sia attenta ai giovani e ai loro problemi di spam e dimensioni insoddisfacenti.

C’è spazio anche per i proletari lombardi che combattono per un Abbecedario, o per avere un angolo di verde nella loro città (Parco Sempione), magari però senza i fricchettoni che rompono i maroni con i bonghi. Una delle canzoni preferite dagli ambientalisti urbani.

Elio è sempre capace di stupire il pubblico, ma questa volta ha voluto esagerare: Rock and Roll in versione acustica (o almeno l'inizio) sono cose che si vedono una volta nella vita, come il bosone di Higgs, o una reunion dei Jalisse

Momenti di nostalgia con la coppia vintage La bella canzone di una volta e Discomusic, che permette finalmente a Mangoni di poter indossare i suoi stivali in paillettes rosa, il sogno proibito di ogni fan.

La prima parte del concerto si conclude con La visione e la cavalcata chierico-dance Born to be Abramo, che è stata al centro di una grande bagarre giudiziaria dopo il plagio nel '78 da parte di Patrick Hernandez.

La fine del concerto (che purtroppo prevede solo due canzoni) comincia con un brano cantato in inglese dalla bravissima Paola Folli, che da qualche anno segue in tour Elio e il suo complesso (inteso come band, ma forse anche come problema).

Prima di concludere però, il maestro Pollo di Gomma dà prova un'altra volta della sua capacità vocale, improvvisando un assolo di voce sulle note di Smoke on the water: è l'elemento fondamentale della band, si parla già di una collaborazione prolungata.
Il concerto si chiude con l'immancabile Tapparella, il capolavoro degli Elii che rappresenta anni di aranciate amare, pomiciate mancate e odore da ascelle durante gli anni delle medie. L'inno agli ormoni insoddisfatti e di amicizie di cortesia, la colonna sonora dei traumi adolescenziali con il baffo.

Che dire poi della band: Nicola Riccardo Fasani (nome d'arte Faso) è come sempre una macchina da groove di quelle che manco all'Ikea o dai cinesi riesci a trovarne una simile; Cristian Meyer è preciso come un uovo di cioccolato svizzero; Cesareo è sempre Cesareo; Jantoman che come sempre racimola tonnellate di reggiseni e mutandine grazie al suo charme irresistibile; Rocco Tanica si dimostra un grande cultore della cultura culturale e delle culture di culti, è praticamente un'enciclopedia vivente che sa dare ai concerti il tocco di Piero Angela che manca; Elio interagisce bene col pubblico e le sue urla a caso, e per finire Mangoni: rapper, omosessuale, vittima del rock, impiegato sfruttato, disco-dancer, fricchettone, coso vestito di bianco con una scopa in mano... passa la maggior parte del suo tempo in gabbia, perché, a detta di Elio, è pericoloso e morde: probabilmente sotto effetto della droga che rende zombie. Un architetto dalle mille personalità, inquietanti e conturbanti allo stesso tempo, sempre disposto a sacrificarsi per la causa del rock and roll, un vero animale da palco... che va tenuto al guinzaglio.

Chi non è venuto, è un vitello dai piedi di balsa.

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<![CDATA[Elio E Le Storie Tese]]>

** ATTENZIONE **

I biglietti già acquistati per la data del 21 Luglio rimarranno VALIDI per la nuova data.

Modalità di rimborso dei biglietti:

Se non potrete assistere al concerto di Elio E Le Storie Tese il 31 Luglio e volete richiedere il rimborso del biglietto le modalità sono queste:

- Se avete acquistato il biglietto sul sito www.sherwood.it dovrete scrivere una mail a ticket@sherwood.it richiedendo il rimborso indicando il codice del biglietto e allegando la ricevuta di pagamento.

- Se avete acquistato il biglietto attraverso gli altri circuiti richiedete il rimborso direttamente al servizio assistenza o al punto vendita dell'operatore da voi scelto.

Martedì 31 Luglio 2012
@ Venice Sherwood Festival
Parco San Giuliano
Mestre (Ve)

Elio e Le Storie Tese

Enlarge your penis tour 2012

 

Apertura cancelli ore 19.00

Inizio show ore 21.00

 

Open act: Stiv

Aftershow Dj-Set: Mondo Cane

 

Puoi acquistare i biglietti a 20 euro
senza diritti di prevendita
cliccando sul box giallo qui a destra.

Se hai problemi con i biglietti scrivi a ticket@sherwood.it

Elio e le Storie Tese tornano con un nuovo tour teatrale che vi costringerà quantomeno a rivedere le impostazioni di sicurezza della vostra casella email: ENLARGE YOUR PENIS TOUR.

Anche se la scaletta del tour è ancora rigorosamente avvolta da mistero, state certi che non mancheranno le sorprese. Elio (cantante, flautista), Rocco Tanica (pianola), Cesareo (chitarra alto), Faso (chitarra basso), Christian Meyer (batteria), Jantoman (ulteriori pianole), Paola Folli (cantante) e Mangoni (artista a sé) vi danno appuntamento al Parco San Giuliano per scoprire di più!

Elio e le Storie Tese bio:
Elio e le Storie Tese nasce a Milano nel 1980 ad opera di Elio. Elio prende il nome dalla sua prima canzone che si intitola “Elio”.
La prima formazione, che si esibisce nel primo concerto tenutosi nel luglio 1980 alla festa del CAF San Siro davanti a un pubblico di una decina di pensionati, è composta da Elio (chitarra e voce), Cortellino (basso) e Zuffellato (batteria).
A Cortellino succederà Chiosco e poi Scaffale, fino all’arrivo nell’85 di Faso, oltre il quale non è davvero possibile andare.
Zuffellato lascerà il posto a Cosma e poi, dall’entrata di Rocco Tanica nel 1982 fino all’arrivo di Christian Meyer nel 1988, il “posto” scompare, sostituito dalla più economica e meno ingombrante Drumulator di Rocco Tanica, del quale i frequentatori del Magia Music Meeting di via Salutati ricorderanno i divertenti siparietti, ogni tre canzoni, per ingannare l’attesa del caricamento della song da registratore a cassetta.
All’inizio Elio, oltre a cantare, è anche il chitarrista del gruppo poi, quando nell’84 arriva una delle migliori chitarre rock della piazza milanese, Cesareo, preferisce dedicarsi a fare il frontman a tempo pieno con misuratissime incursioni di flauto traverso.
Nel 1988, la bravura e la verve di Christian Meyer hanno ragione della Drumulator e, più o meno contemporaneamente, entra nel gruppo Feiez; canta, suona le percussioni, il sax, la chitarra, fa ridere, il tutto a livello Elio e le Storie Tese (cioè altissimo): il sogno di ogni band sulla faccia della terra, durato dieci anni, grazie Feiez.
Nel 1992, all’inizio per volontà di Elio e, ben presto, per acclamazione, entra a far parte della band (pur rimanendo, come dice Elio, “un artista a sé”) Mangoni, compagno di classe di Elio al liceo, che viene chiamato a fare se stesso sul palco (un pirla, icona definitiva del pirla che è in ciascuno di noi) pur essendo nel frattempo diventato marito e padre amorevole nonché stimato architetto (autore, tra l’altro della “Mangoni Tower” di via Nervesa, facilmente visibile a chi transita sul cavalcavia da Piazzale Bologna a Piazzale Cuoco, guardando verso sinistra).
Ultimo arrivato, nel 1999, Jantoman o, come sempre più a furor di popolo sembra accreditarsi, “Uomo” che, in simbiosi perfetta con Rocco Tanica, condivide le numerose e complesse parti di tastiera e costituisce il “polo tecnologico” di Elio e le Storie Tese, in continua dialettica con il versante “analogico” di Faso, Meyer e Cesareo, i performer puri del gruppo.

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<![CDATA[Spiaggia Nudisti del 7 dicembre 2011]]>

Puntata di fervida (?) trepidazione prima del famoso e atteso Ponte della Madonna. Tanta buona musica, come sempre, spazio per El Camino, ultima fatica dei Black Keys, racconti dalla Tempesta al Rivolta, un' occhiata agli appuntamenti live del weekend. Ed infine una List - O - Mania da scaricare assolutamente: per affrontare i preparativi natalizi di alberi presepi sfingi travestite da babbo natale renne sospese nei salotti, ebbene, SpiaggiaNudisti vi fornisce una selecta tutta natalizia (o quasi). Enjoy!

Play List

Tre Allegri Ragazzi Morti
- La faccia della luna
THE BLACK KEYS - Lonely Boy
HOT CHIP - One Life Stand
RADIOHEAD - Idioteque
KASABIAN - Days Are Forgotten

List - O - Mania  Christmas Soundtracks

1 Elio e le Storie Tese - Natale allo zenzero
2 Darkness - Xmas time
3 Wham! - Last Xmas
4 John Lennon - Happy Xmas
5 Smashing Pumpkins - Xmas time
6 Platters - Blue xmas
7 AA.VV. - jingle bells rock
8 Ella Fitzgerald - Winter Wonderland
9 COCA COLA - i'd like to teach the world
10 Coldplay - Xmas lights
11 Macy Gray - Winter wonderland
12 Mariah Carey - All I want for Xmas is you
13 Band AID - Do they know it's Xmas time
14 Billy Mack - Xmas is all around me
15 Three Doors Down - Xmas day




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<![CDATA[Elio e le storie tese Live Report]]>

Report

Un anno fa, nel contesto di villa Camerini, a Piazzola sul Brenta, gli Elii avevano recitato la parte, un po’ compassata, di gruppo ormai globalmente familiare, aperto a tutte le fasce d’età, evitando gli aspetti più pruriginosi del loro repertorio e consegnando un concerto stilisticamente impeccabile, ma un po’ freddo sotto l’aspetto puramente relazionale e finanche parco nella scelta delle canzoni, quasi come se, con la mancata esecuzione dei classici, fosse venuta a mancare anche un pizzico di concretezza in zona realizzativa. Trecentosessantacinque giorni dopo, ed un soundcheck tardo pomeridiano sotto gli occhi, il concetto non cambia: il complessino si è stancato di suonare sempre i soliti brani e va alla ricerca degli episodi via via meno conosciuti dal grande pubblico. L’operazione antologica è altresì apprezzabile, per un duplice motivo. Permette, anzitutto, di riscoprire veri e propri evergreen in potenza, che solo una mancata sovraesposizione non ha fatto diventare tali (o ha ristretto, perlomeno, alla sola cerchia delle Fave). E, strano a dirsi, mette quasi alla prova gli EelST, fa loro fronteggiare un passato da molti ormai dimenticato e testa la prontezza tecnica dell’oggi con quella degli anni d’oro unanimemente riconosciuti, dalla vittoria/non vittoria di Sanremo a ritroso nel tempo.

Il bello è che, pur cambiando pelle innumerevoli volte nel corso degli anni, e concedendo al pubblico una varietà coloratissima e zappiana di melting pot musicali, lirici e politici (nel senso apartitico del termine), gli Elii davvero non riescono mai a stancare – il che, è bene sottolinearlo, è cosa ben differente dal deludere puro e semplice –. Così dicendo, a distanza di quattro anni dall’ultima performance sherwoodiana, vestiti di tutto punto con delle tonache da mistica buddista, sfrangiati freak e turbanti in testa, i sei meneghini, accompagnati come sempre dal poliedrico “artista a sé” Mangoni, neoeletto consigliere comunale a Milano, in una lista civica pro-Pisapia, con 1068 preferenze, calcano nella prima serata di sabato le assi del palco. Demandato il compito di rompere il ghiaccio alla consueta introduzione strumentale di psichedelia space anni ’70 (per tutte le informazioni sul fatto che sappiano suonare da dio, prego rivolgersi altrove: qui ormai lo si dà per scontato), la scaletta inanella in effetti una sorpresa dietro l’altra. Allo spettatore poco addentro alla materia musicale pare, a tratti, quasi una tenzone per suonare il brano dimenticato da più tempo. Tocca prima a Pagàno, micidiale fusion dai contrappunti percussionistici giocati su tempi che più dispari non si può, poi addirittura a Carro, storica canzone degli inizi che manda in brodo di giuggiole l’appassionato e sollazza il neofita.

L’argomento della serata pare essere il concerto dei Modà a Codroipo. O forse la situazione politica italiana attuale. Magari l’elezione di Mangoni. O il vecchio repertorio da tempo obliato. Non importa di cosa si parli, purché si parli. La celeberrima canzone eseguita poche volte si rivela essere, tra i boati di approvazione, Servi Della Gleba: e sia mai che tutti i servi della gleba presenti, alla pari di Faso, decidano di smetterla con le scope nel culo e mandino a quel paese la loro fidanzata, pardon, quel puttanone, groove di basso permettendo. Il Pinocchio più triviale e boccaccesco del Nuovo Millennio si racconta nel funambolico funk di Burattino Senza Fichi, una delle grandi riscoperte della serata ed ideale vetta comica della serata, assieme all’incredibile medley di metà concerto che vede gli Elii mettere assieme, quasi alla rinfusa, Tonza Patonza (?!?), La Visione feat. Dargen Mangoni D’Amico, La Chanson, Discomusic, una straordinaria Bunga Bunga, infilata con nonchalance tra la sorpresa di tutti (nota bene: Mangoni in mutande, con addosso la maschera di Berlusconi, è quasi meglio del Michael Jackson impersonato l’anno scorso!) e l’immancabile Born To Be Abramo, ideale spartiacque della serata, come di consueto preda di nutriti singalong ed entusiasmi collettivi.

Scrollatisi di dosso le pastoie dei personaggi, Elio e le Storie Tese ridiventano quindi persone, musicisti straordinari, amici divertenti e divertiti, sospesi, nel rapportarsi al pubblico, da un misto di sarcasmo e autoironia. La partita è vinta ancora prima di cominciare: il coltello è privo di lama ed il manico è saldamente nelle loro mani. Il Vitello Dai Piedi Di Balsa, assente all’appello dell’anno scorso, mette tutti quanti d’accordo, giovani e piccini, adulti ed anziani, donne e uomini: sulle ultime note dell’ancora migliore reprise si scatena il flauto traverso che apre la strada a El Pube. La giostra non accenna a fermarsi: dove non intervengono gli strumenti ci sono l’intrattenimento, gli sketch, l’improvvisazione, i balletti. Dall’ultimo (per poco?) “Studentessi” il pubblico interviene attivamente su Parco Sempione e la grottesca presentazione caricaturale di Formigoni, moderatamente sul fantastico andante old-proggish style di Plafone – strumentalmente parlando, una delle cose miglior mai scritte dai sei –, educatamente sulla superflua Ignudi tra i nudisti, quasi un intermezzo per esaltare le doti canore della vocalist Paola Folla. Il meglio, in realtà, è altrove. Strappa un’ovazione, ad esempio, l’incredibile Essere Donna Oggi ed il suo misofemminismo ostentato con sicumera, aldilà di ogni giudizio benpensante, settario o a compartimento stagno: le ragazze presenti sotto il palco non possono far altro che togliere le maschere di genere dai propri volti e concedersi ad una risata liberatoria. Che è poi il rumore di fondo di ogni concerto degli Elii: il ridere sciocco, demenziale, nonsense via catarsi. Si torna a casa con in mente la figura di un Mangoni/Mercury preso a spintoni durante un interminabile Rock And Roll, la perplessità di risentire dopo dodici anni una trascurabile Caro 2000 (quando si dice il revival dissennato…), il “Forza Panino!” urlato a tutta birra durante la splendida Tapparella, in chiusura, oppure ancora lo strepitoso solipsismo di Christian Meyer, le lap dance e gli sfilatini fallici, i Modà dietro le quinte, la piccola fitta di delusione per non aver visto – è il termine più adeguato – la commedia umana di Supergiovane.

Cinquant’anni e non sentirli. Oggi più che mai: quanta classe per dei musicisti prestati al cabaret.

Intervista ad Elio, Faso e Rocco Tanica

Intervista a Mangoni

Foto

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Sabato 16 Luglio
@ Sherwood Festival 2011
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova

Elio e le Storie Tese

Ingresso 20 euro + d.d.p.

Prevendite su TicketOne

Elio e le Storie Tese nasce a Milano nel 1980 ad opera di Elio. Elio prende il nome dalla sua prima canzone che si intitola “Elio”. La prima formazione, che si esibisce nel primo concerto tenutosi nel luglio 1980 alla festa del CAF San Siro davanti a un pubblico di una decina di pensionati, è composta da Elio (chitarra e voce), Cortellino (basso) e Zuffellato (batteria). A Cortellino succederà Chiosco e poi Scaffale, fino all’arrivo nell’85 di Faso, oltre il quale non è davvero possibile andare. Zuffellato lascerà il posto a Cosma e poi, dall’entrata di Rocco Tanica nel 1982 fino all’arrivo di Christian Meyer nel 1988, il “posto” scompare, sostituito dalla più economica e meno ingombrante Drumulator di Rocco Tanica, del quale i frequentatori del Magia Music Meeting di via Salutati ricorderanno i divertenti siparietti, ogni tre canzoni, per ingannare l’attesa del caricamento della song da registratore a cassetta. All’inizio Elio, oltre a cantare, è anche il chitarrista del gruppo poi, quando nell’84 arriva una delle migliori chitarre rock della piazza milanese, Cesareo, preferisce dedicarsi a fare il frontman a tempo pieno con misuratissime incursioni di flauto traverso. Nel 1988, la bravura e la verve di Christian Meyer hanno ragione della Drumulator e, più o meno contemporaneamente, entra nel gruppo Feiez; canta, suona le percussioni, il sax, la chitarra, fa ridere, il tutto a livello Elio e le Storie Tese (cioè altissimo): il sogno di ogni band sulla faccia della terra, durato dieci anni, grazie Feiez. Nel 1992, all’inizio per volontà di Elio e, ben presto, per acclamazione, entra a far parte della band (pur rimanendo, come dice Elio, “un artista a sé”) Mangoni, compagno di classe di Elio al liceo, che viene chiamato a fare se stesso sul palco (un pirla, icona definitiva del pirla che è in ciascuno di noi) pur essendo nel frattempo diventato marito e padre amorevole nonché stimato architetto (autore, tra l’altro della “Mangoni Tower” di via Nervesa, facilmente visibile a chi transita sul cavalcavia da Piazzale Bologna a Piazzale Cuoco, guardando verso sinistra). Ultimo arrivato, nel 1999, Jantoman o, come sempre più a furor di popolo sembra accreditarsi, “Uomo” che, in simbiosi perfetta con Rocco Tanica, condivide le numerose e complesse parti di tastiera e costituisce il “polo tecnologico” di Elio e le Storie Tese, in continua dialettica con il versante “analogico” di Faso, Meyer e Cesareo, i performer puri del gruppo.

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