<![CDATA[Flaming Lips | Sherwood - La migliore alternativa]]> http://www.sherwood.it/tags/694/flaming-lips/articles/1 <![CDATA[The Flaming Lips + Verdena]]>

Martedì 10 Luglio 2012
@ Sherwood Festival
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova

Apertura cancelli ore 19.00
Inizio Show Verdena ore 21.00
Inizio Show Flaming Lips ore 22.30

Puoi acquistare il biglietto a 22 euro, senza diritti di prevendita, nel box qui a lato.
Oppure sui circuiti abituali a 22 euro + d.p. o la sera stessa del concerto al botteghino a 25 euro.
Se hai problemi con l'acquisto scrivi a ticket@sherwood.it

Flaming Lips

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Verdena

Verdena
Sembrava che la data del 27 Dicembre al Bloom di Mezzago fosse l’ultima occasione per vederli dal vivo ma, a sorpresa, i Verdena annunciano due show che li vedranno aprire i concerti italiani dei Flaming Lips.
Dopo le oltre 80 date che li hanno consacrati come protagonisti assoluti della scena alternative rock italiana del 2011, Verdena, come loro solito, si sarebbero dovuti ritirare dalle scene per rientrare in studio e cominciare a lavorare ad un altro nuovo disco, ma la band di Wayne Coyne è sempre stata un punto di riferimento per i bergamaschi ed è proprio per questo motivo che i Verdena hanno accettato di fare uno strappo alla regola. I due live coi Flaming Lips saranno perciò le UNICHE occasioni per assistere a un live Verdena quest’estate.
Nel frattempo il 29 Febbraio è uscito anche un libro “Un Mondo del Tutto Differente” di Emiliano Colasanti, che racconta le vicende che hanno portato alla nascita di WOW, il loro quinto album, che è stato il caso discografico del 2011.

Flaming Lips
I Flaming Lips sono un'istituzione del rock psichedelico contemporaneo. La loro carriera, piena di sorprese, scommesse e colpi di scena, è uno dei percorsi più avventurosi del rock americano. Sempre ironici e demenziali, i loro dischi e le loro esibizioni live sono delle miniere di trovate spiazzanti e fantasiose.
Guidati da Wayne Coyne, i Flaming Lips sono una delle realtà più visionarie e geniali della scena internazionale. Il carismatico leader, forte di un'ispirazione onnivora e di una creatività senza freni, ha battuto i sentieri della psichedelia, del pop più cristallino, dello sperimentalismo dada creando un universo rock folle e schizofrenico in cui le performance live sono ormai leggendari eventi colorati, surreali e pirotecnici.

Mentre altri dinosauri del rock alternativo americano loro coetanei sono rimasti inchiodati ai suoni dei primi anni Novanta, loro hanno continuato a cambiare, seguendo un percorso cominciato ormai venticinque anni fa e che prosegue ancora oggi. La loro è una ricerca assidua e coraggiosa di nuovi linguaggi sonori che fanno di volta in volta propri, adeguandoli al marchio di fabbrica Flaming Lips, ormai consolidato e riconoscibile. Ironica, demenziale e bizzarra, la loro musica sembra concepita da un pazzo sotto Lsd (e agli esordi era più o meno così), o dalla mente di un fumettista visionario. Il loro pregio più grande è stato infatti quello di aver sfondato la porta che divide musica e immagine, generando un tutt'uno tra loro, un vero e proprio immaginario peculiare, un circo itinerante di suoni, luci, colori e titoli lunghissimi senza senso.

BIO:
I i giovani Flaming Lips iniziano la loro carriera suonando un garage rock schizoide fatto di dolci arpeggi acustici incendiati da distorsioni repentine, voce roca e spesso aggressiva, qualche spruzzata di folk, hard-rock e post-punk e tanta, tantissima demenzialità (testi assurdi, campionamenti buffi...). Il primo Ep, The Flaming Lips e i primi tre Lp Hear it is (1986), Oh My Gawd!!! (1987) e Telepathic Surgery (1989) summa e monumento della psichedelia anni 80 , non fanno che perfezionare questa formula, raffinandola e arricchendola di volta in volta. Nel 1990 si apre il secondo periodo dei Flaming Lips con la pubblicazione di In A Priest Driven Ambulance quello meno sgangherato e più ordinato e melodico. Smaltiti gli eccessi dei primi tre Lp, la band razionalizza il suo suono e scrive canzoni all'insegna di un indie-rock agrodolce, rumoroso ma mai esagerato. In questa periodo, che si chiude nel 1999, Dave Friedmann sarà decisivo in sala di regia, tanto che la carriera dei Flaming Lips può dirsi parallela a quella dei suoi Mercury Rev. Hit To Death In The Future Head del ’92 segna l’approdo dei Flaming Lips alla corte della Warner Bros e inaugura un invidiabile e fortunato sodalizio artistico. È l’ultimo album che vede una (pur saltuaria) partecipazione congiunta dei due Mercury Rev, Jonathan Donahue e Dave Fridmann: se quest’ultimo tornerà a lavorare con Coyne e soci, Donahue abbandonerà per dedicarsi a tempo pieno al progetto del gruppo menzionato.
Transmissions From The Satellite Heart è pubblicato nel ’93 e rappresenta un passo irreversibile nella discografia dei Flaming Lips. È il primo lavoro pop “a tutto tondo”, frutto di un progressivo e meticoloso affinamento in studio. Clouds Taste Metallic arriva nel tardo ’95. Nel 1997 la band è a un punto critico: il chitarrista Ronald Jones lascia il gruppo per via delle sue divergenze con Steven Drozd, che ha sempre più problemi legati alla droga, Michael Ivins subisce un incidente stradale e il gruppo è in uno stato di forte tensione. Come se non bastasse, la casa discografica li pone in una situazione critica e il padre di Coyne muore di cancro. Da questa situazione esce, a sorpresa, l'album più fantasioso e controverso del gruppo, un quadruplo che necessita di quattro impianti stereo sincronizzati per essere suonato correttamente: Zaireeka.
Dalle sessioni di questo disco nascerà anche il successivo album, l'acclamato The Soft Bulletin, uscito nel 1999, in cui Coyne e soci provano a inscatolare la loro follia melodica in canzoni pop. È un album ambiziosissimo, in cui la band veste i panni di sofisticati autori pop, intenti a gestire una mole notevole di arrangiamenti per orchestra, piano, molteplici linee di chitarra (non più distorta!), cori celestiali quando non sprazzi di elettronica. Con questo album si apre una nuova fase artistica non si limita a un nuovo suono e a un songwriting più barocco: i Flaming Lips cominciano a portare in tour uno spettacolo multimediale che ha dell'incredibile, rendendo ogni concerto un'orgia di colori, luci, divertimenti e pupazzi. I quattro sono riusciti a portare il concerto rock nella dimensione dei giochi dell'infanzia. Il nuovo corso della band prosegue nel 2002 con Yoshimi Battles The Pink Robots, in cui il gruppo continua la sua epopea progressive-pop. At War With The Mystics esce nel 2006 e respinge i timori di stilizzazione bloccata della band e si rivela essere il suo, ennesimo, passo a lato. Presentato come il disco politico dei Flaming Lips, riporta in primo piano le chitarre: le citazioni affondano negli anni 70 e il formato scelto diviene un pop-rock psichedelico, con rimandi al rock, al funk (o disco-funk) e al soul, alternando morbidezza e spasmo, senza rinnegare tutto ciò che è stato fatto, ma riplasmandolo e aggiungendo/sottraendo qualcosa. Nel 2009 i Flaming Lips tornano con Embryonic, album doppio, lungo ben 70 minuti e contenente 18 nuove composizioni: quasi una summa delle più evidenti inclinazioni palesate dalla band durante il proprio percorso artistico. Nello stesso anno i Flaming Lips si lanciano anche in un'altra operazione, ancor più temeraria. Una rilettura di “The Dark Side Of The Moon”, il lavoro più amato, criticato, osannato e scimmiottato dei Pink Floyd. Nel 2011 è la volta di Strobo Trip un'altra folle e geniale operazione musicale.

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Come si può spiegare, con le parole, la magia di un gruppo come i Flaming Lips? Che parole si devono usare per descrivere qualcosa che non si può circoscrivere, ma al contrario, si apre a così tante possibilità da riuscire a seguire più direzioni in una volta sola?

Quando si parla di Flaming Lips, questi sono aspetti da tenere a mente. Perché non ci stiamo riferendo a degli artisti che ormai hanno trovato la loro strada e la continuano a seguire. Al contrario. I nostri sono dei veri e propri esploratori che non si arrendono mai al c’è già stato, meno ancora al non può essere”.
Quando si sono misurati con pezzi di altri, ad esempio, facendolo con una buona dose di sapienza e sfrontatezza, senza fare troppi calcoli.
Ma non per mancanza di rispetto nei confronti degli autori di quei brani, tutt’altro. Waiting for superman di Iron and Wine ha tutta un’altra consistenza eseguita da loro. Già l’originale sarebbe bastato, invece...
Con band popolarissime come i Queen, nell’occasione della rivisitazione di Bohemian Rapsody hanno fatto lo stesso. Per la discussa opera di rivisitazione dell’intero Dark side of the Moon dei Pink Floyd, l’album che stabilì il record di permanenza nelle charts inglesi, qualcosa tipo 741 settimane, sono stati criticati al massimo. Per lo più da gente che non li conosce e che naturalmente non ha mai sentito neppure quel loro lavoro. Quell’integralismo che conosciamo bene, e di cui ci siamo occupati più volte. Soprattutto quando si parla di cinema, in verità. Ma l’attitudine è la stessa. Giudicare per sentito dire, senza essersi presi la briga di andare a verificare.

All’attivo hanno qualcosa come tredici dischi in studio (mi piace chiamarli così, anche nell’era digitale), una serie infinita di Ep e alcuni strani progetti, con svariate collaborazioni.
Il salto di qualità lo fanno nel 1999 con The soft bullettin, il primo disco registrato con una major. Ma già dal precedente Zireeka avevano non poco attirato l’attenzione su di loro.
Dalla copertina in poi, nei loro album c’è tutta la creatività e la genialità di un collettivo di artisti che pensa alla musica in maniera totale e per questo aperta ad ogni tipo di contaminazione. Che può essere le tecnologia, l’utilizzo di visual o veri e propri cortometraggi che vengono proiettati durante i loro concerti, con vere e proprie performance che dal vivo riescono a coinvolgere sul palco un numero imprecisato ma corposo di figuranti rendendo ancora più visionaria l’esibizione.
Trovate come attorniarsi degli eroi dei fumetti americani, esplosioni di colori, e addirittura una gigante palla trasparente all'interno della quale si colloca il carismatico Wayne Coyne, leader della band, con la quale va letteralmente incontro al pubblico, fino a farsi trasportare sopra le mani di migliaia di persone.
Chi ha avuto modo di assistere ai loro concerti credo concorderà con me.
C’è un’energia, una forza smisurata in tutto quello che fanno. Ma anche la leggerezza di chi non si compiace di se stesso. Tutto appare molto spontaneo e naturale, anche i giochi di luci e gli innumerevoli colpi di scena, che rapiscono il pubblico intero. Non si ha mai la sensazione del costruito, al contrario.

Ho sempre pensato che avrebbero trovato un posto accogliente in un Festival come il nostro, e che sarebbe stato il luogo ideale per una loro performance. Prima o poi ci si incontra, che si venga da una parte o da un’altra. Tra simili.
Visionari, sognatori, mai arrendevoli, in prima fila contro la guerra e il nucleare, impegnati su temi ambientalisti. Con una voglia pazza di vivere e di farlo gioendone.
Che sia proprio il posto giusto per loro, Sherwood Festival!

Nota Bene
I Flaming Lips saliranno sul palco dello Sherwood Festival Martedì 10 Luglio 2012 in accoppiata con i Verdena.
Puoi acquistare i biglietti senza diritti di prevendita qui

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