<![CDATA[Universal Sex Arena | Sherwood - La migliore alternativa]]> http://www.sherwood.it/tags/769/universal-sex-arena/articles/1 <![CDATA[Universal Sex Arena Live Report]]>

Live Report: Universal Sex Arena

E’ domenica sera, Italia ed Inghilterra scendono in campo per i quarti di finale degli europei di calcio e pendono a mo’ di spada di Damocle sul concerto degli Universal Sex Arena, la cui esibizione è prevista in second stage al termine dei tempi regolamentari. Va da sé che gli eventi possono prendere soltanto una piega: Murphy non ha passato tutta la vita a perfezionare il suo teorema maestro per vederlo confutato da ventidue ragazzi ricchi in gel e pantaloncini, ed infatti Balotelli e compagnia bella ci mostrano come sia assolutamente possibile percepire svariati milioni di euro riuscendo tuttavia a mancare da ogni posizione immaginabile una porta di 18 metri quadri con una sfera di 70 centimetri di diametro, e si trascinano indecorosamente ai rigori, intralciando goffamente il concerto.

Alla fine del primo tempo supplementare gli Universal Sex Arena, tanto incuranti degli eventi sportivi quanto ligi agli orari imposti dal comune (o da chi per esso), salgono sul palco per affrontare stoicamente quella che rischia di essere una pista vuota; ma ai primi battiti di grancasse (hanno due batterie, per chi non lo sapesse o ricordasse) questo timore scompare, ed ecco che dalle panchine di fronte agli schermi gruppi di fidanzate annoiate, rockettari convinti e recensori poco inclini al tifo si alzano e muovono veloci alla volta del palco, per assieparsi il più vicino possibile alla band e rimanerci sino all’ultima nota, con l'espressione di chi non rimpiange affatto la partita. Gli Universal Sex Arena (che temo non riusciranno a schivare troppo a lungo il loro acronimo e il sapore drammaticamente diverso che donerebbe al loro nome) hanno esordito poco più di un mese fa allo Sherwood Open Live del CSO Pedro, ed è proprio a Sherwood ufficiale che li rincontriamo, se possibile ancor più spavaldi, gioiosi, convinti dei propri mezzi e decisi a stupire tutte quante con la loro performance. Già, tutte quante: i brani, le movenze dei componenti, i testi delle canzoni e soprattutto il frontman con le sue frasi rivolte al pubblico ed ostentatamente declinate esclusivamente al femminile, rimarcano di continuo quanto le donne siano l’obiettivo artistico (eheh… artistico...) della band. L’altra metà del cielo sembra gradire e reagisce con voce acuta facendo valere la propria maggioranza numerica sulla pista, e qui gli Universal Sex Arena si rendono conto che la selezione naturale imposta dalla partita che va avanti da ormai tre ore non è stata poi tanto meschina nei loro confronti ed ha moltiplicato in maniera assai felice i cromosomi X innanzi a loro relegando gli Y alla competizione sportiva.

Il suono della band è semplicemente granitico e arrivare sotto il tendone del second stage da fuori è grossomodo come entrare in una galleria del vento, bisogna passare alcuni secondi a ricalibrare i timpani prima di riuscire a capire bene quello che esce dagli amplificatori; una volta tarato il sistema uditivo è però impossibile non rimanere rapiti da questi personaggi fuggiti da qualche decennio fa, che affrontano qualunque palco gli si metta sotto i piedi come se fosse quello di Woodstock. Un plauso va fatto al fonico, che gestisce il tutto senza alcuna sbavatura, e quando così tante valvole e pelli lavorano insieme non è certamente facile.
Il cantante si diverte in maniera vistosa e in cinquanta minuti snocciola tutte le mosse elencate nell'enciclopedia della tracotanza scenica, mettendo a dura prova gli operatori della webtv, che vedono la loro necessità di eseguire stretti primi piani schiantarsi contro un pazzo a petto nudo che rotea il microfono come fosse un nunchaku saltando a destra e a manca, che si lancia a terra come uno straccio bagnato quando meno te lo aspetti e che, se perso di vista per un istante, rischia di essere ritrovato ad un paio di metri dal suolo avvinghiato ad un’impalcatura.
La scaletta è la medesima del concerto di esordio, tutti i brani suonati sono contenuti in Women will be girls, disco che potete trovare sul sito, con il pezzo più ferocemente garage (Brain Ferry) ad aprire le danze, e in questo caso anche a chiuderle, in un bis che sembra voler dire al pubblico aggiuntivo arrivato dopo i rigori (quindi quasi alla fine del concerto): “guardate cosa vi siete perse”.

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<![CDATA[Universal Sex Arena ]]>

Domenica 24 Giugno 2012
Sherwood Festival - Second Stage -
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova

Universal Sex Arena

Apertura cancelli dalle ore 17.00

1 € può bastare

Un nome numeroso, un posto molto caldo. La gioia, la gola, i muscoli e l’amore. Universal Sex Arena è il rione a luglio, al mattino.

I colori bruciano, sudano e contagiano mentre le navi salpano e attraccano, i marinai fanno l’amore con la città e le donne sorridono sempre.
Rock and roll universale, uber storico, senza tempo e senza necessità di portare un vestito per definirsi.

La lingua e il corpo teso sono strategie tattili per espandere il piacere, condividerlo e prolungarlo. Ascoltare soltanto, quindi, limita l’apprendimento di un luogo, meglio inspirare a pieni polmoni e baciare a lungo chi ci sta accanto.

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<![CDATA[Open Live: Universal Sex Arena, Anna Mancini + Spettacolo "Lavorare ... stanca"]]>

Venerdì 19 Aprile@ C.S.O. PedroVia Ticino, 5 - Padova

 

Sherwood Open Live

presenta:

Dalle 20.30

L'Osteria ErEtica propone piatti e stuzzicheria con prodotti di stagione e a km0, in più vini biologici e birre artigianali

ore 21.00 – Teatro

"Lavorare ... stanca"

di e con Matilde Facheris, musiche originali e arrangiamenti di Massimo Betti (chitarra) e Stefano Fascioli (contrabbasso).

ore 22.30 – Open act

Anna Mancini

Chitarrista acustica solista, “regina italiana” del tapping, accompagnamento ritmico percussivo, accordature alternative.

ore 23.30 - Live

Universal Sex Arena

Nicola Stefanato, Enrico Levorato, Paolo Narduzzo, Alessandro Mercanzin, Giovanni Beghetto, Marco Mason

 

a seguire dj-set

The Mojo's
(Chicche Rock)

 

Ingresso dalle 20.00 1 euro, dalle 21.00 3 euro

Universal Sex Arena

Il progetto prende vita tre anni fa e l'attività live comincia esattamente il 18 maggio scorso al C.S.O.Pedro. E' una band di sei elementi che soffia da nord-est. Obiettivo principale del progetto è l’attenzione alla scrittura delle canzoni, prioritaria rispetto all’incasellamento in una delle tante nicchie musicali in auge. Vitale è altresì l’emissione di energia gioiosa, carnale, urgente, durante i concerti. Testi, melodie e ritmiche in Women Will Be Girls sono eterogenei, accomunati dal denominatore “rock”. Un calore sornione avvolge le 15 canzoni (~53 minuti), muovendosi tra cavalcate selvagge ed epifanie rilassate. I testi sono alimentati dal piacere della creazione letteraria e immaginifica di episodi e i temi spaziano dal sesso all’amicizia, dall’amore per una città magica ad imperatori decadenti, da tramonti californiani a suggestioni calviniane (le Città Invisibili). Sesso: è una forza elementare ma incontrovertibile, archetipica. Una celebrazione della natura e della vita. “Women Will Be Girls” è autoprodotto e pubblicato per la neonata etichetta-collettivo “Gran Donna”. Sebbene consideriamo il disco come un biglietto di invito ai concerti abbiamo voluto onorarlo come un corpus monolitico con la realizzazione di un doppio LP in edizione limitata in collaborazione con l’amorevole artigianalità di La’Mas e le illustrazioni di Roberta Zeta. L’album è stato registrato tra Venezia e Milano e masterizzato da Brian Lucey al Magic Garden Mastering (Black Keys, Sigur Ros, David Lynch, etc...) Universal Sex Arena trae propulsione dall’interplay tra le due batterie e una carismatica presenza del frontman, col supporto feroce di due chitarre elettriche, un basso, e la sporadica apparizione di una tastiera chiamata Panda. Abbiamo ritenuto che il nostro immaginario fosse compreso più genuinamente da artiste donne: oltre alle illustrazioni ci siamo così rivolti a Sara Vlinder Bonaventura per un video in animazione e per le foto a Malta Bastarda.

video in animazione della bravissima Sara Vlinder
http://tipolamas.blogspot.it/search/label/custodia%20LP
www.facebook.com/universalsexarena
Il disco è in streaming nella homepage: www.universalsexarena.com

Anna Mancini

Appassionata di musica sin dall'infanzia, Anna si appresta allo studio del pianoforte in età adolescenziale ma lo accantona a causa della pressione psicologica ricevuta dai continui cliché che le vengono imposti dall'insegnante. A seguito di alcuni anni, sceglie la chitarra come mezzo di comunicazione, imparando a suonarla in maniera convenzionale finché scopre lo stile acustico contemporaneo rimanendone folgorata in quanto le rievoca, tra le tante, la sua passione per la batteria, negatale da bambina. Il suo percorso artistico solista inizia ufficialmente, sotto lo pseudonimo di Nan Bulan, con la realizzazione di un album di inediti in fingerstyle, registrato a scopo dedicativo, con il quale ottiene un discreto successo che la spinge, dunque, a proseguire verso una vera e propria carriera da musicista; l'album, intitolato "All For Love", non viene mai edito per scelta personale ma distrubuito in diversi paesi del mondo dopo esser stato presentato al Circolo Degli Artisti di Roma, nel novembre del 2010, dove parte la sua attività live. Da lì seguono diverse tappe italiane tra clubs e manifestazioni di rilievo.Attualmente Anna è alle prese con il suo nuovo lavoro discografico.

www.facebook.com/annamancinimuzik
www.wiple.it/index.php?page=personal&user=annamancini
www.reverbnation.com/annamancini

Lavorare .. Stanca

Ideazione, regia e drammaturgia di Matilde Facheris musiche originali e arrangiamenti di Massimo Betti e Stefano Fascioli luci di Paolo Vaccani e Juan Carlos Tineo Reyes scenografia di Andrea Cavarra in coproduzione con la Cooperativa sociale onlus e.s.t.i.a. Tratta il caso dei suicidi a France Telecom, in particolare la vicenda di Michel Deparis, cinquantenne, appassionato della maratona e quindi avvezzo alla resistenza e al dolore dei crampi, suicidatosi il 13 luglio del 2009, dopo aver lasciato una lettera lucida e disperata. Lo spettacolo si interroga sul senso e sull’importanza del lavoro nella vita di ogni essere umano: un senso ormai stravolto nella società moderna. Un’attrice, che interpreta più personaggi, e due musicisti. Un monologo con canzoni e musica dal vivo che parte dal racconto semiserio della precarietà totale, lavorativa e sentimentale, dell’attrice che lo interpreta, dei trentenni ormai quarantenni, di tutti gli artisti in generale, per approdare al caso dei suicidi a France Telecom, in particolare alla vicenda di Michel Deparis, cinquantenne, appassionato della maratona e quindi avvezzo alla resistenza e al dolore dei crampi, suicidatosi il 13 luglio del 2009, dopo aver lasciato una lettera lucida e disperata Lo spettacolo si interroga sul senso e sull’importanza del lavoro nella vita di ogni essere umano: un senso ormai stravolto nella società moderna. Si tratta anche di una riflessione sul senso del tempo ed è un invito ad immaginarsi una nuova forma di organizzazione sociale che permetta un’esistenza più umana, libera e felice.

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