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"..you're all the cities where life's the sun.."

Universal Sex Arena Live Report

Domenica 24 Giugno - Sherwood Festival 2012

26 Giugno 2012
 - Prefe

Live Report: Universal Sex Arena

E’ domenica sera, Italia ed Inghilterra scendono in campo per i quarti di finale degli europei di calcio e pendono a mo’ di spada di Damocle sul concerto degli Universal Sex Arena, la cui esibizione è prevista in second stage al termine dei tempi regolamentari. Va da sé che gli eventi possono prendere soltanto una piega: Murphy non ha passato tutta la vita a perfezionare il suo teorema maestro per vederlo confutato da ventidue ragazzi ricchi in gel e pantaloncini, ed infatti Balotelli e compagnia bella ci mostrano come sia assolutamente possibile percepire svariati milioni di euro riuscendo tuttavia a mancare da ogni posizione immaginabile una porta di 18 metri quadri con una sfera di 70 centimetri di diametro, e si trascinano indecorosamente ai rigori, intralciando goffamente il concerto.

Alla fine del primo tempo supplementare gli Universal Sex Arena, tanto incuranti degli eventi sportivi quanto ligi agli orari imposti dal comune (o da chi per esso), salgono sul palco per affrontare stoicamente quella che rischia di essere una pista vuota; ma ai primi battiti di grancasse (hanno due batterie, per chi non lo sapesse o ricordasse) questo timore scompare, ed ecco che dalle panchine di fronte agli schermi gruppi di fidanzate annoiate, rockettari convinti e recensori poco inclini al tifo si alzano e muovono veloci alla volta del palco, per assieparsi il più vicino possibile alla band e rimanerci sino all’ultima nota, con l'espressione di chi non rimpiange affatto la partita. Gli Universal Sex Arena (che temo non riusciranno a schivare troppo a lungo il loro acronimo e il sapore drammaticamente diverso che donerebbe al loro nome) hanno esordito poco più di un mese fa allo Sherwood Open Live del CSO Pedro, ed è proprio a Sherwood ufficiale che li rincontriamo, se possibile ancor più spavaldi, gioiosi, convinti dei propri mezzi e decisi a stupire tutte quante con la loro performance. Già, tutte quante: i brani, le movenze dei componenti, i testi delle canzoni e soprattutto il frontman con le sue frasi rivolte al pubblico ed ostentatamente declinate esclusivamente al femminile, rimarcano di continuo quanto le donne siano l’obiettivo artistico (eheh… artistico...) della band. L’altra metà del cielo sembra gradire e reagisce con voce acuta facendo valere la propria maggioranza numerica sulla pista, e qui gli Universal Sex Arena si rendono conto che la selezione naturale imposta dalla partita che va avanti da ormai tre ore non è stata poi tanto meschina nei loro confronti ed ha moltiplicato in maniera assai felice i cromosomi X innanzi a loro relegando gli Y alla competizione sportiva.

Il suono della band è semplicemente granitico e arrivare sotto il tendone del second stage da fuori è grossomodo come entrare in una galleria del vento, bisogna passare alcuni secondi a ricalibrare i timpani prima di riuscire a capire bene quello che esce dagli amplificatori; una volta tarato il sistema uditivo è però impossibile non rimanere rapiti da questi personaggi fuggiti da qualche decennio fa, che affrontano qualunque palco gli si metta sotto i piedi come se fosse quello di Woodstock. Un plauso va fatto al fonico, che gestisce il tutto senza alcuna sbavatura, e quando così tante valvole e pelli lavorano insieme non è certamente facile.
Il cantante si diverte in maniera vistosa e in cinquanta minuti snocciola tutte le mosse elencate nell'enciclopedia della tracotanza scenica, mettendo a dura prova gli operatori della webtv, che vedono la loro necessità di eseguire stretti primi piani schiantarsi contro un pazzo a petto nudo che rotea il microfono come fosse un nunchaku saltando a destra e a manca, che si lancia a terra come uno straccio bagnato quando meno te lo aspetti e che, se perso di vista per un istante, rischia di essere ritrovato ad un paio di metri dal suolo avvinghiato ad un’impalcatura.
La scaletta è la medesima del concerto di esordio, tutti i brani suonati sono contenuti in Women will be girls, disco che potete trovare sul sito, con il pezzo più ferocemente garage (Brain Ferry) ad aprire le danze, e in questo caso anche a chiuderle, in un bis che sembra voler dire al pubblico aggiuntivo arrivato dopo i rigori (quindi quasi alla fine del concerto): “guardate cosa vi siete perse”.

 
 

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