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The Flaming Lips

The Flaming Lips and Heady Fwends

Bella Union/Self, 2012

10 Luglio 2012

Per festeggiare il Record Store Day dello scorso 21 aprile, quei mattacchioni dei Flaming Lips sono usciti con un album speciale in edizione limitatissima (adesso disponibile anche in cd e in download), che li ha visti radunare una serie sorprendente di ospiti speciali. Di fronte a un'operazione discografica di questo tipo, che raccoglie musicisti come fossero figurine Panini, s'insinua inevitabilmente il dubbio sulla genuinità delle collaborazioni. Qualcuno si sarà pure chiesto che cosa c'entrano i Flaming Lips con Ke$ha...

Ma, quando si tratta della band di Wayne Coyne, è inutile farsi domande. Chissenefrega se si tratta di marketing o di affinità elettive, se il risultato è uno dei dischi migliori dell'anno?!
A cominciare proprio da 2012, il brano che apre l'album e svela una vocazione urban dei Flaming Lips, qui alle prese con dure sonorità industrial insieme a Ke$ha e Biz Markie. L'atmosfera cambia radicalmente con l'eleganza essenziale di Bon Iver in Ashes in the Air, per dilatarsi e farsi sempre più rarefatta e onirica con l'aiuto di Edward Sharpe and the Magnetic Zeros in Helping the Retarded to Find God
Il gioco diventa molto divertente con l'arrivo dei Prefuse 73 e il noise elettronico di Supermoon Made Me Want to Pee: andata e ritorno nello spazio in soli tre minuti. Poi tocca alla stralunata psichedelia di Children of The Moon (con i Tampe Impala) e al blues moderno e robotico di That Ain't My Trip (con Jim James dei My Mornig Jacket), piuttosto affine alla successiva You, Man? Human??? con un delirante e spiritoso Nick Cave.
La chiave di volta del disco è l'accoppiata di I'm Working at NASA on Acid, con Flaming Lips e Lighting Bolt in preda a un trip fatto di continui sbalzi di pressione, e Do It!, dove la pioniera di un certo art-rock surrealista Yoko Ono dà la propria benedizione a Wayne e compagni.
Il ritmo rallenta ancora con le allucinazioni in slow-motion di Is David Bowie Dying?, con Neon Indian, che precede la straniante ma bellissima cover di The First Time I Ever Saw Your Face (di Ewan MacColl e Roberta Flack), in cui il morbido tappeto trip-hop tessuto dai Flaming Lips accoglie la voce di Erykah Badu, trasformandola in una presenza quasi incorporea, un fantasma che non riesce a staccarsi dalla vita reale e abita i nostri sogni notturni.
A chiudere, lo space rock alla Bowie di Girl, You're So Weird con New Flumes e la zampata pop di I Don't Want You To Die con Chris Martin dei Coldplay: lennoniana, dolcissima e pacificante.
Nell'insieme appare come un percorso eterogeneo e vagamente schizofrenico, ma i Flaming Lips sono stati molto bravi a incanalare le forti personalità degli illustri ospiti nelle pieghe delle loro visioni psichedeliche, facendoli entrare senza traumi in una concezione di disco come doppio fisico di una performance non solo musicale ma ampiamente multi-sensoriale. 
Da non perdere dal vivo, sul palco di Sherwood Festival il 10 luglio.

Super-ospiti in gita con i Flaming Lips: un viaggio psichedelico e vagamente schizofrenico, che diventa uno dei migliori dischi dell'anno.

Tracklist:
2012 (You Must Be Upgraded) (featuring Ke$ha and Biz Markie)
Ashes in the Air (featuring Bon Iver)
Helping the Retarded to Find God (featuring Edward Sharpe and the Magnetic Zeros)
The Supermoon Made Me Want to Pee (featuring Prefuse 73)
Children of the Moon (featuring Tame Impala)
That Ain’t My Trip (featuring Jim James/My Morning Jacket)

You, Man? Human??? (featuring Nick Cave)
I’m Working at NASA on Acid (featuring Lightning Bolt)
Do It! (featuring Yoko Ono/Plastic Ono Band)
Is David Bowie Dying? (featuring Neon Indian)
The First Time Ever I Saw Your Face (featuring Erykah Badu)

Girl, You’re So Weird (featuring New Fumes)
I Don’t Want You to Die (featuring Chris Martin/Coldplay)

I Flaming Lips, guidati dal carismatico e folle Wayne Coyne, sono una delle band più apprezzate nel panorama internazionale. Il loro rock psichedelico si trasforma a ogni album, sperimentando suoni e generi, dal pop allo space rock, dal folk all'elettronica. I concerti dei Flaming Lips sono veri e propri spettacoli multimediali, in cui le loro visioni musicali assumono una forma concreta e sorprendente.

 
 

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