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Cineindie - La Seconda Serata

Martedì 13 Novembre 2012 - MultiAstra

16 Novembre 2012

Continua a Padova la rassegna CineIndie

Secondo appuntamento martedì 13 novembre al MultiAstra di Padova con la rassegna CineIndie: film documentari, cortometraggi e videoclip di registi e produttori rigorosamente indipendenti proiettati ogni martedì del mese di novembre. Sala gremita da un pubblico-giuria le preferenze del quale, espresse attraverso cartoline voto, saranno utilizzate, dopo la seconda tranche di proiezioni che avrà luogo nel mese di febbraio, per dare vita a un mini festival che verrà proposto in primavera. Ricordando che tutte le informazioni relative sono reperibili nel sito CineIndie queste le opere della seconda serata.

Ninna Noravideoclip degli Ancher diretto da Ludovico Chincarini

E’ un filo rosso quello che caratterizza questo anomalo videoclip degli Ancher, giovane band veronese al primo album Verdelegno. E’ quello che dalle cuffie audio della protagonista ci accompagna a piedi nudi, scorrendo attraverso gli scenari suggestivi - tra terra, acqua e cielo - del Parco Naturale della Lessinia, il Lago di Garda, le cascate del Molina, la Valle delle Sfingi. Un cavo elettrico che si snoda attraverso la musica. Una troupe interamente composta da amici e collaboratori che riesce a tradurre adeguatamente in immagini quel particolare rapporto che lega musica e natura, realizzando un prodotto a basso costo, originale e controcorrente.

Cargocortometraggio di Carlo Sironi

Accolti favorevolmente dalla giuria della sezione Orizzonti dell’ultima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, i 15 minuti del lavoro di Carlo Sironi raccontano di Alina, ragazza ucraina di venticinque anni. Il cargo è un mezzo non finestrato che trasporta merce: in questo caso la merce sono esseri umani. La ragazza è uno di loro, assieme ad altre esercita come prostituta sulle strade alla periferia di Roma. Aspetta un bambino. L’autore lavora efficacemente su un paradosso: in uno scenario in cui ogni sentimento sembra irrimediabilmente negato, in cui la speranza così come i protagonisti è priva di cittadinanza, è il ragazzo che ha il compito di sorvegliare Alina a vedere nella sua vittima l’unica possibilità di dare voce ai sentimenti e di cercare nella sua la propria libertà. Tratto da un fatto di cronaca Cargo è un’opera di pochissime parole e di interpretazioni misurate, che immediatamente aggancia con le sue atmosfere, risolvendosi in un quadro delicato e intimista. Cui va oltre tutto riconosciuto il merito di spingerci a guardare al di là del pregiudizio e dell’indifferenza, a vedere quelle ragazze che di notte aspettano ai bordi delle strade come soggetti vittime molto spesso di una drammatica coercizione.

Diario di un curato di montagnafilm documentario di Stefano Saverioni

Il riferimento al capolavoro di Robert Bresson Diario di un curato di campagna non potrebbe essere più esplicito. Saverioni sembra anzi cercarne senza remore l’accostamento in un documentario atipico per scelta del soggetto e dei luoghi. La parrocchia di Don Filippo Lanci non è come tutte le altre. La troviamo risalendo l’Appennino, il Gran Sasso in Abruzzo, quando si arriva a Pietracamela, Cerqueto e Intermesoli, piccoli e isolati borghi abbarbicati alla roccia e ormai parzialmente spopolati. Le secolari chiese si fanno sempre più vuote, come i vicoli e le strade, i pascoli e le vallate. Don Filippo pensa di essere stato mandato in quei luoghi “per punizione”, ma non ce ne spiega il perché. Ci racconta invece del suo modo di intendere la religione, del suo sentirsi un notaio davanti alla vita, della sua passione per la fotografia che, attraverso un’estetica moderna, riesce a far percepire il senso dell’antico. Della difficile strada intrapresa per meglio comprendere se stesso e il proprio rapporto con la fede. Di una Chiesa legata al prestigio, alle sue troppe cose da difendere. Di come possa arrivare a calpestare e mortificare, di come possa indurre sofferenza e vergogna. Salvo poi mostrare con orgoglio paramenti da lui stesso disegnati, perché senza i riti la religione non ha senso. Un coacervo di contraddizioni che trova sintesi in un modo estremamente soggettivo di interpretare il mandato sacerdotale, nella ricerca di una strada che non sembra avere una meta a priori definita. Con sullo sfondo ghiaioni e pendii, gole e foreste e un’umanità che appare, come il parroco, autoesiliata. Nomination come miglior documentario in lungometraggio al David di Donatello 2009.

In sala ancora un presentatore costretto a soggiacere alle determinazioni perentorie di una voce off femminile. A commentare tra una proiezione e l’altra i giovani attori Diego Pagotto, numerosi lungometraggi tra cui il blasonato L’uomo che verrà di Giorgio Diritti, e Matteo Cremon, molto teatro prima di approdare a Bollywood e di trovarvi una sorta di seconda casa professionale. In assenza del regista padovano Andrea Prandstraller, impegnato alla Festa del Cinema di Roma, loro le veloci riflessioni, tra il serio e l’ironico, sulle proposte della serata. Da menzionare l’intervento - anche musicale - di “Don Luigi Ghinazzi”, anomalo prete tra l’operaio e il rocchettaro, a suo dire produttore di videoclip su ragazze dell’est europeo dedite a droga e/o prostituzione. Singolare la sua somiglianza con il “regista iraniano” della precedente prima serata di rassegna. Da segnalare nel programma di martedì prossimo Comando e Controllo, documentario sulla deriva autoritaria della gestione del potere attraverso le emergenze. Buona visione.

Prossimo appuntamento: Martedì 20 Novembre 2012 - Ore 20:45 Cinema MultiAstra.

 
 

Per informazioni:
CineIndie
Sherwood.it
Officina Immagini

 
 

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