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I migliori dischi italiani del 2012

Almeno secondo me.

29 Dicembre 2012

La top 10 dei dischi prodotti in Italia nel 2012. Da avere assolutamente, prima di lanciarsi nel 'milatredici.

1. AMOR FOU - Cento giorni da oggi

Dolci parole per descrivere la caduta di un dittatore? Si, questo. Ma l'amore resta una cosa grave, la speranza, una trappola.
Alessandro Raina e soci, incidono  un autentico gioello,  perfetto in ogni sua singola sfaccettatura. Non c'è un ma, nemmeno a volerlo.

A più di cento giorni da oggi poi, suonarono al Festival di Sherwood, lasciando tutti a bocca aperta. Inaspettati, diedero vita ad un magnifico concerto.

Gli si deve dire GRAZIE per questo capolavoro.

2. Man on Wire - West Love

Friuli, regione d'America, Stato del mondo.

Dei ragazzi con dei trascorsi musicali invidiabili, tipo T.A.R.M., Smart Cops, Ten Thousand Bees, decidono per fortuna nostra, di aver bisogno di un nuovo gruppo.
Ecco i Man on Wire.
Un esempio assennato di artigianato contemporaneo, pubblicato per una bottega musicale come Knifeville, esterofilo quanto basta, dolce ed ambizioso.

Dal sogno di Philippe Petit; West Love.

3. Dargen D'Amico - Nostalgia Istantanea

Jacopo è un tipo imprevedibile. Lo si può intravedere ballonzolare disinteressato in alcuni videoclip di certi suoi colleghi, oppure scrivere, collaborare, produrre, ma c'è sempre. Fac Totum.

Neologista, cantautore, autore, poeta, molteplici talenti celati dietro agli inseparabili occhiali scuri. Faber c'è l'ha già in gloria. Questo disco è flusso di coscienza, composto tra il sonno e la veglia; ed il sogno, il suo sogno. Due tracce, lunghe. Superfl(u)o(w) quanto basta.

In un ipotetico manuale della composizione musicale, Nostalgia Istantanea e Dargen avrebbero un capitolo a se.

4. Tre Allegri Ragazzi Morti - Nel giardino dei fantasmi

Ah, i T.A.R.M. Si proprio loro. Se esistesse davvero il famoso manuale della composizione musicale sopracitato, anche loro avrebbero un capitolo tutto personale, primo paragrafo: longevità.

Nel Giardino dei fantasmi, è un disco variopinto, un'arlecchino romantico  con addosso la maschera da teschio, che danza tra blues e variazioni reggae. La cosa che mi ha colpito di più è sicuramente la spensieratezza con cui è stato concepito e poi prodotto. E forse sta qui parte del loro segreto.

Sereni come non mai, allegri e morti come sempre.

5. Il Teatro degli Orrori - Il Mondo nuovo

Il gruppo della protesta Italiano, testi impegnati e rock'n'roll vero e proprio. Una macchina da guerra, sia dal vivo che in studio. Vedere per credere.

Concept album? Forse. Resta il fatto che ci troviamo davanti alla consacrazione definitiva di uno dei più importanti gruppi italiani di sempre, destinato a restare negli annali. La solita potenza e la rinnovata poesia, manifestata nella figura del migrante.

Qualcuno non sarà d'accordo con me, ma dopo due dischi eccellenti e superbi, testare nuove strade per avere "solamente" un'ottimo risultato, è cosa più che positiva.


6. Umberto Maria Giardini - La dieta dell'imperatrice

Caso peculiare quello del Giardini. Prima il progetto Moltheni, storico ed importante, poi basta e via di U.M.G.

Che spesso nella vita ci sia bisogno di una scossa, emotiva e non, per svegliarsi dal torpore o dall'apatia magari, è cosa risaputa. Se poi, si riesce a trovare pure il coraggio di lanciarsi in qualcosa di nuovo, in un ambiente che predica modernità ma rimane indissolubilmente legato a delle stantie osservanze, bè ancora meglio.

Qui la recensione, ed il live.

7. Mellow Mood - Well Well Well

Dalla provincia con amore. I nuovi giovani portabandiera delle good vibes nostrane, parte anch'essi della Tempesta.

Alfieri di un sottobosco febbricitante che vive di dinamiche proprie, ma che è vivido e  ben presente. Well Well Well, prende una penisoletta a forma di stivale e la lancia nel mondo. Disco d'amor e di speranza.

Mai visti dal vivo? Andateci, soprattutto se non siete fan della musica reggae.

8. Cosmetic - Conquiste

Giovani, talentuosi, bravi. I presupposti per un 2013 denso di soddisfazioni ci sono tutti.

Conquiste poi, è un disco cangiante, a tratti furbetto. Colpisce con dolcezza, shoegaze in filastrocche e qualche sfumature pop. Ma l'aria che si respira è densa di intossicazioni (positive) globali, grunge, rock'n'roll USA, ed altra roba inglese.

Sicuramente avranno i palchi che meritano.

9. Nicolò Carnesi - Gli eroi non escono il sabato

Italiani, popolo di cantautori. C'è qualcosa insito nel nostro DNA che ci lega indissolubilmente a questo tipo di figure.

Siamo dei sentimentali tutto sommato. L'essere mitolgico dalla consecutio temporum romantica, il capello arruffato, sognatore e con la chitarra al fianco, qua da noi va un sacco. Carnesi incarna perfettamente questo archetipo.
Poi il caso vuole che ci si metta di mezzo pure un gran bel disco, di onesto pop e pezzi da sussurrare allegramente.

E chissene frega delle tendenze indie europee o se non c'è l'happy ending. A noi va bene così.

10. Offlaga Disco Pax - Gioco di società

Synth Wave, fricchettonerie elettroniche, bassi cupi e sincopati. Più il maestro Collini.

Si perchè il trio, ci guida attraverso quella famosa toponomastica artistica che li ha condotti da Socialismo Tascabile, all'ultima fatica discografica. Fino a qui tutto bene.
Procedendo negli ascolti, Collini ci racconta, si racconta, e il cerchio magistralmente quadra.

Il tutto senza maniersmi ed eccessive autocelebrazioni.

FINE

 
 

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