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ReadBabyRead #9 del 27 gennaio 2011

Emmanuel Carrère: “Facciamo un gioco”

27Gennaio2011

Emmanuel Carrère

Facciamo un gioco
(brani)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

www.letturaealtricrimini.it


Legge: Franco Ventimiglia

Emmanuel Carrère è uno scrittore e sceneggiatore francese. È laureato presso l'istituto di studi politici di Parigi. La maggior parte delle sue opere sono incentrate sulla riflessione su sé stesso e sul nesso fra illusioni e realtà. Molti suoi libri sono poi stati trasposti in sceneggiature cinematografiche. È autore anche di numerose sceneggiature per telefilm, basate su testi di Georges Simenon e altri. 

Un peculiare esempio della scrittura di Carrère, strettamente legata alla concretezza dell'azione scenica, è rappresentato dal testo che forse in Italia ha conosciuto maggiore fortuna, ovvero un breve racconto erotico, intitolato "Facciamo un gioco". Si tratta di una vera e propria lettera indirizzata da Carrère alla sua compagna, destinata tuttavia a comparire, senza che lei ne sia stata preavvisata, sul giornale francese “Le Monde”, che la donna avrebbe letto durante un viaggio in treno la cui meta era, appunto, l'abitazione dell'autore. La lettera è una sorta di esercizio di ipnosi, mediante il quale lo scrittore si propone di assumere il controllo della mente e del corpo della sua donna e di tutti coloro che leggeranno lo stesso giornale sullo stesso treno, insieme a lei.

Più che un racconto erotico, "Facciamo un gioco" è un testo libertino. Nel quale il linguaggio, grazie alla sua stessa finzione, ricostruisce la realtà. E il fantasma, alleandosi al desiderio, si fa scrittura scenica. Guardate un albero, là in fondo, attraverso la finestra. Un albero bagnato dal sole. Del quale i nostri sensi colgono la luminosità appena intravista. Sui rami della pianta. Oltre la finestra. Lo stesso procedimento per il racconto di una mancanza che l’autore vuole riempire. In che modo? Attraverso il linguaggio. Nulla di scellerato o di perverso (che d’altronde va lasciato in consegna a Sade) o di monotono e noioso (su cui abbiamo sbadigliato nella “Vita sessuale di Catherine M.“).Emmanuel Carrère (“La vita come un romanzo russo“ è il suo ultimo romanzo) non ha alcuna intenzione di sfidare la censura. Di agitare sotto il naso della società delle attività di compensazione negative. Piuttosto, inscrive il piacere in un meccanismo logico capace di entrare negli interstizi della “società di massa“ quando si serve, per raccontare, di un giornale (“Le Monde“), della sua alta diffusione (seicentomila copie), di un TGV affollato in un sabato estivo. Dunque. Il 20 luglio del 2002 una giovane donna compra “Le Monde“ e sale sul treno delle 14,45 che da Parigi la condurrà a La Rochelle. All’arrivo l’aspetta il suo compagno, di mestiere scrittore. Maniacalmente, ossessivamente, lo scrittore ha previsto tutto. Biglietto acquistato in anticipo. Consegnato alla giovane donna alla quale ha chiesto di comprare il giornale dove, quel giorno, uscirà un racconto di lui. del compagno, dello scrittore. Il racconto è una lettera. Una lettera che si affida al piacere del testo per suscitare desiderio. Eccola intenta a leggere il racconto, in uno scompartimento di quel treno: “A partire da questo momento, tu farai tutto quello che ti dico“. Ti toccherai il seno, stringerai le cosce, andrai fino al bar (tra Poitiers e Niort) per bere un caffè o dell’acqua minerale: sempre leggendo la copia di “Le Monde“. Poi ti chiuderai nel gabinetto del treno così, con un piede appoggiato sull’orlo del lavandino e “una mano che si tiene a quella specie di maniglia che aiuta a non perdere l’equilibrio“. Per toccarti. Fuori, subito dietro la porta, ci sarà un lettore o lettrice che ha appena alzato gli occhi “dalla stessa cosa che stai leggendo tu“. Si capisce che il meccanismo viene regolato in anticipo, dal momento che lo scrittore, Carrère, ha il potere di dire “io“ se e solo se c’è qualcuno - una giovane donna - che si presta al gioco. Ma del finale non dico niente perché bisogna arrivarci. Da soli. Assaporando la realtà (o l’irrealtà?) romanzesca di questo fare sesso sul TGV.

Letizia Paolozzi

Le Musiche, scelte da Franco Ventimiglia e Claudio Tesser


Rico Rodriguez
, Take Five (Paul Desmond)

Rico Rodriguez, Children Of Sanchez

Rico Rodriguez, Lumunba

Rico Rodriguez, Dial Africa

Rico Rodriguez, Ramble

Rico Rodriguez, Firestick

Rico Rodriguez, Man From Wareika

 
 

Logo di articolo: Una foto di Emmanuel Carrère.

 
 

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