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In mostra Lara Monica Costa a Nord Est Boulevard Live Show

Lara Monica Costa - Archetipo e Femminino Sacro

Immagini come mezzo di comunicazione con l’Essere individuale oltrechè collettivo

11 Marzo 2013

Il giorno 20 marzo 2013 sarà inaugurata la mostra di Lara Monica Costa che avrà tempo di esposizione per un mese, all' interno del nuovo format di Sherwood.it che prende il nome di “Nord Est Boulevard Live Show”, che catalizzerà arte, cinema, editoria e tecnologia in un unica serata creando un contenitore unico.
Un' artista emergente, che pur essendo molto giovane ha già le idee ben chiare, il suo operato sembra ormai quello di un veterano dell' incisione, tecnica che lei adotta.
Così lei si è raccontata a noi di Sherwood.

Opera Lara Costa

Com’è nata Lara, è una domanda a cui sto cercando di dar risposta nell’esperienza del mio percorso di ricerca artistica e personale, l’arte stessa comporta una propensione alla crescita e al conoscimento di Sé.

Risalendo all’origine dell’attrazione che avverto nei confronti della creatività, ho ricordi di immagini che plasmano e vivificano il mio immaginario fin da piccola, i colori e i segni tracciati su fogli bianchi erano una calamita per la mia attenzione, ammiravo quelli più grandi che già riuscivano a rendere sfumature per me spettacolari; e allora mi dicevo, è solo questione di tempo, devo crescere un po’ e acquisire maggior manualità così riuscirò a far quel rosso che sfuma all’arancione.

A formare e indirizzare un individuo verso un’espressione o manifestazione di sé, credo sia una predisposizione innata che si sviluppa in modo più o meno maturo in base anche (ma non solo) al contesto in cui si cresce, quindi, in tale sviluppo iniziale attitudinale, gioco forte lo fa l’esperienza della percezione sensitiva che si acquisisce dalla nascita (e probabilmente ancor prima, dal feto) in avanti, nei confronti della realtà che ci circonda.

Io personalmente avevo fonti per lo più visive a cui attingere, effettivamente in famiglia, anche se per hobby, l’arte della pittura e del disegno veniva praticata da più persone; ciò che posso affermare è che fin dall’infanzia nutro una forte attrazione verso tutto ciò che costituisce l’immaginario. Per questo iscriversi all’Accademia di Belle Arti, luogo in cui ogni cosa è immagine, è stato per me il riconoscimento di un mondo, una familiarità ritrovata in un terreno fertile in cui germogliare e crescere, per continuare ora, anche altrove.

La scelta della specializzazione in ambito grafico non è stata immediata, infatti la mia prima formazione vede la propria realizzazione in un triennio di Pittura per poi continuare nella Grafica d’Arte. L’approccio a tale disciplina inizialmente non è stato facile, una sorta di amore e odio, scaturiti dalle difficoltà che s’incontrano nel sperimentare le prime volte la tecnica dell’incisione, talvolta pesante nell’uso di materiali specifici. Ma la presa graduale di coscienza nei confronti della materia da lavorare ha fatto scattare in me quella scintilla, che ad ora mi ha portato a scegliere l’incisione come il principale mezzo d’espressione.

Partendo dal presupposto che l’arte e la creatività in genere spinge all’introspezione, nell’osservatore, ma soprattutto nell’artefice, a mio sentire l’arte dell’incisione rappresenta uno tra i metodi più efficaci di comunicazione visiva oltre che di percorso nella conoscenza di Sé; ciò per vari motivi, il principale è che lo scavo nella materia conduce ad uno scavo interiore, il processo simbolico attuato nella lavorazione della materia porta ad una presa di consapevolezza in chi opera sulla materia stessa. Ad esempio, nell’inchiostrazione della lastra, si passa da una condizione di buio a quella di luce che dà vita alla forma, una sorta di percorso alchemico in cui si prende consapevolezza gradualmente di ciò che si svela, ed emerge nell’essenza di una nuova forma, infatti finché non si arriva alla stampa effettiva su carta, si possono intravedere i segni e le tracce forgiate nella matrice di metallo, l’esperienza può far intuire le gradazioni di nero più intense e dove invece trionfano le zone di luce, ma è solo nell’opera finale stampata che si ha la certezza del lavoro operato fino a quel momento. E’ la stampa su carta che dà vita alla forma, processo che dall’informe plasma la forma, così la stessa individualità di chi opera sulla materia acquisisce consapevolezza nel donare nuova vita alla materia stessa.

La matericità dell’inchiostro stampato su carta dona un contrasto molto forte tra luce e ombra, opposti ma complementari, in quanto entrambi hanno vita in un rapporto di reciproca condivisione; il segno è organico e vibrante grazie alla condensazione d’inchiostro che si crea nell’incavo scavato che fondendosi nel foglio bianco acquista luminosità viva.

Opera Lara Costa

L’incisione, che vive sulla complementarità e unione degli opposti è un’arte che non conosce mezze misure, o la si ama o la si detesta, è rigorosa, ammette dei risultati soddisfacenti solo a seguito di molta pratica pazienza e acquisita capacità tecnica. Prerogativa che una volta acquisita permette una forte espressione di Sé, è il mezzo tramite cui il Segno, atavico nell’Uomo, si esprime nel modo più presente e vivo. Il segno inciso è il simbolo che fin dall’antichità rappresenta nell’Uomo una traccia manifesta di Sé. Per amare l’incisione, è necessario avere confidenza con i metalli, apprezzarne la superficie, conoscere i metodi con cui si può interagire scavandoli, donando loro nuova forma e vita.

Personalmente credo sia un richiamo dovuto anche al fatto che sono cresciuta a stretto contatto con i materiali metallurgici avendo un’azienda famigliare che li lavora, probabilmente l’odore del ferro del rame e dei metalli ha radici profonde in me, è penetrato nella mia esperienza conoscitiva dall’infanzia, avevo l’abitudine di giocare nella fabbrica di mio padre, di scavalcare e scalare cumuli di lamiere, tanto che una di queste ha forgiato me entrando nella carne, esperienza a seguito della quale ho imparato a percepire il metallo con diffidenza e confidenza, conscia di ciò che può fare se trattato in modo maldestro o ingenuo, ma consapevole anche del rispetto che gli appartiene, delle forme che può dare, delle innumerevoli forme che nella creazione può acquisire, sia da un punto di vista pratico e quotidiano che artistico e metafisico.

Nelle mie opere è presente la necessità di focalizzare le tematiche relative all’Archetipo e al Femminino Sacro. La Immagini intese come mezzo di comunicazione con l’Essere individuale oltre che collettivo, trovano nutrimento in quella Sapienza ancestrale che viene tramandata nelle tradizioni, di fase in fase epocale, in quanto costituisce la naturale evoluzione, e consapevolezza materiale, psichica e spirituale dell’Uomo.

Sono conscia del fatto che il materiale a riguardo sia infinito, e perciò risulti arduo focalizzarlo in un punto, ma d’altronde questo presuppone uno scavo continuo che si manifesta nel momento stesso della riscoperta, acquisendo senso nella necessità della Conoscenza e Realizzazione di Sé.

Riscoperta perché è già presente nella memoria millenaria che ci precede, accomunandoci come esseri umani; necessità in quanto insita come “germe potenziale” in ogni Essere.

L’immagine nell’individuo in rapporto al collettivo, è ciò che rende possibile la comunicazione visiva e spesse volte la trasmissione del Logos. L’archetipo è ciò che nutre l’immaginario, permettendone la trasmissione di linguaggio, in quanto rappresenta la matrice originaria da cui scaturisce ogni forma mentis individuale e collettiva.

La comunicazione diventa quindi possibile, il percorso di un individuo si riflette nel collettivo e viceversa, in senso Universale: il microcosmo è parte del macrocosmo e il macrocosmo sta nel microcosmo. Tutto è parte di un’Unità.

Lara Costa - Incisione

Graficamente nei miei lavori intendo esprimere quest’Unità, perciò la materia compie un corso in continua alimentazione, in cui l’informe diviene forma, la carne si fa viva in un vortice sempre più fitto, le presenze sfocate vanno a delinearsi nitidamente in una danza a ritmo alterno, talvolta anche lacerate nell’intento di voler entrare nella profondità del lavoro, continuo scavo e ricerca aldilà dell’apparenza delle cose, il corpo concepito come involucro in cui si cela l’esoterismo dell’anima.
Moto evolutivo in divenire.
Così il corpo da groviglio informe diviene districamento reversibile, è un processo destinato alla continua trasformazione.
Nelle mie opere le forme sono fuse dal segno, sono plasmate dal contrasto tra luce e ombra in cui non c’è divisione o delimitazione, ma Unione. L’intento è dare la percezione non di congiunzione, bensì d’Unione.

Il fine è rendere partecipe “chi guarda”, il mio pensiero parte dal presupposto che:“realtà” scaturita da “universi immaginari” e “realtà” di “universi quotidiani” s’identificano reciprocamente in quanto ambedue forme ancestrali in un’unica macro sostanza, nello stesso modo in cui il singolo è legato alla collettività; in questo processo il simbolo Archetipico acquista importanza fondamentale.
Ciò che voglio esprimere e far percepire attraverso le mie creazioni è intimamente famigliare “all’anima”; quel che intendo è la ricerca all’Unione, insita consciamente o inconsciamente nella natura originale di ogni Essere.

                                                                                      Lara Monica Costa

 
 

Sito Web dell'artista:

www.laramonicacosta.com

 
 

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