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Il volto gelido e feroce di una guerra futura che si combatte già

ReadBabyRead #124 del 9 maggio 2013

William Langewiesche: "Predatori" (2/2)

9 Maggio 2013


William Langewiesche

Predatori (parte 2 di 2)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
iTunes podcast


Legge: Franco Ventimiglia


Esecuzioni a distanza
di William Langewiesche

di Paolo Petroni

Quando dall'arma bianca si passò all'arma da fuoco il rapporto tra nemici, tra chi spara e chi viene colpito, divenne molto meno diretto e coinvolgente. Ora, che esistono tiratori scelti con armi capaci di colpire con grande precisione a un chilometro di distanza e che la guerra è condotta attraverso i droni, aerei teleguidati da migliaia di chilometri di distanza, William Lagewiesche, ex pilota e oggi autore di importanti reportage, inchieste come quella famosa su Ground Zero, sul confine fra Messico e Usa o sugli eccessi dei soldati in Iraq, vedendo ''avvicinarsi rapidamente un futuro di guerra robotizzata in cui saranno le macchine a scegliere di uccidere'', annota: ''quando arriverà dovremo però chiederci che specie siamo diventati. E cosa ci facciamo, sulla Terra''.

Lo fa al termine di due racconti, visto che l'andamento è narrativo, ''Esecuzioni a distanza'' e ''Predatori'' scritti per Vanity Fair, in cui ci mostra cosa sia, come viva, come e quali persone uccida e cosa passi per la testa di un tiratore delle forze speciali, attraverso la figura di uno di loro, Russ Crane, e cosa significhi guidare un drone Predator sui cieli dell'Afghanistan stando seduti in un box nella base di Holloman, nel New Mexico e colpendo a morte persone e cose.

Sono pagine che, nel loro andamento semplice e quotidiano (di Crane c'è anche la vita privata in una casa in campagna con moglie e figlie), cercando di essere oggettive e tenere un tono informativo privo di qualsiasi accenno retorico, risultato spietate e feroci e ci raccontano molto dei nostri giorni, di quel che sta accadendo e di quel che accadrà senza che nemmeno ce ne rendiamo conto (il pilota di un drone, dopo un'azione con uccisione di un uomo, torna a casa e si rende conto che nessuno attorno a lui, nel traffico di Las Vegas, poteva avere idea di quel che aveva appena fatto), oltre che dell'America di oggi, quella religiosa, integralista e manichea (''Esistono persone malvage e credo che Dio abbia mandato sulla terra altre persone capaci di ucciderle''). Il problema è infatti come risolvono i propri problemi interiori, di coscienza, e di rapporto con gli altri (che speso li giudicano male, spietati) in relazione al loro modo di uccidere, alle decisioni che devono prendere se uccidere o no, magari rischiando di sbagliare. Per i ''piloti'' di Predator poi il tutto assomiglia a un videogioco, anche se complicato dalle analisi di intelligence e apparati burocratici: ''Il risultato è un caos ergonomico. Per sparare un missile, ad esempio, il pilota deve entrare in una quantità infinita di menù e azionare il mouse per più di 17 volte''.

Langewiesche ci racconta e fa molti esempi, propone storie esemplari e esplicative, ci coinvolge e ci costringe a pensare a temi molto grossi, dal valore della vita al senso della guerra, alla disumanizzazione tecnologica e, completamente spiazzati e impressionati, non è facile rispondere.

da ANSA.IT
09.09.2011


Le Musiche, scelte da Claudio Tesser

Tom Waits, Gospel Train/Orchestra (Tom Waits)
James Blake, Tep And The Logic (James Blake)
Soft Machine, Moon In June (Robert Wyatt)
James Blake, You Know Your Youth (James Blake)
Flying Lotus, Disco Balls (Steven Ellison)
Flying Lotus, Electric Candyman (Flying Lotus Feat. Thom Yorke)
Tom Waits, Russian Dance (Tom Waits)

 
 

Logo di articolo:
L'immagine di un drone Predator mentre lancia un missile

 
 

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