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Blixa Bargeld e Teho Teardo, Rover live

Sesto al Reghena 30 luglio 2013

1 Agosto 2013

- “Ei diggei! Dai metti i rollinston! Quea che fa uh uh,  uh uh! Quea col cesso in copertina.”

- “No guarda, è un gran pezzo, ma stasera facciamo musica elettronica.”

- “Va ben, ma posso vardar a valigia dei dischi? Quei bei i riconosso daea copertina.”

 

C'è stato un tempo (inizio anni 90) in cui mi capitava di organizzare delle serate di musica elettronica e puntualmente mentre facevo girare i dischi arrivava il “rockettaro” che voleva rovistare fra i tuoi vinili per vedere se trovava qualcosa attinente ai suoi gusti.

-“Scommetto che tira fuori il disco degli Einstürzende Neubauten col cavallo di Hans Baldung Grien” dicevo io. -“E dalla mia quello dei Meathead con la copertina di Professor Bad Trip” controbatteva Marco (il mio compagno di battaglia).

Difficilmente sbagliavamo, Blixa Bargeld e Teho Teardo e i rispettivi progetti erano figli della musica industriale e mettevano d' accordo i fautori dei nuovi suoni elettronici e vecchi rockettari. Oppure più probabilmente le loro copertine colpivano duro.

Questo per dire che questi due accompagnano i miei ascolti da molto tempo, quindi vederli suonare assieme è per me un evento molto speciale.

 

Ebbene sì , sono qui a Sesto al Reghena per vedere il concerto di Teho Teardo e Blixa Bargeld, ma ad aprire la serata c’è Rover, moniker di Timothée Régnier, in classico trio chitarra, basso, batteria. Rover entra in scena alle 21.20 e sembra fin dall’aspetto un uomo d’altri tempi con quell’aria da bohemien che racconta in musica parti del suo bagaglio di vita: di quando venne espulso dal Libano per problemi di visto  durante un tour con i The New Government, band molto famosa in Medio Oriente e del suo ritorno forzato in Francia. Racconta del suo ritiro in Bretagna, nella sua casa dove passa il tempo a scrivere e comporre.  Una“Vita da bohème” come quella dei personaggi del film di Aki Kaurismaki, anche la sua è una storia di un esiliato, spaesato in patria e che sogna un vagare per il mondo impregnato di quell’allegria da naufraghi che non esclude né dignità né tenerezza. Questi sentimenti sono espressi con una  voce che è ora calda, ora grave ma capace di liberarsi nel cielo stellato accompagnata da un suono che ha reminescenze di Bowie e Interpol. Un’ora di concerto di puro romanticismo rock.

Teho Teardo e Blixa Bargeld salgono sul palco alle 23  circa,  accompagnati dal violoncello di Martina Bertoni, dando vita ad una performance di rara bellezza. Bargeld, è sicuramente il protagonista di questo concerto, la sua presenza è magnetica pur nei misurati gesti. Presenza imponente, da fuoriclasse, con l'elegante tocco del calice in mano ad ogni pausa. Teho Teardo però è molto più che la spalla, anzi si capisce chiaramente che è lui il regista del progetto. Martina Bertoni infine, puntuale e bravissima, è il giusto tocco di romantica melodia che ci vuole.
Viene ripercorso l’intero album “Still Smiling” con impressionante intensità che arriva al massimo con l'apporto di un quartetto d'archi nei pezzi finali della performance. Richiamati a gran voce dal numerosissimo pubblico  ecco che arriva la sorpresa della serata: una magnifica cover di “Crimson And Clover” di Tommy James and The Shondells, qui riproposto in realtà nella versione italiana di Patrick Samson, Soli si muore. Il concerto si chiude con Defenestrazioni. «Ho sempre voluto utilizzare questa parola», afferma Blixa, ed è il miglior finale immaginabile per l'edizione 2013 di Sexto 'nplugged.

- "Ei diggei! Dai metti “another brick in the wall”. Quea col video dei martei che camina."

- "E basta casso, assame star che stasera vado a vedar Blixa a  Sexto 'Nplugged!"

 
 

 
 

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