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Un romanzo forte e necessario

Amianto. Una storia operaia - Alberto Prunetti

Agenzia X - 2013

6 Agosto 2013

Amianto di Alberto Prunetti racconta la storia di Renato, operaio specializzato e trasfertista nell’Italia del post-miracolo economico. La sua specialità sono le saldature speciali, quelle fatte vicino a grandi cisterne di petrolio o altri materiali infiammabili, che era prassi realizzare sotto grandi teloni d’amianto. Oggi questa parola evoca subito il processo Eternit, la dignità e il coraggio delle famiglie di Casale Monferrato, ma negli anni Settanta essa era solo sussurrata, occultata nelle buste paga degli operai più a rischio sotto la voce “premio per disagio cantiere”. E di “disagi” del genere Renato ne patisce parecchi: respira ogni sorta di metalli pesanti, soprattutto piombo e zinco, ha i timpani pressoché distrutti dai colpi della sua mazzuola in ferro, ma soprattutto non sa ancora che una fibra d’amianto gli è penetrata nei polmoni e ha cominciato la sua micidiale missione cancerogena.

Renato, è bene dirlo, di cognome si chiama anch’egli Prunetti ed è il padre di Alberto: Amianto purtroppo non è un libro di fantasia. L’autore, ripercorrendo la vita del padre a partire dalla propria nascita a metà anni ‘70, offre un ritratto salace della provincia toscana fra Livorno, Pisa e Grosseto, della Maremma al tempo stesso operaia e contadina, ma soprattutto una mappa d’Italia alternativa e anti-turistica, tutta vissuta negli alberghi da operai vicini alle grandi fabbriche attraversate da Renato: Rosignano Solvay, Piombino, Casale Monferrato, Novara, Taranto. Mentre il figlio si laurea e approda  a mille lavori precari, scoprendo tutta la falsità della retorica meritocratica sull’università come occasione di ascesa sociale, Renato, sempre più conscio della pericolosità del suo mestiere e della violazione dei propri diritti, approda alla pensione in un’Italia desertificata dal punto di vista industriale e culturale. Non se la godrà per molto, Renato, la pensione: lo si sa dall’inizio del libro, ma le pagine dedicate alla malattia e alla morte sono intense e commoventi come raramente accade nel territorio dove la letteratura lambisce la realtà. Verrà poi la rabbia, ed il difficile conseguimento del riconoscimento dell’esposizione di Renato all’amianto, che ha poco di materiale e molto di simbolico: una sorta di appendice postuma della lotta del padre per i suoi diritti.

Amianto è un libro importante, non solo perché, come recita il sottotitolo, racconta “una storia operaia” in una panorama letterario che di solito le fabbriche le evoca nei titoli dei libri per poi subito dimenticarle (lo sottolinea Valerio Evangelisti nella bella, sentita prefazione), ma anche perché riscrive un pezzo di storia italiana, quello che inizia alla fine delle lotte sociali di fine anni Settanta, imposte dallo Stato e dal Partito Comunista “il cui compito storico era evitare che in Italia avvenisse la rivoluzione” (cit.), e si protrae per gli anni Ottanta e Novanta delle ristrutturazioni industriali, della marginalizzazione della figura e del ruolo storico e simbolico degli operai, dell’imposizione definitiva dell’immaginario piccolo-borghese e di un'idea accattona del self-made man. Una storia di parte, e non pacificata, e che come ogni tragedia non consola né ha niente da insegnare; semplicemente, cambia un po’ la vita di chi legge, e aiuta a trovare in fondo al dolore e alla rabbia le forze per costruire un po’ di speranza.

 
 

TITOLO: Amianto. Una storia operaia

AUTORE: Alberto Prunetti

EDITORE: Agenzia X

ANNO: 2012

PAGINE: 142

PREZZO: 13 €

 
 

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