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Documentari e cinema sociale dal sud del mondo

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Terra di Tutti Film Festival
Documentari e cinema sociale dal sud del mondo

8 - 13 ottobre 2013, Bologna

Radio Kairos e GlobalProject.info seguiranno in diretta l'evento

Al cinema Lumière e al TPO dall’8 al 13 ottobre sei giorni di proiezioni, appuntamenti speciali e dibattiti sul sud del mondo: un focus su democrazia e censura nella costa Sud del Mediterraneo, uno speciale sulla Scuola Internazionale di Cinema e Televisione di Cuba, il dibattito su sovranità alimentare con Expo dei Popoli.

La chiusura del festival sarà dedicata alla lotta per i diritti con Call me Kuchu, documentario sulla vita dell’attivista gay ugandese David Kato, vincitore di numerosi premi internazionali.

Lanciare uno sguardo allo stabilimento tessile di Malhalla, in Egitto, dove gli scioperi del 2011 hanno innescato la caduta di Mubarak. Indagare con l’occhio di una video reporter francese gli ingranaggi del sistema Foxconn e delle catene di assemblaggio cinesi che lavorano per la Apple. Ma anche vedere i Balcani, così vicini, o sentire le testimonianze di vite messe tra parentesi ancora più vicino, nei CIE della Val Camonica.

Sono solo alcune delle storie del Terra di Tutti Film Festival, la rassegna internazionale di cinema e documentario sociale organizzata dalle ong COSPE e GVC.

La programmazione di quest’anno intreccia diversi appuntamenti di approfondimento al calendario delle proiezioni al Cinema Lumière (via Azzo Gardino, 65/B), tutte ad ingresso gratuito, con blocchi di film dedicati ad argomenti specifici, dall’infanzia nel Sud del mondo alla globalizzazione, dalla tutela dell’ambiente ai conflitti latenti.

Dopo l’anteprima del festival di domenica 6 ottobre, con la proiezione alle 17:30 di Hazaribagh,Toxic Leather di Elise Darblay e Eric de Lavarne presso la libreria Feltrinelli (Piazza Ravegnana, 1), vincitore della menzione Fairtrade Italia TTFF2012, la kermesse inaugurerà martedì 8 al Tpo (via Casarini 17/C).

L’appuntamento è alle 17:30 per parlare di stampa, censura e social media durante “Mediterraneo, parole in libertà”, incontro con blogger e giornalisti provenienti da Marocco, Tunisia ed Egitto.

A seguito del dibattito comincerà la vera e propria maratona cinematografica, con quattro ore di film dalle 20 alle 24, tutte dedicate alle rivolte nel Sud del Mediterraneo e alle nuove cittadinanze in Europa. The Factory, di Cristina Bocchialini, sarà l’occasione di vedere da vicino i luoghi in cui la rivolta popolare contro Mubarak ha avuto inizio, mentre con Istanbul Rising di Milene Larsson saranno i più recenti fatti di Gezi Park ad Istanbul a trovare spazio.

Mercoledì 9 ottobre il tema è quello del cibo, dell’agricoltura dal basso e della produzione alimentare. Nato in collaborazione con Expo dei Popoli, coordinamento di Ong e associazioni che lavora per realizzare in concomitanza con l’Expo 2015 di Milano il Forum dei Popoli, l’incontro “Il futuro del pianeta: dibattito sulla sovranità alimentare e diritto al cibo” porterà i rappresentanti di associazioni ed esperti a confrontarsi a tutto tondo sugli argomenti correlati al diritto all’alimentazione, a partire dalle 18:00. In quest’occasione Roberta Pellizzoli, docente di Politiche di Sviluppo e cooperazione in Africa presso l’Università di Bologna, presenterà il libro curato con Gabriella Rossetti Donne, terre e mercati. Ripensare lo sviluppo rurale in Africa sub-sahariana, sull’agricoltura come potenziale motore dell’emancipazione femminile nell’Africa australe. Si parlerà di sovranità alimentare e ritorno alla terra come stile di vita anche durante le due “Visioni Ortifere” della serata, con il documentario estone Not my land di Alyona Surzhikova, sugli orti minacciatidall’espansione dell’aeroporto locale, e Ortobello, di Marco Landini e Gianluca Marcon, intimo racconto degli anziani tutori degli orti del Centro Sociale per Anziani Casa del Gufo.

L’attenzione sarà tutta per il mondo del cinegiornalismo nella serata di giovedì 10, dalla difficoltà di entrare nella “Fortezza Europa” al rapporto tra reporter e soggetto immortalato, fino al racconto dei conflitti e delle tensioni sociali latenti. Vincitore del Premio Ilaria Alpi Doc Rai per reportage e inchieste giornalistiche inedite di quest’anno, Il Rifugio, di Luca Cusani e Francesco Cannito, aprirà la serata di proiezioni alle 19, con le storie di vita dei profughi di Libia nei CIE italiani.

A partire dalle 20:30 Beirut Photographer di George Azar e Mariam Shahin ricostruirà la vicenda dello stesso Azar, fotogiornalista che nei primi anni ’80 cambiò il modo di vedere il Medio Oriente nei media statunitensi, e che trenta anni dopo decide di tornare in Libano, alla ricerca dei volti e dei luoghi del passato.

L’Egitto e la Colombia saranno poi protagonisti della sezione delle 22:30 con Executioner’s Tears di Layth Abdulamir, ravvicinato ritratto ambientale dei detenuti in attesa della pena capitale e del loro boia, e Colombia Invisible, di Unai Aranzadi, dove l’autore colombiano indaga le cause del conflitto nel proprio paese, tra impunità e omicidi di stato.

La quarta giornata di festival, venerdì 11, comincerà alle 16, sempre al Cinema Lumière, con uno sguardo alle giovani produzioni indipendenti.

A partire dalle 18 la Scuola Internazionale di Cinema e Televisione di Cuba sbarcherà al festival. Fondato nel 1986 da Gabriel García Márquez col regista Fernando Birri e il teorico di cinema Julio García Espinosa, l’istituto è da subito diventato un luogo di riferimento per gli studenti di cinema dell’America Latina. Sempre all’interno del focus sarà presentato Cuentos de El Canal, documentario in tre capitoli realizzato dai ragazzi cubani partecipanti a un laboratorio di GVC e Documentaristi Emilia Romagna a Cuba, lo scorso luglio.

La storia di El Canal, le passioni dei giovani e la religione afro-cubana sono i punti di vista attraverso cui i giovani autori, ospiti del festival, hanno scelto di raccontare la propria vita nel quartiere periferico dell’Havana.

Dalle 20 gli schermi del Lumière saranno dedicati alla globalizzazione con Inside Apple, inchiesta della giornalista Anne Poiret sulle aziende cinesi appaltatrici del lavoro di assemblaggio degli iPhone. Dalle 22:30 il Sud del mondo si guarderà dagli occhi dei bambini, con l’infanzia negli slum indiani di The Red Carpet, nelle scuole africane di Le Savoir est une Lumiere e i sogni custoditi sotto il cuscino dai bambini indiani del documentario d’animazione Bajo la almohada, insignito del premio Unicef al Bilbao Documentary Film Festival nel 2012.

Sabato 12 si parte alle 14 dai Balcani, guardando a distanza di tempo Srebrenica e il Kosovo. La transumanza della pace testimonia un esempio di solidarietà concreta, seguendo il trasporto di cinquanta manze dalla Val Rendena alle famiglie di Suceska Srebrenica nella Bosnia Orientale, mentre Kosovo versus Kosovoindaga la realtà dei gruppi serbi in Kosovo, cercando di chiamare in causa le autorità e gli organi di informazione europei.

Il resto della giornata sarà interamente dedicato a film sull’ambiente e la sua preservazione, allo sfruttamento del territorio e l’accesso alle risorse. Il confronto tra cultura indigena locale e interessi internazionali è nel racconto di Spiritidi Yukai Ebisuno e Raffaella Mantegazza, miglior cortometraggio al Torino Film Festival 2012 e premio per la miglior fotografia documentaria al Salon Internacional de la Luz (Colombia).

Dalle 20:30 i cortometraggi selezionati in collaborazione col Concorto Film Festival apriranno la serata prima delle Visioni Notturne delle 21. Tra i titoli della serata, Lucciole per Lanterne di Stefano e Mario Martone, sulla privatizzazione dell’acqua nel Cile di Pinochet, e Terra Nera, di Simone Ciani e Danilo Licciarello, sugli affari di ENI in Congo.

Il pomeriggio di domenica 13, dopo l’apertura bolognese delle 15 con Palestina per principianti di Francesco Merini, sarà tutto dedicato al documentario. Alle 18 Espuidi Anna Soldevila, frutto di dodici anni di lavoro tra riprese e documentazione, sulla resistenza e il disorientamento degli abitanti di un paese spagnolo di fronte a un massiccio piano di cementificazione dell’area per fini turistici.

Alle 20:00, in conclusione delle proiezioni pomeridiane e prima delle repliche dei film vincitori del festival, sarà proiettato Call me Kuchu, documentario del 2012 di Katherine Fairfax Wright e Malika Zouhali-Worrall. Il film segue da vicino David Kato, primo omosessuale dichiarato d’Uganda, oppositore della legge che prevede la pena di morte per l’omosessualità e figura di riferimento per tutto l’attivismo LGBT d’Africa, fino al brutale e inaspettato assassinio nel suo appartamento, durante il periodo di produzione del film. Vincitore di numerosi premi al Berlino Film Festival 2012 (Miglior Documentario, Premio Fairbindet Cinema, Secondo posto Miglior Documentario scelto dal Pubblico, Teddy Award) e in altri festival internazionali, Call me Kuchu verrà proiettato al Terra di Tutti in collaborazione con Gender Bender, come un ideale passaggio di testimone tra i festival dell’autunno cinefilo nelle Sale del Cinema Lumière.

Come ogni anno saranno due i premi in palio per i film partecipanti. La giuria di qualità e quella composta dai membri del Consiglio dei cittadini stranieri e apolidi della Provincia di Bologna eleggeranno la migliore produzione italiana e internazionale. Quattro le menzioni speciali, conferite da FairTrade Italia, Lepida TV, Emil Banca e premio Benedetto Senni, conferito alla pellicola che meglio affronta i temi collegati allo sviluppo.

Tra gli appuntamenti collaterali, lo spettacolo di tessuti aerei della compagnia Lunaquiches Aerea nel cortile del Cinema Lumière venerdì 11 e il party al Tpo (via Casarini, 17/C) sabato 12 ottobre.

Tutte le proiezioni del festival sono gratuite.

 
 

Il programma del festival è disponibile su www.terradituttifilmfestival.org.

 
 

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