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Komikazen 2013: il fumetto di(venta) realtà

9° Festival Internazionale del Fumetto di realtà (Ravenna)

15Ottobre2013

Dall'11 ottobre al 3 novembre 2013, nonostante i tagli e le polemiche nate intorno ai finanziamenti che hanno visto un drastico ribasso rispetto agli anni passati, ha preso vita a Ravenna la nona edizione di "Komikazen. Festival Internazionale del Fumetto di Realtà", promosso dall'Associazione Mirada di Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini: si tratta di una delle poche esperienze consolidate non solo a livello italiano, ma anche internazionale che si rivolgono da anni al rapporto che l'arte sequenziale, sin dalle sue origini, coltiva nei confronti della rappresentazione del reale.

Facendosi spesso lucido testimone e efficace mezzo di denuncia di situazioni e spazi di realtà a volte nascosti, altre volte volutamente occultati o dimenticati, il fumettista, con la precisione del reporter e del fotografo, ma anche con l'intimo coinvolgimento del poeta e del disegnatore, riesce ad avvicinare il lettore a tematiche a cui nei canali d'informazione e di produzione culturale di massa si lascia poco, se non alcuno, spazio.

Nella crisi odierna del lavoro che si fa precariato, della perdita dell'importanza del lavoratore inteso anche come individuo, gli autori che hanno partecipato all'iniziativa si inseriscono nel coro del 99%, riconoscendosi come parte di un mondo, quello del fumetto, che viene troppo spesso posto ai margini dei finanziamenti pubblici per le iniziative culturali.

Ancor più quando ci si riferisce ad una nicchia ulteriore, quella che riguarda il fumetto di realtà appunto, si sa che cosa significhi essere privati dei propri sostentamenti da quell'1% che prosciuga i fondi pubblici destinati all'arte e alla cultura desertificando lo scenario, e l'episodio che ha coinvolto quest'anno il Komikazen non fa che confermare la regola.

Il fumetto di realtà, in un'epoca di crisi come quella che stiamo attraversando, diventa allora, molto spesso non solo per scelta, ma addirittura per necessità, fumetto di “denuncia”; e una forma di denuncia artistica volevano essere il titolo del festival di quest'anno “Komikazen 99%”, che riprende l'ormai globalmente noto e diffuso slogan del movimento Occupy Wall Street, ma anche la performance con cui ha preso vita sabato 12 la mostra esposta al MAR di Ravenna (e che vi rimarrà fino al 27 ottobre).

Non a caso si è detto “ha preso vita” nel sottolineare la scelta dei curatori di scardinare i canoni delle mostre che solitamente si visitano nei musei: secondo la personale iniziativa dei 99 fumettisti invitati la mostra è sorta infatti come una vera e propria “azione collettiva” che, come sottolinea la stessa Elettra Stamboulis, ha rovesciato i ruoli di artisti e curatori. L'autore si è ritrovato, una volta tanto, vero protagonista dell'esibizione, là dove i curatori stessi non hanno potuto che scoprire sul momento il contenuto delle 99 opere appese di cui si compone ora l'esposizione.

L'iniziativa, che trae ispirazione dall'attivismo artistico dell'artista cinese Ai Weiwei, dà così spazio ad una forma d'arte che non rappresenta solamente la realtà, ma la produce, ribaltando i rapporti tra ciò che sta appeso dietro una cornice e gli spettatori che non osservano semplicemente il contenuto della mostra, ma si ritrovano essi stessi parte della performance, chi aiutando ad appendere la cornice, chi spostandosi per far passare le tavole, chi anche solo banalmente strappando un pezzetto di nastro adesivo, ognuno comunque parte di un gesto collettivo.

Il tema del 99% come un filo rosso congiunge il titolo dell'edizione del festival, il numero degli artisti ospiti e il contenuto delle loro tavole che  hanno composto e portato sino al MAR di Ravenna non potendo contare che sulle proprie finanze. Partecipare significava quindi per tutti riconoscersi in quel 99%, dai nomi più noti ai meno noti. Le opere di Aleksandar Zograf, Helmut Kaplan, Edda Strobl, Giuseppe Palumbo, Sara Colaone, Andrea Bruno, Otto Gabos, Alberto Corradi, Pietro Scarnera, Marina Girardi, Magda Guidi, Mara Cerri, David Vecchiato, Claudio Calia, Rocco Lombardi e molti altri sono ora appese al MAR a fianco di quelle di giovani fumettisti emergenti.

Per capire cosa significhi per il fumetto essere parte di questo 99% basta allora camminare per le sale del MAR, scoprendo che il tema del festival tocca il presente come le origini dell'essere umano, la finanza come la cultura, come afferma nel suo discorso Alberto Corradi citando la figura di Huxley, che coinvolge corpi immensi e trascendenti come quelli delle divinità antiche diventate oggi multinazionali senza volto e senza sede (disegno di Franco Sacchetti); si vede allora che si tratta di un tema che riguarda le battaglie personali, intime, che giorno dopo giorno si affrontano da soli col proprio corpo davanti allo specchio, come quelle collettive che si sono combattute e si combattono ancora per le libertà dei lavoratori e della terra (tra gli altri nelle tavole di Marina Girardi e Rocco Lombardi, Claudio Calia, Cristina Portolano, Aleksandar Zograf), nelle folle di molte parti del mondo che urlano in lingue straniere slogan che hanno suoni diversi, ma lo stesso identico significato (tavola di Otto Gabos).

 
 

Links utili:
www.komikazenfestival.org
Komikazen 99% su Facebook

 
 

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    video

  • Elettra Stamboulis presenta Komikazen 99%
  • Rocco Lombardi e Alberto Corradi a Komikazen 99%
  • A spasso tra le tavole di Komikazen 99%
  • foto

  • Komikazen 99%
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