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Hatebreed: The divinity of purpose

10 Gennaio 2014
 - Hari

Una serie di calci nello stomaco, si potrebbe tranquillamente definire cosi il nuovo nato in casa Hatebreed un album questo che riporta i nostri al loro stile più tradizionale, lontano dalle sperimentazioni melodiche avvenute nel loro penultimo e omonimo lavoro del 2009.

Si tratta appunto come dicevo di un lavoro più diretto e quadrato e se siete alla ricerca di energia,  impatto sonoro e  del classico "calcio sui denti" questo e il disco che fa per voi.

Due massimo tre minuti per ogni canzone velocità ed aggressività senza frontiere dove gli unici intervalli sono affidati ai "breakdown" fatti come si deve e mai "telefonati" ed inseriti sul pezzo perchè è scritto sul manuale dell'hardcore.

"Put it to the Torch" primo singolo e video del nuovo disco, due minuti in cui l'ascoltatore viene letteralmente "aggredito" dal muro sonoro creato dai nostri,una canzone con che non fa prigionieri e che lascia subito spazio ad "Honor never dies" già dal titolo del pezzo si evidenzia subito come negli Hatebreed il lavoro fatto sulle "lyrics" da parte del cantante Jamey Jasta siano molto importanti.

Non arrendersi mai,lotta a pugni chiusi e a muso duro,fiducia in se stessi, onore e cuore queste sono le parole chiave delle liriche degli Hatebreed l'unione di musica e testi mai come in questo caso, sarà la chiave di lettura dell'album.


Proseguendo con l'ascolto non si può non notare come in questo lavoro il gruppo capitananto da Jamey Jasta suoni più compatto e ispirato che mai "Before the fight ends"  è caratterizata da coinvolgenti "gang vocals" di scuola 100 % hardcore, mentre "Invisible" e "Dead  man breathing" possono ricordare certe rasoiate degli Slayer.

Ci si avvia verso la fine ma ormai quello che doveva essere detto, è stato detto.
Gli Hatebreed dopo un album "melodico" tornano a fare quello che gli riesce meglio, ovvero aggredire frontalmente l'ascoltatore con una manciata di canzoni di un paio di minuti ciascuna abbandonando qualsiasi velleità sperimentale.

E' assoltumente hardcore, dotato dell'aggressività del metal, che davvero non vuole inventare nulla di nuovo ma non potrà non farvi l'effetto di aver ricevuto un colpo ben assestato.

Mezz'ora di arroganza da portare nuovamente sui palchi di mezzo mondo,mezz'ora di violenza fatta in musica che unisce,rinforza e galvanizza.

TRACKLIST:
01-Put it to the torch
02-Honor never dies
03-Own your world
04-The Language
05-Before the fight ends you
06-Indivisible
07-Dead man breathing
08-The divinity of purpose
09-Nothing scars me
10-Bitter truth
11-Boundless

 
 

Link Utili:
Hatebreed su Facebook

 
 

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