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La recensione del nuovo libro a fumetti del cantante dei Tre Allegri Ragazzi Morti

Graphic Novel is Dead, di Davide Toffolo

Rizzoli Lizard, 2014

4 Febbraio 2014

Più ci penso dopo averlo aspettato e letto, più mi convinco. Le lenti del fumetto non sono sufficienti per scrivere qualcosa di sensato su Graphic Novel is Dead, l'ultimo libro di Davide Toffolo uscito per Rizzoli Lizard.

E' un libro a fumetti? Indiscutibilmente sì. Le parti fotografiche (meno di quanto si poteva presupporre scorrendo le anteprime online precedenti all'uscita del libro) sono fumetti? Senza dubbio, ci mancherebbe, ma che domande sono.

Davide Toffolo è uno dei più talentuosi autori di fumetto italiani. E lo è da anni, da tanti anni. Ha attraversato diverse epoche della storia del fumetto in questo paese, da quando questo linguaggio si diffondeva prevalentemente in edicola e esistevano le riviste, dove storie "lunghe" si sviluppavano a puntate - più o meno autoconclusive, a seconda - per mesi, attraversando una fugace riedizione de L'Intrepido e la fantascienza a fumetti di Cyborg, fondandone poi addirittura due: Mondo Naif e Dinamite. Non senza disdegnare esperienze più underground, come il mensile per pubblico maturo Mondo Mongo, una meteora di due (o erano tre?) piccoli numeri dai temi torbidi e dagli autori più impensabili (da Palumbo a Catacchio a Gianmaria Liani a AlePop). E' stato il primo autore di fumetto non comico ad avere l'onore di una testata interamente dedicata ai suoi personaggi, i Cinque Allegri Ragazzi Morti (ricorda qualcosa?) addirittura per il maggiore editore di supereroi americani nel nostro paese (oggi pubblica anche Topolino).

Poi, ha contribuito al fenomeno del Graphic Novel, il romanzo grafico a fumetti distribuito direttamente in libreria in volumi corposi e autosufficienti, donando al genere - come rivendica ironicamente nella prefazione di questo volume - alcuni suoi "long-sellers": da Carnera a Pasolini, da Très Fumetti per il Teatro a L'Inverno d'Italia, dal Gorilla Bianco alla raccolta completa dei Cinque Allegri Ragazzi Morti stessa. Libri allo stesso tempo figli del loro tempo ma cristallizzati nel tempo: leggerli ieri, oggi, domani, non aggiunge nè toglie nulla alla loro potenza. E questo, per quanto riguarda i fumetti.

Come saprete senz'altro meglio di me Davide Toffolo è il cantante dei Tre Allegri Ragazzi Morti, come lui stesso si definisce "l'unica vera rockstar del fumetto". Qui, la mia presunta competenza crolla: li ho visti in decine di concerti, capita di canticchiare "non saremo mai come voi" o "il mondo prima" di tanto in tanto, ma insomma, come sa chi mi conosce, musicalmente sono una capra. Nel 2013 i Tre Allegri Ragazzi Morti hanno aperto tutti i concerti di Jovanotti negli stadi, e perfino una capra come me capisce che questo qualcosa, nel bene e nel male, vorrà pur dire. Davide Toffolo è nello star system ma non è un volto noto dello star system: da anni per le sue performance dal vivo usa indossare una maschera, da ragazzo morto appunto, e una tuta pelosa da Yeti.

Nei suoi libri a fumetti, in alcuni è anche presente come personaggio, fino a oggi non ci aveva mai raccontato, davvero, molto di lui. Elemento che contribuisce a donare a quei libri questa patina di "immortalità", di fissità nel tempo. Mentre la sua autobiografia è al centro, "mi è stata commissionata" dice, di questo libro. A partire da un punto ben preciso, da quella che a sua detta è stata la sua trasformazione da autore a personaggio, durante il Napoli Comicon del 2013, testimoniato nel libro da alcune foto in compagnia di cosplayer: uno yeti/ragazzo morto affiancato da zombie o tra un gruppo di puffi e puffette. Spesso questo tipo di passaggio, da autore a personaggio, accade più repentinamente e inconsapevolmente, portando parecchi a perdersi e a non ritrovare più l'autore, dopo, mentre per Davide questo processo sembra studiato, meditato, consapevolmente perseguito e questo libro in qualche modo ce ne rende testimonianza.

Ecco. Terzo elemento di difficoltà. Un modesto autore di periferia come me che si abbarbica nel recensire uno dei libri a fumetti a prescindere più interessanti dell'ultimo lustro, non ha certo gli strumenti per dimenarsi con l'arte contemporanea, ma è a questo che vorrei, timidamente, alludere. O meglio: è a questo che, ben più che alludere, attiene a mio avviso quest'opera.

Perchè il cuore di questo libro non è l'essere un libro a fumetti, ma essere uno degli elementi che tra tanti vanno a comporre quella che è la vera opera di Davide Toffolo: Davide Toffolo stesso, Davide Toffolo l'artista, in musica o vignette che sia. Con il resoconto, anche lucido e spietato - a volte addirittura autocommiserato -, delle pennellate che in un quadro sarebbero "andate male", ma che quando sei tu il tuo pennello e la vita è la tua tela inevitabilmente non puoi più cancellare o ritoccare.

Che Davide Toffolo sia uno dei più talentuosi autori di fumetto italiani l'ho già detto. E il libro lo dimostra tavola dopo tavola, a partire dal montaggio, dall'utilizzo sincopato di diversi registri narrativi, fino alla duttilità versatile del segno. Che avesse questa capacità di riversare in "letteratura", termine che utilizza spregiudicatamente e giustamente fregandosene delle fastidiose querelle da "mondo del fumetto" ("il fumetto è letteratura o no?" dire che un fumetto può essere letteratura è sminuirlo? "fumetti o graphic novel?", e altri dilemmi vari di discutibile incisività per un qualunque lettore), una vita... ecco, questo non era scontato.

Perchè questo libro è autobiografico ma non è quello che intendiamo comunemente per autobiografia: Davide e Pepito - l'uccello che gli fa da spalla lungo tutto il volume - dialogano, Davide parla molto, parla molto di sè, se pensate all'autobiografia come mezzo per consegnarci una parte di mondo e/o di storia contemporanea all'autore qui non è aria, qui autobiografia e vita si fondono indistintamente fino a che l'autobiografia diventa solo un frammento in più di quella vita che è il vero contenuto, contribuendo addirittura a modificarla, in una sorta di seduta di autocoscienza svolta in pubblico.

Un libro a fumetti che ci parla di vita vivendola, una vita che si racconta (anche) attraverso i fumetti. Fino alla conclusione, dove una vera biografia comincia giusto in un paio domande poste da una giornalista che ha aspettato Davide per tutto il libro, seguita subito però dal "continua..." caratteristico di tanti fumetti di altri tempi... che dà fine al libro. Un racconto rock'n roll nella sua accezione più ampia. Della vita di una rockstar genuina che ha inseguito sempre l'arte e l'indipendenza - ad ogni costo - e per cui sa, com'è il vivere rock: "un giorno su, tre giorni giù".

"Con il cuore in mano" Davide Toffolo ci consegna questo racconto, come scritto in quarta di copertina. Finito di leggerlo, sembra quasi di stringere brandelli di carne pulsante tra le dita.

 
 

Graphic Novel is Dead
Davide Toffolo
Colori di Alessandro Baronciani
Foto di Cecilia Ibanez
144 pp. col.
Rizzoli Lizard

 
 

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