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Moderat Live Report

Sabato 22 Febbraio 2014 - Alcatraz, Milano

3 Marzo 2014
 - Prefe

Il 22 febbraio l’Alcatraz di Milano ha ospitato l’unica data Italiana di Moderat, e se ve la siete persa la potete ammirare adagiata in un letto di Sold Out a questo link.

Ventisei concerti in due mesi con una partecipazione da far invidia ai compleanni di Kim Jong-iI sono un indizio del fatto che il loro ultimo album II, uscito dopo 4 anni dal precedente, non ha tradito le aspettative.

Moderat rappresenta la fusione lessicale ed artistica fra ModeSelektor (Sebastian “Charlie” Szary e Gernot Bronsert) ed Apparat (Sascha Ring), artisti di spessore indiscusso quando presi singolarmente, Supersayan della musica elettronica in questa formazione.

Il concerto era stato inizialmente organizzato ai Magazzini Generali a Milano, a settembre 2013, ma a quanto pare tutto l’hype che circonda questi tre ragazzi non li rende invulnerabili, e così Apparat pochi giorni prima del concerto si è procurato diverse fratture in un brutto incidente in moto, il tour è stato rinviato al 2014, e il concerto dai Magazzini Generali (evidentemente in difficoltà a gestire l’enorme richiesta di biglietti) è stato spostato all’Alcatraz. Nonostante l’aumentata capienza, il sold out è rapidamente calato sull’esibizione.  

La connotazione dello show, e più in generale l’impostazione che viene data al tour è quella tipica di una band, se non altro per due particolari: si suona prestissimo (dalle 21.15 alle 22.45 in questo caso) e le canzoni sono separate tra di loro. (Da ora parleremo quindi dei Moderatal plurale) Una rapida occhiata fra la folla basta a rendersi conto che il pubblico dei Moderat non è del tipo  “torno a casa a fine concerto e mi bevo un latte caldo”, e infatti l'organizzazione è stata previdente: il biglietto consente l’entrata all’Alcatraz e ad una successiva serata Techno al Dude, a svariati chilometri di distanza, con tanto di esibizione di (fra gli altri) ModeSelektor. L'idea funziona al punto che più o meno tutti i presenti decidono di percorrere la distanza che separa i due locali, ignari del fatto che il secondo è molto più piccolo del primo e li conterrà tutti in cambio di un grosso sacrificio in termini di aria respirabile.

I live dei Moderat sono sempre stati supportati da un massiccio utilizzo di visual di altissima qualità e per questo tour non c'è da rimanere delusi: la scenografia è incentrata in un sistema di schermi che definirei semitrasparenti (le luci se necessario li trapassavano) a formare una sorta di x alle spalle dei musicisti, con alcuni proiettori in posizioni strategiche, credo per dare a chi sta di fronte al palco un' idea di tridimensionalità delle immagini risultanti... Ad ogni modo, una cosa complicata e ben riuscita. Un video random della serata su youtube lo può facilmente dimostrare.

Non è scontato capire chi fa cosa nell'esecuzione dei pezzi dei Moderat, tranne quando Apparat canta. Questa intervista può chiarire un po' le idee: i tre si spartiscono un rispettabile set fatto di sintetizzatori, effetti, computer, drum machine, Ipad (...) e mixer, Sascha si occupa maggiormente della parte melodica, Gernot è l'ingegnere della squadra e si occupa della gestione dei messaggi midi e delle sequenze, Sebastian è il terminale che riceve segnali dai due, lavora i suoni e crea beat. Quanta percentuale di ciò che si ascolta sia imputabile ad un effettivo lavoro umano in diretta e quanta sia invece in memoria di Ableton è una domanda che perseguiterà tutti i gruppi di questo tipo per i secoli a venire, ma probabilmente è anche poco importante, poiché il risultato è  eccellente. Le variazioni sulle strutture originali dei pezzi sono poche, ma sufficientemente sottolineate da risultare una parte importante dell'esecuzione, i sintetizzatori risultano più coinvolgenti che nel disco e in generale l'idea è di assistere ad un'interpretazione a suo modo unica dei brani. Di certo c'è che non vorrei essere nei panni del tecnico che deve risolvere la situazione quando nel bel mezzo del concerto “qualcosa non funziona” dalle parti di Apparat. Per qualche minuto il concerto si interrompe, un po’ di imbarazzo irrompe sul palco, ma il problema viene individuato e rapidamente risolto. A conti fatti questo risulta essere l'unico intoppo patito dai tre durante la serata.

L'esordio dello show è per This Time, dal nuovo album, col pubblico che non mostra la benché minima diffidenza e festeggia in ogni angolo, gremito, del locale; il battesimo di fuoco della band arriva però con il secondo  brano, New Error, colonna portante del primo disco, canzone molto attesa al varco alla prova (superata) dei bassi, almeno a giudicare dalla quantità di telefonini alzati durante l'arpeggio iniziale. A onore del vero, questa non è una scena di cui il pubblico dovrebbe andare fiero.

La scaletta comprende un totale di circa quindici brani, ed è con tutta probabilità questa (potrebbe esserci qualche differenza, ma ci somiglia molto). L'esibizione non dura quanto la maggior parte del pubblico si aspetta, dopo un'ora e mezza finisce il bis, le casse sono spente e ci sono parecchi siparietti comici che vedono persone  assiepate sotto il palco perplesse di fronte agli addetti alla sicurezza, cortesi ma piuttosto risoluti, che le invitano ad uscire, cosa peraltro impossibile visto che la coda per il guardaroba è titanica ed inevitabile. Ho il vago sospetto che tanta fretta di avere la pista libera nasconda qualcosa, ed infatti.

In definitiva Moderat  si dimostra una formazione che affronta a testa altra il peso del meraviglioso album di debutto, e lo fa portando in scena uno spettacolo (ed un album) che punta su quelli che sono stati i punti di forza in passato, senza che il pubblico lo percepisca come un ripetersi. 

E' ragionevole pensare che gli unici ostacoli che si potranno mai frapporre fra questi tre artisti e un'eccezionale carriera assieme saranno le eccezionali carriere dei singoli individui.


 
 

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