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L'intervista a uno dei suoi direttori artistici

Carlo Migotto presenta il Lago Film Fest

17 Luglio 2014

Intervista a Carlo Migotto, direttore del Lago Film Fest insieme a Viviana Carlet

Nella conferenza stampa di presentazione della decima edizione del festival fra le tue dichiarazioni c'è stata questa "siamo felici, liberi e indipendenti. Ormai è impossibile ignorarci!” parlacene un po' in maniera più ampia..

Da un certo punto di vista l'ho detto anche per tirarci sù il morale, non è facile mantenere vivo un festival per dieci anni ma ci siamo riusciti, ed anche se il budget è quello che è e non riusciamo a fare per questo una pianificazione, ad inquadrare professionalmente molte persone che lavorano con noi, aver conservato un'indipendenza sul piano del contenuto delle scelte artistiche non avendo aderenze politiche o sponsor molto grossi ci ha reso davvero liberi; sono meccanismi che non serve essere esperti per conoscere o immaginare, ma ogni scelta fatta era solo legata al nostro pensiero ed anche gli sponsor che abbiamo aderiscono sono in quanto legati al contenuto che produciamo.  

Il vostro festival si caratterizza per il profondo legame con il territorio che lo ospita insieme all'elemento di internazionalità, sempre di più quest'unione sembra creare un legame con il pubblico molto forte...

Dieci anni fa abbiamo deciso di portare in un piccolo paese decentrato rispetto al mondo, come è Revine Lago, stimoli da mettere in relazione con il territorio, in questo senso Revine non è il luogo del festival, il lago è il motivo per cui esiste il festival. Le relazioni che si creano, l'impatto con il territorio sono il motore del festival, per questo l'evento non è di nove giorni ma coinvolge tutti tutto l'anno.

Proprio in relazione a questo aspetto cui stavi accennando come Lago Film Fest siete una vera e propria piattaforma di produzione culturale, per chi collabora la cultura è un progetto di vita...

Sì, per questo in quest'ultimo anno abbiamo fatto una riflessione ed alla decima edizione abbiamo deciso di evitare gli aspetti celebrativi, non ci saranno infatti retrospettive, non ci saranno mostre con manifesti legate alle passate edizioni, perché questo percorso che per noi è lungo, dieci anni, ma è anche piccolo, rappresenta un punto fondamentale perché è quest'anno che abbiamo voluto pensare al festival come fosse l'ultimo e proprio per questo, come del resto è sempre stato nello spirito del festival, anche in maniera molto incosciente, abbiamo deciso di giocarci tutto e divertirci, ci siamo detti "qualsiasi cosa che avremmo trovato durante l'anno stimolante l'avremmo potuta inserire, senza limiti". E così è stato. Vedremo cosa accadrà l'anno prossimo visto che con questa modalità è l'ultima volta che si vedrà il festival con questa modalità, dal 2015 sarà diverso.

Nasce da questa riflessione l'idea di questa campagna fotografica ironica e shock del fotografo Marco Pietracupa e il videoclip animato di Glenn & The Chunkies?

Sì, anche se la campagna va dall'esterno al festival nel senso che attira l'attenzione verso il festival, mentre il video è un progetto che parte dal festival e va all'esterno. La campagna è stata affidata ad un fotografo glamour Marco Pietracupa, che da un'idea di Alais Chies ha realizzato questo scatti dai colori "croccanti" con le persone del posto, persone che sono gli abitanti del lago, senza alcuna preparazione, conoscendoli qualche giorno prima, i vestiti non li ha scelti ma sono i loro, ha aggiunto i vari dettagli, maschere, boccaglio, e li ha fatte diventare testimonial della manifestazione. Inutile dire che queste immagini raccontano molto bene il festival, sono irriverenti e intelligenti e segnano il forte legame con il territorio, con il tessuto umano ed antropologico del paese. Il video di Glenn & The Chunkies è parte del festival, nasce da un progetto di Lago Film Fest di creare un gruppo musicale e lanciarlo, a prescindere dal festival. Il videoclip è stato censurato da youtube, ma Blob - presente nella manifestazione a celebrare i 25 anni - l'ha messo in onda, e con il loro primo live italiano i Glam ci saranno il giorno di apertura del festival.   

Quest'anno l'innovazione irrompe al festival con incontri eventi che porteranno a Revine Lago il team dicimilame, autori del fake-bomba di Casaleggio su Twitter, o con Zero, il collettivo autore del progetto tormentone #coglioneNo, e le partnership si sono ampliate, oltre a Sherwood, state collaborando con il festival calabrese La Guarimba, Sexto 'nplugged....

Le collaborazioni sono un altro dei punti fondamentali, Sherwood è un festival indipendente storico ci sembrava naturale la partnership, ma ad esempio Guarimba è una nuova realtà, un festival di cinema indipendente che ci ha contattati perchè seguivano i nostri stessi principi, hanno deciso in un piccolo paese di non organizzare la solita sagra ma un festival internazionale che porti gente da fuori da un lato, e dall'altro faccia qualcosa per la gente del posto. Mentre gli organizzatori di Sexto 'nplugged li ho chiamati io, stanno facendo a Pordenone un festival di musica indipendente molto interessante, partono da un'associazione senza fini di lucro, insomma abbiamo molti punti in comune. (Silvia Gorgi)


 
 

www.lagofest.org

 
 

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