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Giovedì 2 luglio 2015 - Park Nord Stadio Euganeo - Viale Nereo Rocco - Padova

Analisi logica e politica della crociata cosiddetta 'anti-gender': retoriche, attori, strategie

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Giovedì 2 luglio 2015

ore 19.30

“Ma quale 'ideologia del gender'?” 

Sherwood Festival 2015
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood15

 Presso lo stand Zoom Out

Ne discutiamo con:

Lorenzo Bernini: ricercatore in Filosofia politica presso l'Università degli Studi di Verona, dove coordina il centro di ricerca Politesse - Politiche e teorie della sessualità. Fa parte del comitato scientifico di AG - About Gender: Rivista internazionale di studi di genere e della redazione di Filosofia politica.

Sara Garbagnoli: dottoranda presso il Centre de Sociologie Européenne – École des Hautes Études en Sciences Sociales, Paris.

Leonardo Bianchi: giornalista e blogger, è news editor di Vice Italia e collabora con Valigia Blu, Internazionale e altre testate. Dal 2008 scrive di politica, attualità e cultura anche sul suo blog satirico La Privata Repubblica.

Nel corso degli ultimi tre anni si è diffusanello spazio pubblico di un numero sempre crescente di Paesi (in primis in Francia, poi in Italia) l’espressione « ideologia del genere ». Tale sintagma, assai fumoso nel suo significato, è meno recente di quanto si pensi, ha una genesi cattolica ed è un efficace strumento reazionario.

Inventata dal Vaticano all’inizio degli anni 2000, l'espressione sta funzionando come una bandiera che federa un fronte eterogeneo e vasto di conservatori dell'ordine sessuale, come un'etichetta che deforma la posizione degli avversari e come uno slogan politico di forte impatto mediatico. Per i cosiddetti  « anti-gender », l’« ideologia del genere », predicando la natura costruita dei ruoli di genere e la non-naturalità dell’eterosessualità, produrrebbe una « colonizzazione della natura umana » e la « distruzione dei fondamenti antropologici della società ».

Se si analizzano l'origine, il contenuto, la logica di funzionamento di tale dispositivo retorico e le caratteristiche degli attori che lo veicolano, si osserva come il dirsi « contro l'ideologia del genere » abbia consentito al Vaticano (e ai suoi alleati in questa crociata) di riformulare la sua tradizionale opposizione a qualunque forma di denaturalizzazione dell’ordine tra i sessi e tra le sessualità (riforme giuridiche, corsi di formazione, elaborazione di saperi che studiano l'eterosessualità come costruzione storica, rivendicazioni dei movimenti femministi e lgbtqi).

In Italia non si contano più gli incontri organizzati dall’associazionismo familista cattolico e (cosiddetto) « pro-vita » al fine di « svelare i pericoli di tale ideologia », le pubblicazioni edite sotto l'egida di strutture di diffusione della dottrina cattolica, le « veglie » organizzate dal neo-nato gruppo delle « Sentinelle in piedi » (giuridicamente riconducibile ad Alleanza cattolica) per difendere una libertà che si dice « di espressione » e che si dispiega come 'libertà di inferiorizzazione'. In tal modo, il label « ideologia del genere » si è progressivamente diffuso nel campo mediatico e in quello politico.

Così, con un'operazione di comunicazione estremamente efficace, la Chiesa sta riuscendo ad imporre i termini del dibattito pubblico sulle questioni di genere e sessualità: non si tratta più di analizzare e lottare contro le forme di oppressione e di inferiorizzazione subite dalle donne o dalle persone non-straight (e da loro eventuali figli*), ma di essere « pro » o « contro » un'« ideologia » che sarebbe, ad un tempo, più nefasta di quella marxista e la concrezione dell'individualismo e dell'edonismo che la modernità capitalista occidentale avrebbe prodotto (sic!). Una tale crociata reazionaria, che sta mietendo i primi successi politici (in Italia e non solo), si sta dispiegando in un contesto di feroce attacco alle strutture dello Stato sociale.

In questo senso, il neoconservatorismo degli inventori dell'etichetta « ideologia del genere » - che sostengono che uomini e donne sarebbero gruppi naturali, naturalmente complementari - e il neoliberismo - che predica il virtuoso funzionamento del mercato in un mondo di individui che massimizzano la loro utilità sotto vincolo di risorse - si rinforzano a vicenda: « la famiglia » (coniugale eterosessuale e cattolica) è promossa a cellula naturale della società, la complementarietà tra uomini e donne è eletta a fondamento del vivere comune, le donne celebrate come creature per natura portate all'educazione dei figli e alla cura dei più deboli e degli anziani e lo Stato sociale pensato come produttore di sprechi e portatore di inefficienza.

Con l'intenzione di analizzare la genesi, la diffusione e il successo del dispositivo retorico costruito attorno all'espressione « ideologia del genere » in un contesto tanto profondamente marcato dall'influenza politica del Vaticano come l'Italia, e di studiare gli attori di questa crociata, facendone emergere il carattere transnazionale e iscrivendola nell'ambito di una battaglia familista di più lungo periodo, abbiamo organizzato l'incontro “Ma quale 'ideologia del gender'?” il prossimo 2 luglio.

 
 

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