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Giuseppe Chiara, 26 anni, di Caravaggio. Verdena di sogno e professione. La sua avventura inizia con la risposta ad un annuncio online piuttosto interessante. Ma come suona adesso Endkadenz? Dov’è il vero WOW? E chi è quel quarto sul palco? Galeotta, in principio, fu Eleanor Spinetti.

Cercasi Verdena: il poker è live (e un po’ online)

14 Giugno 2015

Un appuntamento, un caffè, una jam session di 5 ore. Poi il silenzio, e la telefonata: “Andiamo in tour, vieni con noi”. Ed eccomi qui.

«Gruppo rock avviato in zona Bergamo cerca musicista esperto, uomo o donna tra i 18 e 40 anni, che sappia suonare tastiere, chitarra e cantare (per seconde voci), per tour impegnativi in Italia e in Europa. Richiesto molto tempo, impegno e soprattutto passione. No cover».

Lo scorso febbraio 2014 villaggiomusicale si addobba con un annuncio invitante, seducente, irresistibile per Giuseppe, che suona, naviga, non ci pensa due volte e risponde a Eleanor Spinetti, che firma il messaggio.

A lato dell’annuncio, tra i nomi degli artisti preferiti dalla band, erano citati Melvins, Flaming Lips, Beatles, Led Zeppelin, Nirvana, Motorpsycho, Queens of the Stone Age, Beach Boys, Pink Floyd e Verdena. Le influenze erano tante e meravigliose.

A quel punto cosa ti è stato chiesto?

Allora non sapevo ancora effettivamente con chi mi stavo rapportando. Mi è stato chiesto di inviare dei pezzi di prova per far sentire le mie sonorità. Quando ho chiesto io del materiale al gruppo, per capire cosa facessero e che progetto coltivassero, Roberta ha confessato.

Un appuntamento, un caffè, una jam session di 5 ore. Poi il silenzio, un 2014 di attesa.

Un’attesa chiamata Endkadenz, Vol. 1. Poi, dopo mesi, alla fine delle registrazioni del disco è arrivata la telefonata: “Andiamo in tour, vieni con noi”. Ed eccomi qui.


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L’evoluzione della band ha portato alla necessità di aumentare la dotazione strumentale sul palco. Di cosa ti occupi durante i concerti?

Tastiere, chitarre, seconde voci. Suono tutto. Sono circondato da tastiere e da pad, sia WOW che Endkadenz lo impongono. Nasco come chitarrista, il piano l’ho sempre strimpellato, effettivamente durante i concerti i pezzi degli ultimi album si trasformano. Sono molto coinvolgenti e avvolgenti, un’onda d’urto lenta ma potente.

Cosa c’è prima?

Non ho mai avuto, purtroppo, un gruppo stabile. Ho sempre cercato di portare avanti un mio progetto, attualmente in pausa. Ho girato tanto la Svizzera da turnista, ma rimango affezionato alla penisola, che ospiterà il tour in lungo e in largo, almeno fino a settembre.


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Come procede la situazione musicale dalle tue parti?

Vedo che ultimamente Bergamo sta sbocciando, Capre a Sonagli – con cui condividiamo alcuni palchi – e Arcane of Souls sono l’esempio più lampante.

Quali sono i gruppi a cui sei appassionato?

Sono un fan dei Radiohead. Ultimamente mi sto indottrinando sui gruppi che avevo perso negli ultimi anni. Ho riscoperto dei fenomeni importantissimi della scena mondiale, e mi sto appassionando a MC5 e Flaming Lips.

I Verdena, forse, ormai li conosce bene.

 
 

La scaletta del concerto a Sherwood Festival 2015

13/06/2015

Alieni fra di noi
Un po' esageri
Sci desertico
Loniterp
Contro la ragione
Le scarpe volanti
Derek
Miami Safari
Il Gulliver
Nevischio
Canzone ostinata
Puzzle
Miglioramento
Viba
Muori delay
Rilievo

Il caos strisciante
40 secondi di niente
Funeralus

 
 

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