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Live Report - Verdena + Le Capre a Sonagli - 13 giugno

di Enrico Brunetta

15 Giugno 2015

La sera dei Verdena è arrivata ed eravamo in tanti ad aspettarla. Tornati dopo 4 anni con il sesto album Endkadenz volume I, uscito a gennaio 2015, la band bergamasca torna a suonare dal vivo dopo la prima parte di tour tra febbraio ed aprile. Delle molte città toccate mancava Padova ed ecco l'appuntamento a Sherwood Festival. Tanti li avevano già visti quest'anno, ma tra di loro una buona parte era già in astinenza. Questo è l'effetto che provoca una delle rock band italiane più influenti degli ultimi vent'anni. Il primo omonimo disco Verdena usciva nel 1999 e il trio, allora giovanissimo, stava già intaccando una generazione di persone con le prime hit come Valvonauta, Viba e Ultranoia. Dopo essersi evoluti nel corso degli anni, intorno ai Verdena c'è sempre interesse, passione e ammirazione.

Alle 19 aprono i cancelli e i primi si avvicinano al palco per studiare la situazione o per dare un'occhiata al banchetto del merchandising. Il flusso di gente è in continuo sviluppo e quando cominciano a suonare Le Capre a Sonagli le prime file sono già occupate dai fan più impazienti. Se aprire ai Verdena di oggi può essere un onore e comportare una grande responsabilità, apparentemente a questo quartetto sembra dare i giusti stimoli. Forse poco conosciuti ai più, intrattengono il pubblico con un show godibile che scorre via veloce. Nell'ultima canzone un componente del gruppo scende dal palco, scavalca le transenne e si confonde euforico nel pubblico. Tutto in pochi secondi e tra gli sguardi divertiti dei presenti. Meritano un ascolto più approfondito.

Pochi minuti dopo le 22 sono sul palco i Verdena e il pubblico si pregusta le quasi due ore di concerto previsto. Un inizio relativamente tranquillo ci fa apprezzare alcune canzoni degli ultimi due album, tra cui il primo singolo di quello nuovo Un po' esageri e una delle tracce più suonate del penultimo WOW, ovvero Loniterp. Prima di quanto mi aspettassi presentano un trio di canzoni che si rivelerà il mio picco più alto del concerto: Derek, del nuovo album ma con l'energia di quelli "vecchi", Miami Safari (una veramente vecchia e datata 2001, anticipata da Alberto Ferrari che dice: "Questa non la suoniamo mai..." e seguita da una quasi impercettibile pausa, sufficiente per lasciarci immaginare di quale potrebbe trattarsi) e dai 12 minuti de Il Gulliver. Da brividi quest'ultima, una di quelle sorprese che non ti aspetti, o meglio una di quelle che tanti vorrebbero sentire pur sapendo che non ci sono molte possibilità concrete. E invece la suonano. Luca alla batteria è una macchina: con veemenza affronta le parti spinte, con precisione chirurgica gli stacchi. Una canzone che con il tempo è diventata una delle mie preferite della loro discografia. Mi sbilancio con una considerazione personale, seguendo la band da diversi anni: un brano simile al posto di 4-5 brevi tracce di WOW? Sì! Grazie per aver scelto così.


Seguono le due in acustico Nevischio e Canzone ostinata, utili a farci tornare con i piedi per terra, prendere un po' d'aria e rilassarsi un attimo. I Verdena, si sa, non perdono tempo in chiacchiere e lo show torna a salire di tono, con Alberto di nuovo al piano per Puzzle e Miglioramento. Seduto ci rimane poco, prima di riprendersi la chitarra, pizzicare qualche corda per lunghi secondi e sfoderare il potente di riff di Viba. Il pubblico in visibilio si scuote e mi piace scorgere un sorriso sul volto di Roberta e immaginarla pensare: "Ma quanto vi piace questa?". Continuano con Muori Delay e Rilievo, cupa e solenne. Questa viene proposta con un finale esteso: mentre il resto della band scende dal palco rimane solo Alberto, che regala l'idea di non voler mai terminare il brano. Dopo una breve pausa, i Verdena al completo tornano per la conclusione. Il caos strisciante, 40 secondi di niente e Funeralus rappresentano l'encore: tre canzoni per trasmettere le ultime emozioni della serata. Il pubblico è ai piedi dei Verdena. Le luci blu rosso e verdi li hanno illuminati in modo impeccabile per tutta la serata e finalmente Alberto e Roberta ringraziano apertamente tra gli applausi.
Il pubblico di Sherwood può disperdersi, abbandonando il palco e continuando un'altra splendida e riuscita serata.

 
 

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