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Jamie xx – In Colour

by stfmrk (Vinylistics)

23Luglio2015

Lo so. Se un artista finisce nella rotazione radiofonica della most qualunquista radio italiana non è un buon segno. In realtà non è neanche un segno lontanamente accettabile. Ma dopotutto stiamo parlando di colui che ha (coo)dato i natali alla bestintroever (e sappiamo tutti come sia finita nella home di FB, pubblicata dal nostro caro “amico” che pubblica un giorno sì e l’altro pure gli ultimi rantolii affannosi del KOMANDANTE o del #jova). Quindi non resta che rassegnarsi al fatto che sì, è possibile che Jamie xx (con o senza Romy et Oliver) possa entrare nel radar di coloro che tendenzialmente non ci stanno simpaticissimi, musicalmente (e non) parlando; ma vogliamo farcene una colpa? No.

Questa è la premessa, estremamente sintetizzata, per dire che sì, Jamie Smith si è scisso (oddio, nemmeno poi del tutto) dagli storici compagni di ventura per dare alla luce la sua creatura, In Colour, come fosse un padre single che in un utopico futuro potesse adottare un figlio (altro che foto profilo rainbow che, guarda caso, ricorda non poco la copertina del disco. Ah, questo si chiama avere del fottuto tempismo).

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A dire il vero c’era già stato un assaggio nel lontano (musicalmente parlando un’eternità) 2011 e le sonorità presentate in quell’EP (in particolar modo Far Nearer) non erano poi così lontane da quelle che adesso lo stanno portando in solitaria in giro per i migliori festival mondiali, synth che giocano con sonorità esotiche (marimba, xilofono are you?), loop e campionamenti vocali degni del miglior James Blake.

Curioso anche il lancio del disco, anticipato da diverse uscite, che si sono protratte per ben più di un anno. E durante l’ascolto si percepisce chiaramente come il sound del bel (?) Jamie si sia evoluto. Ci sono almeno un paio di tracce, una in particolare, clamorosamente in disaccordo con le altre, come se questo lavoro fosse frutto di un collage piuttosto che di un progetto ben definito sin dall’inizio, e, più in generale, si riconoscono palesemente 3 sottogeneri: Jamie xx prima, Jamie xx adesso e The xx (più una traccia random di cui non si spiega l’esistenza).

 

 Scomponendo le 11 tonalità che compongono lo spettro cromatico di Jamie xx ci troviamo subito di fronte a una partenza con il piede ben piantato sull’acceleratore..... continua a leggere su Vinylistics

 
 

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