Password dimenticata?

The Dead Weather – Dodge And Burn

by MonkeyBoy (Vinylistics)

21Ottobre2015

Ci sono gruppi che sono pazzi perché fanno cose pazze in sé esulando dal contesto in cui si trovano, poi ci sono quelli che lo sono perché i componenti sono gente dalla sanità mentale piuttosto dubbia, meglio se dotati di un incalcolabile talento nelle arti musicali o nelle droghe o nel fare polemica con chiunque, a vostra scelta. Alla seconda categoria appartengono i Dead Weather di (basta davvero solo il nome) Jack White alla batteria e alla voce, Alison Mosshart dei Kills alla voce e alla scrittura dei testi, Jack Lawrence dei Rancounters al basso e Dean Fertita dei Queens Of The Stonage alla chitarra ed alle tastiere. Si formano per caso nel 2009 debuttando lo stesso anno con il discreto ed un po’ raffazzonato Horehound. Successivamente, forse proprio per rimediare, bissano solo dodici mesi dopo col già più solido Sea Of Cowards, prima di far scendere un silenzio interrotto nel 2013 dalla pubblicazione di un paio di singoli – e rispettivi b-side – che, in versioni alternative, trovano tutti posto in questo terzo lavoro, Dodge And Burn.

The-Dead-Weather-by-David-James-Swanson-770

Pazzi dentro.

Le session vere e proprie si sono svolte fra luglio ’14 e ’15 nei celeberrimi Third Man Studios di White, a Nashville. I tempi dilatati sono dovuti ai vari impegni dei quattro: registrare così, ad intermittenza, non è facile per nessuno ed il fatto di aver portato a termine un album vero e proprio e non una semplice collezione di singoli è già un piccolo successo. Ciò nonostante, al di là dei riferimenti blues e garage, non c’è una linea di fondo, un approccio sistematico che si rifletta sul sound. Sono i vari brani ed i loro autori che di volta in volta tracciano la strada in questi 43 minuti. La prima vera novità che salta agli occhi è il ritorno della coppia Fertita/Mosshart in fase di scrittura, a partire da singolo di lancio 2015 e brano d’apertura I Feel Love (Every Million Miles), un pezzo infervorato e tagliente che ricorda parecchio i Led Zeppelin di Immigrant Song ma che d’altra parte ha anche un riff molto White Stripes, perciò la cosa è voluta.

Jack White in teoria non è un virtuoso della batteria ma migliora anno dopo anno suonando duro e preciso il giusto, riuscendo a creare un’ottima alchimia col poderoso basso di Lawrence e la vocalità straripante della Mosshart. Lo stesso duo di compositori lo ritroviamo nella successiva Buzzkill(er) – il singolo dell’anno scorso – piena zeppa di chitarre riverberate che saturano il suono, dove una Mosshart più contenuta nell’esecuzione è invece dura e ribelle come non mai (“Oh Lord, forget about me, let me ride”). Meno ispirata si rivelerà invece Too Bad, che delle tre è quella più scolastica e banale, che i testi pur intriganti (“I know how the story ends, I know who dies, I know who lives”) non riescono a salvare da una mera sufficienza.

 

 

Dodge And Burn è un album forse anche più dark dei precedenti, ma non mancano un paio di momenti che alleggeriscono le atmosfere.... continua a leggere su Vinylistics

 
 

Commenti

Per inserire un commento devi effettuare il login utilizzando il modulo in alto a destra.

Sei nuovo? Registrati subito utilizzando il modulo di iscrizione che trovi qui.

    video

  • The Dead Weather - I Feel Love (Every Million Miles)
CalendarioSherwood
MappaSherwood
loading... loading...