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Gilles Deleuze e la musica elettronica

a 20 anni dalla scomparsa, un ricordo di come ho conosciuto le sue opere: attraverso il suono

4 Novembre 2015

ll 4 novembre 1995, 20 anni fa, moriva a Parigi il filosofo francese Gilles Deleuze.

A me piace ricordarlo come ho conosciuto le sue opere: attraverso il suono.

Nel 1995 usciva uno dei dischi più sorprendenti che mi sia mai capitato di ascoltare ovvero “94Diskont” del progetto tedesco Oval. Costruito interamente danneggiando la superficie del CD, poi suonandolo ancora e campionando i rumori di fondo, i salti e i buchi digitali, possiede una musica evocativa e  misteriosa. Gli Oval avevano inventato il “glitch” che tanto influenzerà l’elettronica negli anni a seguire.

Il suono combinato del malfunzionamento produce un senso di fluidità, come un flusso casuale associato ad un processo naturale che contiene una struttura senza intelligenza. Questo tipo di approccio “rizomatico” , dove la creazione artistica prende forma come un seme piuttosto che da concetti lineari è stata teorizzata per primo da Gilles Deleuze assieme a Felix Guattari. Non a caso il disco usciva per un’etichetta  che si chiamava “Mille Plateaux”, nome chiaramente ripreso dall’opera omonima di da Gilles Deleuze e Felix Guattari. La stessa label nel 1996 fece uscire una compilation tributo al filosofo: “In memoriam of  Gilles Deleuze”.

Un altro progetto “deleuziano” era senz’altro Microstoria, collaborazione tra  Markus Pop degli Oval e Jan Werner dei Mouse on Mars che consisteva in una serie di indescrivibili ma altamente evocativi ronzii distorti – rumori di macchine che cerchiamo di evitare nella vita urbana di tutti i giorni. Mentre Pluramon prodotto da Markus Schmickler  campionava e decostruiva registrazioni fatte da un gruppo rock fra i quali c’era Jaki Liebezeit, il batterista dei Can, storica band Krautrock degli anni 70.

La “Mille Plateaux” nel suo intero applicava una nuova democrazia del suono e della produzione. Contrariamente alla tradizione rock dove basso e batteria formano ossatura di base, le chitarre tagliano lo spazio e la voce si impone in primo piano nel mix, questo approccio attraverso l’editing digitale le tecnologie di campionamento, ecc. riorganizza questa  struttura conformata sperimentando la promozione  di piccoli dettagli in primo piano di mixaggio.

Insomma in parallelo con le teorie anti-capitaliste di Deleuze la “Mille Plateaux” amplificava  il più possibile queste idee con la destabilizzazione del suono come ristrutturazione della società.

La musica elettronica, ma non solo, non è stata più la stessa dopo i lavori di questa label e sicuramente Deleuze ne sarebbe stato contento.

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alcuni artisti che hanno inciso per “Mille Plateaux”:

Kid 606, Oval, Gas (Wolfgang Voigt), Alva Noto (now Raster Noton), SND, Thomas Köhner, Frank Brettschneider (now 12k / raster noton), Rechenzentrum, Twerk, Ran Slavin, Tilmann Ehrhorn, Christian Vogel, Asmus Tietchens, Porter Ricks, Pluramon, Robert Babicz, Curd Duca, Thomas Heckmann, Ekkehard Ehlers, Andreas Tilliander, Shuttle 358, Vladislav Delay, Donnacha Costello, Tim Hecker ...


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 riproponiamo una puntata del maggio 2005:

Diserzioni: Techno Deleuze

Diserzioni: TechnoDeleuze (2005)

 
 

 
 

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