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La forma e sostanza pop secondo Boskovic all'esordio discografico

11 Novembre 2015

Boskovic
"A Temporary Lapse of Heaven"
Autoprodotto

Disco d’esordio per il cantastorie vicentino Luca Boskovic Bonini. Il titolo “A Temporary Lapse of Heaven” fa subito pensare a un sognatore che gioca sull’immaginario musicale da creare attorno alle parole e lo fa con del beat concreto, con il suo piano studiato per circondarsi di buone vibrazioni.
Luca ha militato con la sua voce e la chitarra con diverse band, ma nel frattempo trovava rifugio nelle canzoni scritte da solista tra un ascolto dei Beatles più spensierati, più pop rock e i Deep Purple più energici. Le canzoni le ha prodotte tra il 2012 e il 2013 e c’era stata una prima uscita di questo disco ma quest’anno l’uscita è più mirata (e speriamo efficace) con la distribuzione di Wondermark per il digitale e di Amazon per quella fisica.
Entrando nel merito delle canzoni “What you’re doing to me?” inizia con un telefono che suona a vuoto e tra un crocevia di voci che si incontrano l’una dal corridoio del cuore e l’altra dritta graffiante, arrabbiata. Il pop prende piede e colora di azzurro e rosa le chitarre nervose e tutto sfuma in una nuvola che si allontana. Il bisogno di essere presenti a se stessi, alla proprie emozioni porta a scrivere e comporre costruendo un’immagine perfetta da mostrare agli altri da mettersi davanti nei momenti di sconforto. Un’immagine da sognare come in “Just in town” che fa venire in mente il grande Maurizio Vandelli in un grande prato fiorito.
In “Sun (born and die)” con l’aggiunta del secondo bassista Marco Pivato si “sfruttano” le ombre per mettere in risalto il malumore che cresce e si fa evidenziare dal pennarello indelebile.
Boskovic si muove nella forma e sostanza pop: l’ha ascoltato e lo sa comporre bene per raccontarsi. Il modo in cui prende il tono in seconda battuta in “Look and fly” la dice lunga sulla sua bravura perché riesce con poco a rafforzare la melodia con il piccolo grande aiuto dei suoi compagni di viaggio Nino Dell’Arte alle chitarre e al basso (che da poco ha lasciato la band) e Nicola Castegnaro alla batteria acustica. Le tastiere e il piano le suona invece Marco Andreose ma non è ufficialmente nel progetto come il già citato Marco Pivato.


“ Just in town”, tra le canzoni più spensierate, è anche il video del disco e mostra visivamente l’impatto pop de viso di Boskovic. Un’unica pecca su “Time to grow” c’è una pericolosa andatura verso Brian Adams. Spero non sia questa la nuova strada per le prossime canzoni, ma che si riparta ad esempio dalla splendida “Everyday” che sorge lentamente per poi cucire e scucire pezzi di vita che girano attorno alla melodia con toni sinfonici accogliendo, stavolta, i R.E.M. più solari tra le righe del pentagramma che speriamo resti sempre strumento da usare tanto da qui in avanti.

Francesca Ognibene

 
 

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  • Just in Town - Backstage Part 1
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