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Antonello Cresti - Solchi Sperimentali Italia

anni di italiche musiche altre / CRAC Edizioni

2 Dicembre 2015

Calma, con calma! Qui ci sono quasi 500 pagine piene zeppe, colme di inviolabile purezza di pensiero e di suono. Tra queste righe si dipana la vita e la storia di decine di musicisti, improvvisatori, sound-artists, pazzi sognatori e irrimediabili ottimisti che hanno deciso di usare il tempo loro concesso su questa terra per offrire delle tonalità...o atonalità senza chiedere nulla in cambio se non l’attenzione di un ristretto pubblico con il quale scambiare le proprie “bizzarrie musicali”, come le chiamano  gli inconsapevoli fruitori della musica del nulla, quella sotto vuoto pneumatico

 

Antonello Cresti ci aveva abituato gran bene già con il suo primo tomo dedicato alle musiche altre (Solchi Sperimentali - Una guida alle musiche altre - CRAC Edizioni 2014) che battevano bandiere le più disparate, sventolando sopra una cinquantina di costruzioni disegnate da architetti e disegners che avevano saputo plasmare e disegnare la materia musicale al pari di veri e propri artisti visionari, creando movimenti, avanguardie, scuole di pensiero alle quali si fa tutt’ora riferimento quando si discute di Suono con la S maiuscola.

La domanda però aleggiava sempre nell’aria: cosa succedeva in Italia mentre il mondo di fuori esplodeva in centinaia di sfumature e decine di declinazioni sonore. Nella terra del sole e amore, sugli scogli aguzzi del Ci baceremo a San Remo era successo, stava succedendo, succederà mai! qualcosa che riesca a spostare l’ago della bilancia verso un mondo in cui l’arte, anche quella musicale d’avanguardia, possa iniziare a fare la differenza? Ovviamente una domanda retorica che non ha certo bisogno di risposta; se a qualcuno questa serve, accenda la tv e si guardi X-Factor per capire come vanno le cose. Certo che alla domanda iniziale sul che cosa succedeva in Italia mentre la nicchia del resto del mondo vibrava di innovazione, era stata data una risposta minima. Qualche dovuto nome italiano in attesa che una nuova e vera enciclopedia dello sperimentalismo italiano non venisse stampata l’anno successivo, ora, qui, adesso.

 
 

Lungi dallo scrivente iniziare ad elencare i tantissimi nomi dei partecipanti a questa imperdibile kermesse. Gran parte li conoscete, altri magari no perchè appartengono ad ‘ere geologiche’ lontane dalle vostre, gente che ha costruito innovazione musicale quando il termine ‘ricerca’ era un lussuoso soprabito di morbido cachemire che pochi potevano permettersi di indossare. Forse è questo uno dei buoni e validi motivi per consultare queste 500 pagine, per viaggiare lungo 50 anni - non sono pochi eh? - di sperimentazioni senza se e senza ma. Un piacevolissimo viaggio attraverso schede, interviste, foto e sopratutto sensazioni ed emozioni che solo i protagonisti di quei periodi, attraverso i loro racconti, possono trasmettere.

 
 

Cerchiamo comunque di capire quali sono state le tappe di questo viaggio, in quali porti si è fermata la nave dei sogni e dei ricordi. Si parte dai coloratissimi mari Psichedelici e si procede poi solcando acque che bagnano più terre con la conseguente Mescolanza di Mondi e Suoni fino ad incontrare la Progressiva Corrente Musicale, un fenomeno che non trova entusiasta lo scrivente ma che sembra in netta risalita negli ascolti. La navigazione poi procede nel mare in tempesta dell’Impegno Rock di Opposizione, un nome per tutti: Area, qui giustamente ripresi dopo la citazione nel primo libro. A seguire i vari attracchi presso i porti della Contemporaneità, del Ritual, Metal, le immancabili onde causate dalle Sonorità Anni ‘80 che non si riconoscevano nella modalità new-wave tout court, l’apparente calma piatta dello spleen introspettivo e mai dimenticato, le tempeste del Suono Industriale, i mari tutt’ora alquanto sconosciuti dellElettroacustica e il rilassante sciabordio del suono intimista della Trascendenza.

Un libro da consultare, da studiare, abitato da persone che meritano il nostro rispetto, artefici di “...una realtà musicale troppo spesso ignorata, bistrattata, inascoltata eppure capace di regalare mille emozioni...” a.c.

 
 

 
 

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