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L’Orso – Un Luogo Sicuro

by Aria (Vinylistics)

24Marzo2016

Un luogo sicuro è un posto che quasi sempre ti fa pensare a casa. Ma la ricerca di esso ti porterà inevitabilmente in posti lontani alla scoperta di qualcosa di diverso, di percorsi emotivamente sconvolgenti che, alla fine, ti ricondurranno sempre lì, nel posto che hai sempre saputo. La band de L’Orso questo lo sa bene e lo racconta in questo nuovo capitolo del proprio progetto musicale che negli ultimi cinque anni ha saputo ben ritagliarsi il proprio spazio nello scenario indie nostrano. Nonostante la formazione della band abbia visto la luce nei luoghi milanesi, i componenti hanno origini diverse e varie, ma se c’è un posto, un luogo che si identifica col senso di questo disco è Ivrea, cittadina della provincia torinese e luogo d’origine di Mattia Barro, frontman del gruppo.

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Il disco è stato pubblicato l’11 marzo tramite Garrincha Dischi ed è stato prodotto da Marco “Cosmo” Bianchi (dei Drink To Me) che, guarda caso, è anch’egli di Ivrea. A differenza di tante altre indie band italiane – nomi non ne facciamo perché è domenica mattina e sono ancora in clima di relax, peace&love – L’Orso non si è mai adattato a cavalcare “l’onda del momento” ma ha sempre coltivato e curato la propria identità sonora, arrivando a questo punto con una naturale evoluzione che sì, oggi riporta cambiamenti radicali nel sound rispetto agli inizi, ma il tutto non fa altro che portare alla luce la vera brillantezza di questa band che sta prendendo una strada ben definita. E a proposito di strade, ecco che Ivrea diventa chiaramente fondamentale come tassello di questo disco, fungendo da vero e proprio punto di partenza di tutto e – quasi – tutti quelli che hanno lavorato alla realizzazione di questo lavoro.

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Il disco è infatti scandito da tre momenti fondamentali, tre luoghi che hanno caratterizzato tutto quello che fa di questo disco “un luogo sicuro” e che raccontano la storia di un percorso fatto di persone, di situazioni e attimi diversi che per assurdo, seppur brevi e in qualche modo “di passaggio”, anche nella loro fugacità hanno lasciato un’impronta. E se Ivrea è il punto di partenza, non poteva non essere la prima traccia, Apri Gli Occhi Siamo Nello Spazio (luogo n.1) a rappresentarla. Questo pezzo, quasi interamente strumentale, mostra fin da subito la vera anima di questo disco che si inoltra nel mondo dell’elettronica e col suo incedere lento ed etereo esprime già un primo messaggio-chiave.

“Tengo una mano sul cuore, e con l’altra conto le parole: ora che sono altrove c’è un nuovo luogo da arredare

Arriva poi tutto d’un botto il singolo che ha anticipato l’uscita del disco, Non Penso Mai, e che azzecca tutto quello che c’è da azzeccare: ritmo, carica, testo e ritornello che, lo ascolti, ti entra in testa e te lo porti avanti tutta la settimana. Cosa che vorresti fare anche con la parte rappata ma, almeno io, ci devo lavorare ancora un po’ su. Fatto sta che l’accostamento di vari mondi diversi tra loro come possono essere quello del rap e quello dell’elettronica ottengono un risultato piacevole arricchito ancora di più dalla personalità delle chitarre acustiche. La freschezza di questo brano è contagiosa, ringraziatemi (si vabbè ok, ringraziate loro) per rendervi meno drammatica la fine del weekend in questo modo.

La scelta di lavorare con Cosmo è stata fortemente voluta da Mattia che afferma di essere stato spronato dal collega e amico con cui ha deciso di esplorare a pieno questa nuova sfera sonora. Le collaborazioni presenti nel disco però sono tante, a partire da Dj Dust in L’Uomo Più Forte Del Mondo che arricchisce il lavoro di un’altra sfumatura sonora, una sorta di hip hop con un mixaggio irresistibile. Troviamo poi i cori di Giorgia D’Eraclea, meglio conosciuta come Giorgieness, in Essere Felici Qua, un brano che parla delle paure di Barro, ovvero il tempo e la distanza e dei vuoti da colmare che portano.

A metà del disco arriva il secondo luogo con Io Credo In Te, La Tua Magia è Vera (luogo n.2)un pezzo che racchiude un insieme di suoni catturati con un registratore durante una vacanza fatta con amici in Irlanda: si sente il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli, il mormorio di un pub e altri suoni di città. C’è il contributo anche de Tropicalisti, gruppo di amici-artisti di Ivrea (non l’avreste mai detto eh?) che si fanno sentire anche in Un Pomeriggio, brano che racconta delle loro estati trascorse insieme e che richiama un po’ di malinconia ma ha anche uno dei testi più ispirati, rimarcando ancora una volta il desiderio e la necessità di avere un luogo sicuro dove custodire ricordi e tutto quello che fisicamente si perde ma resta impresso in altri posti. Berlino che probabilmente è un altro dei luoghi importanti per questa band, si avvale della collaborazione di Michael Liot dei We Were Evergreen ed è uno dei pezzi che preferisco....continua su Vinylistics

 
 

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