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"Abbiamo suonato a Sherwood diversi anni fa, per la presentazione del nostro primo disco. Vertical e Sotterranei? Spesso le cose sono legate da fili invisibili, noi eravamo legati da un filo lungo 35km".

Fili invisibili e persone sensibili: il ritorno dei Vertical a Sherwood Festival

C'è un principio di controcultura che, per il terzo anno consecutivo, unisce Sherwood ai Sotterranei. Una foresta nel sottosuolo dove sentirsi a casa, ammaliati dalle sonorità hardcore da saloon di Sakee Sed e dal groove psichedelico dei Vertical, ultima band aggregata all'etichetta Dischi Sotterranei, in tour con il nuovo disco Alpha. Abbiamo intervistato la formazione vicentina.

4 Luglio 2016

Ciao Vertical e benvenuti nella foresta di Sherwood. Suonerete al Festival il 14 luglio, nella terza serata Sotterranei in tre anni, assieme a Sakee Sed. E' la prima volta per voi a Sherwood?

Ciao a tutti! Non non è la prima volta, abbiamo suonato a Sherwood diversi anni fa, per la presentazione del nostro primo disco Vertical. E'stata una bella serata ma ho ricordi sbiaditi, delle birre alle 3 di mattina, persone, ombre, luci, buio...ahhh

Vertical e Sotterranei, o Vertical nei Sotterranei... è successo: come ve lo spiegate? Descriveteci questa unione.

Spesso le cose sono legate da fili invisibili, noi eravamo legati da un filo lungo 35km.  I Vertical amano la Strada e i luoghi frequentati da persone con vera sensibilità. I Sotterranei lavorano per creare eventi e situazioni per persone "sensibili", per creare cultura, quella vera quella sotterranea. Per cui è bastato seguire il filo e ad un certo punto ci siamo incontrati.

Etichette ed attualità: cosa significa per una band del vostro calibro poter contare su un'etichetta di appoggio?

E' fondamentale. Investiamo molto tempo in sala prove per produrre musica, sarebbe impossibile per noi essere così attenti e presenti sul territorio per avere sott'occhio locali, festival, eventi culturali.

Oltre a questo l'etichetta può veicolare diversi messaggi grazie alle diverse tipologie di musica che tratta,  potendo quindi far conoscere a diversi pubblici diverse realtà musicali creando interesse e dando nuovi orizzonti agli ascoltatori e portando continue novità nel territorio.

I genere musicali sono, in qualche modo, etichette?

I generi esistono per chi legge e non per chi ascolta.

Essere etichettati per la musica che si fa ora non ha più senso. 
I generi sono talmente vari e sono talmente mescolati tra loro che sarebbe inutile etichettare: potresti trovare dei gruppi che si definiscono rock grunge pop elctro swing. Oppure metal d'n'b canatutoriale folk, lounge.

La vostra etichetta non suona male: Psycho Groove / Funk. Da dove provengono le vostre sonorità? Quali sono i vostri maestri?

La nostra musica nasce dal ritmo, il Groove è fondamentale nel sound dei Vertical.

Tutta la black music ha come comune denominatore una buona dose di ritmo e così è per noi. James Brown guardava gli strumenti e indicando la chitarra, il basso e il sax convinceva tutti che in realtà erano batterie e bisognava suonarli di conseguenza. Per il resto abbiamo nel DNA i temi di maestro Morricone e le allucinazioni del periodo '60 e '70.

Poi ci sono gli anni 90 di cui siamo "figli", la Dischord, i Beastie Boys, Beck e via fino agli Air e Daft Punk.., Nel disco ha influito anche il sound psicadelico di Nicola che negli ultimi anni ha suonato molto con i Mother Island.

Arrivate a Sherwood con un EP di inediti, una bocca spalancata ed un mantra ossessivo di sole due parole: Gravity / Family. Raccontateci il vostro Alpha.

Alpha è il primo pezzo con cui abbiamo iniziato a giocare provando ad usare le voci e lavorando sui singoli strumenti invece che partendo dalle jam in sala prove. 

Per questo lo abbiamo chiamato Alpha, è il nostro primo pezzo composto ed immaginato in maniera diversa da come avevamo fatto fino ad ora. Le due parole "gravity" e "family" alludono da una parte alla forza invisibile che tiene uniti i rapporti e crea i legami, dall'altra al desiderio di evasione che si prova quando si vivono legami forti. In pratica è il bello e il brutto di far parte di una famiglia, di passare insieme attraverso momenti duri e momenti felici. o, se preferisci, viceversa.

Quali sono gli accorgimenti tecnici occorsi ad Alpha in fase di registrazione? Si tratta di un metodo un po' vintage...

Tecnicamente,  Alpha è un estratto contenente 4 dei 15 brani che abbiamo registrato. Anche se il mix è totalmente digitale, la registrazione è stata fatta quasi interamente su nastro, senza editing, con una moltitudine di strumenti, quasi tutti vintage. Quando entravamo in sala di ripresa al mattino, chiudevamo la porta, ci guardavamo attorno ed eravamo nel 1969!

Quindi cercavamo una pasta di suono precisa: calda e tridimensionale, naturalmente compressa. In questo senso la bobina non ha rivali e, per quanto evoluto e "smart" sia diventato l'audio digitale, è comunque ancora lontano dal dare quella sensazione. Poi, per il discorso fatto prima sui legami molti stretti, un altro accorgimento "tecnico" fondamentale è stato trovare e mantenere l'armonia collettiva. Quindi scegliere le persone giuste con cui lavorare e a cui affidare i nostri brani.
Martino Cuman ci ha seguiti in tutte le fasi, dai provini al mix e, ormai, fa parte della nostra "gravity family", tanto che sarà con noi anche come fonico ai concerti. Andrea Cajelli, proprietario de La Sauna Recording Studio di Varese, ha lavorato a quattro mani con Martino in fase di registrazione e ci ha aiutati, con la sua saggezza, a superare le difficoltà tecniche che, ovviamente, ci sono state durante una session di studio così corposa.

Il nostro piano giornaliero prevedeva 12 ore quotidiane di tracking per un'intera settimana: bobine da cambiare, cavi da saldare, amplificatori che friggono e che vanno fatti sbollire, i rotori del Leslie che, quando meno te l'aspettavi, cigolavano malefici nel bel mezzo dell'esecuzione. Quindi puoi immaginare quanto sia stato importante essere tutti preparati, compatti, con timpani da segugio e doti di resistenza non da poco.

"Frank H. Medina (or the finest taxy service)": una storia vera?

Si, Frank H.Medina è una storia vera boicottata e censurata dai tabloid mondiali.

Trattasi di un rappresentante sudamericano di prodotti biologici che riusciva ad importare stupefacenti (biologici) in giro per il mondo.  E' la colonna sonora della New Economy.

Cosa ci proporrete dal vivo nel tempo a vostra disposizione sul Second Stage di Sherwood 2016?

Presenteremo una parte del nuovo disco inedito e l'ep uscito per Sotterranei oltre che qualche pezzo del nostro penultimo disco "Black Palm". Sarà un live denso di groove e varie sonorità, con una parte “electro” che stiamo sperimentando apposta per Sherwood. Sul palco saremo in 5, basso, chitarra, batteria, organo e synth, sax vero e un particolare sintetizzatore per sax, nulla di preregistrato e alcuni brani li cantiamo con voci naturali ed effettate (vedi Alpha). La dimensione live è la dimensione che preferiamo in assoluto, vi faremo volare.

 
 

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