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Guano Padano live report

Cinema Teatro Torresino, Padova - 25 Febbraio 2010

30 Novembre 1999

Guano Padano in concerto 25 febbraio 2011, ore 21 
Rassegna "Ostinati! 2011" del centro d’arte universitario di Padova 
Cinema Teatro Torresino

E’ da un po’ che ovunque mi giri mi ritrovo ad ascoltare due musicisti: Enrico Gabrielli ed “Asso” Stefana E anche questa serata, tanto per non smentire l’assunto, incrocio -piacevolmente- la strada di uno di questi due artisti.Alessandro “Asso” Stefana ha ricevuto notevoli consensi con l’album “Poste & telegrafi”, lavora stabilmente conVinicio Capossela, collabora con Mike Patton, Marco Parente e Marc Ribot (oltre al già citato Gabrielli, ma questa è un’altra storia). Ho sentito parlare spesso dei Guano Padano, ma non avevo mai avuto il piacere di assistere ad un loro Live. Così eccomi qua al Torresino di Padova, armato della mia macchina fotografica, per sanare questa mancanza. I membri della formazione sono di prim’ordine. Oltre al già citato Asso, al basso c’è Danilo Gallo, recente vincitore come bassista del Top Jazz della rivista “Musica Jazz”, nonchè animatore del collettivo “El Gallo Rojo”. Ospite della serata Vincenzo Vasi che, anche se non compare nel finora unico disco dei "Guano", è una gradita sorpresa ed aumenta senz’altro le aspettative. Conclude il set Zeno de Rossi alla batteria, tra i più versatili e richiesti batteristi della scena che è – con Gallo – l’altro animatore de “El Gallo Rojo”. Asso all’inizio la fa da padrone. La chitarra è decisamente in primo piano, con accordi lenti, arpeggi che iniziano e restano là, lasciando la conclusione della serie di note alla fantasia, ammiccando palesemente in questo senso. Nell’insieme i suoni sono caldi, suadenti, decisamente "vintage" e questo mi piace. Il look dei quattro è abbastanza lineare: giacche e cappelli, una barba non troppo lunga e non troppo corta, la cosiddetta barba "da fare". Definirei il loro un look dandy. Musica che lascia la conclusione alla fantasia, si diceva. Sullo sfondo vengono proiettate delle immagini, credo l’idea sia quella di accompagnare gli spettatori in queste sonorità volutamente fragili e delicate. Troppi spazi bianchi potrebbero spaventare: se per qualcuno è libertà per altri è vuoto in cui perdersi. E’ un rassicurante supporto visivo che accompagna la musica, ricalcandone l’estetica: immagini sfuocate, low-fi, colori caldi. Dei guizzi se ne occupa Vasi. E’ proprio lui che si occupa delle melodie dei pezzi, sostituendo con il Theremin -che ha calamitato l’attenzione dei più a fine concerto- le parti che nel disco sono lasciate a Alessandro Alessandroni, già fischiatore di Morricone. Ed a confermare la sua natura istrionica è sempre lui che si occupa, nelle improvvisazioni, dei picchi rumoristi, evidente retaggio del tour con Mike Patton. La ritmica intanto fa il suo lavoro senza impennate particolari, mantenendo l’ascolto su un piano rassicurante e lineare, forse anche per non distogliere l’attenzione dalla storia. La storia di cui sto parlando sa di rotaie dissestate e di carbone. Sa di ferrovia italiana, quella a scarto ridotto, lasciata a se stessa, che ogni tanto la vedi a tratti riemergere da un campo di mais, arrugginita e contorta. Una ferrovia che non è più "sorella di quel fiume Giordano che porta alla terra promessa del Nord". Che non vede frittate unte e condivise che inondano di puzza di cipolla un compartimento scomodo e logoro. E c’è odore di western. E c’è odore di Morricone. Tutto sommato un live assolutamente evocativo, forse in certi frangenti può sembrare troppo simile a se stesso, ma non poteva essere diversamente con un solo disco all’attivo. Certamente un progetto da tenere in forte considerazione.

Gil per Sherwood Live Report discopanino[AT]sherwood.it

Alessandro “Asso” Stefana: chitarre, omnichord, stylophone 
Danilo Gallo: basso, organo 
Zeno De Rossi: batteria, percussioni, computer 
+ guest Vincenzo Vasi: theremin, voce, giocattoli 

 
 

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