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Massimo Volume

Unwound, Padova - 18 Febbraio 2011

20 Febbraio 2011

E’ all’Unwound che finisce il mini-tour veneto dei Massimo Volume. Dopo aver toccato Verona e Treviso finalmente arriva anche a Padova; segnalazione d’obbligo visto che, scambiando un po’ di impressioni nel locale con gli altri astanti, scopro che più di qualcuno non ha perso occasione per gustarsi almeno due delle tre date venete.

Tutto merito della magia del gruppo bolognese(d’adozione). Ha saputo cavalcare quasi vent’anni di musica indie italiana, essere spettatore privilegiato dei cambiamenti e dei radicali mutamenti che la scena ha vissuto, ma è riuscito a mantenere una fortissima identità e allargare ancora di più il bacino di fans ‘storici’ già estimatori di ‘Stanze’ e ‘Lungo i Bordi’.

Il popolo dell’Unwound è particolarmente variegato infatti, all’interno delle mura del locale si alternano ventenni e quarantenni nell’attesa impaziente di uno spettacolo che qualcuno non ha mai visto, mentre qualcun’altro attende di rivedere dalla fine degli anni novanta.

Il concerto conferma che la band è in ottima forma. L’aver arricchito la line-up con l’ottimo Stefano Pilia, permette ad Egle di spaziare con più libertà tra feedback e riff; Vittoria è un’assoluta sicurezza e snocciola ritmi con una tranquillità e un’autorevolezza invidiabili, Mimì (Clementi) mentre produce trame ritmiche di basso(eccezion fatta perLitio in cui Stefano prende in mano il basso e lascia il front-man libero di dedicarsi alla sola voce) declama testi corrosivi che catturano l’attenzione di tutti i presenti. Una band che emana grande carisma e che nel corso degli anni ha affinato un grande show, pur non lasciando alcun spazio all’interazione con il pubblico tolto qualche sporadico ‘grazie’: è la musica che fa da padrona.

La scaletta, come in tutto il tour di Cattive Abitudini e come preannunciato dal buon Mimì(a breve online anche l’intervista pre-concerto), non prevede sorprese.

La prima parte presenta tutti i pezzi del nuovo lavoro nello stesso ordine del cd, partendo subito con una grande Robert Lowell. Citazione d’obbligo anche per Litio, il primo singolo Fausto e Via Vasco de Gama, che rispetto al cd dimostra un insospettato grande appeal live.

La seconda parte invece(in pratica la cosiddetta parte dei bis) propone tutti i grandi classici della band bolognese, a partire da Primo dio(re arrangiata e comunque molto intrigante), passando per Lungo i BordiStanze e Fuoco Fatuo, in cui buona parte del pubblico si unisce in un’unica invocazione: ‘Leo, è questo che siamo?’

Altre due tracce e tutto finisce con un’uscita di scena umile e garbata…un’ora e mezzo di ottima musica in cui la poesia si sposa splendidamente con le trame sonore e in cui l’intensità è palpabile in qualsiasi momento della serata. Ennesima grande prova live per una band tanto amata e tanto seguita, pur non aderendo a nessuno dei clichè da rockstar e facendo dell’immediatezza e della semplicità il suo punto di forza: può piacere o non piacere, ma sicuramente non perdetevi uno spettacolo che non vi lascerà indifferenti.

Jacopo per Sherwood Live Reporter altafedelta[at]sherwood.it

 

foto di Michele Berlingeri

 
 
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