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Mauro Pina dopo anni di cover ci presenta il suo esordio di inediti "L'ho scritto io"

23 Maggio 2018

Mauro Pina
"L’ho scritto io"
Autoprodotto

Mauro Pina è un cantautore e polistrumentista della provincia di Como. È cresciuto ascoltando i Beatles e Lucio Battisti e da queste esperienze uditive ed emozionali ha messo in pratica la sua urgenza creativa musicale cominciando con delle cover appunto dei Beatles e Battisti. La sua anima rock, progressive e funky lo porta anche verso altre strade ma i suoi riferimenti sono bene in rilievo.
“L’ho scritto io” è il primo album di inediti dei cantautore e apre le danze con “Sei fantastico” dove troviamo la super ospite, attrice e cantante Rosalinda Celentano. Il suo prezioso contributo è rispondere traducendo in inglese al ritornello del cantante. E nel brano Pina, in un dialogo con un amico, si confronta per le sue stesse domande: guardarsi davanti allo ‘specchio della vita’ potrebbe essere più utile di stare attenti sono all’estetica in sé.
“La risposta” inizia con un giro di chitarra che accompagna la sua voce disperata per una risposta da parte di lei che consapevolmente lui sa già essere la riprova del grande amore, appurato di essere solo quando lei non c’è. Quando arriva il momento dell’arrivo di lei, arriva anche il clavicembalo e le chitarre elettriche con la batteria vengono accentuate con un lungo momento strumentale in direzione rock progressive per evidenziare la gioia.
“Momenti” in chiave acustica lui si rivolge alla sua lei e le spiega cosa succede passo dopo passo, quello che stanno per perdere e poi al momento della consapevolezza di avere superato tutto e di essersi ritrovato cambia tutto perché lei torna ad essere meravigliosa e così si ritorna felici assieme.
“Un cuore di colori” su un tappeto bossanova per descrivere un momento di felicità e i colori diventano anche il mezzo per descrivere i propri sentimenti.
Le ultime canzoni del disco sono cantate in inglese. “What can i do” un brano dove il cantante porta tutta la sua solarità quasi sorridendo mentre canta. In “Can Be Really So” con la chitarra avvolgente, un piano, i cori e il ritmo rock ‘n roll il nostro ci porta dritto ai Beatles degli anni 60.
In finale anche un pezzo elettrodance “My Path” che è l’ennesima prova dell’eterogeneità di questo lavoro e quindi di questo cantautore.

Francesca Ognibene

 
 

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