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recensioni a cura di Mirco Salvadori

Presto che è tardi! Ovvero, l’ansia del recensore Capitolo 3

Giuseppe Cordaro, Groeni, Norwood, Sergio Sorrentino, Klauss & Craig, Stefano Guzzetti, Luton, Meanwhile.In.Texas, øjeRum, Paul Schütze

31 Maggio 2018


dei reperti digitali 3+4/18

Il povero cronista musicale da sempre deve fare i conti con il tempo. Dead lines, date uscite discografiche, anteprime, bisogna tenere sempre tutto sotto controllo, anticipare i tempi, uscire con le recensioni prima ancora che il disco inizi ad emettere anche solo un vagito. La regola dello slow listening sembra non godere di buona reputazione tanto che sugli schermi del pc spesso appare quel nevrotico coniglio che invade la nostra privacy urlando il suo famoso presto che è tardi!.
Da buoni disertori però, noi stanchi e sognanti viaggiatori del suono, lo scacciamo sorridendo e prelevando con la dovuta calma e dovizia i suoni accumulati nel cassetto.
Fretta non c’è, la buona musica sa attendere.

GIUSEPPE CORDARO
45°12’N 72°54’E
Hand made book-bound covers (1260 g/qm FSC certified), lined inside with luxury Italian paper from Florence, sealed with washi tape, glass mastered CD (not CDR), antique glass slide (circa. 1910-1955), 5 x embryology prints, insert from antique embryology book, dried lavender, dried herbs, scent. All rests inside stitched glassine bags. Individually numbered / tagged / sealed. Digital album – Facture – Mar. 2018

Mi tengo largo. Ricordo una delle prime netlabels italiane che seguivo e apprezzavo spassionatamente, questo prima decidessi di dirigerne una assieme ad altri folli amici, invasati di passione. La netlabel in questione si chiamava Zymogen (www.zymogen.net), guidata dall’illuminato Filippo Aldovini. Nel 2008 ebbi modo di ascoltare una release pubblicata dalla label modenese e firmata con_cetta, quello fu il lavoro che mi fece conoscere Giuseppe Cordaro, un sound artist cresciuto nel corso degli anni. I suoi lavori si possono trovare nei cataloghi di prestigiose etichette internazionali quali: Moteer, Fluid Audio, Sound in Silence, Crónica, Norelco Mori Limited, TimeReleasedSound, Facture. Il suono corre lungo il filo del tempo, le stagioni e le persone cambiano, diventano adulte, si trasformano in genitori, tutto questo continuando a scolpire suono, respirando con esso, cercando di comprenderlo appoggiando semplicemente un microfono a contatto sulla pancia di una futura madre – la consorte di Giuseppe -, campionando l’onda dell’eco doppler, cercando di immaginare cosa può significare il termine, padre. 45°12’N 72°54’E é la cronaca di una gestazione, è la registrazione dei suoni che provengono dal mondo che tutti noi abbiamo scordato ma dal quale tutti noi giungiamo. Matrici sonore elaborate attraverso le macchine e la modulazione sintetica che trasformano in linguaggio universale anche il più esile spasmo di elettricità sulla pelle materna o l’invisibile onda di liquido amniotico che racchiude sicura l’unico inconfondibile e amato battito.

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GROENI
Nihx
Vinyl | Digital – Project: Mooncircle – Mar. 2018

Per coloro che non sanno rinunciare agli echi che si espandono mentre si ascolta Thom Yorke ma hanno bisogno di raggiungere ulteriori livelli e rotondità nell’ascolto. Una lenta cerimonia dedicata alla purezza del suono, al suo sgorgare e fluire limpido dopo una lunga gestazione algoritmica. Per chi non sa rinunciare alla vibrazione dell’anima e al suo manifestarsi con i parametri di una modernità che ancora serba la magia della penombra e del silenzio che l’accompagna. Tre neozelandesi dediti alle sacre cerimonie della ricerca dei suoni e della loro più elegante espressione, legati al pulsare del beat evoluto e mai scontato, destinati a viaggiare in profondità nei nostri ascolti.

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NORWOOD
Give Me Time EP
Digital – Apollo Recordings – Mar. 2018

Difficilmente ci occupiamo di singoli nelle nostre recensioni ma esistono delle eccezioni che vanno condivise. Siamo in casa Apollo Recordings, storica sub-label della R&S nata nei primi anni ‘90 come casa per il nascente nuovo suono ambient. Obbligatorio sarebbe avere i primi singoli della label in questione: Aphex Twin, Biosphere, Cabaret Voltaire, DJ Krush, Model 500, Global Communication, Sun Electric, David Morley, Andrea Parker, Billie Ray Martin, µ-Ziq, Thomas Fehlmann, Jam & Spoon, Locust, Robert Leiner, John Beltran, Toshinori Kondo, Eraldo Bernocchi, Bill Laswell, Manna, tanto per citarne alcuni. La label londinese ha resistito all’urto del tempo e continua a sfornare fior fiore di suoni tra cui Norwood, nome d’arte di Josh Butler che mette alla prova la nostra militanza nell’ars electronica con quattro tracce pervase di house groove ambience che assale e conquista. Play it loud, si diceva un tempo, fatelo!

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SERGIO SORRENTINO
Dream – American Music for Electric Guitar
CD Mode – Apr. 2018

Le culture in-esistenti denominate rock e club-culture. Molti di noi hanno frequentato assiduamente quei lidi forse cattedratticamente inesistenti ma che storicamente e musicalmente hanno contribuito alla formazione del nostro ascolto e non solo. Esiste un’altra realtà culturale che fonda le sue radici nella contemporaneità. Attrono al suo agire si dispiega una pletora di addetti ai lavori tutti tesi alla divulgazione, questa si cattedrattica, del suono visto e ascoltato attraverso l’opera di importanti compositori legati alla contemporaneità stessa. Molta parte del percorso di acquisizione dell’ascolto contemporaneo passa attraverso le pagine delle mille pubblicazioni dotte dedicate all’argomento, scivola lungo i corridoi angusti dei festival di musica contemporanea, difficilmente si adatta al confronto con i sui simili più popular che da quel suono anche giungono perché inconsciamente utilizzato, perché alla radice delle molte esternazioni di ricerca che hanno solide basi nell’in-esistente club-culture. Sta quidi a noi, ascoltatori ‘basici’, scegliere gli echi di innovazione contemporanea che più si adattano al nostro coté passionale e istintivo, più legato al sogno che al racconto privo di anima. Quanto di meglio non si poteva sperare quindi, un disco dedicato alla chitarra elettrica contemporanea che avesse come comune denominatore il sogno. A produrlo il compositore, chitarrista e studioso dello strumento a sei corde, Sergio Sorrentino. Una carriera di assoluto rispetto, notevole pubblicista e portentoso strumentista. Probabilmente uno dei più importanti chitarristi taliani di formazione contemporanea (https://www.facebook.com/pg/SergioSorrentinoGuitarist/about/?ref=page_internal).
Dream – American Music for Electric Guitar é un viaggio, è il caso di definirlo onirico, dentro dieci episodi per chitarra elettrica scritti da compositori dediti alla contemporaneità del suono. John Cage, che presta il suo Dream - composizione per piano risalente al 1948 - all’interpretazione e adattamento fenomenale del chitarrista, a seguire Lang, Vees, Sharp, Curran, Feldman, Wolff, Polansky, Stiefel. Una decina di interpretazioni che finalmente si lasciano alle spalle il peso gravoso della collocazione ‘colta’ per diffondersi dense e avvolgenti lungo l’ascolto destinato ad un pubblico meno compassato dedito al moderno suono di ricerca. Importanti suggestioni interpretative che non vanno ignorate.

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KLAUSS & CRAIG
Momentum
12” Vinyl | Digital Planet E – Apr. 2018

Dove il quattro quarti pulsa ed è pronto ad essere manipolato velocizzando il suo battito, dove il groove analogico impera ed imperversa togliendo il respiro. Dove ci si perde nella maestosità del suono invocandone lo scorrere perpetuo. Dove Craig è preceduto dal real nome Carl e Klauss è un collettivo di cattivissimi alchimisti addetti all’ars electronica in terra d’Argentina. Lì dove l’arte ipnotica si fonde con la voce suadente del sequencer e noi si balla, persi e sudati nel mondo che non c’è.

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STEFANO GUZZETTI
Short Stories. Piano Book (Volume Two)
100 x numbered special edition (CD, 40 pages artist signed album score booklet, housed in handmade wash cover) 400 x CD + Digital | Home Normal – Apr. 2018

Forse è vero, la vita è composta di piccole storie che in molti non sanno serbare con amore. Travolti e stravolti dalla tempesta del quotidiano evitano di aprire le pagine dei propri diari e dimenticano di scrivere quanto di vitale e importante può accadere nel corso di una vita prigioniera della pausa del fine settimana e della schzofrenia lavorativa dei giorni seguenti. Eppure basta un incontro fortuito, qualcuno che improvvisamente appare nella tua casella di posta, uno sguardo attento, un gesto non scontato, l’offerta di ascolto, lo schiudersi di una vera amicizia. Basta non rinunciare e saper accogliere la vita trasformando il piacere, la sorpresa, la speranza e la passione in scrittura, in dolcissima musica che instancabile fluisce a riempire le pagine di quel diario dedicato alle piccole storie, le nostre piccole storie capaci di trasformarsi in reali occasioni di cambiamento e crescita. Aprite quelle pagine bianche, iniziate a riempirle di parole e mentre lo fate lasciatevi avvolgere dalle note di questo album, intense ed intime composizioni per pianoforte scritte da chi ha saputo cambiare il corso della sua vita senza mai rinunciare al sogno, scrivendo giorno dopo giorno, le sue piccole storie.

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LUTON
Black Box Animals
Japanese style gatefold CD ltd. 200 copies-Digital | Lost Tribe Sound – Apr. 2018

La colonna perfetta, la lucida descrizione di una realtà che induce al blocco vitale, al ripiegamento su sé stessi, tutti chiusi nelle nostre scatole nere. Lavori come Black Box Animal scaturiscono sovente dall’analisi attenta di quanto sta succedendo attorno a noi. Si raccolgono i dati e si traducono in suoni che appartengono al sentire più intimo di chi li produce. Inaspettato neo-classicismo, introspettività elettro-acustica, minimalismo e field recording, tocchi di dark ambient immerso nell’astrazione del noise, il tutto elaborato con una lettura post-moderna dal sapore classico, quasi fosse la colonna sonora della fine a venire. Roberto P. Siguera e Attilio Novellino aggiungono innovazione al suono elettro-acustico odierno componendo un’opera dedicata alla poetica dell’abbandono, la fotografia impietosa di un’era forse destinata ad un’insana fine. Nero concreto.

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MEANWHILE.IN.TEXAS
Requiem. A Journey to Alpha Centauri
Digital album – Mu Versatile Label – Apr. 2018

Allievo della più accreditata scuola dedita al racconto noise con i suoi filamentosi derivati intinti nell’acidità della programmazione digitale e scossi dall’inarrestabile e lenta tempesta dronica, ecco apparire la voce narrante di un sound artist capace di viaggiare oltre la soglia del possibile. Utilizzando le fluide onde elettromagnetiche, Angelo Guido in arte Meanwhile.in.texas, lancia il suo denso segnale sonico capace di adattarsi alla mancanza di punti di riferimento, nascosti tra le pieghe del più profondo degli spazi, unica via di fuga possibile da un mondo in scadenza. Un interminabile viaggio verso il lontanissimo sistema stellare che dovrebbe accogliere il carico di informazioni contenute nei serbatoi digitali di questa release.
E’ il respiro confuso della terra, un segnale che esplode e si espande alla ricerca di probabili nuove forme vitali capaci di tradurre e finalmente ascoltare.

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øjeRum
Stilhedens Strømmen I Fuglenes Blod
KS26 Handmade packaging | Compact Disc (CD) + Digital Album – KrisalySound – Apr. 2018

Lasciarsi alle spalle il boato invisibile che tutto assorbe, passeggiare seguendo solo il segnale sonoro, gli occhi chiusi e il passo via via sempre più leggero. Agganciati al segnale acustico non percepiamo più l’assillo della modernità che ci avvolge, ci spogliamo degli apparati ricettivi aggiuntivi e torniamo ad essere ascoltatori unici dell’instancabile respiro della natura che si esprime grazie alla iterazione dell’accordo, nella dolce e delicata ripetizione infinita di un arpeggio per chitarra. Un lavoro di pregiata tessitura elettro-acustica minimale, questo, che segna il ritorno in casa Krisalys del sound artist danese Paw Grabowski, delicato e silenzioso ricercatore di pace.

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PAUL SCHÜTZE
The Sky Torn Apart
CD 6 panels digipack ltd edition | CD + Digital Album | Glacial Movements - Apr. 2018

Chi è dedito alle letture di critica musicale altra, conoscerà senz’altro il nome di Clive Bell, firma dell’avventurosa rivista musicale inglese Wire. Oltre ad essere un notevole giornalista, Clive Stanley Bell è anche un musicista che ha dedicato la sua passione ad uno strumento a fiato giapponese, un flauto chiamato shakuhachi. Le note di questo strumento le percepiamo nell’immobilità infinita del suono racchiuso nelle due suites create da Paul Schütze e pubblicate dalla Glacial Movements. Da sempre presente sulla scena musicale di ricerca, da prima con la formazione dei Laughing Hands e poi come solista, il sound artist australiano si è distinto anche per le sue opere in ambito visivo, lavori presenti nelle più autorevoli esposizioni mondiali. Giunge a noi con un lavoro dedicato all’isolazionismo mediato dal racconto nordico dedicato al mito di Ragnarok che vuole la terra sommersa dalle acque e riemersa completamente mondata. Un’ora di viaggio lungo i confini indistinti di terre isolate e lontane, mai assoggettate all’alito umano. Luoghi nei quali penetrare con dovizia e gesto silente, lo stesso gesto sonoro usato da Schütze nel distribuire denso e minimale fluido ambient.

 
 

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