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Guriko, rimasta orfana da ragazzina, nella solitudine della sua stanza gestisce, insieme alla sorella Donko, un sito di posta per persone in difficoltà che si chiama “Donguri shimai” (Le sorelle Donguri). Quando il messaggio di una donna che lamenta la perdita del marito induce Guriko a ripensare a Mugi, il suo primo amore, una strana forma di inquietudine la spinge a interrompere la propria clausura, ma non impiegherà molto a scoprire che l’uomo morto di cui parla l’e-mail è proprio Mugi. Ormai rassegnata e disperata, Guriko incontra Mugi in sogno e riesce a confidargli tutto ciò che non aveva mai avuto il coraggio di dirgli, trovando finalmente la serenità e il desiderio di cominciare una nuova vita. 
Banana Yoshimoto, con una scrittura semplice e "silenziosa", che sembra fatta di sospiri e immagini, attraverso la delicata voce narrante di Guriko, ci parla di temi quali la morte, il superamento del dolore, il potere salvifico della condivisione della sofferenza e del motivo del sogno che scioglie tensioni e problemi, con uno sguardo malinconico, rarefatto, muto, che sa quasi rendere concreto il vuoto.

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Banana Yoshimoto: “Le sorelle Donguri” (10)

6 Dicembre 2018

Guriko, rimasta orfana da ragazzina, nella solitudine della sua stanza gestisce, insieme alla sorella Donko, un sito di posta per persone in difficoltà che si chiama “Donguri shimai” (Le sorelle Donguri). Quando il messaggio di una donna che lamenta la perdita del marito induce Guriko a ripensare a Mugi, il suo primo amore, una strana forma di inquietudine la spinge a interrompere la propria clausura, ma non impiegherà molto a scoprire che l’uomo morto di cui parla l’e-mail è proprio Mugi. Ormai rassegnata e disperata, Guriko incontra Mugi in sogno e riesce a confidargli tutto ciò che non aveva mai avuto il coraggio di dirgli, trovando finalmente la serenità e il desiderio di cominciare una nuova vita.
Banana Yoshimoto, con una scrittura semplice e "silenziosa", che sembra fatta di sospiri e immagini, attraverso la delicata voce narrante di Guriko, ci parla di temi quali la morte, il superamento del dolore, il potere salvifico della condivisione della sofferenza e del motivo del sogno che scioglie tensioni e problemi, con uno sguardo malinconico, rarefatto, muto, che sa quasi rendere concreto il vuoto.

ReadBabyRead #415 del 6 dicembre 2018


Banana Yoshimoto
Le sorelle Donguri

(10a e ultima parte)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
iTunes podcast


voce: Francesco Ventimiglia


Siamo le sorelle Donguri.
Siamo due sorelle che esistono solo tra queste pagine.
Vi succede mai di sentirvi meglio dopo aver scambiato con qualcuno messaggi su cose di poca importanza?
Scriveteci quando volete.
Avete a disposizione un numero limitato di caratteri ma potete scriverci tutto ciò che vi passa per la testa.
Potrebbe volerci del tempo ma risponderemo a tutti.
Le sorelle Donguri

Questo è il testo della homepage del sito delle sorelle Donguri. Per lo sfondo mia sorella si è rivolta a un amico designer che ne ha fatto uno davvero carino, con delle piccole ghiande molto graziose.
Siamo solo noi due, abbiamo cominciato animate da un desiderio molto semplice: essere utili a chiunque desiderasse scrivere delle mail a qualcuno estraneo alla sfera dei propri conoscenti. Mia sorella, che ha una certa predisposizione per la scrittura e lavora nella redazione di una rivista femminile, risponde alle mail. Io penso a cosa rispondere, do un’occhiata ai testi che ha scritto e li salvo, se noto qualcosa di strano glielo segnalo, altrimenti procedo all’invio.

Banana Yoshimoto: come arrivare all'integrazione
Una metodologia di analisi sviluppata dalla scrittrice nipponica mostra come affrontare i punti di frizione nel confronto fra le culture

Il fenomeno migratorio, come affermano in molti, si pone come un manifesto contro l’attuale imperialismo economico, nel quale convergono diversi e numerosi aspetti legati alla fragilità sociale e culturale del nostro tempo.

Migranti africani e medio orientali di ogni fascia di età che vedono nella globalizzazione economica la scomparsa delle più antiche tradizioni legate all’essere umano.

La narrativa di Banana Yoshimoto è un capitale interculturale inestimabile per la compressione delle ultime vicende internazionali legate all'integrazione, in quanto non ha soltanto un valore di testimonianza ma consente di ascoltare voci singole e di osservare da angolature diverse, non perdendo di vista, le esperienze degli individui piuttosto che quelle dei gruppi socialmente organizzati.

Una metodologia di analisi, sviluppata negli ultimi anni dalla letteratura femminile contemporanea orientale, come quella indiana di Anita Desai, che mostra come il confronto fra le culture sia una questione ancora complessa da capire, visto le diverse sfumature categoriali che l'integrazione e la migrazione propongono oggi, come centrali, i problemi d'ibridità, creolizzazione, meticciato, contaminazione, incroci d’idee e d’identità.

Se il romanzo maschile europeo propone una rilettura fantastica del mito della nazione e della politica internazionale seguendo la scia dell’attuale Germania, quello dell’autrice giapponese rimane ancora ancorato alla sfera mediterranea e al vissuto delle persone, bambini e adolescenti inclusi, in primo luogo alla loro realtà domestica e secondariamente alla loro dimensione sociale. Le sue opere, e in particolare Sly edito da Feltrinelli, non si impongono per originalità formale o tematica, le sue storie, che rimangono impeccabili dal punto di vista stilistico, ricoprono un’enorme importanza sull’attuale piano umano e sociale.

Il tema più sviscerato e analizzato in tutte le sue sfumature e le sue implicazioni è quello della morte con leggerezza (come l’immagine drammatica diffusa dai media di Aylan Kurdi sulla spiaggia) assenza di gravità umana (l’incapacità di lanciare idee e soluzioni da parte della Comunità internazionale) e insieme con una profondità sapienziale curiosità cristallina.

Dall’Egitto crudele e tormentante di Takashi, a Palmira lacerata dagli scontri bellici dell’ISIS, in tale modo, la scrittrice non denuncia solo l’aggressività e le barbarie dell’uomo cosmopolita ma sottolinea lo stato di insofferenza, come se fosse Sly e violenza in cui vive, oggi, il genere umano.

Scrivere, leggere e capire della morte e della violenza sociale e antropologica, attraverso i personaggi della scrittrice nipponica, può divenire un atto liberatorio, significherebbe infrangere un silenzio di subordinazione culturale durato millenni, e trovare le parole per descrivere e raccontare ciò che da sempre è indicibile, quello che l’umanità non deve o non può oppure non sa dire.
Raccontarla ha permesso invece alla narrativa di Banana Yoshimoto di diventare soggetto, un agente internazionale anziché un oggetto del discorso.

di Giuseppe Giulio
da Panorama, 15 settembre 2015


Le Musiche, scelte da Claudio Tesser

Wednesday Campanella,
かぐや姫 [水曜日のカンパネラ]
PianaColor Of Breeze [Piana]
Tujiko NorikoEnding Kiss [Hideki Ataka]
Wednesday Campanella
, 
マトリョーシカ [水曜日のカンパネラ & Moodoïd]
Gutevolk
, Planetarium [Gutevolk]
Piana
Little Girl Poems [Piana]
Piana
Moon And Cello [Piana]
Tujiko Noriko
, Saigo No Chikyu [Tujiko Noriko]
Moskitoo
, Tarantella [Moskitoo]
Moskitoo
, Manima No Lemon [Moskitoo]
Gutevolk, Seed Of Sky [Gutevolk]
PianaMuse [Piana]
PianaSnow Bird [Piana]
PianaHide And Seek [Piana]
Aoki Takamasa + Tujiko Noriko, Fly - Variation [Aoki Takamasa + Tujiko Noriko]
Moskitoo, Paddle [Moskitoo]
Tujiko Noriko, In A Chinese Restaurant [Tujiko Noriko]
Wednesday Campanella, 
見ざる聞かざる言わざる [水曜日のカンパネラ]
PianaApril [Piana]
Gutevolk, Sing A Ring [Nishiyama Hirono]
PianaMother's Love [Piana]
Wednesday Campanella, 
愛しいものたちへ [水曜日のカンパネラ]
Kyary Pamyu Pamyu, CANDY CANDY [Yasutaka Nakata/
中田ヤスタカ]
PianaSomething Is Lost [Piana]
Gutevolk, I Like Rainbow [Nishiyama Hirono]

 
 

Copertina:
Una foto di Kenmochi Hidefumi, compositrice del gruppo musicale giapponese J-Pop Wednesday Campanella, di cui alcuni brani sono contenuti nella presente colonna sonora.

 
 

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