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intervista a cura di Mirco Salvadori

Old And Deluxe

An Interview With Mirco Magnani

13 Febbraio 2019

Vi capita mai di chiedervi cosa stiano combinando ora coloro che, negli anni del grande riscatto musicale italiano, erano sempre presenti nei vinili e nei discorsi che ci si scambiava davanti ai piatti dei negozi di dischi preferiti, quei luoghi oramai rari e difficili da trovare nella loro integra e passionale bellezza?
La maggioranza di questi ex-eroi sono del tutto scomparsi, altri insistono nella parte con reunions imbarazzanti e risultati tristemente dubbi. Pochissimi sono quelli che hanno continuato il proprio cammino di indagine cambiando pelle, maturando nella continua ricerca di nuove forme espressive intese come bisogno continuo di crescita.
Old and Deluxe, verrebbe da dire citando un titolo presente in quel Downworks che li aveva riportati in vita dopo un primo Lazare (mai nome fu più appropriato) e una manciata di singoli in gran compagnia dei Fra Lippo Lippi e di Lydia Lunch. Minox era il loro nome, Una formazione fondata dal nostro Mirco Magnani assieme a Marco Monfardini.
Seguire il racconto del suo cammino attraverso il tempo e i suoi suoni é stato per me estremamente affascinante, sono certo lo sarà anche per voi.

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2018 CARLO DOMENICO VALYUM - Cronovisione Italiana - 2xLP/VHS/CD - Undogmatisch
2017 MIRCO MAGNANI + ERNESTO TOMASINI - Madame E. - 2xLP - Undogmatisch
2016 MIRCO MAGNANI - OveDovunque - AAVV - Touched 3 - digital - Touched
2014 MAGNANI|NITTI - Uno - digital - Brusio
2014 AA.VV. - MINOX - At The End of Modernity - LP . ID Lacerba
2013 T.C.O.aka Mirco Magnani w/ Stella Veloce – AA.VV. - Moments of Inertia – digital – The Centrifuge
2010 T.C.O. - The Die - digital- The Centrifuge
2009 T.C.O. - Titles - CD - We Play!Rec
2008 T.C.O. – AA.VV. - SnobNight Sessions – CD – VideoRadio/Rai Trade
2008 MINOX and LYDIA LUNCH - U Turn - CD/12" reissue + 2 bonus track - Suite inc.
2008 MINOX - Lazare - CD reissue + 2 bonus tracks - Suite inc.
2007 T.C.O. - Bianco|Flexo|Zbub - 12" - IT'S
2004 TECHNOPHONIC CHAMBER ORCHESTRA - Nemoretum Sonata - CD - Suite inc.
2002 AA.VV. – Suitable#3 The downbeatniks - CD - Suiteque
2001 AA.VV. – Suitable#0 The psycho lounge collective - CD - Suiteque
2001 MINOX - Downworks - CD- Suite inc.
2000 4DKILLER - Sex, crimes and toys - CD - Suiteque
1998 MINOX and LYDIA LUNCH - U turn - CDs - Suite inc.
1998 TECHNOPHONIC CHAMBER ORCHESTRA - Beats and movements - CD - Suite inc.
1996 AA.VV. – B movie show - CD -Suite inc.
1994 MINOX – Plaza - CDs - Suite inc.
1993 AA.VV. - Vox Pop 1993 - CD - Vox Pop
1986 MINOX – Lazare - mlp - ID Lacerba
1984 MINOX – Suite maniacal - 7” - ID Lacerba

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Questa é la tua discografia a tutt'oggi, un viaggio lungo 34 anni, un percorso che intendiamo esplorare e condividere procedendo con calma, molta.

Sì questa è la discografia ufficiale, all'appello mancano soltanto gli album mai realizzati su alcun formato. Parlo di almeno tre album inediti di Minox, "MondoMinox" del 1988, un album di reinterpretazioni delle canzoni popolari di Federico Garcia Lorca nel 1991, "Ex Act" del 2005 e una release di T.C.O. per piano e elettronica del 2007, inoltre un'album collaborativo del 2015.

Il primo nome che salta all'occhio é ovviamente un binomio passato alla storia della musica indipendente italiana e non solo, ovvero Minox e Industrie Discografiche Lacerba. Per coloro che hanno vissuto in pieno quell'epoca, due nomi di culto. Potresti raccogliere per noi i vari frammenti di memoria e raccontarci quella stagione vista da un punto di osservazione diverso, rispetto al più semplice e popolare suono indipendente del momento.

Uscivo da un periodo di turbolenza, era l'autunno del 1983, dopo un anno circa di pausa forzata e dopo aver abbandonato un progetto da poco nato, i Minox Faucis, decisi di incontrarmi con Marco che avevo conosciuto durante la mia precedente esperienza e che era stato invitato a suonare a quello che sarebbe stato l'unico concerto di Minox Faucis. Decidemmo di coinvolgere il pianista Daniele Biagini al synth, lo avevo conosciuto e ci avevo discusso di musica sin dagli anni del Liceo... un paio di prove e i Minox erano nati, a quel punto iniziò la ricerca di un bassista e di un ulteriore synth: Enrico Faggioli, "Fago" giovane promettente bassista e il concettuale Raffaello Banci "Fello" (che poi ci hanno lasciato prematuramente poco prima dell'uscita di "Lazare", 1986, durante i giorni del disastro di Chernobyl).
Con un demo in mano eravamo alla ricerca di qualcuno che ci guidasse in quel nuovo mondo discografico che si stava creando nell'indipendenza da certi schemi usuali.
L'incontro, fortuito, con Paolo Cesaretti (I.D. Lacerba) avvenne in uno dei pochi luoghi in cui ci saremmo potuti trovare, la Contempo Records a Firenze.
Con Paolo e successivamente con Lapo Belmestieri, si creò subito un buon rapporto, era il periodo in cui Firenze stava acquisendo un predominio nella scena wave nazionale ma in qualche modo noi, che si giungeva da Pistoia, 30 km dalla borghesissima Firenze, non ci sentivamo così parte. Snobbavamo quasi quella scena che a nostro avviso scimmiottava troppo i look e i riff di chitarra del dominio wave anglosassone.
Infatti il nostro esordio discografico con I.D.L. nel 1984, avvenne in totale controtendenza rispetto alla cosiddetta scena fiorentina, il 12" con la nostra "Suite Maniacal", condividendo l'altro lato con "Leaving" dei norvegesi Fra Lippo Lippi, incluso in FREE 1985 sect.2 (Lacer7), era un brano strumentale per piano, clarinetto, tromba e contrabbasso, una concezione piuttosto cameristica che tipicamente new wave.
Piano piano siamo divenuti parte dell'etichetta ma in modo naturale condividendo tante esperienze e conoscenze e pure discutendo e litigando. E' stato un confronto fra menti fervide aventi ognuna esperienze diverse.

I Minox si sono subito rivelati come una realtà che aveva un respiro internazionale, forse per la firma di Steven Brown alla produzione. Raccontaci quel disco e come lo avete vissuto assieme a Marco Monfardini e ai molti altri che hanno contribuito alla realizzazione di Lazare.

Lo credevamo anche noi ma nel momento in cui vivi certe realtà importanti non capisci bene le vere motivazioni, e comunque eravamo molto convinti di quello che facevamo e in effetti dopo 33 anni, credo proprio che "Lazare" avesse delle potenzialità e una certa originalità che tante altre realtà locali e nazionali non avevano. Ovviamente Steven Brown come produttore artistico conferiva alla release quel tono internazionale che ha dato un ulteriore marchio di garanzia ad un album che aveva tutte le caratteristiche per rimanere nella storia, se non altro della new wave italiana.
Contattai Steven dopo la loro performance al Tenax di Firenze nel 1985, lo chiamai da sotto il palco mentre se ne uscivano, ci presentammo, parlammo con lui e gli detti il nostro demo. Qualche settimana dopo ci contattò per confermarci l'interesse nella produzione. Io, Marco, Daniele, Fago e Fello eravamo veramente eccitati dall'idea di andare a registrare il nostro primo mini album insieme a lui.
Registrammo allo studio Emme di Calenzano e furono giorni di gran fermento creativo, Steven si trasformò nel sesto membro di Minox e i suoi consigli ed i suoi interventi musicali furono per noi fonte di grande ispirazione. Successivamente andammo, e Paolo era sempre con noi, a seguire il mixaggio del disco, effettuato da colui che stava curando e creando il suono di Bruxelles, Gilles Martin, in quel momento engineer della Cramned Disc. E proprio negli studi della suddetta etichetta, il Twilight Studio, passammo ulteriori ore ad assistere ai mixaggi delle 5 tracce, furono momenti irripetibili con tanti aneddoti da ricordare...L'ultimo tocco fu dato da Lapo che creò l'artwork, tutto tornava, tutti avevamo dato il massimo, il massimo dello scrupolo e dell'attenzione.

Un cenno alla vostra collaborazione con Lydia Lunch (U-turn - Suite Inc. 1998) lo puoi fornire?

Questa collaborazione è nata come contributo a distanza, frutto della possibilità che l'
internet nascente dava a tanti artisti in quegli anni. Spedimmo i brani a Lydia e lei accettò la collaborazione. Simpaticamente definì l'atmosfera di piano di "U-Turn" e "Subdevil" come'very Argento' e ciò ci fece sicuramente sorridere, tanto più che io non sono mai stato un grande amante dei soi film. Alla fine producemmo insieme cinque tracce, apparse poi una parte su "U-Turn" e parte su "Downworks". Ne seguì un breve tour in Italia nel 1998 e anche questa con Lydia, fu indubbiamente un'altra importante esperienza per noi.

Siete sempre stati attorniati da musicisti e artsti di notevole livello internazionale, qual'era per voi l'importanza delle collaborazioni, dello scambio artistico.

Sicuramente per una ricerca di confronto con un mondo che si era svelato, che non ci appariva più così lontano, i pensieri, le idee, volevamo compararci e affidarci a qualcuno di cui avessimo completa stima e ovviamente da queste collaborazioni abbiamo sempre cercato di trarne degli insegnamenti. In qualche modo eravamo anche consapevoli dei nostri limiti per questo motivo abbiamo coinvolto produttori, autori, interpreti, produttori di remix, etc... e probabilmente anche perchè in quella Pistoia, Italia, ci sentivamo fuori dal mondo, la musica ci dava le coordinate per vivere e sentirsi in vita in quel mondo che ci circondava e in cui non ve ne erano. Inoltre parlerei anche della possibilità che possano nascere delle vere e proprie amicizie, guarda il caso di Steven, con il quale abbiamo condiviso la realizzazione di un album, varie date live insieme e grandi emozioni, l'ho incontrato anche poche settimane fa, a Oaxaca nella sua terra attuale.

 Continuiamo ad ascoltare il tuo racconto aprendo altri tre capitoli che ci portano verso il futuro: Technophonic Chamber Orchestra, 4D Killer e T.C.O.

Stiamo parlando della seconda metà degli anni 90, il mondo discografico soprattutto legato alle major stava dando segni di cedimento, l'estetica del suono cambiava e i Minox ce li sentivamo stretti, legati ad un ricordo ancora troppo vicino. Da qualche anno stavamo collaborando con una band dub di Pistoia , i Dubital, di cui producemmo come Minox il loro primo album "Lite" sulla nostra neonata etichetta Suite inc.. E proprio in quel periodo (1997-98) nacque il progetto Technophonic Chamber Orchestra nel quale coinvolgemmo anche Matteo e Raffaele dei Dubital, ne venne fuori un album: "Beats & Movements", che in qualche modo non ci fece rimpiangere gli anni passati, eravamo nel bel mezzo dell'effetto rave e della nuova scena elettronica, tanti Centri Sociali e simili aprivano le porte ai nuovi progetti piò o meno sperimentali, suonavamo spesso soprattutto a Bologna e Milano nei vari Link, Liv57, TPO, Leoncavallo, Cox 18, etc... probabilmente con 4Dkiller abbiamo avuto il periodo più intenso di attività live dopo l'unico album realizzato da me e Marco "Sex, crimes and toys", che definirei una sorta di divertissement creativo; e con noi collaborarono dal vivo Tomaso Azara che ci ha lasciato da qualche anno e Andrea Dewitt che poi ha collaborato anche con Technophonic Chamber Orchestra e T.C.O.. T.C.O. che appunto nasce come mio progetto A/V solo nel 2006 circa, un progetto nato nei miei ultimi anni italici e sfumato nei primi anni berlinesi. un performance AA/V incentrata sulla decomposizione e reinterpretazione in chiave di remix di brani di vari compositori del 900: Satie, Debussy, Xenakis, Mahler, Stockhausen, Nyman, etc..

Esiste una tua produzione assieme a Federico Nitti per la Brusio Netlabel che rappresenta forse l'avvio della tua nuova vita artistica berlinese, anche se "UNO" é stato registrato dal vivo al MainOff Festival di Palermo nel 2013. A che devi la scelta berlinese.

Nel gennaio 2009 mi sono trasferito a Berlino per ovvi motivi di frustrazione artistica, diciamo che ho fatto parte di quel notevole flusso migratorio legato alla musica e all'arte avvenuto almeno in questa ultima decade che ha sicuramente popolato Berlino e altre mete di menti eccellenti fuggite dalla disperazione. Diciamo che dopo circa una ventina di anni di attività discografica con all'attivo una ventina di release, avevo perso quell'entusiasmo nel proporre nuovi progetti e non ricevere alcuna attenzione nè da parte delle distribuzioni, etc., nè da parte di un vero pubblico.

Usiamo come trampolino di lancio la tua traccia inserita nella mastodontica playlist della raccolta Touched3 per la Touched Music inglese del 2016 (https://touched.bandcamp.com/album/touched-3) ed entriamo nell'attualità artistica di Mirco Magnani scrivendo il nome di una label di cui vorremmo sapere tutto, la Undogmatisch che tradotto significa antidogmatico, un nome un programma.

A Berlino nel 2012 ho iniziato ad organizzare con l'aiuto della pittrice Valentina Bardazzi, con la quale abbiamo condiviso varie mostre, un evento chiamato Undogmatisch, nel quale ho potuto sperimentare soluzioni artistiche sia come compositore, musicista, dj, che come videoartista, curatore, organizzatore,etc. Dopo sette edizioni, nelle quali abbiamo ospitato decine di artisti e videoartisti fra i tanti: Frank Brethschneider, Ian Mc Donnell (Eomac) e Dara Smith dei Lakker, Retina, Iori, Ken Karter, Dadub, etc. abbiamo preferito interrompere un'attività che ci occupava molto e che ci distoglieva un pò troppo dai nostri progetti primari.
Per cui Undogmatisch da evento di musica, suono, arte si è naturalmente trasformata in diciamo così, etichetta, anche se etichetta è una definizione che non è poi così appropriata, la mia e la nostra intenzione è quella di lasciare aperte tutte le porte a nuovi impulsi, idee che spazino fuori dai dogmi, dagli standard. Infatti più che antidogmatico, definirei la traduzione di Undogmatisch in ‘adogmatico’.
La mia idea non è quella di doversi contrapporre a dogmi, a entità gigantiche. Non ne abbiamo nè le capacità, nè le forze per "imporre" idee, con l'"anti" credo che si giochi sempre con gli stessi mezzi e con le stesse idee, con lo stesso voler imporre del dogma, lo stesso linguaggio. Vorrei invece considerare una possibilità parallela, che non contempli dogmi o antidogmi, che sia fuori dal quei presunti unici recinti etici.

All'attivo tre produzioni, le due più recenti possono, a mio parere, figurare tra i migliori dischi dei rispettivi anni nella playlist di qualsiasi ricercatore sonoro degno di questo nome. Iniziamo con Madame E. che hai prodotto assieme ad Ernesto Tomasini, voce incredibile, attore e performer, stranamente poco conosciuto in Italia e assai famoso all'estero. Madame E. é un doppio vinile del 2017 che tra l'altro vede Murcof al mastering ed é ispirato a Bataille. Parlacene.

Sono molto legato emotivamente a questo album, che ha necessitato vari anni per essere prodotto e poi pubblicato. Da tanti anni ci pensavo, era un'idea che avevo nel cassetto e che mi ha accompagnato nel passaggio fra Pistoia e Berlino, passando appunto da Londra dove abita Ernesto. E' stato un lungo e piacevole periodo di composizione, registrazione, editing, etc. ma anche di altalenanti momenti in cui la pazienza e le emozioni sono state messe a dura prova...insomma un lavoro veramente intenso.
Ti ringrazio per la tua opinione al riguardo come degno ricercatore sonoro, eheh... ma sì, grazie a Ernesto ma anche alla collaborazione di Murcof, di Valentina e di Lapo (ancora collaboriamo) per la realizzazione della copertina e senza dimenticare il violoncello di Stella Veloce e l'aiuto di coloro che hanno in qualche modo collaborato, credo veramente che le undici tracce di "Madame E." (UNDOGMA1) abbiano delle potenzialità e che le profonde e taglienti liriche di Georges Bataille siano degnamente interpretate e rappresentate.

 Il 2018 vede la pubblicazione di un'opera visionaria in formato vinile, VHS e cd. Un lavoro che sorprende e destabilizza per la sua capacità di raccontare il mistero della dislocazione attraverso il suono e i field recordings temporali. Chi é Carlo Domenico Valyum e come é nata l'idea della sua pubblicazione. Vorrei ne parlassi dettagliatamente.

Dopo anni di ricerca e studio riguardante certe tematiche care a me e a Valentina, come per caso, ci siamo imbattuti in materiale appunto legato a quelle stesse argomentazioni, in un modo, paradossalmente, lucido e puro.
Dietro tutto questo il racconto di un uomo, che percorre la storia di un secolo, quel secolo che ha prodotto tanto più di quel che poteva, soprattutto nel mondo occidentale e Carlo Domenico probabilmente sembra che abbia fatto lo stesso ma con un'altra logica, cercando di non dar libero sfogo o mantenendo un controllo di quell'insaziabile sete di conoscenza che lo pervadeva sin dai primi anni.
Nonostante punti di mistero o paradosso la sua storia è parallela e trasversale a quelle di tanti personaggi che ha incontrato, a movimenti, idee, conflitti, contribuendo a sostenere e sviluppare certe nuove tematiche che lo avrebbero portato lontano come ricercatore per poi dileguarsi da un mondo che si faceva a volte ostico. Appunto suoi riferimenti fondamentali, per citarne alcuni, sono: Guglielmo Marconi, Nikola Tesla, Paul Nipkow, Karl Braun, Filippo Tommaso Marinetti e Luigi Russolo, Ida Hoffmann e Henri Oedenkoven del Monte Veritá, Else Lasker-Schüler, Hermann Hesse, Hugo Ball, Georges Gurdjieff, Pëtr Demianovic Ouspensky, Austin Osman Spare, Willhelm Reich, Enrico Fermi e Ettore Majorana, Padre Raimundo Irineu Serra, François Brune, Padre Pellegrino Ernetti e il "cronovisore", Kostantin Raudive e Friedrich Jürgenson. Questo a grandi linee rispecchia parte della storia di C.D. Valyum, per maggiori particolari sulla sua attività di ricerca, sulla sua vita e sulle sue esperienze di ricezione di frequenze provenienti da altri tempi, sui fenomeni di bilocazione e sul rinvenimento del materiale (tra il quale la cassetta VHS) che ha portato a tutto ciò, potrete consultare il libretto allegato alla release.
"Cronovisione Italiana" è una edizione limitata che è stata particolarmente curata, uscita in tre differenti set in confezione deluxe rivestite in tessuto con stampa in oro pressata, il più pregiato dei tre è una box che raccoglie doppio vinile, VHS con le tracce audio e i video correlati, CD e libretto con testo e immagini relative ai documenti ritrovati, il secondo set una box contenente VHS, CD e libretto e il terzo, CD e libretto. https://undogmatisch.bandcamp.com/
Comunque potrete avere ulteriori informazioni seguendo la pagina di Carlo Domenico al seguente link: https://www.facebook.com/carlodomenicovalyum/ dove viene pubblicata la sua storia in pillole settimanali e comunque spero che altre informazioni vengano presto alla luce per poter dare un aspetto ancora più completo di questo ricercatore, scienziato, inventore che ha senz'altro lasciato dietro di sé una profonda scia di mistero.

Una domanda rivolta al Mirco Magnani sound artist e compositore. Cosa ricerchi nel suono e cosa intendi esporre della sua anima.

Credo, sia proprio l'anelare al raggiungimento della sua anima, quello che seguo.
L'anelare ad un probabile impossibile - ma mai lasciato intentato - che vorrei rappresentare in tutta la sua pura, assoluta interezza.
C'è una vena che segue un flusso come predestinato, che lotta e aggira per oltrepassare ostacoli, che indissolubilmente porta con sè il messaggio originale, e che come per lo stormo di uccelli o del banco di pesci, sembra trarne una gioia nel farlo.

Progetti vs futuro

Entro breve uscirà una nuova release per Undogmatisch, un EP collaborativo di 5 brani.
Non voglio ancora anticipare troppo al riguardo. E' un vinile 12" che si è concretizzato partendo da un contesto di libera improvvisazione con il giovane artista polacco e amico, Lukasz Trzcinski.
Un incontro avvenuto un anno fa e che dopo varie sessioni di registrazione si è sviluppato naturalmente in un concetto ben preciso.
Mi piace collaborare anche se a volte comporta imprevisti; mi accorgo dopo anni di lavoro solitario, di sentire un desiderio piacevole nell'incontro/scontro, poichè si attua sempre un tentativo di tradurre questo impulso in confronto, in ricerca. L'esperienza di gruppo con i Minox ha ovviamente e fortunatamente segnato il mio attuale approccio con la composizione e il confronto.


Mirco Magnani: https://soundcloud.com/mirco_magnani

Undogmatisch: https://undogmatisch.bandcamp.com/

 
 

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