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a cura di Mirco Salvadori

Procedere attraverso la notte e la sua ombra amica

Gianni Maroccolo | Alone Vol. Zero - "Notturno Italiano" | Contempo Records

24 Maggio 2019

Mai mi era successo di bloccare il movimento delle dita sulla tastiera in occasione dell'uscita di un disco che consideravo degno di un omaggio scritto, di una segnalazione, di una manciata di frasi che servissero in qualche modo a tradurre quanto, nell'istante dell'ascolto, quel suono riusciva a trasmettermi. La mia solita attività di – forse troppo – fantasioso scrittore sonoro si è quindi arrestata in occasione dell'uscita del primo volume solo di Gianni Maroccolo e lo farà anche con il secondo e via così in modalità perpetua. Il motivo per cui non partecipo alla kermesse recensoria di Alone mi sembra ovvio: conflitto d'interessi, come un tempo si diceva indicando chi quel conflitto lo cavalcava fregandosene ampiamente, tanto che oramai queste due parole sembrano scritte in una lingua sconosciuta. Ma non divaghiamo, noi siamo gente seria, indipendente e crediamo ancora nella correttezza.
Finalmente scrivo mentre sono all'ascolto di un nuovo lavoro di Gianni, un disco che non si porta appresso il carico degli altri due e di tutti gli altri che verranno. Nessuna immagine da ammirare e nessuna frase da interpretare, nessun ospite che interviene alla grande festa dei solchi esplodenti ma solo ed esclusivamente un tosto toscano con il suo amato sigaro tra le labbra che procede lungo un sentiero immerso nella notte e nella sua ombra amica che lo riporta indietro nel tempo, quando si usava ascoltare un impianto di emissione musicale affascinante, la Filodiffusione. Era un sistema radiofonico ai tempi innovativo che proponeva, attraverso i suoi vari canali fruibili solo con apparecchi collegati via telefonica, musica tematica e aveva la sua punta di diamante in un programma che si chiamava, guarda caso proprio "Notturno Italiano", lo stesso nome che Marok ha deciso di dare al lavoro contenuto nel volume 0 di Alone, disco che verrà distribuito, assieme alla seconda uscita del progetto, esclusivamente agli iscritti alla campagna abbonamenti partita prima dell'uscita del Volume 1.
Ma che significa fare musica di questi tempi, qual è il senso che acquista un lavoro creativo racchiuso nel vinile, cosa si può o si cerca di trasmettere attraverso il buio che permea non l'amata notte ma la realtà di un paese in rotta di collisione con le regole primarie della convivenza che prevederebbero tra l'altro, ampia distribuzione di cultura, qualsiasi sia la sua provenienza? Una risposta la può dare questo lavoro, più che solista solitario, di un Maroccolo da sempre attento ai cambiamenti non solo musicali ma sociali e – ma sì, pronunciamola questa parola ahimè depredata del suo reale valore – politici.

"Notturno Italiano" è un lungo viaggio nei pensieri che invadono la mente durante le ore del silenzio e della penombra, sono lievi soffi di vento che potrebbe improvvisamente diventare tempesta ma che, per tutta la durata dell'ascolto, si placano trasportando e mescolando tra loro le numerose tracce che compongono questa playlist suonata alla fioca luce di mille stelle. Detta così sembra che il notturno di Marok sia intessuto sopra un romantico lenzuolo disteso a fremere sotto i raggi lunari ma questa è un'immagine che proprio non appartiene alle due side intensamente vissute usando la materia ambient e i molti suoi derivati, per raccontare una storia in bilico tra paura e profondo piacere, tra gratitudine e voglia di smarcarsi, tra elettronica e intenso viscerale rock.
Per chi come lo scrivente si nutre da molti anni con il suono di derivazione elettro-acustica, le composizioni di Maroccolo sono delle continue sorprese. Il suo sporgersi sul lato prettamente digitale dell'armonia abbraccia movimenti che non appartengono assolutamente al pensiero elettronico del momento, è altro. Ascoltare "Notturno Italiano" è come bere del pregiato vino d'annata mai assaggiato prima, un nettare che contiene note gustative e profumi talmente carichi e densi che basta un solo sorso per rimanerne estasiati, con la voglia crescente di finire la magica bottiglia. Il linguaggio elettro-acustico di Gianni è ruvido, odora comunque di rock ancora carico di spinta e piglio violentemente propositivo che non rinuncia però al confronto con l'essenza sonica. È musica che narra e lo fa usando più livelli di intensità, è risonanza che avvolge con lenta sapienza, sapendo dove andare, trasportandoti direttamente al centro del tuo più intimo battito.
Da qualsiasi parte lo si veda, il "Notturno Italiano" di Maroccolo sprigiona intensità che sale per poi lentamente declinare rivestendo di immagini reali, vere, l'ascolto. Nulla è lasciato al caso se non il momento nel quale si comprende il messaggio. Solo allora iniziano le visioni, in quel preciso istante si realizza di essere una piccola parte del tutto, di un'umanità che soffre o sorride, urla o sussurra, si indigna o reagisce, viene ferocemente colpita al cuore o rinasce e lo fa dentro i confini di un futuro ancora e nuovamente da ricostruire procedendo instancabili, la scaletta musicale del "Notturno Italiano" a far compagnia attraverso la notte e la sua ombra amica.

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Foto di Marco Pacini e Francesco Balestrazzi

 
 

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