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ReadbabyRead intende rendere omaggio al maestro Andrea Camilleri, riproponendo la lettura del bellissimo racconto "Il Giudice Surra", tratto dalla dalla raccolta "Giudici" (Einaudi, 2011), espressamente scritto per l'occasione. Da RBR #93 del 4 ottobre 2012. Il secondo dei due raconti di Oscar Wilde proseguirà dopo questa replica.

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Andrea Camilleri: "Il giudice Surra" (3)

21 Giugno 2019

ReadbabyRead intende rendere omaggio al maestro Andrea Camilleri, riproponendo la lettura del bellissimo racconto "Il Giudice Surra", tratto dalla dalla raccolta "Giudici" (Einaudi, 2011), espressamente scritto per l'occasione. Da RBR #93 del 4 ottobre 2012. Il secondo dei due racconti di Oscar Wilde proseguirà dopo questa replica.


ReadBabyRead #446 dell’11 luglio 2019


Andrea Camilleri
Il giudice Surra

(3a e ultima parte)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
iTunes podcast


voce: Francesco Ventimiglia


"Il giudice Efisio Surra arrivò direttamente da Torino a Montelusa quindici giorni dopo che il primo prefetto dell’Italia unita, il fiorentino Falconcini, aveva preso possesso della carica. Prima che il giudice si presentasse in città di persona, su di lui si vennero a sapere alcune cose. Come? Per quali vie? Forse qualcuno tra i collaboratori che Falconcini si era portato appesso lo conosceva e ne aveva parlato. Per esempio si seppe che pur avendo nome e cognome da sardo, proprio sardo non era in quanto che il suo bisnonno paterno, che era di Iglesias, quando i piemontesi avevano barattato la Sicilia con la Sardegna, si era trasferito a Torino e da lì, avendo messo su famiglia con una torinese, non si era più mosso. Si seppe anche che aveva cinquant’anni, che era un poco al di sotto della statura media, che vestiva sempre con proprietà, che era sposato e padre di un figlio avvocato, ma che a Montelusa sarebbe venuto da solo, almeno in un primo tempo, che come uomo era solitario e di scarsa parola. Come giudice però se ne sapeva poco, avendo sempre fatto parte degli uffici ministeriali e non avendo praticato tribunali. Veniva con un compito certo non facile, rifare di sana pianta il tribunale, che non esisteva più."



“Giudici”

di Francesco Forestiero

Come si intuisce dal titolo del libro (Einaudi, 2011), i protagonisti delle tre storie sono tre giudici. Tre figure raccontate umanamente e professionalmente lungo una cronologia che passa dal racconto post unitario di Camilleri, attraversa la fase degli anni di piombo in cui è ambientato il racconto di Lucarelli per arrivare fino ai nostri giorni con De Cataldo.

Il primo racconto è "Il giudice Surra" di Andrea Camilleri. Lo scrittore siciliano narra di un inflessibile uomo di legge, di una persona mite che, senza saperlo, diventa un eroe per tutti gli abitanti di Montelusa, il piccolo paese siciliano in cui è ambientato il racconto. La storia si svolge in un periodo molto particolare: quello appena successivo all’unità d’Italia. Il giudice Surra, trasferitosi da Torino e ancora poco conoscitore del posto, entra in conflitto con un’organizzazione locale anomala: una strana associazione che si fa chiamare “Fratellanza”. Un gruppo di persone che presto verrà etichettato come “Maffia”. Inconsapevole del gioco sporco e della spietatezza di certa gente, Surra si troverà a fronteggiare un pericolo dopo l’altro e a combattere, inconsapevolmente, lo strapotere dei piccoli boss locali. 

Il giudice Surra, seguendo i suoi meticolosi principi e sorprendendo i suoi stessi collaboratori, non solo riesce a scampare ai macabri avvertimenti e agli agguati del preoccupatissimo don Nené ma, ignorando spontaneamente l'esistenza dell'organizzazione mafiosa, al tempo già ben definita e perfettamente strutturata, è capace di far trionfare la giustizia trasformandosi in una sorta di eroe involontario. Camilleri, come spesso accade, infarcisce la sua narrazione con battute in siciliano e colora la storia con quell'ironia amara che da sempre caratterizza la sua scrittura.

Scritto in maniera impeccabile, Il giudice Surra è un racconto che ricorda i romanzi gialli del commissario Montalbano. Lo stile è lo stesso: periodi concisi ed essenziali, descrizioni veloci e scarne, dialoghi brevi e stringati alternati da parole in dialetto siculo. Camilleri, ancora una volta, si conferma un maestro nel tratteggiare le bellezze della sua terra. E lo fa con sagacia ed ironia, strizzando l’occhio al lettore. In più d’una occasione, riesce a strappare un sorriso a chi legge; a volte per le traversie del protagonista narrate con disinvoltura, altre volte per i termini adoperati, scelti saggiamente con acume e sagacia. È un racconto geniale, surreale, che lascia l'amaro in bocca.


Nota al racconto "Il giudice Surra"

Riporto qui un passo della relazione di don Pietro Ulloa che sicuramente, se l’avesse letto, assai avrebbe interessato il giudice Surra.
«Non vi è impiegato in Sicilia che non si sia prostrato al cenno di un prepotente e che non abbia pensato di trarre profitto dal suo ufficio. Questa generale corruzione ha fatto ricorrere il popolo a rimedi oltremodo strani e pericolosi. Vi ha in molti paesi delle Fratellanze, senza riunione, senz’altro legame che quello della dipendenza da un capo, che qui è un possidente, là un arciprete. Una cassa comune sovviene ai bisogni, ora di far esonerare un funzionario, ora di conquistarlo, ora di proteggere un funzionario, ora d’incolpare un innocente...»
Dunque il giudice Surra ignorò l’esistenza della Fratellanza, che già ai suoi tempi si chiamava maffia e che poi, strada facendo, perdette una effe.
La domanda è: se ne fosse stato al corrente, il suo atteggiamento sarebbe stato diverso?
Sinceramente, crediamo di no.
Crediamo anzi che il giudice, nel suo intimo, ne volle ignorare l’esistenza. Agì come se non ci fosse e, così facendo, inconsapevolmente l’annullò.

Andrea Camilleri 



Le Musiche, scelte da Claudio Tesser

Quartetto italianoQuartetti per archi [Wolfgang Amadeus Mozart]
The Rolling StonesShake Your Hips [James Moore aka Slim Harpo]

 
 

Copertina:
Una foto di Petros Markaris e Andrea Camilleri, vincitori del Premio letterario Raymond Chandler Awards 2011, assegnato all'interno del Courmayeur Noir in Festival.

 
 

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