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Vite allo specchio

Intervista a Nadia Lattanzi su Io, Clara...e le altre

Albatros edizioni, 2011

26Settembre2011

Un incrociarsi di vite, legami sconosciuti o semplicemente svelati a metà. Storie di donne, storie di vita amara ma con un risvolto dolce e amorevole. Ciascuna storia racchiude in sé una sorta di “riscatto”, la possibilità di guardare oltre, di tornare a vivere.
Nadia Lattanzi ci pone di fronte ad una serie di ritratti di donne contemporanee. Donne che hanno subìto la vita, ma che grazie a speciali incontri e una sana dose di coraggio ne escono moralmente vincitrici.
Clara, Claudia, Francesca, Bahiyah, sono solo alcune delle protagoniste di “Io, Clara... e le altre” (Albatros edizioni) tutte donne, molte madri.
Qui di seguito sarà proprio l'autrice, Nadia Lattanzi, a darci qualche altra informazione sul suo libro.

Anzitutto pare interessante capire se lei è una delle protagoniste o, se così non fosse, in quale delle donne si identifica maggiormente e per quale ragione?
Cominciamo col dire che ogni donna qui descritta è un po' dentro me..ogni caratteristica, peculiarità di ognuna di loro viene da dentro me. Da qui la copertina di una donna davanti allo specchio. Ognuna di noi accoglie un po' delle donne che vediamo fuori e ognuna di noi dona un pezzetto di se allo specchio. Gli stessi frammenti che ho tentato di  raccontare in questo libro. Sono particolarmente affezionata a Rita che non è altro il modo in cui vedo la continuazione di un rapporto che non ci può essere più attraverso i canali canonici. Quella donna ama ancora e vive ancora la sua famiglia sebbene non lo faccia più nella maniera in cui noi siamo abituati a pensarla. Come amo pensare che faccia mia nonna pur non essendoci più.
Amo Emma, anche se mi disturba come rappresentante femminile ma so che esiste, perché riesce a essere lo specchio di molte donne che con il lavoro che faccio sono costretta a conoscere. Donne che in qualche modo, attraverso lo shopping o il lavoro..o ancora i figli, castrano il loro compagno e talvolta lo costringono a scappare. Sono certa che ognuna di noi abbia un pezzetto di lei dentro!

Probabilmente la storia più coinvolgente è quella su Claudia e Francesca. Un amore sincero, condiviso e vissuto appieno. Cosa l'ha spinta a descrivere questo rapporto in maniera così minuziosa?
La storia di Claudia e Francesca è la storia del mio amore, della scoperta dell'amore per la mia compagna..scoperta forte, destabilizzante, ma travolgente a tal punto da non poter decidere di vivere senza di lei. La storia di un periodo semplice e confuso allo stesso tempo..di cambiamento fatto insieme..e il risveglio brusco verso una realtà che non ci accettava, ma che anzi ci additava come diverse è nella metafora del ragazzo del treno che sveglia Francesca dal sonno e in qualche modo la trascina nella realtà. Una realtà nella quale, io e Ariela nonostante gli sforzi del mondo intorno, non ci siamo lasciate trascinare continuando a vivere questa storia d'amore semplicemente come tale. Una grande storia d'amore con tutti i problemi di una coppia “normale” e tutte le gioie di coppia. Né più ne meno.

Per ricollegarci a quest'ultima domanda, ma soprattutto alla femminilità, protagonista del suo libro, le chiedo se la condizione della donna in Italia l'ha in qualche modo ispirata e, soprattutto, cosa pensa a proposito.
Sono cosciente che la condizione femminile in Italia abbia subito notevoli progressi e che la sua ascesa sia stata un merito personale e non “una raccomandazione”, ma sono altrettanto convinta che ancora si possa fare. Ci sono donne che resteranno nella storia, alcune ci sono entrate postume e altre no, ma c'è un intero universo femminile nella quotidianità che con la loro sensibilità, intelligenza e forza possono continuare a cambiare le cose. La storia di Clara non è altro che la mia visuale di una “barbona” che vive sulle scale di una stazione della metropolitana a Roma e che io vedo ogni mattina da vent'anni. La vedo li ogni giorno sorridente e con tante persone intorno che l'aiutano (per lo più donne, ma il Franco del bar esiste anche se con altro nome!) e ogni mattina quella signora mi regala un sorriso. Anche questo può fare. Anche questo fa. La Marta del brevissimo racconto indica che c'è ancora una realtà nascosta dietro le persiane di un qualunque appartamento romano?, ma c'è chi riesce ad aprirle e uscire alla luce del sole!!!..e anche questo aiuta a cambiare le cose!

Per concludere, sembra che questo libro si presti ad un seguito. Molte delle storie narrate potrebbero essere l'inizio di nuove vicende. Può svelarci qualcosa a proposito?
In realtà il seguito è già in lavorazione..nuove vicende e nuove prospettive da dove guardare i “vecchi personaggi”. E ancora nuove donne da scoprire cosicché lo specchio diventerà più grande...trovo questo “seguito” più difficile perché ho voglia di scandagliare di più l'animo femminile e vorrei che fosse, ancora una sorpresa per chi legge sapere chi c'è dentro me. La ricerca non sta troppo nelle vicende che narro quanto negli occhi e nel cuore di chi le vive.
 

 
 
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