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Templebeat – Interzone

(Lp, Aspecto Humano Rec., 2019)

6 Dicembre 2019

Erano gli anni 90.
Gli anni novanta furono una deriva straordinaria, la rivoluzione elettronica, la disgregazione delle identità che hanno fatto l’ossatura del ventesimo secolo, la comunicazione globale e musicalmente la fine delle onde musicali.
D'un tratto non ci sono più new wave e neppure no-wave, perché l’onda è il mondo stesso, internet, la digitalizzazione, la musica diventa liquida ed infinita e rende tutto più complesso (più ricco?!). L'inizio degli anni '90 furono il periodo di quel passaggio, vissuto con la giusta irrequietezza da chi era minimamente riflessivo e da chi non era rimasto abbagliato dal facile entusiasmo per l'era digitale. We Are Reasonable People with Weird And Radical Projects.
La WARP, etichetta simbolo di questa rivoluzione, ha dato voce e colonna sonora alle nostre isolate "bedroom discoteque" mentre il web si formava. I primi lavori di questa label si collocavano in una “terra di mezzo” tra l'elettronica industrial anni '80 e la nuova era “ambient techno” (Sweet Exorcist, Forgemasters, LFO...). In questa “interzona” tra l'oscurità degli anni 80 e la promessa di una luminosa nuova era si muovevano anche i Templebeat, band trevigiana che all’inizio degli anni novanta acquisì una notevole visibilità internazionale.

Torna ora disponibile - dopo quasi 30 anni – Interzone, uno dei primi lavori della band.
Il quartetto (Rudy Dalla Mora, Pietro Zanetti, Giorgio Ricci e Michele Benetello) fu tra gli autentici pionieri di quell’elettronica radicale in odor di industrial ed allo stesso tempo proiettata nella nuova era che si sviluppò tra il finire degli anni ottanta e l'inizio degli anni 90. Carriera breve ma dalle ricche soddisfazioni: nel 1992 il loro secondo singolo Einstein On The Beach guadagna le classifiche specializzate, divenendo in breve uno dei riempipista di punta della stagione in Germania (Technoclub) e Inghilterra (Hardclub e Eurobeat 2000). E ancora: due album sulla prestigiosa etichetta Dynamica, una capillare distribuzione Rough Trade in Gran Bretagna, la vittoria all’Arezzo Wave del 1991, l’inclusione in alcune compilation statunitensi, uno speciale sulla MTV britannica, numerose apparizioni televisive (Rai, Videomusic e la ZDF tedesca) e un intensa attività live in tutta Europa (culminata con la chiamata al Popkomm di Colonia) fecero dei Templebeat una delle migliori e più tenaci merci d’esportazione del nostro paese. La riedizione in vinile a cura dell’etichetta spagnola Aspecto Humano riporta integralmente gli otto brani del nastro originario arricchito da una nuova masterizzazione ad opera del dj e produttore olandese Alden Tyrell.

Il pensiero positivo, quello della crescita infinita , quello dell'ottimismo ad ogni costo che ha contraddistinto l'era elettronica di inizio anni '90  si è rivelato ben presto un'illusione facendoci ripiombare un una visione “no future” forse ancora più radicale di quella degli anni 80. Ecco allora che rivivere un suono oscuro che leggeva le inquietudini di un periodo storico dove tutto sembrava luminoso e progressivo, può tornarci utile. Peraltro anche molto piacevole.

 
 

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