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The end is near... Buon anno nuovo!

Una riflessione di fine anno dai librai di Sherbooks

27 Dicembre 2019

 

The end is near... Buon anno nuovo!

Una riflessione di fine anno dai librai di Sherbooks


Ed eccoci qua, dopo vischio e panettone, pronti a salutare e a ponderare sul 2019 giunto al temine della corsa. Per fare questo, una buona selezione di fatti, eventi o temi è di certo un esercizio adatto allo scopo e applicabile ad ogni scibile umano. Se poi la chiusura, come per questo giro, è pure di fine decade il tutto acquista un po' di gusto in più.

Alcuni di voi, adesso, si staranno chiedendo a che pro, però, adeguarsi a tale consuetudine. Beh, per almeno tre buone ragioni, vi risponderei.
In primis perché è divertente.

In secondo luogo perché una semplice lista vi permetterà di andare a brindare la sera del 31 dicembre con un refresh mentale socialmente utile in caso di conversazioni un po' carenti e scadenti. In terza battuta, un elenco ben fatto vi fornisce la capacità di cogliere rapidamente gli eventi dirompenti di un periodo. Una leggenda tramite cui orientarsi nella mappa sempre troppo affollata da accadimenti minori.

E allora, tra le tante liste possibili, non potevamo non dedicarne una al mondo librario per raccontare il periodo 2010-2019.

Non aspettatevi, però, un'enumerazione di titoli pubblicati. Di questo divertissement ne trovate il mondo social già bello che fornito. Sono i momenti salienti, quelli che hanno scatenato polemiche e cambiato le carte in tavola, il vero sugo della carta dei fatti che vi sto per proporre.


E allora che i giochi abbiano inizio!

Partiamo con l'anno in chiusura. Un 2019 che ricorderemo per avere visto l'assegnazione di due premi Nobel alla letteratura e uno di questi conferito al decisamente discutibile scrittore Peter Handke, autore anche di dichiarazioni revisioniste sulla guerra serbo-bosniaca. Inoltre, ci rammenteremo di questi trecentosessantacinque giorni per la bagarre che ha interessato l'ultima edizione del Salone del libro di Torino dove si era inizialemente aperto lo spazio alla casa editrice
Altaforte, che oltre a una serie di inquietanti titoli a catalogo, ha pubblicato un'intervista all'allora ministro Salvini curata da Francesco Polacchi, ex responsabile di Blocco studentesco e membro decennale di Casa Pound.

Il 2018 se l'è cavata al contrario con una bella non assegnazione del Nobel per la letteratura a causa dello scandalo che ha interessato il marito di una giurata dell'Accademia.

Nel 2017, invece, sempre all'interno del prestigioso riconoscimento svedese, abbiamo assistito all'assegnazione del titolo a Bob Dylan. Le polemiche, la sua non partecipazione alla cerimonia e l'attesa per il discorso hanno tenuto banco per mesi.

Il 2016 sarà ricordato per l'intensa discussione tra il Salone del Libro di Torino e la Aie
(Associazione Italiana Editori) in merito alla decisione di creare anche a Milano una fiera libraria.

Nel 2015 l'apertura della casa editrice indipendente La nave di Teseo ha fatto balzare con la sua innaugurazione anche nelle prime pagine dei quotidiani la questione degli assetti del mercato editoriale italiana, sempre più a rischio di monopolizzazione da parte di poche realtà imprenditoriali.

Sempre in prima pagina, poi, vi è giustamente finita anche la diatriba tra alcuni sindaci tricolore contrari ad avere nelle scuole i libri gender e le relative e sensate controrisposte di associazioni e cittadini.

Il 2011, invece, ha dato risalto al mistero letterario ancora insoluto inerente alla vera identità celata dietro Elena Ferrante.

Ma è con il 2012 che vi voglio chiudere questa veloce passerella. Questo è l'anno in cui
l'Assessorato alla cultura di Milano decise in accordo con il mondo dell'editoria di organizzare un evento, il Bookcity, dedicato alla realtà libraria, declinata nelle sue varie sfaccettature, tramite momenti dedicati e realizzati lungo tutta la rete metropolitana.

In tale idea di unione di un mondo editoriale che si dissemina tra le strade e la realtà viva di uno spazio urbano trova senso, speranza e buon proposito per il futuro concludere questa sfilata di avvenimenti. Avere una cultura letteraria inclusiva e pervasiva, che non lasci più nessuno a margine e che non sia a sua volta una cultura marginale, da spolverare solo per le grandi occasioni è l'obiettivo da perseguire. Buon anno nuovo!

 
 

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